VORTICE

Cap. 4

VIRIDIAN CITY

Era un mattina, di quelle che molti definirebbero tranquilla…però non lo era di fatto.

Difatti alle prima ore del mattino…

- Ash, svegliati!

- Mhh…mamma, lasciami dormire…ho ancora sonno- mugolò.

- Ash, non è il momento di fare i capricci!

- Mhhh…lasciami in pace!- si girò, dando le spalle a Mist.

- Grrr, non mi lasci altra scelta- Mist prese un oggetto dalla sua cintura.

- Ahhhhh!- gridò e cadde dal letto- Pikachu!

- Pika?- il Pokèmon si trovava ancora sul letto di Mist.

- Mi dispiace, ma non è stato Pikachu- disse Mist. Indossava la sua abituale tuta nera.

- Perché mi hai mandato una scossa elettrica?!- si lamentò il ragazzo.

- Non avevo alternative, non volevi alzarti.

- Non è una buona scusa- si arrabbiò- e poi come mai così mattinieri? Non è ancora sorto il sole.

- Lo so, però ci hanno trovati.

- Chi?

- Chi vuoi che ci cerchi, secondo te?

- Oh, capisco. E come sai che loro sono qui?

- Semplice, da un occhiata fuori.

L'allenatore sbirciò dalla finestra e vide da lontano la macchina nera, che di solito utilizzano i suoi inseguitori.

- Alzati adesso. E fai in fretta a prepararti.

Ash si alzò dal pavimento e andò in bagno a sistemarsi.

- Fatto- disse una volta uscito dal bagno- Ma cosa stai facendo?

- Sto constatando l'altezza del piano- disse Mist, sporgendosi dalla finestra.

- Perché?

- Adesso vedrai- Mist prese dal suo sacco una corda allungabile e lo legò all'estremità della finestra- Sei pronto a saltare?

- Ma sei matta?! Siamo al decimo piano! Questo è un suicidio!

Si sentirono dei passi veloci, salire per le scale. Delle voci avvicinarsi.

- Si, sono qui da ieri sera…- disse il locandiere- Ma cosa volete da loro?

- Sono loro- Mist strinse bene il nodo- Okey, adesso scendi in fretta per questa corda.

- No, scendi prima tu.

- Non perdere tempo a discutere! Devo tenerli occupati, mentre tu scendi.

- …Ma io non voglio che ti succeda qualcosa.

- Muoviti! Raggiungi la moto e mettila in moto!

- Va bene- Ash, con in groppa Pikachu, uscì dalla finestra e lentamente si calò giù.

In quel momento si sentì un grosso fracasso, provenire dalla stanza. Due uomini in nero, avevano sfondato la porta.

- Ma cosa state facendo?!- gridò il locandiere- Adesso dovrete pagarmi i danni! E…ouch!- uno degli uomini, gli diede un pugno, facendolo svenire per terra.

- Che noia- disse uno.

- Beh, adesso vediamo, se questo ti farà divertire- Mist si lanciò addosso all'uomo e gli tirò un calcio.

Ma l'uomo riuscì a pararlo e tenendo bloccato il piede della ragazza, la scaraventò contro il muro.

- Non ci servi tu, ma il ragazzo. Dov'è?

- Tze, non lo saprete mai!- Mist si alzò con un balzò e facendo dei volteggi si avvicinò a loro, affibbiandogli dei calci veloci.

Mist si precipitò alla finestra, ma non ci riuscì perché l'uomo gli afferrò una gamba, facendola cadere per terra.

- Ahi! Che testardi che siete! Siete peggio del prezzemolo!- gli tirò un calcio sul viso e si divincolò dalla presa.

Ash era già arrivato al piano terra. Non vedeva ancora scendere Mist.

Che le sia successo qualcosa? Quei tipi non mi sembrano normali…forse è nei guai. Però se torno dentro, Mist si arrabbierà doppiamente.

- Pika!- Pikachu gli indicò dove Mist aveva posteggiato la moto.

- Arrivo…- Ash diede un'altra occhiata alla finestra.

Accidenti, sono veloci. Non posso permettere che trovino Ash.

- Ehi, 102, il ragazzo è scappato dalla finestra!- disse l'uomo al suo compare.

- Raggiungiamolo presto!- si precipitarono alla finestra.

