Capitolo 4 – Amore

Draco P.O.V.

Non riuscivo a prendere sonno. Ricordi frammentari di quello che era successo quel pomeriggio mi balenavano nella mente, senza che potessi controllarli; la caduta, il fango, il dolore,… e poi lo sguardo di odio puro che mi aveva rivolto… se era arrivato a volermi uccidere dovevo averlo spinto all'esasperazione…

- Draco – sentii una mano posarmisi delicatamente sulla spalla.

Non mi girai. Non ne avevo bisogno.

- Mercy…  cosa fai qui? –

- Sono venuta a trovarti… -

Mi voltai a guardarla; i suoi occhi verdi esprimevano la stessa tristezza dei miei.

- Ti ringrazio per il pensiero, ma non c'è niente che tu possa fare per me. Anzi, aspetta un attimo… –

Ci avevo riflettuto parecchio. Era la soluzione migliore; avrei detto a Silente… o a qualcun altro di affidabile, quello che sapevo sui Mangiamorte, così non ci sarebbe stato più bisogno di me. Libero dal mio compito, libero di andarmene.

- Anzi, tu sei proprio la persona che fa il caso mio – dissi con fredda risolutezza

- Non voglio sapere a cosa ti riferisci… ma sai cosa ti farebbe davvero bene? –

- Stricnina?* –

- Non fare tanto lo spiritoso! –

- Mi vedi ridere, forse? – feci una smorfia

- No… comunque lascia perdere. Quasi sempre è a soluzione definitiva a un problema passeggero –

- Passeggero? Ma in che mondo vivi? Mi odia! Di certo non sarà lui a cambiare idea, ed io… non so… non riesco a non pensarci –

Mercy sospir

- …io sono sempre dell'idea che dovresti dirglielo –

- Dirglielo? – la guardai come se fosse un marziano – pronto, Terra-chiama-Mercy! Ma sei completamente matta! –

- Senti, non posso più vederti così… -

- E allora non guardarmi – sbottai, imbronciato – ne abbiamo già parlato, ricordi? –

- Si, e a quanto pare non sono riuscita a farti cambiare idea –

La fissai negli occhi stralunato

- e come pensavi di riuscirci? Pensi davvero che troverei il coraggio di dirgli una cosa del genere? Non sai che mi odia? Dov'eri quando ha cercato di uccidermi? Non ti sembra un segno inequivocabile che… -

- a me sembra – m'interruppe, in uno scatto d'ira – che tu sia soltanto un codardo. Vuoi arrenderti senza combattere? Vuoi rinunciare alla prima difficoltà? –

- e anche se fosse? –

- Draco… io, seriamente,… non credo che potresti soffrire più di così. – disse, con una serietà davvero inusuale, per lei.

- Si, ci ho pensato… davvero, ci ho pensato a fondo. Ma credimi, soffrirei molto di più se… beh, senti, e se io glie lo dico, e lui per ripicca va a dirlo a tutta la scuola? Non potrei più continuare a fare il mio lavoro, tu-sai-cosa. E questo potrebbe voler dire… insomma, correrebbe un pericolo maggiore. Se gli facessero del male, sarebbe solo colpa mia. E non potrei sopportarlo. –

- Beh… non è che tu finora sia molto riuscito nel tuo lavoro, ti faccio notare… -

"Si, ma questa volta sarà diverso" pensai, ma visto che avevo progettato di tenerla all'oscuro di quello che sapevo, dissi:

- questa non è una scusa. Non posso rischiare –

- Sciocchezze. Tu hai paura e basta! –

- Paura? E di che cosa avrei paura, secondo te? Di un suo rifiuto? Quello sarebbe il minimo. Di essere deriso e ferito? Di sentirmi dire, dalla persona che più amo al mondo, quanto gli faccio schifo? È questo che vuoi sentirti dire? Ebbene si, ho paura! Ho una fottuta paura, e credo che sia normale. Non voglio affrontare questa situazione! – urlai, asciugandomi rabbiosamente e lacrime

- Perché no? – chiese con dolcezza

- Ma allora non mi ascolti? È mezz'ora che te lo dico! –

- Draco… tu non puoi prevedere la sua reazione. Non sei un po' troppo pessimista? –

- Pessimista? Lo sai anche tu, lui non capirebbe –

- Magari invece si – disse semplicemente

- Ti dico di no… e poi… dopo tutto quello che gli ho fatto, non mi perdonerà mai! Ci sarà pure un motivo se mi vuole morto, no? –

- Ma dai, non dire così. E poi, hai mai provato a chiedergli scusa? –

- No, e non intendo farlo. Tra l'altro, devo ricordarti che tutto questo fa parte del mio lavoro? Credi che per me sia facile? –

- No, non lo credo per niente… comunque, se non vuoi dirglielo… non importa. – per un istante mi parve di vedere una luce di trionfo balenare nei suoi occhi, ma credetti di essermi sbagliato – devo andare adesso,… buona fortuna –

Uscì, stando attenta a non sbattere la porta. Rimasi solo a riflettere. Invece di sollevarmi, la sua visita mi aveva solo fatto innervosire di più.

********************************************************************************

Harry P.O.V.

Mi trovai a dubitare seriamente che quel ragazzo, dall'aria completamente distrutta, fosse lo stesso Draco Malfoy borioso e arrogante che avevo conosciuto. Sembrava che si fosse ritirato in se stesso, tagliando i ponti con il mondo reale. Aveva lo sguardo perso nel vuoto.

