Izzie Stevens aveva trascorso gli ultimi dieci minuti a litigare con il distributore in corridoio, una difficile "lotta psicologica" che nel migliore dei casi si sarebbe conclusa con un pessimo caffè dal sapore d'ospedale.
Tuttavia una dose massiccia di caffeina era esattamente ciò di cui aveva bisogno per arrivare alla fine del suo turno che ormai durava da quasi 10 ore.
Poco lontano da lei, accanto alla nurses' station, Cristina Yang e George O' Malley si litigavano un caso appena sottoposto all'attenzione del reparto di chirurgia e nessuno dei due sembrava disposto a cedere.
"Non ci provare Bambi, questo paziente è mio!"
"Ero io insieme alla dottoressa Bailey quando è arrivato, quindi questo paziente è mio!"
"Ma sono io che prenotato tutti gli esami preoperatori, quindi…"
"Quindi nessuno di voi avrà questo paziente a meno che non sia io ad assegnarglielo!"
intervenne sopraggiungendo in quel momento la dottoressa Bailey, strappando dalle mani di Cristina la cartella clinica.
I due specializzandi si scambiarono un'occhiata di sfida e contemporaneamente rivolsero alla Bailey uno sguardo pieno di zelo, che tuttavia sapevano non sarebbe servito a nulla.
Proprio in quel momento Izzie li raggiunse stringendo tra le mani un bicchiere di caffè caldo.
"E' mio quel caffé Stevens?" chiese distrattamente la dottoressa Bailey senza sollevare gli occhi dalla cartella.
"Ecco veramente…"
Solo a quel punto la Bailey sollevò lo sguardo puntandolo dritto verso Izzie.
"Ma…ma certo dottoressa Bailey…lo prenda pure!" si affrettò a dire Izzie porgendole quel tanto agognato bicchiere, frutto di tanta fatica.
"Molto bene…" concluse la dottoressa Bailey iniziando a sorseggiare il caffè sotto lo sguardo divertito di Cristina e George che avevano assistito all'intera scena.
"O' Malley il caso è tuo…Yang tu mi servi al pronto soccorso!"
"La ringrazio dott. Bailey!" disse sincero George allontanandosi con la cartella non prima di aver lanciato a Cristina uno sguardo pieno di soddisfazione.
"Ah, ma che bellezza! Fare suture e applicare cerotti a mocciosi imbranati era proprio ciò che volevo. Grazie mille dott. Bailey!" esclamò sarcasticamente Cristina avviandosi verso il pronto soccorso.
"Non c'è di che dott. Yang" rispose altrettanto sarcasticamente la dott. Bailey, prima di allontanarsi lei stessa lasciando lì soltanto Izzie e per di più a mani vuote.
"Ed io che faccio?" sbottò quest'ultima quando però ormai la dott. Bailey era troppo lontana per sentirla.
"Potresti aiutarmi con la ragazza della 2042"
Izzie si voltò riconoscendo la voce di Meredith. Quest'ultima si fermò accanto a lei appoggiando la cartella della sua paziente sul banco della nurses' station per sottoporlo all'attenzione di Izzie.
"Che cosa abbiamo?" chiese lei incuriosita dal fatto che Meredith le avesse chiesto di collaborare.
"Debra Carlton, 30 anni, domani subirà un'operazione per il cambio di sesso…"
"Un cambio di sesso?!" ripetè stupita Izzie guardando Meredith con gli occhi spalancati.
"Sì, se ne sta occupando Sloan. Ma sai qual è la cosa più assurda? Alex non ha battuto ciglio quando Sloan l'ha assegnato a me. Anzi sembrava avesse fretta di ritornare a ginecologia! Non è strano?"
"Eccome se lo è! Credo stia tramando qualcosa…vorrei soltanto sapere cosa!"
"Qualunque cosa sia…lo scopriremo presto. Cristina ha dato disposizioni tra gli infermieri di ginecologia affinché lo tengano d'occhio…"
"Non ci credo!" intervenne all'improvviso Izzie cambiando tono…
"Credici invece! Cristina è capace di tutto!"
" Ma no, non mi riferisco a questo, guarda lì!"
Proprio in quel momento Mark Sloan stava facendo il suo ingresso nel reparto di chirurgia con in braccio Erik Shepherd. Il bambino stringeva in una mano un bicchiere di plastica dal quale usciva del fumo che si perdeva nell'aria man mano che Mark avanzava: non ci mise molto Izzie ad indovinare che si trattasse di cioccolata calda, considerando il colore che avevano assunto le labbra del bambino.
Nell'altra mano Erik teneva una macchinina rossa, una di quelle telecomandate che portava sempre con sé dovunque andasse.
"Non posso credere che gli permetta di bere la cioccolata calda a due centimetri dal suo nuovo giubbino di pelle…"
"Non posso credere che sia andato lui a prenderlo all'uscita dal corso di nuoto!"
"Non doveva andarci Derek?"
"Sì, ma Derek è in chirurgia, quindi sarebbe dovuta andarci Addison…"
Izzie si voltò a guardare il tabellone…
"A quanto pare anche Addison è in sala operatoria…"
Entrambe rivolsero lo sguardo verso Mark ed Erik.
Quest'ultimo se ne stava seduto sul banco dell'accettazione con i piedi penzolanti, mentre giocava con la macchinina facendola andare avanti e indietro per il corridoio tramite un joystick a distanza; con l'altra mano, invece, continuava a reggere il bicchiere di cioccolata.
Mark intanto gli teneva un braccio sul ginocchio in modo che non si sporgesse troppo in avanti e nel frattempo armeggiava con il suo cercapersone.
