HARRY POTTER vs X-MEN (parte prima)
Capitolo 4 – questioni famigliari e problemi esterni
Warren planò dolcemente all'interno della Sala Grande. Nonostante le dimensioni delle ali atterrò con grazia. I presenti lo fissavano con curiosità, anche perché non era solo. Il ragazzo, come aveva detto Silente, aveva trovato Scott Summers vivo.
"Buongiorno", disse educatamente. "Buongiorno", risposero i presenti. Moody squadrò i due mutanti, soprattutto Warren. Fece in sospiro e disse: "Se Silente si è fidato di te allora devi essere una brava persona, nonostante tu sia un Malfoy".
"Malfoy? Le chiedo scusa, ma si pronuncia mutante signore non Malfoy, il mio nome è Warren Xavier". Nel presentarsi il ragazzo tese la mano a Malocchio che contraccambio con una stretta vigorosa. "Dovete essere una persona di polso, signor?" Un sorriso increspò il volto del vecchio professore: "Malocchio, Malocchio Moody ragazzo e si, sono una persona di polso". Minerva fu lieta di vedere che l'ex Auror non aveva alcuna intenzione di attaccar briga.
"Lui è il mio amico Scott Summers. Scusate se non si è presentato, ma non è nelle sue condizioni migliori". Scott si reggeva a malapena in piedi. Warren non era debole, ma lo teneva a fatica. Il suo amico era denutrito e sporco, gli occhi coperti da una benda lurida. "Meglio toglierti quell'affare dagli occhi". "Non è una buona idea...", il fratello di Draco non finì la frase perché il mago fece scivolare via la benda grazie a un incantesimo non verbale, e dagli occhi di Summers, fuoriuscirono due potenti raggi energetici che colpirono la parete di fronte al ragazzo. Il muro andò in frantumi e i maghi cominciarono a gridare e a correre terrorizzati.
Warren tenne ben stretto Scott e guardava con apprensione tutta la scena. Moody guardò sconcertato quel che rimaneva del muro e rivolto a Scott disse: "Per fortuna ragazzo non sei un nostro nemico". Alcuni stregoni si fermarono e ascoltarono quello che l'ex Auror aveva da dire. "Ti chiedo scusa, non sapevo del tuo potere, sono stato inopportuno", disse rivolto ai due ragazzi, poì la sua attenzione passò a tutte le altre persone presenti nella sala grande: "Avete sentito allocchi, la colpa è mia non ho prestato attenzione a quello che Malfoy mi stava dicendo a proposito del suo amico". Warren sorrise: "Mutante signore" lo corresse. "Si ragazzo, scusa avevo dimenticato che il nome corretto è mutante e non Malfoy". Poi Malocchio rivolse uno sguardo alla famiglia Malfoy che nel frattempo aveva raggiunto la Sala Grande. Voleva essere certo che avessero sentito. Non li amava, per lui erano e sarebbero sempre stati dei Mangiamorte. Narcissa cominciò a piangere. In cuor suo sapeva di non aver nessun diritto su di lui. L'aveva abbandonato ancora in fasce. Per il mutante erano solo degli estranei, e per Malocchio dovevano rimanere tali. Nessuno si era accorto della presenza di un 'nuovo visitatore'.
"Moody?". La voce di Sirius fece sobbalzare il vecchio mago: "Brutto cane rognoso!", esclamò, "Nemmeno la morte ti ha voluto". L'ex Auror abbracciò l'amico. Tutti nella Sala Grande cominciarono a bisbigliare. "Finitela sembrate un branco di serpi 'sssssssssssssss' disgustoso". Moody faceva paura a un sacco di gente ed era temuto almeno quanto Silente, soprattutto per il suo pessimo carattere. Moody guardò di traverso Sirius: "Non hai una bella cera amico mio". Black era visibilmente stanco.
Draco osservò la scena poi il suo sguardo incrociò quello del fratello maggiore. Prese un po' di coraggio e porse l'oggetto che Silente gli aveva consegnato. "Grazie ragazzo". Warren li fece indossare a Scott: "Ora puoi aprire gli occhi". "Cosa gli hai dato Mangiamorte", "Va tutto bene signore", disse Warren, "Con questi il mio amico può tenere gli occhi aperti senza arrecare alcun danno". Il vecchio mago non smise di squadrare Draco. "Sono da parte di Silente", rispose il giovane mago. "Silente è tornato ha trovato mia sorella?". "Si, lei è in infermeria, ma deve riposare..." "Per favore ragazzino portaci da lei".