La strana ragazza si rivolse a lui, salutandolo con calore. Malfoy rispose col suo solito tono maleducato

- Mercy…  cosa fai qui? –

Lei si sedette sulla sponda del letto e si misero a parlare a bassa voce

- sai cosa ti farebbe davvero bene? – chiese lei ad un tratto

- Stricnina? –

Stri-che? Ha l'aria di un farmaco o giù di lì… che risentisse ancora della caduta? Parlavano in tono molto confidenziale, e mi sentivo di troppo in quella situazione.

- No… comunque lascia perdere. Quasi sempre è a soluzione definitiva a un problema passeggero –

Di solito, "soluzione-definitiva-a-un-problema-passeggero" è un modo per girare intorno al termine "morte" o "suicidio". Questo persino un rimba come me lo sapeva. Allora Malfoy stava progettando di uccidere qualcuno?

- …io sono sempre dell'idea che dovresti dirglielo – disse lei

Ma dire che cosa, e a chi? C'erano troppi punti oscuri in quel discorso, e non ci stavo capendo niente.

- Pensi davvero che troverei il coraggio di dirgli una cosa del genere? Non sai che mi odia? Dov'eri quando ha cercato di uccidermi? –

"Alt, ferma tutto! Ma allora stanno parlando di me?! Sono io che ho "tentato di ucciderlo", anche se non l'ho fatto apposta, è stato uno scatto d'ira… ma allora, Malfoy si ricorda benissimo che sono stato io! Perché non l'ha detto a mad. Bumb? Forse intende approfittarsi della situazione per ricattarmi?"

Tutto preso dai miei pensieri, mi persi qualche frase.

- Draco… io, seriamente,… non credo che potresti soffrire più di così. – disse lei, con voce grave

- Si, ci ho pensato… davvero, ci ho pensato a fondo. Ma credimi, soffrirei molto di più se… beh, senti, e se io glie lo dico, e lui per ripicca va a dirlo a tutta la scuola? Non potrei più continuare a fare il mio lavoro, tu-sai-cosa. E questo potrebbe voler dire… insomma, correrebbe un pericolo maggiore. Se gli facessero del male, sarebbe solo colpa mia. E non potrei sopportarlo. –

"Allora, ricapitolando, Malfoy dovrebbe dire qualcosa a me,… ma non vuole perché ha paura che io vada a dirlo in giro, ma se lo dico in giro, lui non potrà più fare… cosa? Che cos'è il "suo lavoro"?"

- Sciocchezze. Tu hai paura e basta! –

- Paura? E di che cosa avrei paura, secondo te? Di un suo rifiuto? Quello sarebbe il minimo. Di essere deriso e ferito? Di sentirmi dire, dalla persona che più amo al mondo, quanto gli faccio schifo? È questo che vuoi sentirti dire? Ebbene si, ho paura! Ho una fottuta paura, e credo che sia normale. Non voglio affrontare questa situazione! – urlò il serpeverde tra le lacrime.

Non l'avevo mai visto così! Così… sconvolto. Aveva abbandonato del tutto la sua solita freddezza, e anche la tristezza stagnante di poco prima si era trasformata in un fiume inarrestabile di rabbia, paura e dolore.

"Ma che sta dicendo? Chi è la "persona che più ama al mondo"? Non è possibile che stia ancora parlando di me… cavoli, ci capisco ancora meno di prima!"

- Draco… tu non puoi prevedere la sua reazione. Non sei un po' troppo pessimista? –

- Pessimista? Lo sai anche tu, lui non capirebbe –

"Lui"? Parla della "persona che ama", o di qualcuno che non dovrebbe sapere che ama qualcuno? Tipo suo padre? Magari è innamorato di questa persona, ma non potrebbe… boh, ma in fondo, saranno affari miei? E perché quella tipa mi ha trascinato qui? Cosa c'entro con tutto questo?

- Magari invece si – disse semplicemente

- Ti dico di no… e poi… dopo tutto quello che gli ho fatto, non mi perdonerà mai! Ci sarà pure un motivo se mi vuole morto, no? –

Ok, ora stavano di nuovo parlando di me. Ma con tutti questi salti di argomento (almeno credevo) il mio cervello fumava peggio di zio Venron nei momenti peggiori

- Ma dai, non dire così. E poi, hai mai provato a chiedergli scusa? –

- No, e non intendo farlo. Tra l'altro, devo ricordarti che tutto questo fa parte del mio lavoro? Credi che per me sia facile? –

- No, non lo credo per niente… comunque, se non vuoi dirglielo… non importa. – per un istante mi parve di vedere una luce di trionfo balenare nei suoi occhi, ma credetti di essermi sbagliato – devo andare adesso,… buona fortuna –

Si voltò verso di me, si tolse di tasca la chiave e me la fece scivolare in mano. Poi mi disse, in un sussurro appena udibile:

- hai capito perché ti ho portato qui… senti, se non puoi accettare i suoi sentimenti, almeno non… non dirgli niente, o comunque… cerca di non farlo soffrire. Non se lo merita. –

"I suoi sentimenti? Ma allora prima… parlava davvero di me? Malfoy… mi ama??"

