Scusate l'assenza, ma come molte di voi sanno non è stato un periodo facile.
Ho tradotto parte del capitolo e ho deciso di postarvelo anche se non è completo, altrimenti chissà quanto tempo passerà prima che io possa tradurlo interamente.
Spero che la cosa non vi dispiaccia e che non dispiaccia all'autrice, la cara Gentillefille che saluto cordialmente.
Buona lettura... e a presto (almeno spero!)

Quando il tempo si ferma
Capitolo 4
Quando il giorno inizierà

Candy ricevette della posta da parte dei suoi amici e Albert aveva incluso un ritaglio di giornale che mostrava il fidanzamento di Terence e Susanna.
Ebbe l'impressione che il suo cuore avesse smesso di battere. Sapeva che sarebbe accaduto, ma le faceva molto, molto male. Pianse in silenzio. Lei stava per avere il figlio di Terence, lei avrebbe dovuto essere la sua donna.

Era stata abbandonata quando era bambina, non aveva avuto un padre né una madre. Terence era stato separato da sua madre per vivere in una casa dove l'ostilità si poteva tagliare con un rasoio, con una matrigna che non l'amava e un padre che non voleva mostrare i suoi sentimenti. Avrebbe tanto voluto che suo figlio avesse due genitori sposati, una casa normale con dei fratelli e sorelle.

Avrebbe avuto tutto ciò se non fosse partita. Terence le aveva chiesto di restare, lui non voleva che lei se ne andasse. Erano stati un po' precipitosi e avevano dato sfogo alla passione ed era stato fantastico. Insieme avrebbero potuto trovare una soluzione al problema di Susanna. Terence sarebbe stato contento del bambino e la signora Marlowe non avrebbe potuto forzarlo ad abbandonare suo figlio e la donna che amava, la sua famiglia…, ma tutto questo era acqua sotto i ponti.

Lei era in Inghilterra e doveva occuparsi del suo bambino e il padre di Terence voleva aiutarla. Tutto ad un tratto la proposta del duca di Grandchester sembrava essere la soluzione ideale. Nessuno saprà che Terence è il padre del bambino, il duca era pronto a prendersene la responsabilità al posto del figlio. Doveva vederlo per dirgli che accettava la sua proposta.

Forse stava commettendo un errore, ma… quando la vita ti dona delle arance, fai l'aranciata. Suo figlio sarebbe cresciuto come un Grandchester e avrebbe ereditato tutto ciò di cui aveva diritto.

Era libera quella mattina, Lady Brydon aveva una riunione con le sue amiche. Stava per prepararsi quando Louise, che veniva a trovarla tutte le mattine, arrivò.

– Buongiorno Candy, stai bene questa mattina ? –

– Più o meno –

– Lady Brydon è uscita, hai la mattinata libera –

– Lo so, andrò a trovare il duca di Grandchester e dirgli che sono d'accordo –

– Tu ti fidanzerai con il duca di Grandchester? Sei sicura di quello che fai? –

– No, Louise, ma ho bisogno di aiuto e se il nonno di mio figlio è pronto a darmelo… perché non accettare? – disse con un singhiozzo nella voce.

Louise guardò sulla scrivania e vide il ritaglio di giornale che Albert aveva inviato a Candy. Comprese l'umore triste di Candy.

– Terence si è fidanzato con Susanna e questo ti ha ferito, vero? –

Lei guardò la sua amica che aveva le lacrime agli occhi. Louise le si avvicinò e la prese tra le braccia. Candy scoppiò in singhiozzi. Louise andò a sedersi con lei sul l etto e la consolò in qualche modo. Candy smise di piangere.