"Ti, vi portiamo noi". L'invito era da parte di Lucius suo padre. "Grazie signor?" "Lucius, Lucius Mal...". "Lucius è soltanto una ragazzo al bando tutta questa formalità". Il tono di Narcissa era lievemente ironico. In realtà era molto preoccupata non voleva che il giovane capisse veramente chi fossero. Temeva di perderlo di nuovo o peggio che li odiasse. Il gruppetto si avviò verso l'uscita. Lucius aiutava il figlio maggiore a portare Summers. Tutti loro erano seguiti dallo sguardo severo e arcigno di Malocchio. Quest'ultimo era trattenuto dalla McGrannit. Sirius nel frattempo si era avvicinato a Lupin e Tonks. Remus durante il viaggio di ritorno aveva accennato qualcosa: che erano tornati quasi tutti in vita che esistevano babbani speciali... "Lupin quei due ragazzi, quello con le ali e l'atro con, con... be con quella strana cosa che gli è uscita dagli occhi, sono i famosi mutanti?". "Si!", rispose. "Sei sicuro che non siano pericolosi?" "Silente si fida ed è merito di una di loro se sei risorto... se siamo risorti".
Moody lo prese da parte metterlo al corrente su tutto. Black era totalmente incredulo, babbani con poteri e alcuni, forse, più potenti degli stessi maghi. "C'è qualcos'altro che devo sapere?", il tono di voce era carico d'ansia. "Si, il tizio con le ali è un Malfoy, un maganò mutante per l'esattezza, i suoi lo hanno abbandonato da piccolo, ma questa è stata la sua fortuna. E' cresciuto con un certo Xavier. Probabilmente lo ha adottato dato che porta il suo cognome. Il figlio di Frank e Alice Paciock è un mago mutante, il cugino di Harry è un mutante come i genitori, questi ultimi sono deceduti, e siamo tutti tornati in vita grazie alla sorellastra di James, che guarda caso è una strega mutante".
"Mi prendi in giro. Remus non mi ha detto niente su una sorellastra di James". "No ragazzo è tutto vero. Forse non sapeva come spiegarti l'esistenza di Rachel". "Rachel? È il suo nome?" "Si! Dimenticavo anche Hermione Granger è una strega mutante e... suo padre è Voldemort". Sirius rimase un attimo incerto poi scoppio a ridere "Per un attimo Malocchio ho quasi creduto a tutto se non te ne uscivi con quella ridicola storia sulla Granger". "Emh, è la verità amico mio". Sirius si girò di scatto a guardare Lupin. "Lui, lui è tornato...". "Se ti riferisci al mago oscuro no, non può tornare il suo corpo è andato distrutto", rispose tranquillamente Lupin. L'ex professore di Difesa Contro le Arti Oscure era il più pacato della 'Banda dei Malandrini'. Black guardò tutti con perplessità non sapeva bene che cosa dire: "Cosa vi fa pensare che i Mutanti non siano pericolosi, Granger...". "Non sono pericolosi mio caro amico". La voce di Albus era calma e nonostante non gridasse, tutti l'avevano udita. Il mago si avvicinò e abbraccio l'uomo, poi chiese a Minerva di salire al settimo piano e di avvertire la famiglia Potter, Weasley e Augusta Paciock. Silente aveva bisogno anche di Karkaroff e Krum, Lupin, Tonks, Sirius e i piccoli mutanti incontrati da Hermione a New York.
Quando Silente arrivò con alcuni di loro nell'infermeria, trovò Scott Summers disteso sul letto. Madama Chips non aveva voluto sentir ragione, il giovane era debole e denutrito e l'infermiera voleva che riposasse e ritemprasse. Albus fu d' accordo con questa decisione, tuttavia aveva bisogno anche della sua attenzione, oltre a quella di tutti i presenti compresi James e Piton. James non appena vide Felpato corse da lui per abbracciarlo, le guance rigate dalle lacrime. Piton preferì non avvicinarsi e rimase vicino a Rachel, almeno finché Albus non lo chiamò. "Coraggio Severus non accadrà niente a Rachel". Il mago arrossì. All'interno dell'infermeria erano giunti anche gli altri 'invitati'. Ron era quello più titubante, mentre Harry non appena vide Hermione si avvicinò al suo capezzale. Non l'avesse mai fatto. Warren scattò in piedi: "Chi sei? Nome e Cognome, indirizzo e numero civico, gruppo sanguigno..." Faceva sempre così ogni qualvolta un ragazzo si avvicinava a sua 'sorella'. "Io, io sono un suo amico". "Oh, ma davvero". Il tono del mutante divertì molto i gemelli Weasley, mentre il giovane Potter non sapeva bene come comportarsi. "Ho sempre desiderato un fratello maggiore, Hermione è fortunata". Harry si girò e vide Luna intenta ad aiutare Madama Chips a preparare le pozioni per le persone ricoverate. "Luna ciao, scusa non ti avevo notato". "Non preoccuparti Harry, non sei il solo". Luna aveva un'espressione e un tono di voce perennemente svaniti, come se la ragazza viaggiasse su un vagone tutto suo.