La mia prima reazione, naturalmente, fu di sbigottimento e di rifiuto: insomma, non solo era un ragazzo, un ragazzo maschio!; era anche il mio peggior nemico da sempre! Cioè… diciamo… il mio secondo peggior nemico. Anzi, considerato tutti i nemici che ho... si, vabbè, insomma, avete capito il concetto! E poi, non avevo mai pensato a lui diversamente che a un rivale, stronzo e magari pericoloso. Non potevo credere che lui provasse dei sentimenti positivi nei miei confronti… non me l'aveva mai dimostrato… eppure, non potevo dubitare delle sue parole; non dopo averle sentite pronunciare proprio da lui, in modo così sincero e spontaneo… e poi aveva detto che non aveva intenzione di confidarmelo, quindi è probabile che fin'ora, per mascherare i suoi sentimenti, si fosse comportato da perfetto stronzo con me… e in fondo non aveva nemmeno fatto la spia quando lo avevo buttato giù… chissà come stava soffrendo adesso, per tutto l'odio che avevo riversato su di lui… odio che non era solo per lui, ma che avevo accumulato negli anni tenendomi sempre tutto dentro, e ora lo stavo sfogando su di lui perché era l'unico "nemico" che avessi a portata di mano.

"E adesso, cosa devo fare?" mi chiesi, guardando Malfoy che ora aveva riappoggiato la testa sul cuscino, ma le lacrime continuavano a scendere silenziose dai suoi occhi chiusi.

Fu come se lo vedessi per la prima volta; come se il velo dei pregiudizi e dell'odio mi fosse strappato da davanti agli occhi, e ora vedessi con occhi diversi quel ragazzo che credevo di conoscere. "Malfoy si sbaglia, non potrebbe assolutamente farmi schifo… d'accordo, è un ragazzo, però… è sempre bellissimo sapere di essere amati da qualcuno, sapere che per un'altra persona rappresenti il centro del suo mondo… e io per Draco sono proprio questo… mi ama… come si può disprezzare qualcuno che ti ama?"

E ora, per la prima volta, mi accorgevo di quanto fosse attraente… la sua pelle di liscia e morbida, i suoi capelli d'oro, le sue labbra tenere e provocanti… le sue labbra… sembrava che chiedessero solo di essere baciate…

Mi sfilai il mantello dell'invisibilità, e lentamente mi chinai su di lui, avvicinandomi… ad ogni centimetro il mio cuore batteva più forte, mentre fissavo quel viso angelico e triste…e se avesse aperto gli occhi? Ma non sapevo bene quello che stavo facendo, sapevo solo che non potevo più resistere… appoggiai le mie labbra sulle sue, schiudendole dolcemente. Draco non se l'aspettava, e aprì gli occhi allarmato. Mi vide. Si staccò dal bacio e arrossì violentemente

- H-Harry… – sussurrò con voce strozzata

Non immaginavo che il mio nome, pronunciato da lui, mi avrebbe fatto quell'effetto: sentivo chiaramente che si era creata un'intimità del tutto nuova tra noi, e che volevo che durasse il più a lungo possibile. Mi protesi verso di lui, lo presi tra le braccia e me lo strinsi al petto

- Si, Draco, sono qui… va tutto bene adesso, non devi piangere… -

Sentii il suo cuore accelerare i battiti, e arrossì ancora di più. Il tempo parve dilatarsi, solo per noi, ma quando lui si staccò non erano passati che pochi istanti. Troppo pochi. Avrei voluto stringerlo ancora al mio cuore, e capii dal suo sguardo che anche lui avrebbe voluto, ma cercò di darsi un minimo di contegno

- Potter… cosa ci fai qui? –

- Oh, ecco, veramente… - mi vergognavo ad ammettere che ero stato trascinato lì controvoglia – ero venuto a vedere come stavi – mentii

- Oh… - rimase interdetto a questa informazione – sto bene, grazie… mad. Chips mi ha guarito in un minuto, ma ha insistito perché mi trattenessi qui stanotte –

Questa conversazione all'apparenza 'normale' suonava completamente falsa, mentre entrambi pensavamo ad una scusa per ripetere l'esperienza di poco prima. Però c'era una cosa che tenevo molto a dirgli:

- Draco, io… mi dispiace per quello che ti ho fatto. Non volevo buttarti giù, è stato… non so, uno scatto di follia… -

Mi accarezzò la guancia con tenerezza

- non importa, Harry – sorrise. Poi mi guardò incuriosito – da quanto tempo sei qui? –

- ehm… da poco prima che entrasse quella ragazza – dissi in tono vago

- quindi… hai sentito tutto? – chiese abbassando progressivamente la voce, tanto che le ultime parole erano poco più di un sussurro

Annuii. Per un attimo ci guardammo negli occhi, poi Draco abbassò mestamente lo sguardo. Gli sollevai delicatamente il viso, costringendolo a guardarmi di nuovo

- che cosa c'è? –

Tempo sprecato: abbassò di nuovo lo sguardo

- Harry, mi dispiace! Non faccio che crearti fastidio e metterti in imbarazzo! Non voglio che provi pena per me, e non voglio che tu ti senta in colpa… è un problema mio, e non vorrei che tu ti sentissi obbligato a fare qualcosa contro la tua natura… tanto meno per me –

Restai basito ad ascoltarlo. Ma che diamine stava dicendo?

- S-se vuoi sparirò dalla tua vita… non mi farò più vedere, lo giuro… non ti starò tra i piedi e… mmpf! –

Non poté mai finire la frase, o meglio, la sequela di assurdità, perché gli avevo tappato la bocca con la mia. Questa volta, si lasciò andare e ricambiò il bacio con passione. Non ci staccammo fino quasi a soffocare.