Ogni tanto alzava la testa e sorrideva divertito dalle manovre che Erik faceva eseguire alla macchinina. Poi gli passava affettuosamente una mano tra i capelli e gli sussurrava qualcosa all'orecchio,facendo ridere Erik di gusto sotto lo sguardo allibito delle infermiere.
"Quando è con quel bambino, non sembra nemmeno lui…" osservò Izzie assistendo alla scena.
"Sembra quasi…uhm…come dire…umano!" continuò cercando le parole giuste.
"Mark ed Erik sono molto legati. Quel bambino conta davvero tanto per lui ed Erik gli vuole molto bene, anche se a Derek non va giù che passino del tempo insieme…"
"Non deve essere una situazione facile…"
"Non lo è affatto…" concluse Meredith pensando a quanto si fosse arrabbiato Derek l'altra sera quando aveva saputo che Erik e Mark avevano passato l'intero pomeriggio insieme al parco…
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"Ju ju!" gridò entusiasta Erik quando Addison gli fu abbastanza vicino. La guardò felice con gli occhi luccicanti e le porse il bicchiere che aveva tenuto in mano fino a quel momento.
"Oh…ju ju…" ripeté Addison stampando un bacio sulla fronte di suo figlio prima di togliergli dalla labbra i segni della cioccolata con un dito.
"L'abbiamo comprata io e lo zio Mark per te. Prendila. Papà dice sempre che non si rifiuta mai una juju!"
"E' vero Addison, non si rifiuta mai una juju…" intervenne Mark guardando Addison nello stesso modo in cui la stava guardando Erik.
"Bèh, se me lo chiedete in questo modo, non posso rifiutare" continuò Addison stando al gioco e bevendo un sorso di cioccolata dal bicchiere.
"Mami, ci sono Izzie e Meredith laggiù! Posso andare a salutarle?"
Addison si voltò nella direzione in cui indicava suo figlio e vide le due specializzande farle un cenno.
"D'accordo, vai a salutarle, ma la macchinina resta qui! Non si gioca nei corridoi dell' ospedale!"
"Ma lo zio Mark aveva detto che potevo!"
"Lo zio Mark dice un sacco di cose stupide…"
"Non darle retta scricciolo, lei è una femmina, non sa quello che dice…"
Erik ricambiò l'occhiolino fattogli da Mark e corse verso la nurses'station dove lo stavano aspettando Meredith ed Izzie.
Addison lanciò un'occhiataccia a Mark per la frase appena detta e lui di tutta risposta le sorrise divertito avvicinandosi di più a lei.
"Dobbiamo parlare…" iniziò subito Addison facendo un passo indietro e sfilandosi gli occhiali.
"Parlare è così sopravvalutato…"
"Mark, ti prego, sii serio per una volta! "
"D'accordo…che c'è che non va?"
"Hai parlato con Derek?"
"Non vuole parlarmi…"
"Devi insistere!"
"Stiamo parlando di Derek Shepherd, esiste qualcuno di più testardo di lui su questa terra?"
"Lo sai che non vuole che tu stia con Erik…"
"Non può impedirmi di vederlo…"
"E' quello che ha intenzione di fare…"
"Dannazione ho trascorso più tempo io con quel bambino in quest'ultimo anno di chiunque altro, gli ho fatto da padre quando lui se n'era andato via, ero lì quando Erik piangeva o non riusciva a dormire o quando arrivava primo ad una gara di nuoto… E adesso Derek vorrebbe che uscissi dalla sua vita, così, all'improvviso? Questo non accadrà mai…sono una delle poche certezze che resta a quel bambino e non ho intenzione di dargli un'altra delusione. Ne ha già passate tante…"
"Lo so…è per questo che voglio che tu e Derek chiariate questa storia una volta per tutte. Non voglio che Erik ne soffra…non sarebbe giusto…"
Ci fu un momento di silenzio. Mark si rifece più vicino guardando Addison più intensamente come se cercasse di capire cosa le passasse per la testa.
"Sarebbe tutto più facile se tu ed Erik faceste le valige e tornasse con me a New York. Mi occuperei io di voi…"
A quelle parole Addison sentì una fitta allo stomaco e dovette controllarsi per non alzare la voce…
"Pensavo fossi stata chiara l'ultima volta! Erik ed io non andiamo da nessuna parte e soprattutto non abbiamo bisogno che tu ti occupi di noi!"
"Ma perché non vuoi capire?! Erik qui non è felice! Tornare a NY potrebbe fargli solo bene…"
"Non torneremo a NY tutti e tre insieme a giocare alla famiglia felice quando non ci sarebbe niente per cui essere felici! Non ha funzionato un anno fa e non funzionerebbe adesso…discorso chiuso. Non voglio più parlare di questo."
"E' per Derek,vero?Come sempre del resto...questo non cambierà mai...non è forse così?"
Mark le si avvicinò piano, accarezzandole una guancia mentre le spostava dietro l'orecchio una ciocca di capelli che le era ricaduta sul volto nel momento in cui Addison aveva abbassato lo sguardo.
A quel punto lei gli scostò la mano e alzò il capo guardandolo dritto negli occhi…
"Devo andare da Erik…" disse con un filo di voce
"Starai dalla mia parte quando parlerò con Derek?" gli chiese lui sostenendo lo sguardo.
Per tutto il tempo in cui era stata lì a parlare con Mark una parte di lei aveva sempre saputo che alla fine le sarebbe toccato fare una scelta. Un' altra scelta…forse la stessa che in passato aveva già dovuto fare. Ma questa volta era più semplice perché sapeva esattamente cosa dire…
"Starò dalla parte di Erik, Mark…come sempre…"