"Molto bene avvicinatevi tutti, lei no Madama Chip continui il suo lavoro. Luna continua pure ad aiutarla". "Grazie". Luna era contenta di poter essere utile, in qualche modo si sentiva in debito con i Mutanti soprattutto con Hermione e Naville. L'ex preside fece un sospiro profondo guardò uno a uno i presenti e incominciò il suo discorso: "Temo amici miei che il mondo magico e quello mutante sia in pericolo. Quando abbiamo trovato Hermione...". "Abbiamo", disse Warren con un tono leggermente alterato "Non è andato da solo". Il ragazzo si era alzato ora e guardava Silente con ostilità. Anche Sirius fece lo stesso, ma il suo sguardo era rivolto al mutante. Nonostante Felpato fosse molto alto, il fratello di Draco lo superava di una spanna e le sue ali leggermente aperte lo rendevano più massiccio. "Oh, si Warren sono andato da solo, ma a Chinatown ho incontrato due vecchi amici, Krum e Karkaroff e ho chiesto loro di aiutarmi e per fortuna che hanno accettato, perché siamo stati attaccati da due diverse fazioni di mutanti..."
"Lo sapevo" disse Sirius, "Sapevo che questi cosi sono pericolosi". Aveva appena preso la bacchetta quando Lucius lo disarmò con l'incantesimo Expelliarmus. Furente si stava per avventare sul mago quando Malocchio lo fermò con un sonoro ceffone. "Esistono mutanti buoni e mutanti cattivi, babbani buoni e babbani cattivi, maghi buoni e maghi cattivi. Il ragazzo come gli altri mutanti all'interno della scuola è nella squadra giusta. E non devi chiamarli cosi. Bene, ora puoi colpire Lucius". Il padre di Draco guardò torvo l'ex-auror. "La ringrazio per essere intervenuto signor Moody", disse Warren, "Ma mi difendo bene anche da solo". "Immagino di si, ma sai non volevo che facessi troppo male a questa testa calda".
Sirius tratteneva a stento la rabbia e James e Lupin trattenevano lui dal fare altre azioni avventate. Albus riprese nuovamente la parola: "Come ha detto Malocchio esistono mutanti buoni e mutanti cattivi, noi non siamo stati molto fortunati perché nel quartiere asiatico di New York ci siamo scontrati con due bande rivali che volevano fare del male alla signorina Granger". Draco fece una smorfia ricordando come il clan cinese la considerasse: una merce, un oggetto anche se di valore. Il pensiero che avrebbero potuto venderla come carne da macello lo inorridiva. Per non parlare dell'altro gruppo, del modo in cui il giovane mutante guardava la Grifondoro... All'ex Serpeverde venne la nausea.
"Ecciù!"
"Qualcuno la pensa signor Budarin". "Come?" Budarin era distratto, non si era accorto che all'interno dell'ufficio di Carver era entrata una ragazza dai lineamenti asiatici. "È un detto Giapponese. In Italia si dice che le orecchie fischiano se qualcuno ti pensa. Paese che vai detto che trovi", disse ironicamente.