- Harry… - ansimò – avvertimi la prossima volta! –

- Scusa, ma non ne potevo più di sentirti dire quelle sciocchezze –

Dopo un breve, imbarazzato silenzio, mi decisi a parlare

- Draco… -

- Si? –

- Ecco, io… se devo dirti la verità… non so cosa provo per te – cominciai, titubante

- Beato te – sospirò teatralmente – io lo so benissimo! –

Riuscì a strapparmi un sorriso stiracchiato

- no, Draco, davvero… - continuai, un po' più a mio agio – credo di essere attratto da te, ma, sinceramente… non so se ti amo, voglio dire, di sicuro non tanto quanto mi ami tu e… -

- Harry – m'interruppe – non importa. Va bene così. È già fantastico che tu non ti sia messo a vomitare –

- Non dire così! Mi hai sconvolto, questo si, e hai cambiato radicalmente i miei sentimenti… mi ci vorrà un po' per abituarmi, e non capisco ancora bene cosa provo per te. Di sicuro, beh, non è molto, ed è abbastanza scontato… ma se ti accontenti, per ora, posso dirti che non potrei mai provare odio o disgusto per te. Mi fido di te. Ti… ti voglio bene – dissi in un soffio

Alzai gli occhi, e vidi che stava sorridendo. Non il solito ghignetto, stava proprio sorridendo con calore.

- prenditi tutto il tempo che vuoi – mi abbracciò – e sappi che sarò sempre qui per te… Harry…? –

- si? –

- s-senti… mi dispiace per come mi sono comportato in questi anni. Ho dovuto. –

- si, ho sentito che lo dicevi. Ma in cosa consiste esattamente il tuo – ehm – lavoro? –

- oh, quello… - appoggiò la testa nell'incavo della mia spalla, provocandomi un brivido di piacere – è un segreto, sai? Magari, se non ti arrabbi, te ne parlerò un'altra volta –

- ha a che fare con me? – mi sforzai di chiedere con quel poco di lucidità che mi era rimasta

- si… ma non è niente di malvagio, credimi… -

Per un attimo, un'ombra della mia vecchia diffidenza si fece strada a spintoni nel mio cervello: e se fosse stato tutto un trucco, architettato da Malfoy e quella tipa per tenermi d'occhio? Se Draco fosse stato una spia dei Mangiamorte? Eppure… i suoi sguardi, le sue parole, le sue carezze, mi dicevano che potevo fidarmi di lui. Il mio cuore si fidava di lui.

********************************************************************************

Draco P.O.V.

Ero ancora immerso nei miei pensieri, e il sonno cominciava a farsi avanti dolcemente, cullandomi nella semi-coscienza… poi, senza preavviso, qualcosa mi venne posato sulle labbra. Qualcosa di morbido, caldo e umido,… che stessi ancora sognando? Un tocco così leggero e soffice… chissà perché mi faceva tornare in mente Harry…

Al pensiero del ragazzo che amavo, il sonno si allontanò definitivamente. La "cosa" posata sulle mie labbra cominciò a premere con più decisione, socchiudendole e accarezzandole, e allora mi accorsi che non era un sogno, doveva essere vero per forza… ma allora che stava succedendo?

Aprii gli occhi, sbigottito. Chi si permetteva quest'invasione della mia privacy?

Il mio sguardo incontrò due occhi verde smeraldo, poi salì fino alle sopracciglia perfette, la fronte su cui dalle ribelli ciocche nere si intravedeva una cicatrice a forma di saetta…

"Harry!" gridò ogni neurone del mio tardo cervellino. Il mio cuore fece un salto così. "Harry! Mi sta baciando!". Benchè fossi molto tentato di rispondere a quell'improvviso e insensato bacio, la timidezza e l'imbarazzo l'ebbero vinta e mi scansai da lui, interrompendo quel breve e meraviglioso contatto

- H-Harry... – riuscii a rantolare

Il ragazzo mi guardò con tenerezza e poi fece una l'ultima cosa che mi sarei aspettato: mi strinse forte tra le sue braccia.

- Si, Draco, sono qui… va tutto bene adesso, non devi piangere… - mi sussurrò all'orecchio, ma quasi non lo udii

Mi lasciai cullare nella sua stretta salda e protettiva, mentre mi sentivo avvampare le guance. In quel momento, mi sentivo in paradiso. Sentivo che tutto quello che avevo passato, le notti insonni a pensare a lui, la frustrazione per i miei piani falliti, l'acuta vergogna che provavo ogni volta che dovevo trattarlo male… tutto questo non aveva più importanza ora, ora che ero con lui e a quanto pare mi aveva accettato. Valeva la pena di passare tra le fiamme dell'inferno, per poter stare un solo istante tra le sue braccia.

Avrei voluto dirgli tutto quello che provavo, ma era troppo… troppo per esprimerlo a parole. Anzi, proprio adesso, non dovevo lasciarmi andare. Mi divincolai, sfuggendo alla sua stretta gentile. Non sapete quanto questo mi sia costato.

- Potter… cosa ci fai qui? –

- Oh, ecco, veramente… - esitò un attimo – ero venuto a vedere come stavi –

- Oh… sto bene, grazie… mad. Chips mi ha guarito in un minuto, ma ha insistito perché mi trattenessi qui stanotte – dissi con la maggior disinvoltura possibile

- Draco, io… mi dispiace per quello che ti ho fatto. Non volevo buttarti giù, è stato… non so, uno scatto di follia… -

"mio dolce, nobile, bellissimo Harry! Sempre così buono con tutti, anche con chi non se lo merita…"

- non importa – dissi per rassicurarlo. Poi mi assalì un dubbio – da quanto tempo sei qui? –

- ehm… da poco prima che entrasse quella ragazza –

- quindi… hai sentito tutto? – sussurrai

Annuì imbarazzato. Per un attimo ci guardammo negli occhi, poi non ressi più il suo sguardo.

