Disclaimer: i personaggi contenuti in questa storia non mi appartengono, sono proprietà di Eric Kripke e degli aventi diritto. Non ricavo alcun profitto

SCENA 4

Dean si alzò lentamente. La mano destra era pressata sulla fronte contro la ferita ancora sanguinante. Chiuse gli occhi e cercò di mettere a fuoco la scena davanti a lui: Bobby in piedi impietrito fissava Sam senza proferire parola. Il più giovane dei Winchester si trovava, invece, per terra privo di sensi.

"Sammy..." disse Dean con un filo di voce.

Il ragazzo raggiunse il fratello per terra e vide che questi stava lentamente riprendendo conoscenza.

"Dean" sussurrò Sam "do-dove sono?". Il giovane si guardava intorno smarrito, provava un dolore lancinante al braccio, non ricordava nulla di quanto era successo nelle ultime ore. Ultimo ricordo: la ricerca nel suo laptop del prossimo caso che sarebbe stato affrontato dai fratelli una volta terminato il lavoro alla Roadhouse.

Nel frattempo anche Ellen, sentendo un gran trambusto ed urla, si era avvicinata al luogo in cui si trovavano i Winchester e Bobby.

"Ragazzi è meglio se mi seguiate... credo sia il caso di ricucirvi un po'"disse Ellen.

"Ahhhh!" sbottò Dean stizzito, mentre Ellen gli disinfettava la ferita sulla fronte. "Scommetto che provi un certo piacere in quello che stai facendo!"

"Non tentarmi Dean!" disse Ellen con aria divertita.

Intanto Sam osservava la scena in silenzio, cercando di fare ordine nelle proprie idee. Con l'altra mano stringeva il braccio, fasciato ma dolorante, e giocherellava con la parte di garza che pendeva dalla fasciatura, astraendosi da tutto ciò che lo stava circondando.

"Quindi vi avrei attaccato e sarei stato io stesso a causarmi questa ferita al braccio... giusto?" interruppe Sam.

"sì" disse Bobby "ma non credo che fossi esattamente tu quel pazzo esaltato che abbiamo affrontato poco fa io e quel piantagrane di tuo fratello".

Bobby prese il calice con la birra e bevve lentamente. Forse dovrei dire tutto ai ragazzi – pensò – ma se è veramente lui... perchè è qui? perchè sta facendo del male a Sam?

"c'è qualcosa che sai e non vuoi dirci... è vero Bobby?" disse Sam mentre Dean continuava a lamentarsi tra le mani di Ellen.

"insomma Dean finiscila! sei proprio come tuo padre!" disse annoiata Ellen. Pochi istanti dopo la donna fu chiamata da uno degli altri cacciatori fuori del casolare.

"e tu sei proprio come tua figlia! una macellaia!!!" urlò Dean mentre Ellen si allontanava dalla stanza.

"Ragazzi.." Interruppe Bobby "io credo che voi non mi abbiate detto tutto sei mesi fa su Steve Wondell".

Dean fece finta di niente e prese anche lui un calice di birra e bevve la fresca bevenda.

"cioè?" disse Sam cercando di nascondere la propria tensione al sentire il nome del cacciatore che lui stesso, posseduto da uno dei figli del demone degli occhi gialli, aveva ucciso mesi prima.

"Tempo fa vi avevo chiesto se sapevate nulla sulla morte di Steve... e avete negato... oggi credo che invece voi sappiate più di quel che mi volete dare ad intendere" Bobby trafisse con lo sguardo i due ragazzi. I suoi occhi erano svegli e indagatori.

"Bobby perchè fai adesso il nome di Wondell?" disse Dean con falso disinteresse.

"Perchè è lui che ha conciato così Sam" Bobby fissò Dean e Sam e tacque un momento, poi aggiunse "l'ho riconosciuto quando Sam ci ha attaccato, Dean. Quel tic nell'occhio è inconfondibile. Conoscevo troppo bene Steve per non riconoscere questo suo tratto caratteristico. Quello che ci ha attaccato e che si è ferito non era Sam, era Steve! Ora mi occorre sapere cosa ha a che fare Steve con voi due, dato che voi avete affermato in passato di non conoscerlo e di non sapere niente della sua morte." Lo sguardo di Bobby si fece scuro. Dell'uomo burbero ma buono sembrava non essere rimasto molto, non in questa circostanza. Bobby voleva la verità e la voleva in quell'esatto momento.

Dean approfittò dello stato confusionale in cui si trovava ancora Sam per intervenire prontamente bloccando ogni tentativo di Sam di rispondere.

"Ok Bobby, se è la verità che vuoi... la verità avrai" Dean bevve un altro sorso di birra e continuò. "Ho ucciso io Steve Wondell. Quando Sam era posseduto, ci siamo imbattuti in Steve, prima di incontrare te. E' stato un incidente, ma ho dovuto uccidere Steve perchè stava per attaccare Sam." Dean fece uso della sua faccia di bronzo sperando che l'anziano cacciatore credesse alla sua versione della storia.

Sam non ha certo bisogno di altri problemi in questo momento, pensò Dean.

Sam accennò a dire qualcosa, ma Dean lo zittì con lo sguardo, con quello sguardo da fratello maggiore eloquente che non ammette repliche.

Bobby fissò a lungo i due fratelli, abbassò lo sguardo e dopo qualche secondo sorrise amaramente.

"Come vedo continuate a pensare che sia un cretino. La tua storia non regge nemmeno un po' Dean. Pensavo che fossi un bugiardo più bravo".

Dean sollevò lo sguardo e stava per dire qualcosa, quando Sam intervenne. Non poteva più permettere che Dean lo coprisse, occorreva che anche lui prendesse le proprie responsabilità.

"Sono stato io" disse Sam.

"Sammy!!!" si girò di scatto Dean.

"Dean, abbiamo tenuto per troppo tempo questo segreto. Bobby non lo merita."

Bobby restò in silenzio ad ascoltare, i suoi occhi si fecero sempre più tristi.

"Quando ero posseduto dal figlio del demone dagli occhi gialli... Dean mi ha ritrovato dopo una settimana di assenza. Io non ricordavo quasi nulla, ma avevo negli occhi l'immagine di me stesso, mentre uccidevo quell'uomo. Non sapevo nemmeno chi fosse... So solo che non mi sono potuto fermare... Nei pochi momenti di lucidità riuscivo soltanto a provare pena per quel povero uomo, ma non sono riuscito a fermarmi". Sam abbassò lo sguardo pieno di rimorso.

"E perchè non me l'avete mai detto? Perchè mi avete mentito? Io vi ho aiutato a costo della mia stessa vita... Pensate che non sarei stato in grado di capire?" Bobby a quel punto si alzò, prese la sua birra e la lanciò contro il muro.

Il vetro della bottiglia s'infranse contro il muro cadendo per terra con tutto il contenuto.

"Maledizione! Siete solo due mocciosi che vogliono giocare con le cose da grandi! Vi avevo sopravalutato! Pensavo di avere a che fare con degli uomini, non con dei maledetti bugiardi. Non vi siete fidati di me e avete aspettato che vi costringessi a parlare. Siete soltanto dei vigliacchi!" detto questo Bobby si sedette e fissò il vuoto nel silenzio penetrante della stanza.