– Scusami Louise, non volevo sfogarmi con te così –

– Non dire sciocchezze Candy, puoi farlo quando vuoi. Sono tua amica –

– Grazie Louise, sono felice di averti ritrovata e che abbiamo potuto cambiare in meglio i nostri rapporti –

– Anch'io Candy. Vai dal duca ora? –

– Forse sto commettendo un errore, ma non ho nessuna idea di cosa devo fare. Preferisco non avere idea su dove mi vuole, dove il duca si occuperà di me e il bambino –

– Ma, fidanzarsi? –

– Trovo che sia un piccolo prezzo da pagare per tutto il comfort che mi darà. La mia famiglia adottiva l'ho praticamente rinnegata, una madre nubile non è onorevole per loro. Terence… ebbene non è disponibile, suo padre è la migliore soluzione al momento –

– Ok, Candy. Se la metti così, ti capisco. Buona fortuna con il duca –

– Grazie, ne avrò bisogno –

– Pensa a lui come a un Terence maturo –

– È vero, Terence gli assomiglia – disse Candy sorridendo.

Candy prese un taxi e si recò a casa del duca per dargli la sua risposta. Era nel salone ad attenderlo quando vide una giovane ragazza entrare nel salone.

– Buongiorno – disse la ragazza sorridendo – Mi chiamo Sarah –

– Buongiorno Sarah – disse Candy – Io mi chiamo Candy –

– Sei la nuova amica di papà? –

Candy non sapeva cosa rispondere, per fortuna arrivò il duca.

– Sarah – le disse – il precettore ti aspetta nella sala da pranzo –

– D'accordo papà. Arrivederci signorina Candy –

– Arrivederci Sarah – rispose Candy sorridendo.

Candy si voltò verso il duca e gli tese la mano destra.

– Signor duca, buongiorno –

– Candy, buongiorno. Qual buon vento vi porta? –

– Ecco, io ho pensato alla vostra proposta… e ho deciso di accettarla –

– Avete preso la giusta decisione per voi e vostro figlio – disse il duca.

– È per il bambino che lo faccio – ammise Candy dolcemente.

– Lo so, è per il bambino che l'ho proposto. Bene, inizierò a cercarvi per andare a pranzo e a cena, per i ricevimenti. Sarah, mia figlia, abita con me, mio figlio è al collegio ma vive con la mia ex moglie al momento –

– Cosa diremo a Sarah? –

– La verità. Che voi siete la mia protetta, che mi occupo di voi e poi le annunceremo il nostro fidanzamento –

– La nostra relazione sarà… –

– Platonica. È per il bambino… unicamente per il bambino. So che siete ancora innamorata di Terence. Io voglio aiutarvi –

– E io ve ne sono molto riconoscente, signor duca –

– Inizierò a cercarvi per andare a pranzare in luoghi pubblici e voi mi accompagnerete ai ricevimenti –

– Lady Brydon si sente molto meglio, ha sempre meno bisogno di me. D'accordo, ci mostreremo in pubblico per le apparenze –

– Poiché noi avremo molte serate mondane, vorrei procurarvi un guardaroba… –

– Un guardaroba degno della fidanzata di un duca… certo –

– Mi sono preso la libertà di far arrivare dei vestiti da una boutique di Londra. Andiamo nell'altro salone. Se volete seguirmi… e potete chiamarmi Richard –

Intrigata, Candy seguì il duca in un altro salone e trovò la proprietaria della boutique in questione con alcune commesse.
C'era praticamente una piccola boutique nel salone!

– Buongiorno signorina – disse la proprietaria – Mi chiamo Lisa –

– Buongiorno, io mi chiamo Candy. Signor… Richard, come sapevate che sarei venuta? –

– Non lo sapevo. Volevo comprare dei vestiti e metterli nella vostra camera –

– Eravate certo che vi avrei detto "sì" ? –

– Date le circostanze… lo sospettavo –

Candy lo guardò e vide il fascino degli uomini della famiglia Grandchester.
Terence sarà così tra qualche anno.

– Siete molto attento Richard – disse Candy sorridendo.