- che cosa c'è? –

A fatica, tirai fuori il mio peggior timore: che lui si fosse avvicinato a me solo per mettere a tacere la sua coscienza

Ma lui scacciò le mie paure in un attimo, con un altro bacio. Stavolta non seppi resistergli e ricambiai con tutto l'ardore che avevo in corpo. Solo quando ci staccammo, mi accorsi di essere senza fiato.

- Harry… - sorrisi con malizia – avvertimi la prossima volta! – era già la seconda volta che mi prendeva alla sprovvista… neanche fossi un pivellino alle prime armi (per la cronaca, lo ero, ma non ditelo a nessuno)

Scusa, ma non ne potevo più di sentirti dire quelle sciocchezze – questa parole, e il tono naturale con cui le pronunciò, bastarono a scacciare tutti i miei dubbi. Forse non mi amava, però… almeno non costituivo un problema, per lui. E il che era una cosa assolutamente inedita.

- Draco… -

- Si? –

- Ecco, io… se devo dirti la verità… non so cosa provo per te – disse timoroso

- Beato te – l'interruppi, per smorzare la tensione – io lo so benissimo! –

Sorrise leggermente

- no, Draco, davvero… credo di essere attratto da te, ma, sinceramente… non so se ti amo, voglio dire, di sicuro non tanto quanto mi ami tu e… -

- Harry – lo bloccai – non importa. Va bene così. È già fantastico che tu non ti sia messo a vomitare –

E non scherzavo. Era un possibilità concreta.

- Non dire così! Mi hai sconvolto, questo si, e hai cambiato radicalmente i miei sentimenti… mi ci vorrà un po' per abituarmi, e non capisco ancora bene cosa provo per te. Di sicuro, beh, non è molto, ed è abbastanza scontato… ma se ti accontenti, per ora, posso dirti che non potrei mai provare odio o disgusto per te. Mi fido di te. Ti… ti voglio bene –

Si, Harry. Credo proprio che mi accontenterò. È più di quanto avessi mai sperato. E quel "per ora", accendeva in me grandi speranze, orizzonti di un futuro migliore che fino ad allora non avevo neppure osato immaginare

- prenditi tutto il tempo che vuoi – lo abbracciai, al colmo della felicità. Adoro sentire il suo corpo contro il mio – e sappi che sarò sempre qui per te… - poi, presi coraggio e affrontai l'argomento che mi stava più a cuore – Harry…? –

- si? –

- s-senti… mi dispiace per come mi sono comportato in questi anni. Ho dovuto. – dissi in tutto d'un fiato

- si, ho sentito che lo dicevi. Ma in cosa consiste esattamente il tuo – ehm – lavoro? –

- oh, quello… - appoggiai la testa nell'incavo della sua spalla, pensando a cosa dire, anche se il mio corpo chiedeva a gran voce di chiudere i battenti della ragione e concentrarmi solo su quel magnifico corpo appoggiato al mio – è un segreto, sai? Magari, se non ti arrabbi, te ne parlerò un'altra volta – fu tutto quello che riuscii a dire

- ha a che fare con me? –

- si… ma non è niente di malvagio, credimi… -

restammo abbracciati ancora un poco, poi cercammo di convincerci a vicenda che era tardi e Harry sarebbe dovuto tornare alla sala comune dei Grifondoro

- allora, io vado – disse, esitante

- aspetta… ancora cinque minuti –

Lo trassi a me e lo baciai, prendendo per la prima volta l'iniziativa. Lui non si fece pregare. Le nostre lingue si accarezzavano e giocavano esplorandosi a vicenda, in un bacio che non aveva nulla di casto.

Dopo i fatidici cinque minuti…

- Harry, adesso dovresti andare, sai? È davvero molto, ma molto tardi –

- Ho 16 anni Draco, non credi che sappia badare a me stesso? E poi sono ad Hogwarts, non può succedermi niente – rispose avvicinandosi di più a me

- No, davvero, Harry… su, adesso scendi dal mio letto e vai! –

- Che c'è, non mi vuoi? –

- Se ti voglio? – sorrisi con malizia – guai a te se ti muovi da qui! –

Ancora una volta, con mio sommo divertimento, i ruoli s'invertirono

- beh, mi sa che dovrei andare… -

- noo! –

Ci scambiammo uno sguardo d'intesa

- cinque minuti? – chiese, speranzoso – dai, cosa saranno mai cinque minuti in più o in meno… -

- cinque minuti! – acconsentii con piacere

Prima che se ne andasse, gli feci giurare tre volte che non avrebbe fatto parola con nessuno di quello che aveva visto, sentito e che avevamo fatto quella sera.

- Non preoccuparti sarò muto come un pesce –

- Ti conviene, altrimenti dovrò pensarci io a chiuderti la bocca… -

- Non per sempre, spero! – rise

- No… mi accontenterei dei prossimi cinque minuti! –

- Dai, Draco… devo andare! –

- Ok, ci vediamo… e se ti viene in mente qualcosa che… che vorresti dirmi… -

- Si, non preoccuparti. Non credo che riuscirò a pensare ad altro, sai? –

- Oh, quale onore! – i pensieri di Harry tutti per me… il mondo cominciava a girare alla rovescia…

Con questo ultimo scambio di battute, raccolse il suo mantello magico e uscì. Il mio cuore non aveva ancora smesso di galoppare all'impazzata… Decisamente, quella era stata la sera più bella della mia vita… almeno, fino a quel momento.

