Il mattino si presentò con il suo bellissimo sole. Kaori riaprì gli occhi con rinnovata energia, sapendo che la giornata sarebbe stata faticosa ma le avrebbe dato grandi soddisfazioni. Si diresse, dopo essersi lavata e vestita, sul terrazzo del palazzo di Mick.
- Ehi pelandroni! Non volete la colazione?
Disse ai due appesi come salami. Ryo e Mick si svegliarono guardando verso l'alto e verso Kaori. Kaori affacciata al parapetto gli sorrideva.
- E' una dea!
- Mick hai ancora i postumi del sonno e di qualche bicchierino di troppo
Kaori tirò fuori dalla sua schiena il suo coltello a serra manica.
- Allora come volete scendere?!
- ASPETTA KAOOOOOO...ri
I due si spiccicarono su uno dei balconi.
- Una dea eh? La dea della sveglia senza grazia, ecco che dea...
- Tu non capisci proprio niente.
Kaori sfornellava in cucina in compagnia di Kogi e Myaki. Mick entrò in cucina sfoggiando il suo sorriso. Si avvicinò a Kaori e le diede un bacio sulla guancia. Sapendo benissimo che Ryo li osservava.
- Buongiorno Darling
- Bu... buongiorno anche a te Mick
Ryo era di malumore, pessimo malumore.
- Kaori è pronta quella sbobba che prepari che chiamiamo colazione?!
- Sig. Ryo la colazione di Kaori è buonissima
Intervenne Kogi.
- Grazie Kogi, certa gente non apprezza mai niente. Myaki, Kogi dopo colazione vi va di allenarci?
- Certo Kaori! Ti aiuteremo volentieri e di certo un po' di allenamento non ci farà male!
Kogi con Myaki e Kaori si avviarono in palestra. Mick li seguì trepidante di ripetere l'esperienza di ieri, lasciò Ryo con una delle sue frasi:
- Ah menomale che ho la stanza segreta dietro lo specchio della palestra mi godrò decisamente uno spettacolo unico!
E sgattaiolò fuori alla chetichella.
I quattro erano in palestra, dallo stereo partì Diferente. Kogi e Myaki si misero al centro della palestra. Con passo femminile, Myaki camminava seguita da Kogi, si misero poi uno di fronte l'altra. Kogi, con grazia, porse il braccio in direzione di Myaki che posò sopra la mano accompagnandolo con uno sguardo rovente. Era solo l'inizio.
Kogi girò su se stesso con lentezza portando con sé Myaki, alla fine del giro allungò una gamba. Myaki allungò la sinistra in un gesto felino. Ritornarono insieme su, lentamente. Kogi strinse la vita di Myaki e partì con i primi passi, seguita da Myaki attaccata al busto del suo compagno con vera e propria possessione. Si fermarono seguendo la musica. Ed ecco una prima giravolta. Myaki porse la schiena sul petto di Kogi e si abbracciarono. Kogi poi cinse la vita di Myaki. Cominciarono a ballare concitatamente schiena contro petto in un susseguirsi sempre più veloce. I piedi dei due ballerini professionisti si incrociavano in passi complicati ma sembravano non avessero mai fatto altro. Gesti e movenze dei due erano sublimi. Si allontanavano e si avvicinavano con ritmo e passione. Come se tutto fosse improvvisato, Myaki si staccò da Kogi camminando lentamente, iniziò a ballare da sola, i fianchi sinuosi ricercavano il ritmo, le gambe sembravano fuoco da sotto la gonna che volteggiava, le mani vibravano nell'aria. Kogi, dietro le spalle della sua compagna, riprese una delle mani portando Myaki su di lui. Le strinse i fianchi e l'alzò da terra, Myaki alzò una gamba, sembrava volare, la riportò in terra con gesti aggraziati e abbracciandola. E di nuovo danza di piedi, gesti bruschi e potenti seguiti da passi più dolci e di una lentezza emozionante, carezze rudi seguiti da movenze di braccia maestose e piene di sensualità. Myaki con un piede puntato a terra si faceva trascinare da Kogi in una specie di giravolta. Di nuovo uno di fronte all'altro diedero prova della loro destrezza nell' "otto", una mossa basata sui i piedi della donna. Destra e sinistra, mani e gambe perfettamente a ritmo. Occhi negli occhi. Kogi piegò in avanti il ginocchio dove Myaki si sedette, abbracciando il collo del compagno e incrociando le gambe, facendole scendere in parallelo alla figura di Kogi che le accarezzò in chiusura.