"Ju-On". Il telecineta stava per usare i suoi poteri quando sopraggiunse Carver. "L'ho invitata io Victor insieme al resto del clan". La giovane mutante fu raggiunta dal padre e dai fratelli. "Accomodatevi, ma spero per voi che quello che avete da dire sia interessante". "Lo è", rispose la ragazza. "Quando stavamo per prendere la pirocinetica, sono intervenute delle persone. Dei maghi per l'esattezza". "Maghi!", disse ironico Victor, "E magari avevano anche la scopa volante e la bacchetta magica". "Si", rispose la figlia del capo clan. Victor Budarin scoppiò in una fragorosa risata tanto da cadere dalla sedia. Questo lo fece ridere ancora di più. "Cosa ti sei fumata? Oppio?". "Effettivamente c'erano delle persone e se non ricordo male si sono teletrasportate", disse tranquillamente il capo della Divisione. "Ma usano la magia, non sono mutanti, anche la ragazza è una di loro. Metà mutante e metà strega. La mia visione era chiarissima. Hanno portato via la pirocinetica con un oggetto, un calzino...". "Un calzino, un calzino... e dimmi tesoro era un calzino volante?". Budarin mimava la scena con le mani senza smettere di ridere. "Victor ho visto anch'io quella scena, mi ero girato un attimo e il ragazzo che aveva tra le braccia la mutante teneva un calzino in mano e... be è difficile spiegare il resto. Forse era davvero magico". Victor non smetteva di ridere pensando al calzino con i super poteri cosmici anzi magici.
Ju-On non ci stava a essere presa per matta o scema, tirò fuori la sua Davis P32/P380 e prese bene la mira. "Lo sai, lo sai che il mio potere può fermare i proiettili", la scernì Victor. "Non credo che tu sia in grado di usarlo dato che ridi come un idiota". "Ora basta Victor. Candy vieni fuori". Da dietro una colonna uscì allo scoperto una giovane donna afroamericana. Dato gli abiti che indossava ricordava molto le it-girl del momento. "Allora?". "Ha detto la verità, ha visto davvero dei maghi".
La ragazza asiatica la guardò per qualche secondo, poi si rivolse a Carver: "Una telepate?". "Si, ora puoi andare Candy". La ragazza andò via ancheggiando. Budarin sorrideva. La giovane mutante era stata una delle sue conquiste, ma ora aveva un'altra ragazza in testa. Carver intanto continuò il discorso: "Scusa tanto, ma dovevo essere sicuro delle tue reali intenzioni. Certo non immaginavo una storia del genere. La magia chi l'avrebbe detto, esiste anche questa forma di potere".
Mentre Victor riprendeva il controllo, la figlia del boss della Famiglia avvertì il capo della Divisione: "Dopo una mezzora dalla scomparsa della pirocinetica ho visto tre di loro, cercavano qualcosa o qualcuno. Sospetto che stessero cercando noi, ma grazie agli occultatori non hanno trovato niente". "Volevano noi?", Carver era sempre più interessato, ora non voleva solo i mutanti più forti, ma anche i maghi più potenti. "Ho pensato", continuò la veggente, "Che probabilmente ci sono dei maghi anche qui a Chinatown e per arrivare alla pirocinetica, possiamo chiedere il loro aiuto". "Preferisco usare che chiedere e poi possiamo? volete fare una tregua, un'alleanza? Toglimi una curiosità, cosa viene in tasca al tuo clan?". La ragazza asiatica si morse le labbra, Henry Carver non era un'idiota. Si girò per guardare il resto della famiglia, proprio nel momento in cui il capo della Divisione usò il suo potere. Come il piccolo Paul anche lui poteva manipolare le persone, ma il suo 'dono' era di gran lunga più sviluppato di quello del piccolo mutante. In pochi secondi tutta la Famiglia era hai suoi piedi. "Poveri stolti pensavano davvero che fossi così stupido da fidarmi". "Come sei riuscito a fregarla, è una delle veggenti più potenti". "Ho usato un occultatore altrettanto potente", rispose Carver. "All'opera Victor se ci sono dei maghi a New York, dobbiamo trovarli".
"Molto bene, ora sapete tutta la storia".
Le persone presenti infermeria guardarono tutti Albus. Nessuno di loro sapeva bene cosa dire finché Luna non prese la parola: "Professor Silente, se ha paura che facciano del male a Hermione e a noi maghi, allora è meglio obliviarli. Così facendo si scorderanno anche di essere cattivi. Se vuole vengo con lei a New York per aiutarla". "Grazie Luna, ma vedi non sono tornato con Draco ed Hermione..." "Draco?, chi è Draco signor Silente, ho l'impressione che lei mi stia nascondendo qualcosa". Sirius non sopportava il tono di Warren, del modo in cui si rivolgeva ad Albus. Anche il vecchio mago era leggermente in ansia, doveva stare molto attento con il primogenito dei Malfoy data la gelosia che aveva nei confronti della Granger, che considerava la sua sorellina. Alla fine decise di dire la verità. Se voleva vivere in armonia con i mutanti doveva essere sincero e dare il buon esempio a tutti. "Ti chiedo scusa Warren per averti mentito. Non sono andato da solo. Con me c'era uno degli ex-allievi della scuola e mi è stato di grande aiuto nel ritrovare tua sorella, soprattutto quando uno di loro ha cercato di farle del male". Detto questo prese il braccio di Malfoy per presentarlo al giovane mutante. "Lui è Draco, Draco Malfoy".
