Nel giro di soli pochi minuti Trevor si fermò di fronte ad una casa, proprio pochi metri a distanza di Lester. Si alzò dal quad e si mise il telefono nel suo jeans sporco e fetente, probabilmente non lavava mai i suoi panni. Camminò furibondo verso la porta della casa e la prese ad aggressivi calci.
- C-Chi cazzo è, Brucie sei tu? Sarebbe ora di smettere con gli steroidi, amico...
Si udì sonoramente una voce con accento europeo pronunciare quella frase. L'uomo che parlò aprì la porta agitato e guardò Trevor con la bocca semi-aperta.
- Non compro niente, non c'è bisogno di bussare così forte...
Trevor spinse l'uomo europeo facendolo quasi cadere ed entrò in casa.
- Non sono un venditore ambulante, ok? Sono qui per socializzare.
L'ex rapinatore si guardò intorno. Era un corridoio dritto con alcune porte in legno. Il cugino del rapinatore di Paleto Bay si alzò un po' intimorito.
- Non è una cosa che succede spesso, vedi, non so chi tu possa essere o per cosa tu sia venuto qui, non ho più alcun debito e vivo una tranquilla vita legale nella Roman Bellic Enterprises...
Trevor si girò verso Roman.
- Sei anche tu il capo di un'azienda eh? Eppure non ti ho mai visto in mezzo agli affari... Conosci i Lost MC? Gli Aztecas?
- I Lost... Credo di sì, ma tanti anni fa, cioè... Non hanno nulla a che fare con la mia impresa!
Trevor si avvicinò lentamente ed ulteriormente a Roman, facendolo indietreggiare.
- Che cosa tratti, eh?
- Taxi...
L'uomo pazzo strinse i pugni e usò tono sempre più inquietante.
- Non tratti armi, droga, niente? Sei una cazzo d'impresa legale? Che delusione... Motivo in più per ammazzarti.
Roman si portò due mani aperte al petto in direzione dell'uomo entrato in casa.
- No no, t-ti serve qualcosa? Se ti serve aiuto mio cugino anni fa era nel giro e se la cavava, ti prego, non uccidermi...
- È proprio per tuo cugino che sono venuto qui. Niko Bellic. Dove abita? Dammi il suo cazzo d'indirizzo o ti strappo un occhio e me lo mangio crudo, hai sentito?
Roman indietreggiò talmente assai da uscire dall'appartamento.
- Abita a Paleto Bay, a nordest in una casa più o meno alta... Non so molto a riguardo ne tantomeno l'indirizzo preciso, non ci parlo da mesi per molti avvenimenti... Per favore ora vai... Vai da lui e non farmi del male, ok?
- Non è abbastanza.
Roman stava per rispondere ma si beccò un cazzotto sul naso, che cominciò a sanguinare lasciando colare il sangue fino al mento. Era ancora cosciente. Trevor lo prese per il braccio trascinandolo con sé fino a portarlo fuori casa di Lester. Bussò fortemente, la telecamera esterna lo inquadrò.
- Che cazzo hai fatto? Ti pare di portarmi qui il cugino del rapinatore?!
Parlò attraverso il microfono esterno piazzato vicino all'entrata.
- Apri e basta.
La porta si aprì. L'ex rapinatore giunse da Lester portando con sé Roman, che si manteneva la bocca sanguinante.
- Mia moglie tornerà a breve a casa con la bambina, se non mi trova in casa penserà che sto con un'altra donna, lasciatemi andare!
- Il cugino non sa dove abita. Ci serve un altro indirizzo.
Disse Trevor riferendosi a Lester.
- E perché l'hai portato qui, ora sa dove abito, non possiamo più lasciarlo andare!
- Non ho mai detto di voler lasciarlo andare... Io e lui dobbiamo parlare, da azienda ad azienda.
Roman si dimenò. Gli vennero a mente le precedenti torture subite per colpa del cugino, e ciò si stava ripetendo.
- Ad ogni modo dovresti interrogarlo meglio. Non voglio rischiare che porti
altra gente a casa mia.
Rispose Lester portandosi le mani all'ombelico.
- Sei tu il capo, non è così mr. Crest?
Trevor sparse le braccia a destra e sinistra, lasciando erroneamente Roman. Lo afferrò pochi istanti dopo e gli tirò un ulteriore cazzotto sul viso.
Il tassista indietreggiò cominciando a piangere ed urlare.
- Dove cazzo abita tuo cugino, Niko Bellic, rapinatore della banca di Paleto Bay, eh?
- Te l'ho detto, non ci parlo da mesi, non so dove abita! So solo che è nei dintorni di Paleto Bay, qualche chilometro dopo il locale gestito dai motociclisti...
Lester guardò abbastanza neutro la scena.