Candy entrò nel gioco e si mise a scegliere dei vestiti, che erano uno più bello dell'altro.
È per il bambino, si diceva per rassicurarsi. Sola in un paese straniero con un bambino che stava per nascere, in tempi di guerra… Lei aveva bisogno di aiuto con il dottore, le cure prenatali, le cure all'ospedale per il parto. E poi se voleva lavorare per sostenere i suoi bisogni, avrebbe dovuto lasciare il bambino da qualche parte… No, una madre nubile, senza un soldo, non era la soluzione. L'orgoglio di essere indipendente, forse se era sola, ma lei ora doveva pensare prima di tutto al piccolo Terry. Lui meritava di avere soldi e i comfort che poteva garantirgli il nonno. Iniziò a capire forse perché era stata abbandonata. Sua madre di sicuro non era sposata e non poteva occuparsi di un bambino da sola in quel mondo che giudicava le persone senza sapere le circostanze…

Scelse più vestiti, la maggior parte ampli sul ventre che presto si sarebbe visto. Scelse anche delle scarpe, delle borsette a mano abbinate a dei cappelli, delle mantelle, gioielli per scialli, camicie da notte con vestaglie di seta, ecc.

Aveva appreso come essere una "signora" presso gli Andrew e poi al collegio St. Paul. Non avrebbe avuto alcun problema, quindi, ad adattarsi alla crème della società di Londra.

Dopo una cameriera le mostrò dove sarebbe stata la sua camera che era grandissima, maestosa, con un letto a baldacchino, una toletta e tutti il resto dei mobili per la camera in legno. Era molto elegante.

C'era anche un bagno adiacente con una bellissima vasca. La stanza era molto, molto bella, quasi bella come la sua camera da letto…

– Wow! – disse Candy – La camera è superba! –

– Infatti, signorina – disse la cameriera sorridendo – Mi chiamo Marjorie, se avete bisogno di me, sono a vostro servizio –

– Grazie, è gentile –

– No, signorina, è il mio lavoro –

Marjorie doveva avere la sua età, era molto educata e Candy aveva caldo al cuore vedendola. Pensò a Louise, che credeva essere una ragazza dell'alta società e che, a causa del fallimento di suo padre, era obbligata a lavorare. Si ricordò anche di quando i Legan l'aveva fatta diventare una cameriera.
La vita era strana; prima con gli Andrew Candy aveva tutto il lusso di cui aveva bisogno senza averlo chiesto, ma lei preferiva lavorare e anche ora con il duca di Grandchester avrebbe preferito lavorare… Louise che voleva il lusso, era obbligata a lavorare suo malgrado per sopravvivere…
Candy tornò al salone per vedere il duca che era con Sarah. Era l'ora di pranzo.

– Candy – disse Richard – Ho chiesto al cuoco di farvi la stessa cosa della volta scorsa, va bene? –

– Sì – rispose Candy sorridendo – È perfetto –

– Quando voi sarete qui, potrete dare il vostro menu al cuoco tutte le mattine – disse Richard.

– D'accordo –

– Sarà super avere compagnia – fece Sarah con un sorriso.

Sara aveva capelli bruni e due grandi occhi blu, assomigliava molto a Terence. Candy si sentiva bene nella famiglia di Terence. Il suo morale era migliorato ora che sapeva che non doveva più preoccuparsi per suo figlio. Lui avrebbe avuto tutto quello che di cui un bambino ha bisogno e anche di più!
Il duca aprì un conto in banca per Candy e le diede la lista dei negozi in cui aveva aperto dei conti per lei cosicché potesse fare compere senza problemi.

– Grazie Richard, è molto gentile, ma… –

– Andiamo Candy, bisognerà fare ancora compere tra qualche mese. Voglio solo che voi siate pronta se vorreste iniziare prima –
Lui faceva ovviamente riferimento agli acquisti per il bambino, ma Sarah non ne era ancora al corrente.