********************************************************************************

Harry P.O.V.

Cosa provavo veramente per Draco? Boh. Questa si che è una buona domanda. Giorno e notte pensavo a lui, a quello che aveva confessato di provare per me, a tutto l'affetto che mi aveva dimostrato quella sera… si, ero innegabilmente attratto da lui, ma non era solo quello… era diventato un pensiero fisso, non c'era verso di schiodarlo, solo rivedere con la mente la sua figura mi riempiva di una strana gioia e amarezza al tempo stesso. Per non parlare di quando ci vedevamo davvero! Evitavamo con tutte le nostre forze di guardarci negli occhi, ma ogni tanto qualche sguardo furtivo ci sfuggiva… e quando i nostri occhi s'incontravano, potevo leggere tutto l'amore che provava per me, e che ora non si curava più di nascondere. Cioè, in presenza di altri era sempre il solito sbruffone, ma quando tutti erano distratti, e potevamo azzardare uno sguardo o due… allora non aveva più segreti per me. Mi vergogno di averlo odiato tanto, fino a pochi giorni prima. La ragazza misteriosa aveva ragione, non si meritava di soffrire… anzi, aveva già sopportato anche troppo. "Draco, finché ci sarò io, ti prometto che non passerai più un solo giorno nell'infelicità! E ti giuro che non ti abbandonerò" pensai senza volerlo. Ecco, questo è il tipo di pensieri che non partono dal cervello ma da qualche altra parte non meglio identificata. Cosa voleva dire tutto questo? Lo amavo, forse? "Forse" è proprio la parola esatta.

Visto che più di così non sarei riuscito a capirci, un giorno decisi di avvicinarlo e parlare con lui. Ma, cavolo, era sempre insieme ai suoi compagni Serpeverde! "Ma che diavolo ci trova in loro? Ecco, adesso sono pure geloso…"

Comunque, quella sera mi appostai davanti all'entrata della Casa dei Serpeverde, coperto dal mantello dell'invisibilità. Quando, finalmente, Draco svoltò l'angolo e venne verso di me, seguito a ruota da quei due gorilla di Tiger e Goyle, mi appiattii contro la parete per lasciarli passare, ma tirai un lembo della manica di Draco. Lui subito intuì qualcosa, e inventò una scusa per tornare in Sala Grande. Partì in quarta lasciando lì impalati quei due imbecilli. Lo seguii a ruota, fino ad arrivare ad una classe vuota. Entrammo in silenzio, e finalmente mi tolsi il mantello.

- Immaginavo che fossi tu – sorrise

- Già. Non sai come sono felice di poterti finalmente parlare. Sono giorni che non ci rivolgiamo la parola –

- Lo so, scusa, ma dopo quello che è successo… non credo che sarei riuscito a sfotterti come al solito. Capisci, sono un essere umano ed ho i miei limiti –

- Draco, ti volevo parlare a proposito di... beh… ho riflettuto molto sui miei sentimenti per te e… -

- E…? – m'incalzò il biondo

Mi avvicinai a lui, avvicinando le mie labbra al suo orecchio

- credo di amarti – sussurrai, come se avessi paura che dicendolo ad alta voce tutto questo sarebbe svanito come un sogno

Per un attimo regnò il silenzio. "Dì qualcosa, ti prego! Dai, non lasciarmi qui in imbarazzo, dì qualcosa!"

- Harry… - disse alla fine, con tono sognante – ti da fastidio se svengo? –

- Si, un po'. Non preferiresti fare qualcosa di più costruttivo? – risposi malizioso

- Stavo scherzando… considerami a tua completa disposizione –

A quelle parole, sorrisi e gli buttai le braccia al collo, cominciando a strusciarmi contro di lui. Quanto lo desideravo!

- Ha-Harry – ansimò a fatica – non qui, dai, potrebbe entrare chiunque –

- Per questo è divertente! –

- No! – si staccò bruscamente da me, lasciandomi interdetto

- Ma che fai? –

- Scusa, ma… ti prego, se qualcuno venisse a saperlo, passerei dei guai… grossi guai. Cerchiamo un altro posto. Per favore. –

- Uff… va bene, come vuoi. Che ne dici della stanza delle necessità? –

- È abbastanza conosciuta… sicuro che non verrà nessuno a disturbarci? –

- No, la stanza non è uguale per tutti… chiunque ci entri, troverebbe solo quello che sta cercando, anche fosse già occupata. Non ci vedrà nessuno – lo rassicurai

Nascosti sotto il mantello dell'invisibilità, arrivammo alla porta della magica stanza, e scoprimmo che era diventata un'accogliente camera con un letto a due piazze.