Kaori ne era estasiata, erano bellissimi. I suoi occhi non avevano mai visto nulla di più sensuale e appagante. Non poté impedirsi di battere le mani.
- Siete stati bravissimi! Meravigliosi!
- Grazie Kaori, ma manca ancora qualcosa. Vero Myaki?
- Si ancora quel tocco in più e poi sarà perfetto!
- Ah io non riuscirò mai a muovermi così! Al tuo confronto sembro una tavola di legno Myaki!
- Cosa dici Kaori, ognuna di noi ha una propria sensualità non ci spetta che trovare la tua.
Myaki chiese a Kaori di mettersi davanti a lei.
- Cerca di seguirmi ora.
Myaki prese le mani di Kaori e con un gesto ampio le portò sopra le loro teste, prima la destra e poi la sinistra. Myaki allungò la gamba destra facendo cenno a Kaori di seguirla. Kaori fece altrettanto.
- Pensa alla persona che ami. Pensa al fuoco che ti provoca nelle membra e muoviti come se dovessi conquistarlo.
- Non so se posso farlo
- Certo che puoi, tutte siamo in grado di essere sensuali.
Tenendola per le mani, Myaki girò con Kaori in una camminata lenta, sinuosa e felina.
- Prova a muoverti come faccio io ora.
Myaki mosse un fianco verso destra, poi a sinistra, il busto seguì le movenze del bacino e le spalle fecero la stessa cosa, continuò in questo gioco portando le braccia sotto al collo in maniera sensuale.
Kaori cercò di fare la stessa cosa, fianco destro e poi sinistro, la spalla si mosse sensualmente facendo scendere la spallina, le braccia portate sotto al collo in maniera femminile... uno spettacolo per la visione di Mick che, eccitato dalla grazia delle due donne, ululò come un lupo e si avventò sulle donne.
- Mie VISIONIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!
Kaori sentendo l'urlo fece scendere uno dei suoi Kompeito e spiaccicò l'americano.
- Mi dimentico sempre con chi ho a che fare... Di questo passo dovrò tirare fuori tutto il mio arsenale di martelli, vero Mick?!
- Mi fa pfopfio di fi Kaori cara.
Rispose Mick incastrato. Myaki e Kogi risero di gusto.
- Senti Kaori, qui davanti hai uno specchio prova ad allenarti e a guardarti, sei una bellissima ragazza! Devi superare la tua timidezza! Io e Kogi, intanto, ci facciamo accompagnare in albergo da Mick!
- Grazie Myaki seguirò il tuo consiglio.
- Però prima...
Myaki allargò lo spacco della gonna di Kaori, la gonna lunga lasciò scoperta la coscia destra.
- Benedetta ragazza, vuoi lasciare queste gambe coperte a vita?!
- Myaki! Ma non sarà troppo?!
- Quale troppo! E poi manca ancora una cosa.
Myaki andò verso il suo borsone e ne tirò fuori un rossetto. Lo porse a Kaori e la posizionò di fronte allo specchio.
- Forza mettilo!
Kaori, rossa, prese il rossetto e lo passò sulle labbra. Rosso come una ciliegia, il rossetto sposava perfettamente le labbra di Kaori, sembravano un frutto invitante. Un sospiro volò ma nessuno lo percepì.
Myaki prese le spalle di Kaori e fissandola attraverso lo specchio le disse
- Ora sei pronta, fai uscire la donna bellissima che c'è in te. Ti lascio il mio cd.
- Myaki trascinò Mick con sé seguita da Kogi.
- Vedrai quando torneremo avremo una Kaori seducente. Ryo quando la rivedrà non la riconoscerà!
- Eh si cara Myaki, Ryo Saeba sarà sopraffatto!