– D'accordo – disse Candy – Molte grazie, Richard –

Terminarono di mangiare e poi Candy tornò dai Brydon.
Louise venne a trovarla per sapere cosa era accaduto.

– Allora ? – domandò entrando.

– Bene, è andata meglio di quanto sperassi. Non era così duro accettare l'aiuto di Richard –

– Richard? –

– Sì, vuole che lo chiami per nome –

– Wow! Sai che è una delle più antiche famiglie d'Inghilterra? Credo che abbiano addirittura sangue reale nelle vene –

– Davvero avrò un bambino con sangue reale? –

– Non per nulla il duca vuole occuparsi di te. Farà in mondo che al suo nipotino o nipotina non manchi nulla –

– Sono lo stesso sorpresa che non abbia messo in dubbio la paternità del bambino –

– Beh, lui ha sentito il tuo monologo. Non sei andata da lui ad annunciargli il lieto evento. L'ha saputo per caso –

– Sì, infatti non avrei mai pensato di chiedergli aiuto –

– È per questo che Dio ha fatto in modo che il duca ti ascoltasse –

– Tu credi, Louise, che sia la volontà di Dio che io abbia il figlio di Terence… senza Terence? –

– C'è una ragione per tutto, Candy… Le vie del Signore sono impenetrabili –

– Quando il Signore chiude una porta, apre un portone – fece Candy.

– Prendi il lato positivo della vita Candy. Quando mio padre si è ritrovato in rovina, io mi sono lamentata della mia sorte ma questo non cambiava nulla. Allora ho cercato un lavoro e ora abito qui e il resto della mia famiglia va d'accordo –

– È divertente: io cerco di fuggire dal lusso, ma si può dire che ogni cosa mi riconduce sempre ad esso – disse Candy – Ha fatto venire dei vestiti da una boutique di lusso di Londra e ho potuto scegliere il mio guardaroba. Mi ha aperto un conto in banca e in molti negozi di lusso, per me e per il bambino. Inizierà a venirmi a cercare per pranzare e cenare insieme e anche per i ricevimenti. Inizierà per me la vita della gran signora –

– Non so cosa darei per essere al tuo posto! –

– Incinta e disperata? –

– E fidanzata al duca di Grandchester! Non ti rendi conto della fortuna che hai, Candy? –

– Forse. Io so che ho bisogno di aiuto per via del bambino –

– Il piccolo Terry ti ha portato fortuna finora Candy, e non finirà qui –

oOoOoOo

Da quando tu sei partita io sono solo e triste
Da quando tu sei partita
Io penso a te
Cerco di capire
La ragione per cui tu mi hai lasciato
Che cosa è passato nella tua testa?
Mi manchi
Dimmi perché le strade girano ?
Oh tu mi manchi
Dimmi perché le strade girano?
Guardo e vedo delle cose
Che mi ricordano…
Nulla che vedere il tuo sorriso
Mi riempie il cuore di gioia
Ricordo sempre
Tutti quei sogni che abbiamo condiviso
Dove sei andata?
Mi manchi
Dimmi perché le strade girano
Oh mi manchi
Dimmi perché le strade girano?
A volte mi chiedo
Se non ho compreso dove cercavi di andare
Tu eri la sola a conoscere il piano
Io ho cercato di essere là
Ma non hai voluto lasciarmi entrare
Ora tu sei partita
Io ho il cuore spezzato
Sapevo il giorno del nostro incontro
Che eravamo destinati a stare insieme
Se soltanto mi avessi lasciato
Ho versato tante lacrime
Devo affrontare le mie angosce
Abbiamo lasciato che il tempo scivolasse via
Ho bisogno di te Qui oggi!
Hai dato tanto al mio cuore
Alla mia anima
Avevi talmente tanti sogni
Di cui non abbiamo parlato
Avevi tante speranze
Per giorni migliori
Perché sei stata il mio fiore
Strappato così brutalmente?
Mi manchi
Dimmi perché le strade girano

A New York, Terence stava per perdere la ragione. Beveva sempre più e le sue interpretazioni a teatro cominciavano a soffrirne. Non aveva nessuno scopo nella vita, anche se era un bravo attore fidanzato e aveva tutta la vita davanti a lui. Stare senza colei che amava più di tutto al mondo era un dolore insopportabile.