- Allora rispondi a questo... Ora che ti ho portato a casa del mio caro amichetto, qui... Cosa mi vieta di ucciderti?
Roman si sforzò di trovare una soluzione. Stando a fatti precedentemente accaduti, il cugino avrebbe risolto il problema.
- Ok, ok, senti... Posso provare a chiamarlo, ma non so se il suo telefono funziona ancora...
- Ottima idea! Mi hai rallegrato la giornata, perché non l'hai detto prima?
- Uhm...
Trevor prese l'Europeo per il collo e gli sbatté la testa nel muro di legno distruggendolo, lasciandolo cadere nelle macerie. Cominciò a sanguinargli la testa.
- Che cazzo combini, è casa mia, Cristo!
Lester continuò ad assistere alla scena non potendo fare nulla per fermare lo psicopatico.
- Io sto cercando di lavorare qui, e lui mi fa perdere tempo...
Roman non si alzò.
- È vivo?
Chiese l'hacker, fantasticando malinconicamente di dover rimediare a un sacco di problemi creatogli dall'ex compagno di rapine. Trevor si mise in ginocchio e portò la sua mano sul suo petto, sentendo il battito cardiaco.
- Sì, è solo caduto in un sonno profondo.
Gli prese il telefono dalla tasca. Era dell'iFruit, con una crepa sullo schermo probabilmente dovuta all'impatto subito poco prima. Cercò nei contatti, e a distanza di pochi secondi trovò uno segnato "Cugino N"; si apprestò a chiamarlo.
Lester avanzò sulla sedia a rotelle guardando il corpo sanguinante di Roman; dopo poco ci fu una risposta alla chiamata.
- Cugino?
- Stammi bene a sentire, sceriffo da quattro soldi, ti sei montato troppo la testa, qui gli unici veri rapinatori degni di essere chiamati tali siamo io e la mia squadra, non un europeo del cazzo sbarcato da Liberty City a Los Santos portando via da una ricca banca una minuscola cifra pari a 50.000 fottuti dollari!!
L'uomo psicopatico parlò tutto d'un fiato.
- Chi cazzo sei tu? Perché hai il telefono di mio cugino?!
Trevor fece una risata quasi macabra di breve durata.
- È qui sdraiato vicino a me, te lo passo? Roman, vuoi parlare con tuo cugino? Cosa? No? No? Forse perché hai il setto nasale rotto e il cranio da curare? Beh grazie per la risposta, europeo!
Lester si portò le mani alla testa e abbassò lo sguardo. Trevor stava per attirare a sé mezza polizia di San Andreas parlando a telefono di ciò che aveva commesso.
- Ti auguro che siano solo stronzate.
- Oh, ti assicuro che non lo sono... Incontriamoci a Vinewood Hills sta sera, sulle colline, lì vedremo chi è il vero rapinatore con tanta esperienza. Mi riconoscerai subito...
- Porta mio cugino a casa, se muore giuro che farò del mio meglio per metterti sottoterra, maniaco del cazzo.
- Sarà più divertente, non dici? Porterò tuo cugino nel cofano dell'auto, sta a lui restare in vita fino a sta sera.
- Non può resistere, coglio-
Trevor staccò la chiamata.
- Ho appena preso un appuntamento con una donzella!
Esclamò l'uomo pazzo riferendosi a Lester.
- Sarà meglio che pulisci questo casino. Porta via quest'uomo da qua, porta lontano anche il suo telefono, e cerca di non farti vedere per un po'.
Rispose l'hacker guardando l'artefice di un enorme guaio.
- Io e te non abbiamo ancora finito, Lest. Quest'europeo dice di avere più esperienza di un intero paese di criminali, non è vero?
- No no no, non pensarci nemmeno, per favore...
Lester scuotè la testa girandosi verso il suo computer con la sedia a rotelle.
- Quindi porterò con me all'appuntamento anche un paio di amici della comitiva!
Trevor si avvicinò camminando lentamente verso Lester.
- Non lavoreranno gratis. Intendi pagarli?
Chiese.
- Certo che sì, ma avvisali che la paga non sarà enorme. Servono solo per fare presenza.
Lester cominciò a digitare sulla sua tastiera. Inviò un email precisa a tutti gli ex componenti dei colpi, ossia Packie, Taliana, Karim, Chef, Michael e Franklin.
- Li ho avvisati, attendo risposta...
Lester sospirò.
Non pensava neanche lontanamente a contraddire Trevor. Conoscendolo, specialmente in quello stato emotivo, sarebbe potuto succedere di tutto.
Chi avrà la meglio tra i due? Niko, o un gruppo di criminali esperti che ha rapinato la protettissima Union Depository? Accadrà un imprevisto? O no? Troppe domande, andate a letto
