Erano le 21:00. Si trovava davanti ad una villetta, una come tante, però una come non ne aveva mai viste. Un giardino ordinato, una cuccia di legno bianco, del medesimo colore delle mura. Una casa a due piani, più una probabile soffitta. Una luce accesa al primo piano.
Cosa ci faceva lì? Non lo sapeva! Magari sarebbe stata una bella serata piacevole, come era da tanto che non trascorreva.
Prese un bel respiro e suonò il campanello.
"Chi è?" chiese una voce dal suono familiare, ma che non apparteneva al biondo padrone di casa. "Sono Harry". Il cancello si aprì, lo richiuse attentamente dietro di se e proseguì lungo il vialetto fino a raggiungere la porta, che si aprì e da dietro apparve Malfoy. Indossava lunghi pantaloni neri che mettevano perfettamente in risalto le sue gambe asciutte e muscolose, portava poi una maglia bianca sottile, di una o due misure più grandi, che gli ricadeva su una spalla, lasciandola, così, scoperta. I capelli erano legati in una piccola coda, ed era scalzo. Era estremamente bello agli occhi di Harry che arrossì.
"Allora entrate?" una voce preveniente dalle spalle di Draco attirò l'attenzione dei due ragazzi. "Accomodati" disse Draco, per poi avvicinarsi all'orecchio di Harry e sussurrargli: "Scusami, è Charlie, e sta per uscire".
Charlie? Charlie Weasley? Cosa ci faceva a casa di Draco? Soprattutto a quell'ora? Che stessero insieme?
Questo pensiero provocò nell'inconsapevole ragazzo una punta di disapprovazione.
"Harry, come stai?" chiese Charlie comparendo davanti agli occhi del ragazzo d'oro "Spero bene!"
Charlie era sempre stato bello, e non era cambiato per nulla dall'ultima volta che l'aveva visto, era sempre elegante e il suo corpo muscoloso non passava di certo inosservato. Era ormai da quattro anni il cercatore ufficiale dei Chadley Cannon. Il Weasley si avvicinò a Draco e lo strinse a sé circondandolo totalmente con le sue lunghe braccia: "Vattene" fu l'unica cosa che gli disse Malfoy, dolcemente, con il sorriso sulle labbra. "Ok! Ok!" me ne vado volevo solo salutare un mio vecchio amico" rispose Weasley.
"Sto bene Charlie" ribatte Harry alla domanda precedentemente rivoltagli "Ti prego salutami Molly e Arthur, mi mancano tanto".
"Anche a loro manchi, te lo posso assicurare" concluse Charlie prima di prendere la sua giacca e baciare a tradimento le labbra di Draco, per poi uscire di corsa dalla porta inseguito dal biondo. Il quale una volta richiusa la porta si voltò e si diresse nuovamente verso il suo ospite.
Dio quanto è sexy! Continuava a ripetersi Harry, per poi ricordarsi chi era in realtà il soggetto della sua attrazione.
"Dammi pure la giacca" disse Malfoy, per poi prenderla e sistemarla.
Infine fece strada fino alla tavola apparecchiata, dove si sedettero. Si ritrovarono, così, uno di fronte all'altro, e solo allora Harry si accorse che le uniche luci che illuminavano la stanza erano delle candele.
"Perdonami l'intrusione di prima, ma non me lo aspettavo, era solo venuto a salutarmi" incominciò Malfoy.
"Ma tu e lui, quindi…, bhè sì, insomma, voi…" cercò di chiedere imbarazzato Harry.
"No, non stiamo insieme. A Charlie piacciono molto di più le donne, lo fa solo per fare il cretino" intervenne Draco, "Sostiene che io sia pazzo ad invitare a vivere qui con me ogni mese persone diverse…"
"Perché lo fai" lo interruppe Harry. "Per aiutarli" rispose Malfoy "ci sono persone a questo mondo che per essere felici hanno solo bisogno di una piccola spinta. Bhè, io, sì, ecco, io gliela do.