"Malfoy?". Warren guardò prima il ragazzo, poi Moody e di nuovo Draco. Il suo sguardo era indagatore, come se avesse intuito qualcosa. Poi i suoi occhi si posarono sui coniugi Malfoy e dall'espressione che la coppia aveva, capì. Rivolgendosi a Draco gli intimò di stare lontano da sua sorella, calcando bene sull'ultima parola 's.o.r.e.l.l.a'. Narcissa scoppiò a piangere e scappò dall'infermeria inseguita da suo marito, anche lui con gli occhi lucidi. Draco rimase ma preferì rifugiarsi in un angolo della stanza, la testa abbassata, i pugni serrati. Provava diversi sentimenti: rabbia, tristezza, paura...
Silente fece un respiro profondo prima di riprendere il discorso: "Sono andato a cercare i due clan mutanti, ma non li ho trovati, nemmeno usando la magia. Forse hanno un potere simile all'incanto Gnaulante o ha quello Respingi Babbani...".
"Occultatori", rispose la piccola Cassie Holmes, "Sono mutanti capaci di nascondere persone o cose in un determinato raggio d'azione, ma alcuni sono più potenti di altri tanto che riescono a fregare, oltre ai segugi, anche i veggenti".
"Sarà meglio avvisare la comunità magica degli Stati Uniti". Minerva era molto preoccupata. "Si mia cara amica, ma è meglio parlare solo con alcuni di loro. Tu sai a chi mi riferisco". Warren e Scott osservarono attentamente i due ex-professori. Erano preoccupati, non sapevano bene cosa in effetti i maghi volessero dai mutanti. Temevano la fine della razza mutante. Molte volte erano andati vicini all'estinzione. "Ha finito professore? Possiamo andare?". "Si Weasley. Ron fu il primo a lasciare la stanza, meno stava vicino alla Granger, meglio stava. Il suo comportamento nei confronti della ragazza e nel suo modo di guardarla non sfuggì a Draco. -Stupido sudicio Weasley- pensò.
"Aspetta Sirius, tu rimani ci sono alcune cose da chiarire. James, Piton tornate pure vicino a Rachel". "Io posso rimanere? Vorrei continuare ad aiutare". "Certamente Luna". Luna sorridente riprese a preparare le pozioni insieme a Madama Chips. Warren osservò la donna stesa sul letto dal lato opposto della sala. Quando la riconobbe andò su tutte le furie tanto che Albus fu costretto a schiantare il ragazzo. Anche gli altri maghi presenti presero in mano le bacchette. Scott provò a ribellarsi, ma Sirius lo tramortì con un pugno. "Schifosi esseri immondi". Non l'avesse mai detto. L'ex-preside, come aveva fatto Moody, colpì la guancia di Black. Luna rimase a bocca aperta e anche gli altri erano senza parole. Vedere Silente arrabbiato era una cosa più unica che rara. Persino l'infermiera ritratta nel grande quadro sopra la porta a vetri si fermò.
Felpato era sotto shock: "Perché, loro sono...". "Non sono nostri nemici e nemmeno dei mostri". Il tono era di nuovo calmo. "Warren e Scott non volevano fare alcun male, sono solo molto preoccupati. Devi sapere Sirius che i mutanti sono da sempre perseguitati dai babbani. E se alcuni maghi, soprattutto i maghi oscuri, venissero a conoscenza della loro esistenza... be le persecuzioni e il rischi per la loro incolumità aumenterebbero". Detto questo Albus prese la bacchetta e tocco la fronte di Felpato. L'uomo perse momentaneamente i sensi e quando si ridestò aveva una strana espressione. "Che cosa mi ha fatto professore, cos'erano quelle immagini?". "Ho voluto mostrarti quello che hanno fatto ad alcuni di loro: le torture, le persecuzioni e ho voluto che tu vedessi come rispondono a questo orrore... difendendo il mondo dei cosiddetti normali. Il professor Xevier diceva sempre hai suoi ragazzi che da grandi poteri derivano grandi responsabilità. E che valeva sempre la pena difendere gli uomini, soprattutto quelli di buona volontà".