Trascorreva le sue giornate al bar, non era andato a teatro da più di una settimana. Almeno con l'alcol non sentiva nulla o se ne infischiava, ma era per i fumi dell'alcol. Rientrava a casa ubriaco e dormiva per risvegliarsi il giorno seguente con tremendi postumi di sbornia.
Susanna lo guardava tristemente, impotente. Cosa poteva dire? Terence era stato forzato a stare con lei. Quando ritornava ubriaco, non parlava che di lei! Di Candy! Cosa doveva fare per fargli dimenticare quella maledetta Candy?

Terence si risvegliò un mattino con i postumi di una sbronza. Si preparò e scese andando nella sala da pranzo della casa che divideva ora con Susanna. La cameriera che vide lo stato in cui si trovava il suo titolare gli fece un preparato di succo di pomodoro con delle uova per farlo tornare sobrio.
Susanna era a tavola e stava mangiando.

– Terence – disse – non ti ho sentito rientrare ieri sera. Stai bene? –

– Ho i postumi di una sbronza – le rispose freddamente.

– Ma se tu non bevessi così tanto… –

– Faccio ciò che voglio Susanna! Non iniziare a farmi da madre, ho già una madre per questo! –

– Non voglio farti da madre, voglio solo… –

– Solo cosa? – la interruppe – Farmi la morale? Conosco bene il codice morale! –

– Vedo che non sei dell'umore adatto oggi –

– Perché lo sono di solito? – chiese ironicamente.

La cameriera portò la posta e la mise sul tavolo. Forse ciò avrebbe creato un diversivo ed evitato il litigio che stava per aver luogo. A lei non piaceva vedere i suoi titolari ai ferri corti.

Terence la ringraziò e si mise a selezionarle. C'erano fatture, giornali… e una lettera dall'Inghilterra. Intrigato guardò il retro per vedere chi era il mittente e spalancò gli occhi!

– Terence – disse Susanna che lo osservava – Tutto bene? Hai ricevuto una lettera? –

– Lo vedi, no? –

– Da chi ? – chiese lei non lasciandosi scoraggiare.

– Dalla mia sorellina –

– Oh – esclamò Susanna stupita.

Non sapeva che lui avesse una sorella, in effetti non sapeva praticamente nulla di Terence, ora che ci pensava.
Ma Terence non sembrava neanche rendersi conto che la sua fidanzata era un po' turbata… leggeva la lettera.

– COSA?! – gridò Terence indignato.

– Che succede? – chiese Susanna inquieta.

– Sembra che mio padre abbia completamente perso la testa! –

– Come? –

– Ha divorziato da sua moglie e ora esce con una ragazza più giovane di me. E si fidanzerà con lei! –

– Più giovane di te? –

– Mia sorella mi chiede di andare e cercare di mettere fine a questa sordida situazione. La ragazza abita al castello con loro! Ha preso del tutto il controllo della casa –

– Ma che genere di ragazza approfitterebbe della debolezza di un uomo anziano? – disse Susanna.

– Non penso che mio padre si consideri un "uomo anziano" e avere una ragazza forse lo ringiovanisce. Ma lei sta dietro alla sua fortuna, perché non credo che una ragazza più giovane di me sia davvero innamorata di mio padre –

– Non si sa mai –

– Mio padre è molto, molto ricco Susanna –

– Credi che lei voglia la sua fortuna? –

– Non credo, lo so! Fa la gentile davanti a mio padre ma Sarah mi dice che quando è sola con lei diventa cattiva e sgradevole –

Susanna vide un'opportunità di tenere occupato Terence con un'altra cosa che non fosse Candy.