Ad ottobre ad esempio, ilmio ultimo mese, ho incontrato un senzatetto, l'ho aiutato a ripulirsi, a vestirsi, l'ho nutrito ed infine gli ho dato la cosa di cui maggiormente necessitava: la fiducia in se stesso, ed ora possiede un bar nel centro di Londra, ha una fidanzata, ed è contento e soddisfatto di quello che è riuscito ad ottenere".
"Sì, va bene, ma continuo a non capire, perché, lo fai? Ossia il Malfoy che io conoscevo, era senza cuore, menefreghista, mentre ore sembri dolce e gentile" specificò Harry.
Draco arrossì, ma non si lasciò intimidire da quelle parole. "Te l'ho già detto tutti cambiano. Quando ci siamo diplomati tutti erano a conoscenza della mia omosessualità, era una vergogna, per la mia famiglia, per mio padre: un incallito mangiamorte; e per mia madre, la quale però mi salvò la vita. Mi spedì in America a casa di uno zio, il giorno seguente alla cerimonia dei diplomi.
E' un fratello di mio padre, un puro Malfoy, con un solo piccolo "problema": ama vestirsi da donna. Siamo lo scandalo della famiglia. Lui però mi ha insegnato così tante cose…" il viso di Draco mentre parlava di suo zio s'illuminò. "E' un pubblicitario, vive in un modesto appartamento, in confronto al maniero dei Malfoy, in un tranquillo quartiere nella periferia di San Francisco. Ha rinnegato la magia. Ed è felice, ha un sacco di amici, nel suo lavoro è bravo e lo adora; in più viveva vicino alla donna più meravigliosa che questo mondo abbia mai avuto la fortuna di ospitare… sono stato il suo Luglio.
Ero appena arrivato, non conoscevo nessuno, ero impaurito, ferito, frustrato. Avrei voluto prendere parte alla vostra guerra in un modo o in un altro. Invece ero dall'altra parte della terra, lasciato senza notizie, inerme. Sapendo che là nel mio mondo si stava scrivendo la storia.
Lei mi ha ospitato per un intero mese in casa sua. Mi ha fatto vedere quante possibilità avevo, quante belle cose abbiamo davanti ai nostri occhi quotidianamente, e che non riusciamo ad apprezzare. Grazie a lei sono rinato. Da lei ho preso esempio. Quando trovava qualcuno da aiutare lo portava da lei e gli dedicava tutto il suo tempo per un mese, il tempo perfetto. Sarah.
tre anni fa è morta. Era malata. E l'ultimo uomo che aiutò fu il suo più grande amore. Vedi in quel mese lei stava con le persone che aiutava, e quel Novembre fu il suo ultimo".
Calde lacrime si appropriavano della pelle delle sue bianche guance, Harry sentì sciogliersi, avrebbe voluto stringerlo, consolarlo, sembrava così indifeso, ma c'era una domanda che gli rimbombava nella testa, assillandolo: "anche tu sei stato con le persone che hai aiutato?".
Draco si asciugò gentilmente le lacrime e riprese a palare: "Quando è morta eravamo tutti distrutti, sono stato al fianco di mio zio ancora per un anno, poi un giorno ho preso un aereo e sono tornato a casa. Tu avevi arrestato mio padre. Ed ora sono quasi due anni che sono nuovamente qui: a Londra.
L'ultimo giorno che trascorsi in America, andai al cimitero a trovarla, e le promisi che avrei continuato quello che lei aveva cominciato. Ci sto provando. Ma per rispondere alla tua domanda: no, non sono quasi mai stato insieme agli uomini che ho aiutato. Sarà successo una o due volte, ma ho troppa paura d'innamorarmi, come accadde a lei. Immaginati di vivere una delle esperienze più vere, esaltanti, e appaganti della tua vita: innamorarti e dovervi poi rinunciare. Sono spaventato, terrorizzato da ciò".
S'interruppe, si prese la testa fra le mani e nuovi cristalli incominciarono a piovere sul suo candido viso.