- Non ve lo permetterò!- Mist staccò la corda dalla finestra, facendola cadere giù- e adesso che farete? Mica male un volo di dieci piani.

- Grr, maledetta! Ma non finisce qui!- disse l'uomo 102- 154, scendiamo giù!- uscirono di corsa dalla stanza.

Spero che Ash abbia fatto quello che gli ho detto- pensò Mist, mentre si affacciava alla finestra.

Ash era arrivato alla moto, ma metterlo in funzione non era facile. Era un nuovo modello e c'erano tanti tasti.

- Pika, pi!- gli affrettò Pikachu.

- Si, si, lo so Pikachu! Però non so davvero quale tasto schiacciare…e se sbagliassi? Accidenti a Mist, perché non mi ha detto come si accendeva 'sto coso!

- Pika!- il Pokèmon giallo gli indicò un tasto nero. Sotto, c'era scritto Start.

L'allenatore si vergognò della sua distrazione, ma riprese subito il controllo.

- Dunque…questo dovrebbe essere il tasto di accensioneeeeee!- la moto partì di colpo- ahhh! Come si ferma questo coso?!

La moto attraversò la vegetazione e arrivò sotto la finestra della locanda.

- Ma come ha fatto tutto questo, la moto?- si chiese Ash, stupefatto.

Bene, è arrivato- Mist notò che gli uomini in nero, avevano già raggiunto il pian terreno- Adesso è il mio turno!

- Come? Perché la corda è tutta qui per terra?- disse Ash- Ma allora come fa Mist a scendere…eh?!

Mist prese la rincorsa e saltò dalla finestra. Cadde in piedi sul ramo di un albero. Ash tirò un sospiro di sollievo.

Mist scese dall'albero con un balzo, atterrando giusta sulla moto.

- Ehi, ti sono mancata?- scherzò.

- Tu sei tutta matta!

- Lo prenderò come un sì- premette l'acceleratore e partirono subito.

102 e 154 non fecero in tempo a raggiungerli.

- Accidenti, ci sono sfuggiti! Avvisa 104 di precipitarsi qui con la macchina!

- Si!- rispose 154, prendendo il suo cellulare.

- Quando ho provato a mettere in movimento questa moto, è partita da sola, venendoti a prendere- disse Ash.

- Già, la mia moto è stata programmata per questo motivo. E' in grado di ricevere gli ordini che gli impartisco.

- Non potevi dirmelo subito, mi sono preso uno spavento!

- Ma certo, potevamo sederci a tavola e parlarne, magari sorseggiando del thè.

Ash ignorò il suo commento e cambiò argomento.

- Adesso dove ci dirigiamo?

- Prossima tappa Pewter City.

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PAESE DI NET

Una macchina nera, percorre le vie del paese, con una certa fretta.

- Quanto durerà questo inseguimento?- chiese Gary.

- Uhm, se tutto andrà bene, meno di quindici giorni.

- Quindici giorni? Ma sono un eternità!

- E allora? Il posto è lontano. Non posso mica volare!

- Davvero, strano, eppure mi sembrava di sì.

- Senti, dato che dovremmo stare insieme, per almeno quindici giorni, cerchiamo di collaborare e di non far diventare questa convivenza, una tortura. D'accordo?

- Cosa dovrei rispondere secondo te?- imitò una vocina da ragazza indifesa- Oh, ma che bello! Ci sono strani tipi che vogliono la mia morte, ma per fortuna che ci sei tu, mio eroe!

- Spiritoso! Sto dicendo sul serio.

- Anch'io. Se potessi me ne andrei subito e la finirei con questa pagliacciata. E poi non capisco, perché il tuo superiore mi voglia.

- Me lo chiedo anch'io. Non sei altro che un ragazzino, oltretutto sfrontato e presuntuoso!

- Ha parlato il santo!

- Senti tu…l'unico motivo, per cui non ti ho ancora messo le mani addosso per chiuderti quella dannatissima bocca, è perché servi al mio superiore, solo per questo! Altrimenti ti avrei lasciato in compagnia di quei uomini.

In quel momento, una macchina spuntò da una via, andando a scontrarsi con la macchina di Nick.

Si trattava della macchina degli inseguitori.

- Ancora loro?! Ma quanti sono? Solo stamattina ne ho messo al tappeto tre!

- Forse sono resuscitati.

- Tu stai bene?- chiese.