– Terence vorresti andare laggiù ad aiutare tua sorella e mostrare a tuo padre che questa donna non è altro che un'opportunista? –

Terence rifletté un momento. In America, senza Candy, si sentiva perso e del teatro per il momento non ne voleva sapere, perché lui recitava per Candy, per la sua Lentiggini, ma lei non c'era più nella sua vita. Un viaggio in Inghilterra… poteva tornare utile. Poteva prendersi una piccola pausa e andare a Londra e regolare il problema con suo padre, sbarazzarsi di quest'opportunista e poi ritornare in America.

– Sì, ma… –

– Sarà una buona opportunità per noi –

– Noi? –

– Sì, Terence, se tu vai in Inghilterra io verrò con te –

Fare il viaggio con Susanna? Non ne aveva alcuna voglia, ma lei era sotto la sua responsabilità, gli aveva salvato la vita e lui la lasciava già tutti i giorni per andare a ubriacarsi. Non poteva che cedere, si sentiva un po' colpevole di trattarla in questo modo. Lei era innamorata di lui, gli aveva salvato la vita…

– D'accordo Susanna, andiamo in Inghilterra per fermare mio padre dal fare questa follia… anche se lui rifiutò di aiutarmi una volta –

Pensò a quella volta quando aveva ingoiato il suo orgoglio ed era andato a supplicare suo padre affinché aiutasse Candy a restare al collegio. Lui aveva rifiutato categoricamente. Terence aveva allora fatto la sola cosa che poteva per salvare la sua amata. Se soltanto l'avesse portata con sé, ora tutto sarebbe stato diverso!

– Andrò a vedere il signor Hathaway per scusarmi e dirgli che mi assenterò. Sperò almeno di avere ancora il mio lavoro –

– Il signor Hathaway è molto comprensivo, l'assicurazione mi paga sempre dall'incidente e lui sa che tu hai bisogno del tuo lavoro per vivere e occuparti di me. Inoltre sei un eccellente attore –

– Lo spero – disse Terence – Lo vedrò questa mattina –

Terence si recò così a teatro per vedere il signor Hathaway.
Entrò nel suo ufficio imbarazzato.

– Toh chi è là? Terence Grandchester… A cosa debbo l'onore della vostra presenza Terence Grandchester? –

– Buongiorno, signor Hathaway, sono venuto per porgervi le mie scuse… per essermi assentato senza preavviso. Vi ho abbandonato, ho abbandonato la troupe –

– Sì, infatti –

– Sto attraversando un periodo difficile nella mia vita privata –

– Terence, tutti noi abbiamo una vita privata, ma non lasciamo che intralci il nostro lavoro –

– Lo so, signore, mi scuso. Sono venuto a chiedervi se posso prendermi qualche mese di congedo per risolvere i miei problemi personali –

– Qualche mese? –

– Sì, signore, devo recarmi in Inghilterra dalla mia famiglia –

– Oh –

Robert Hathaway rifletté un momento. Terence Grandchester era un eccellente attore. Era un bene averlo nella sua troupe e lui non sarebbe rimasto a lungo senza un impiego con il suo talento e il nome che si era già fatto.

– D'accordo Terence, prenditi tutto il tempo che ti serve, vai in Inghilterra e risolvi i tuoi problemi. Porta Susanna con te, il cambiamento di paese le farà bene –

– Molte grazie signore – disse Terence – Grazie infinite per questa seconda chance che mi date –

– Buon viaggio, Terence. Cerca di divertirti almeno un po', rilassa la mente –

– Arrivederci signor Hathaway –

Terence uscì dall'ufficio sollevato. Viaggiare con Susanna? Era meglio che niente. Sbrigò le pratiche per il suo viaggio a Londra, per andare a fermare suo padre dal commettere una sciocchezza.

Continua...