Harry non seppe resistere, si avvicinò al suo vecchio nemico. Era tutto così surreale. Harry Potter che consolava Draco Malfoy. Chi avrebbe mai potuto crederlo?
Raggiunse il biondo ragazzo e si inginocchiò ai suoi piedi, gli prese il volto con le mani e con i pollici gli asciugò le lacrime.
"Non devi aver paura, Draco. Lei ha amato pur sapendo che stava morendo. Ha avuto il coraggio di vivere".
I loro occhi s'incontrarono, Harry arrossì improvvisamente e si allontanò leggermente, mentre Draco posò le sue mani su quelle del Griffondoro.
"Harry, so che hai ragione, perdona il mio sfogo. Ti prego. Esci con me ora. E' la sera di Halloween. Usciamo ad osservare il mondo" detto ciò si alzò e sempre con la mano in quelle di Harry si diressero fuori, per il quartiere.
Bambini travestiti da vampiri, zombie, mostri, streghe, e maghi.
"Sono così carini" incominciò Draco "Non trovi Harry?" il quale si era perso, non riusciva a togliere gli occhi dal serpeverde, era perfetto, bellissimo e poi quella faccia così dolce, quel sorriso così caldo, quegli occhi così curiosi, quelle labbra così carnose.
Senza sapere il perché Harry staccò la mano da quella di Draco e gli passò il bracco sulle spalle, stringendolo a sé.
Draco rassicurato da quell'atteggiamento appoggiò la testa sulla spalla di Harry. Continuarono a camminare in silenzio, protetti dai raggi della luna. Fino a quando giunsero ad una bella villetta
dove cui alcuni teppistelli stavano lanciando delle uova, terrorizzando la vecchietta che vi abitava e che stava gridando con vemenza intimando ai ragazzi ad andarsene, senza però ottenere alcun risultato.
Draco e Harry accorsero subito a fermare i vandali , saltarono all'interno del giardino della villetta. "Fermatevi, non vedere che questa signora è sola e anziana. La state spaventando" disse Malfoy "Fatevela con qualcuno della vostra stazza" aggiunse coraggiosamente Harry.
"Guarda! Guarda! Se volete ce la possiamo prendere con voi. Forza Scoprion" gridò quello che sembrava il capo della banda, prima di lanciarsi all'inseguimento dei due maghi.
I due maghi cominciarono a correre, fino allo sfinimento, fino a quando non trovarono un vicolo in cui nascondersi.
Ridevano. Harry strinse a se Draco, il quale rispose portando le sue braccia dietro al collo di Harry. Si guardarono, lentamente, i loro visi si sfiorarono, le loro labbra si toccarono. Il bacio fu dolce e gentile. Quando si staccarono, il biondo appoggiò il viso sul petto di Harry e sussurrò "Ti prego rimani con me, almeno questa notte".
Non gli era mai successo, nessuno glielo aveva mai chiesto con così tanta dolcezza. Ogni qual volta aveva incontrato qualche bel ragazzo in un bar, era sempre solo per una notte, e fretta e freddezza erano le compagne di quelle sere.
"Andiamo a casa" rispose Harry sussurrando nell'orecchio del suo vecchio nemico. Mano nella mano giunsero a casa di Draco.
Arrivarono al letto senza nemmeno ricordarsi la strada che avevano percorso. Se non fosse stato per la scia di vestiti che lasciarono dietro di loro.
Il griffondoro non aveva mai provato così tanto desiderio e passione per nessuno, non riusciva più a razionalizzare i suoi comportamenti, voleva solo assaporare quella bocca, accarezzare quel corpo, e spingersi più in là, fino in fondo, fino a possedere tutto.
Grida di passione, mormori di piacere, parole di supplica riecheggiarono nella stanza accompagnando l'incessante danza di due corpi complementari. Due metà dello stesso cielo. Quando Harry raggiunse il piacere, seguito da Draco, rimasero in silenzio, avvinghiati, a scambiarsi gentili carezze fin quando il sonno non li colse.