Senza attendere oltre, Draco cominciò a baciarmi, prima sulla bocca, poi con piccoli, rapidi baci lungo la mascella e il collo, fino a raggiungere la pelle morbida e calda del petto. Man mano che continuava il suo trattamento, sentivo crescere la passione e la sete insaziabile di lui. Cominciò a sbottonarmi la camicia, senza smettere di baciarmi. Presto i nostri vestiti furono gettati via, e cademmo sul letto continuando a baciarci e accarezzarci appassionatamente. Con le mani, esplorai il corpo perfetto del mio amante; il collo affusolato, il petto ampio, la sua vita sottile, fino a scendere alle natiche tonde e sode. Draco prese a mordicchiarmi sensualmente i capezzoli, finché decisi che non ce la facevo più e mettendogli una mano nei capelli, lo costrinsi gentilmente ma con fermezza a scendere più giù… Draco non se lo fece ripetere e si lasciò guidare da me, mentre il mio respiro si faceva sempre più irregolare e forzato e avvertivo il mio membro indurirsi contro il petto del mio amante. Quando finalmente Draco raggiunse la mia virilità, prese posto più comodamente tra le mie gambe e incominciò ad accarezzarmi con la lingua, leccandolo, per poi prenderlo in bocca e cominciando a succhiare sempre più forte. E di nuovo, con la lingua percorse la mia erezione per tutta la sua lunghezza, fino ai testicoli, per poi tornare a stuzzicare la punta. Cominciai a spingere il bacino contro la sua bocca, ormai fuori da ogni controllo, lasciandomi sfuggire gemiti sempre più forti. Non credevo che avrei mai potuto provare emozioni tanto intense e terribilmente piacevoli al tempo stesso. Volevo solo che continuasse. Non riuscivo a pensare ad altro che alla sua lingua che mi lambiva senza pietà, senza mai appagarmi in pieno… Sentivo che stavo per cedere… ancora una volta, Draco prese in bocca il mio membro eccitato e lo accarezzò con le labbra, mordicchiandolo, leccandolo, succhiandolo forte. Emisi un gemito più forte degli altri mentre raggiungevo il piacere, e con un ultimo sospiro, rilasciai abbondantemente il mio seme nella sua gola. Il mio amante lo ingoiò senza fare resistenza, e prima di lasciarmi andare mi depositò un piccolo bacio sulla punta sensibile, strappandomi un ultimo debole gemito.

Tutte le piccole attenzioni che aveva per me manifestavano il suo smisurato amore. Meritavo davvero tutto questo? In quel momento, francamente, non poteva importarmene di meno.

Draco si stese al mio fianco, sorridendomi affettuosamente. Aveva il fiatone.

- Harry… sei stanco? – ansim

- Non abbastanza – risposi al sorriso

Senza dire altro, il mio compagno allargò le gambe, permettendomi di prendervi posto in mezzo. È un amante eccezionale… capisce sempre al volo quello che voglio. Sempre più eccitato, gli infilai una mano tra le gambe e avvolsi la sua virilità nella mano, palpandolo con vigore. Man mano che il piacere mi invadeva completamente, venivo sopraffatto dalla voglia di entrare in lui… Draco, sotto di me, gemeva di piacere, aspettando solo il momento in cui l'avrei preso, congiungendo finalmente i nostri corpi. Aspettai fino all'ultimo istante, quando non potevo più resistere, e sapevo che se non avessi soddisfatto subito il mio bisogno di lui, sarei impazzito… solo allora lo penetrai, forse con troppa violenza. Draco di lasciò sfuggire un gemito, ma non disse né face nulla, lasciando che facessi quello che volevo nel suo corpo. Cominciai a muovermi sempre più freneticamente, spingendo sempre più a fondo, gemendo e sussultando di piacere. Avevo il respiro affannato e irregolare, i battiti del mio cuore acceleravano a dismisura… sapevo che da un istante all'altro avrei toccato l'apice del piacere; come intuendo i miei pensieri, Draco divaricò al massimo le gambe, accogliendomi interamente dentro di se. "Oh, si, amore!!" pensai confusamente, mentre una schiacciante ondata di puro piacere scuoteva ogni centimetro del mio corpo, e ancora una volta raggiungevo l'orgasmo dentro al corpo del mio Draco.

Dopo qualche secondo, uscii da lui, esausto e ansimante. Mi accasciai al suo fianco. Cercai d'incrociare il suo sguardo, ma lui si voltò dall'altra parte, impedendomi di guardarlo in faccia.

Non ci voleva un genio a capire che qualcosa non andava.

********************************************************************************

Draco P.O.V.

Stesi uno accanto all'altro, avevo intuito che il desiderio di Harry non si era ancora placato. Così mi portai sotto di lui, in un tacito invito. Sempre più eccitato, mi penetrò con violenza, andando molto a fondo e strappandomi quasi un gemito di dolore, ma mi morsi il labbro appena in tempo. Non riuscivo ad abituarmi al ritmo dei suoi movimenti, sempre più frenetici, e non potevo fare altro che subire passivamente le sue attenzioni. Non sentivo altro che dolore, solo fitte brucianti dove il membro di Harry sfregava contro i miei muscoli, ma non l'avrei interrotto proprio adesso: per una volta, avrei potuto dargli quello che voleva, dimostrargli quanto lo amavo e quanto tenevo a lui. Da quando lo conoscevo non avevo fatto altro che creargli fastidi, gli avevo voltato le spalle quando più aveva bisogno di un amico, avevo infierito sul suo dolore… ora avevo la possibilità di renderlo felice, anche solo per breve tempo, e valeva la pena di soffrire anche di più per questo. "Harry… non ho mai potuto offrirti la mia amicizia, né il mio amore… adesso voglio almeno darti più piacere possibile". I gemiti del mio compagno erano sempre più frequenti e incontrollati, prova che l'amplesso stava per finire. Allargai le cosce, permettendogli di penetrarmi completamente; venne dentro di me, gridando il mio nome. La mia cavità era un inferno di dolore, ma cercai di non badarci. Harry era soddisfatto, solo questo contava. Si appoggiò a me, appagato. Evitai il suo sguardo