- Si, solo le ossa un po' ammaccate, tutto qui. Ma la macchina in che stato è?

- Ammaccata anche lei sul davanti, sul bagaglio. Speriamo che parta…- provò a girare la chiave.

Si sentì un debole rumore dal motore. Nick tentò più volte.

- Oh- oh! Non per fare il guastafeste, ma quelli della macchina…sono ancora integri.

- Com'è possibile? Si sono lanciati con tutta la velocità contro di noi…dovrebbero essere svenuti dal colpo!

- E invece sono sanissimi. Che abbiano ottenuto la vita eterna?

- Maledizione, parti!- Nick girò un'altra volta la chiave nell'accensione.

Finalmente la macchina partì, lasciando alle spalle gli inseguitori, che rimasero a guardare.

- Uff, per un pelo!

- Sapevo che non mi avresti mai tradito, cara amica!- disse contento Nick alla macchina.

- Oh, adesso parli con la macchina. Bene, guarda un po' in che mani mi devo affidare.

- Non potremmo percorrere molti chilometri, in queste condizioni…mi converrà trovare un officina in questi paraggi.

- Oh, prova a trovarlo tu, in mezzo alla desolazione di un paesino.

- Mh…allora mi toccherà aggiustarlo io.

- Così perderemo solo tempo.

- Vuoi fartela tutta a piedi? Accomodati pure!

- Okey…ho capito.

- Raggiungiamo la città più vicina e vedremo poi.

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PEWTER CITY

- Che nostalgia…questa è stata la prima città dove ho ottenuto la mia prima medaglia…quanto tempo è passato…avevo solo dieci anni. Ricordi Pikachu?

- Pika.

- Non è stato un incontro facile con il capopalestra…però c'è l'abbiamo fatta.

- Pika, pi!

- Non potresti tenere a parte, i tuoi ricordi? Mi stai distraendo.

Ash la ignorò e continuò a parlare.

- Chissà se in casa c'è Brock…- stette un momento in silenzio- possiamo fermarci un attimo? Vorrei andare a salutare un mio vecchio amico.

- No!- rispose subito.

- Perché?

- Ehm…perché non abbiamo tempo.

- Ma se è da due ore che viaggiamo imperterriti. Dovremmo fare pure una sosta, no?

E adesso che m'invento?- pensò Mist- Dai Mist, pensa…

- E' la stessa cosa, che si aspetteranno da noi, i nostri nemici. Ma noi li sorprenderemo, se continueremo a marciare- rispose.

- Ma poi cadremmo sfiniti.

- Comunque la mia riposta è no.

- Uffa, cosa ci costa fermarci un attimo? Non c'impiegherò ore.

Ma quanto è testardo! Però, se glielo nego, potrebbe sospettare qualcosa…in fondo, non potrò viaggiare ancora a lungo, la fame si farà sentire, prima o poi. Per non parlare, che non potrei combattere a stomaco vuoto…ehi, ma sto ragionando come Ash?!

- E va bene, ci ristoreremo qui- si arrese.

- Magnifico.

- Pika!

Mist fermò la moto, e tutti e tre scesero a terra.

- Vieni con me?- chiese Ash.

- Ah, no, grazie. Io vado a cercare un posto dove mangiare.

- Peccato, a Brock saresti piaciuta- sorrise e si allontanò.

La ragazza fissò l'allenatore e il suo Pokèmon, allontanarsi dopo pochi minuti.

Non credo proprio, Ash. A Brock piace già un'altra.

Ash raggiunse la palestra e bussò alla porta, della casa di Brock.

- Si, chi è?- rispose un ragazzino, molto somigliante a Brock.

- Ehm, sono Ash…c'è Brock? Sono un suo amico.

- Brock? No, non c'è. Da tempo, ormai.

- Ah, e dove lo posso trovare?

- Bho.

- Come, bho!

- Sembra che sia scappato via.

- Scappato?!

- La polizia lo ha già dato per disperso…

- Ma da quanto tempo?

- Da circa quattro anni…

- Quattro anni? Ma allora…subito dopo che ci siamo visti per la Lega Avance. Ma non sai il perché?

- Bho, pensiamo che sia una fuga amorosa…ma non credo, che Brock ne sarebbe capace.

- Già.

- Tu sei Ash Ketchum, vero?

- Si.