Black abbassò lo sguardo vergognandosi di come si era comportato. Poi riprese a parlare: "C'era un uomo che spostava dei veicoli babbani, quello che definiva gli altri mutanti dei traditori". "Hai visto Magneto, il capo della Confraternita dei Mutanti Malvagi. Cos'hai provato?", chiese Silente a Sirius. "Disgusto, mi sembrava di rivedere Voldemort". Sirius sposto lo sguardo su Hermione ancora priva di sensi anche grazie alle due pozioni che le venivano somministrate regolarmente. "Anche a me lo ricorda molto, lo stesso delirio di onnipotenza, ma non devi preoccuparti la nostra Hermione non è come suo padre. Bene e ora di svegliare i ragazzi". Silente usò due incantesimi diversi: dato che Scott non era stato schiantato con la magia il mago lo ridestò con la formula 'Reinnerva', mentre per Warren uso l'Innerva'.
"Sono stato uno stupido Victor, cercarli nei negozi di prodotti esoterici, no è fin troppo ovvio e forse nemmeno frequentano questi luoghi. Devono avere altri canali per trovare quello che serve per i loro incantesimi". Victor represse una risatina, faticava ancora a credere che esistessero e che tra le cose che usavano c'erano dei calzini magici. Decisamente erano diversi dai maghi delle favole. "Ma!" continuò Carver, "Mi è tornato in mente un particolare: l'accento di due di loro. Quello del mago più anziano era anglosassone, mentre quello di uno dei ragazzi era di sicuro bulgaro. Purtroppo non è che ci serva ha molto, si e no per restringere il campo".
Il cellulare del telecinetico cominciò a squillare: "Budarin... Sei sicuro... Molto bene ne sarà felice... Forse abbiamo una pista". Budarin prese il suo tablet è caricò il filmato che lo staff della Divisione aveva trovato. "Ho chiesto a Candy di fare un ritratto della ragazza, tramite i miei ricordi. Hanno trovato dei file su di lei". "Chi l'avrebbe mai detto. Gli X-Men". "La squadra di mutanti del professor Xavier?". "Proprio loro Victor e guarda ecco qua la nostra pirocinetica. Dunque frequentava la scuola per Giovani Dotati di Charles". "Siamo a cavallo...". "Non proprio, la scuola è stata distrutta. Sono spariti tutti, come... come...". "Come per magia Carver". "Si, come per magia".
Budarin osservò attentamente il video finché...: "Quest'uomo io lo già visto". "Chi?". Il ragazzo indicò la figura sullo schermo. "Magneto? Dove?". "Qui a Chinatown Carver. Forse lui ci può aiutare". "Ho i miei dubbi, ma tentiamo".
Sirius e Warren erano l'uno di fronte all'altro. Il mutante era pronto a scontrarsi con il mago quando quest'ultimo, anziché colpire, tese la mano al suo avversario: "Perdonami, io... io sono uno stupido...". Sirius balbettò leggermente, non sapeva bene cosa dire, ne come comportarsi. Warren lo guardò per qualche minuto senza dire e fare niente e questo innervosì il mago, finché... "Lo stupido ha un nome?". -Emh! S... Sirius, Sirius Black". "Bene, io sono Warren Xavier lo stupido numero due". "E io sono Scott Summers e non sono stupido". Il mago e Warren scoppiarono a ridere. Draco era ancora all'interno dell'infermeria. Nel vedere la scena prese coraggio e si avvicinò al gruppetto. "Ancora qua sei, vattene ragazzino". Suo fratello fece qualche passo e Malfoy uscì di corsa accompagnato dalla risata di Sirius. -Stupido cane rognoso- pensò.
A metà percorso incontrò i suoi genitori, sua madre piangeva ancora a dirotto. Era disperata. Il padre invece era più controllato, ma Draco notò che aveva gli occhi lucidi. Quando si accorsero di lui fecero segno di avvicinarsi. La madre abbracciò il figlio: "Ascolta bene tesoro tuo padre ed io non abbiamo nessun diritto su quel ragazzo, ma tu sei suo fratello minore e non vogliamo che il nostro errore ricada su di te, cerca di avere almeno un rapporto con lui, seppur piccolo, cerca di averlo". "Ci proverò madre". "Forse dovremmo obliviarlo", disse Lucius. "No padre, non è una buona idea. Silente, poi, non approverebbe". I suoi genitori lo guardarono stupiti. Dopo la venuta del Signore Oscuro era cambiato molto: più taciturno, più chiuso, più maturo.
La frase pronunciata da Silente: "Da grandi poteri..." appartiene all'universo dell'Uomo Ragno.