- Draco...? – mi scosse, cercando di farmi girare verso di lui – Draco? –

Mi abbracciò saldamente

- cosa c'è che non va? – chiese

- no, nulla, Harry… sei stato bravissimo – risposi con un filo di voce, per rassicurarlo

- e allora perché hai quella faccia? –

- quale faccia? – domandai, cercando di cambiare argomento

- beh, non sembri affatto uno che abbia appena avuto un orgasmo.. –

Non disse nulla e mi limitai a voltarmi di nuovo dall'altra parte

- Draco… non ti è piaciuto? – azzard

- Oh, non è quello Harry, è solo che… -

- Ti ho fatto male? –

Annuii quasi impercettibilmente, e poi aggiunsi – mi dispiace –

- ti dispiace? E di cosa, amore? – mi abbracciò teneramente, cominciando ad accarezzarmi il petto – sono io che devo chiederti scusa… ho pensato solo a me,.. mi perdoni? –

- non hai niente di cui scusarti, tu sei stato fantastico, ero io che… non so… forse non ero pronto. E a te, è piaciuto? –

- un casino… - affermò, rivivendo col pensiero i fantastici istanti appena trascorsi – ma potevi dirmelo che ti facevo male… mi sarei fermato –

- non so, Harry, sarà stata una mia idea, ma non credo che in quel momento volessi essere interrotto – gli accarezzai una guancia con il dorso della mano

- ecco, bravo, così mi fai sentire ancora più in colpa! Tu pensi sempre a me prima che a te stesso, e io… -

- …tu pure – ridacchiai

- ma si, scherza pure… - avvicinò il suo viso al mio, tanto che le nostre labbra quasi si toccavano – ti prometto che la prossima volta ti piacerà – sussurrò – se… insomma, se avrai voglia di riprovarci, s'intende –

Così vicino a me… in tutto il suo splendore, i suoi occhi fissi nei miei… mi stava dando un'altra ch'anse… come potevo resistergli? Salii a cavalcioni sopra di lui, e mi chinai a sussurrargli sensualmente all'orecchio

- prendimi Harry… tutte le volte che vuoi –

Mi sorrise, fremendo di piacere, e questa volta mi penetrò più delicatamente, dandomi il tempo di abituarmi alla presenza di quel corpo estraneo dentro di me. Presto mi unii al suo movimento oscillatorio, accordandomi con il ritmo del suo cuore e del suo respiro affannoso. Provavo ancora un po' di dolore, ma non era nulla in confronto al piacere che saturava ogni centimetro del mio corpo. Harry mi riempiva, mi faceva sentire completo come non ero mai stato. Cominciò gradualmente a spingere più forte, strappandomi un gridolino

- Ha-Harry… sii… fammi tuo! –

Non si fece pregare e spinse fino in fondo la sua virilità dentro di me, permettendomi per la prima volta di raggiungere l'apice del godimento. Un istante dopo avvertii il suo seme caldo sgorgare da lui, segnando la fine del rapporto.

Uscì dal mio corpo, con mio sommo disappunto. Volevo sentirlo ancora dentro di me, sentire il suo corpo unito al mio, ma eravamo entrambi stanchi e presto si addormentò tra le mie braccia. Per un po' rimasi sveglio ad osservarlo.

"Sei così bello quando dormi… sento il tuo respiro caldo, il battito del tuo cuore, e so che non potrei mai saziarmi di te… ma come ho fatto finora a vivere senza tutto questo?" gli accarezzai dolcemente i suoi morbidi capelli, stando attento a non svegliarlo "sei assolutamente perfetto… non riesco a credere che tutta questa bellezza sia per me… vorrei restare unito a te per sempre" lo abbracciai con calore, e lui si mosse nel sonno stringendosi ancora di più a me, come se fossi il suo unico rifugio dal male che lo braccava da sempre.

"Harry, sei al sicuro con me… finché ci sarò io, non dovrai temere nulla…" appoggiai la mia guancia al cuscino, i suoi capelli corvini davanti agli occhi. Lo baciai un'ultima volta sulla fronte, sussurrando un flebile "grazie". Grazie di tutto quello che hai fatto per me. Grazie per avermi portato in paradiso. Grazie per questa esperienza unica, che non avrei condiviso con nessun altro. Grazie per l'affetto che mi hai dimostrato. Grazie di esistere, amore mio.

********************************************************************************

Finish!!! Ma che mente malata ho, chissà da dove mi è uscito sto capitolo?? ò_O vabbè… adesso metà dei miei lettori saranno lì con la bavetta e l'altra metà mi starà già chiamando la neuro, ma fa niente…

Ora, ci tengo a rispondere ai fedeli commentatori/trici di EFP e Fanfiction.net: non vorrei distruggere così le poche convinzioni su cui si basa la vostra vita, tipo che le fic yaoi sono sempre scritte da ragazzine sessualmente frustrate (no scherzo!!!) ma insomma, Avan vi sembra davvero un nick da ragazza??? Non so perché ho deciso di scrivere una yaoi… troppa Vodka forse, al momento mi era sembrata una giga-super-idea ganzosissima (penso così solo quando sono ubriaco; di solito non penso affatto). Per cui gradirei che la smetteste di scrivere "sei bravissima" nei vostri commenti ^__^' A parte questo, vi ringrazio tutti, siete il mio sostegno morale!!!



* Sostanza molto velenosa che causa convulsioni, rigidità muscolare e morte per arresto respiratorio nel giro di un'ora