- Ho sentito molto parlare di te. Ti ricordi di me? Ero presente quando hai combattuto con mio fratello. Dopo Brock, sono io il più grande.

- Si, mi ricordo. Devi essere uno di quelli che mi si è incollato sul corpo, per impedirmi di combattere contro Brock.

- Già- rise- Ne è passato di tempo. Adesso alleno anch'io i Pokèmon, come Brock.

- E vostro padre?

- Ah…è in casa. Ma sta dormendo. E' anziano, ormai, quindi adesso, mi occupo io della casa. Ti va di fermarti a mangiare con noi? Non preoccuparti, adesso non siamo più poveri.

- Avete vinto alla lotteria?- scherzò.

- Si- rispose seriamente.

- Che?

- Beh, a dire il vero ci ha giocato Brock. E caso strano, una settimana dopo la sua scomparsa abbiamo trovato il biglietto. Lo abbiamo controllato ed era quello vincente. Allora, vieni?

- Ah, no grazie. Sono con un'altra persona.

- Un amico?

- No.

- La tua ragazza?

- No!- arrossì- Sai dove posso trovare, un buon posto per mangiare?

- Certo, vai alla rosticceria Sam, e digli che ti mando io, Ottaro. Vedrai che vi servirà un ottimo banchetto. 

- Grazie, e ciao! Ah, se trovano tuo fratello, digli di avvisarmi, okey?

- Si, lo farò.

Ash raggiunse Mist, che gironzolava per le strade cittadine, alla ricerca di un posto per mangiare

- Mist!

- Oh, sei tu. L' hai visto?- si finse ingenua.

- No…sembra che sia scomparso…

- …

- Però ho incontrato suo fratello, mi ha consigliato di andare alla rosticceria Sam…che ne dici?

- L'importante è mangiare qualcosa.

- Bene.

Ash, Mist e Pikachu, cercarono la rosticceria e infine lo trovarono.

- Ah, e così siete amici di Ottaro? Bene, in questo caso vi preparerò un ottimo banchetto- sorrise il cuoco.

- Grazie- disse Ash.

Il cuoco andò in cucina e Ash e Mist si sedettero in uno dei tavoli del locale.

- Perché sei triste?- chiese Mist.

- Pensavo a Brock…un mio amico…chissà dove sarà…spero che stia bene.

- …non ti preoccupare, ha la pellaccia, lui.

- Mh? Lo conosci?

- Eh? Ah, no…dunque, è solo la mia impressione. Sono sicura che è ancora vivo.

Perché parlo sempre troppo?!

- Si, lo credo anch'io.

- Eccomi di ritorno- comparve il cuoco, con in mano un vassoio di portate- Bistecche per i due piccioncini.

- Eh?!- esclamarono i due.

- Oh, ops, non state insieme? Pardon, per la mia sbadataggine…ma sembrate proprio una coppia di fidanzatini- sorrise e tornò in cucina.

Seguì un momento di silenzio tra i due ragazzi.

- Ehm…cominciamo a mangiare?- disse Ash, con un po' di rossore in volto.

- Mh- confermò Mist.

Ne seguì un altro momento di silenzio.

- Senti…c'è l' hai il ragazzo?- chiese Ash.

A Mist gli andò di traverso un boccone di carne.

- Coff, coff!- tossì.

- Mist, stai bene?- gli passò un bicchiere di acqua.

- Si…Ti sembra una domanda da fare? E poi se non sbaglio, noi non ci conosciamo…perché dovrei rispondere a questa domanda personale?

- Non ci trovo niente di male…era solo curiosità. Anche perché, se hai il ragazzo, adesso non si starà preoccupando per te? Oppure fa il tuo stesso lavoro?

Mist l'osservò e poi sospirò.

- …non ho il ragazzo- disse con voce bassa.

- Ah.

- E non ho intenzione di averlo! Nella maggior parte dei ragazzi della mia età, rimane dell'infantilismo, la sindrome di Peter Pan.

- Mh, capisco…preferisci le persone mature, vero?

Anche un'altra persona la pensava così…- pensò, Ash.

- Beh, diciamo che mi trovo bene con loro…e tu, c'è l' hai la ragazza?

- No.

- Strano, da quanto ho letto nel tuo curriculum, dovresti aver migliaia di fans accanite. Non te ne piace nessuna, di loro?

- Si, sono tutte carine…però…

- Però?

- Preferisco stare con una ragazza che mi conosca bene e che mi apprezzi per quello che sono…con i miei pregi e difetti. Le fans potranno sembrare innamorate, in un momento…ma non appena finisce il successo, se ne andranno tutte. Preferisco chi rimane, nonostante la moda che passa.

- Uhm…che discorso saggio. Ash Ketchum, non me lo sarei aspettata…stai crescendo.

- Come puoi dire questo, se non mi conosci neanche.

- Ma è come se ti conoscessi da una vita…- gli sorrise e riprese a mangiare.

Il cuore di Ash cominciò a sentirsi strano. Quel sorriso inaspettato della ragazza, lo rendeva leggermente agitato. Quello, era solo l'inizio di un tormento, che sarebbe durato un bel po'.

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BASE X

- Allora, li avete presi?- si udì una voce fredda, da una cornetta del telefono.

- Mi dispiace, ci sono sfuggiti- disse uno, dall'altra parte della cornetta.

- Neanche noi- disse un altro, da un altro telefono.

- Incapaci! Quanto vi ci vuole per catturare due ragazzini?!- urlò con rabbia. 

- Non è così semplice, capo. Entrambi sono seguiti da guardie, molto esperte.

- Ah, si? E voi non riuscite a batterli?

- No, capo. Riescono sempre a sfuggirci.

- Idioti! Buoni a nulla!- gridò di rabbia, sbattendo il palmo della mano sulla scrivania- Adesso vi mando altri rinforzi. Vedete di non fallire…altrimenti, sapete quale sarà la vostra fine.

Ci fu un breve silenzio. Entrambi i due uomini, sapevano ciò che gli aspettava, in caso di sconfitta.

- Si, capo. Arrivederci- risposero i due, chiudendo la connessione.

- Che idioti!- disse l'uomo, alzandosi dalla sua sedia poltrona- Gli affido un incarico, facile, facile e loro falliscono!- si zittì e rimase pensieroso- Numero 12!

Un uomo vestito di nero, apparve dalla porta.

- Si, desidera, capo?

- Raccogli più dati, sulle guardie dei due ragazzi.

- Già fatto, capo.

- Uhm…efficiente- disse soddisfatto- e dimmi, chi sono?

- Nick Jeson, 20 anni, nazionalità irlandese- il n.12 lesse i fogli, che aveva in mano- Lavora come idraulico e pratica sport. Campione del suo paese di Judo e Karatè. E' iscritto come membro alla Sik, da circa due anni. Abita a Fast City. Va sempre in giro con una macchina nera.

- Uhm. E l'altro?

- E' una ragazza, Misty Waterflower, quasi 19 anni. Lavora all'ospedale di Berny come infermiera e assistenza pazienti. Ha partecipato a molti tornei nazionali di arti marziali. Iscritta, anche lei, alla Sik da due anni. Abita nel quartiere di One Town- finì di leggere- Sul passato dei due si sa ben poco, non si sa cosa facessero prima di trasferirsi nelle rispettive abitazioni.

- Quindi da due anni fanno parte della Sik…

- Si, capo.

- Uhm…interessante. Cerca d'informarti più che puoi sulla Sik, voglio sapere tutto quello che fanno. Mi capisci, vero?

Il dipendente capì al volo lo sguardo del capo. Intendeva dire, scovare le informazioni illegalmente, entrare nel database della Sik.

- Certo, capo. Eseguisco- esce dalla porta.

- Eh- eh…davvero interessante. E così la Sik mi è di nuovo d'intralcio…ma anche questa volta, sarò io a vincere- rise.

CONTINUA…   

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E così ho finito il quarto capitolo! Che bellezza! Uffi, però ormai mi stanno andando via le idee…che faccio ora? Sigh, ho bisogno di un ispirazione per andare avanti! Sob!!

Beh, butterò qualche idea per il quinto capitolo. Però a quanto sembra, si dilungherà molto questa fiction…speriamo di riuscire a terminare il tutto al più presto.

Ps: La macchina di Nick, ha il bagagliaio sul davanti, mentre il motore dietro, okey?

Pss: La sindrome di Peter Pan, esiste davvero. E' quella che hanno gli uomini, che si comportano ancora da bambini.

Pokèmon e personaggi non sono di mia proprietà (magari!).

By Ya-chan