Mick guardò la porta accanto a quella della palestra. Sapeva che Ryo era nella stanza accanto dove poteva vedere Kaori.
Kaori schiaccio "play" nello stereo. Época. Perfetta.
Si stagliò davanti allo specchio. Si guardò a partire dai piedi. Le scarpe con il tacco assottigliavano le sue caviglie. Passò ai polpacci, forti e pieni di energia. Le cosce, perfette, muscolose e rotonde che si congiungevano ai fianchi. Sempre davanti allo specchio spinse la gamba, facendo scivolare il piede. Lo spacco si aprì facendo vedere interamente la gamba.
Ryo fece un altro sospiro, davanti ai suoi occhi la gamba totalmente offerta di Kaori. Si irrigidì.
Kaori riportò la gamba in posizione. Guardò i suoi fianchi. Morbidi, burrosi. E li mosse.
Ryo deglutì.
Passò la mano sul suo ventre. Una lunga carezza. Si fermò proprio sotto al seno. Il suo seno pieno svettava da sotto la canotta attillata. Tondo, solido e fiero. Kaori arrossì con un pizzico d'orgoglio pensando al suo seno.
Ryo per tutta risposta, dall'altra parte dello specchio, si accese una sigaretta mentre un rivolo di sudore freddo scivolava lungo la sua schiena.
La mano di Kaori arrivò fino al collo, bianco e lungo.
Ryo si morse le labbra pensando a quali baci infuocati avrebbe voluto dare a quel collo.
Kaori si rimirò le labbra. Rosse, succose. Aprì lievemente la bocca. Sensuale da mozzare il fiato. Si passò la lingua su di esse impercettibilmente. Non lo sapeva, ma quel gesto poteva far cadere qualsiasi uomo.
E Ryo strinse forte una mano a pugno sentendo il fuoco passargli nella schiena. Stava impazzendo.
Si guardò negli occhi Kaori, i suoi occhi castani come la terra fertile, profondi, lucidi e grandi dove il mondo si specchiava.
E Ryo si specchiava negli occhi di Kaori, lui sapeva che lei, con quegli occhi, lo amava e gli leggeva l'anima.
I suoi capelli rossi, rossi come il suo carattere impetuoso e testardo. Perfetta cornice per lei.
Ryo aspirò un'altra boccata di fumo.
Kaori si girò e decise di seguire la musica. Diede le spalle allo specchio e Ryo non poté rimirare la sua schiena che finiva armoniosamente sui suoi glutei che si intravedevano dalla gonna.
Cominciò a ballare seguendo i passi che Mick le aveva insegnato. Flessuosa, bellissima, gambe che si muovevano leggiadre sul parquet, Kaori volteggiava a ritmo di tango. Ogni suo gesto era languido. Le mani formavano dei ghirigori che sembravano stagliare l'aria. Volteggiò facendo muovere la sua chioma, i suoi fianchi con movenze sensuali la facevano vibrare, il fuoco della passione la bruciava.
Ryo, in piedi, era davanti allo specchio. Seguiva Kaori ballare quella danza coinvolgente. Vero spettacolo per i suoi occhi. Era madido di sudore. Ogni suo muscolo era rigido, i pensieri che lo colsero in quel momento erano infiammati, vedeva Kaori avvinghiargli le sue gambe. Accarezzarlo con quelle labbra piene. Grugnì, si sentiva un uomo delle caverne che voleva prendere con vera e propria voluttà quella donna che lo stava mandando fuori di testa più del solito.
Kaori si avvicinò allo specchio, un piede davanti all'altro. Camminando flessuosa si rimirò. Posò le mani sullo specchio e posò la fronte sulla lastra fredda. Ryo era vicino allo specchio e mise la sua mano all'altezza di quella di Kaori.
Kaori sospirò e ne uscì in un fiato
- Ryo... l'unica persona a cui posso pensare. La persona che amo.
Ryo sorrise.
Kaori posò le labbra sullo specchio, il gesto le ricordava lo stesso che aveva fatto sulla nave di Kaibara in cui aveva suggellato una promessa, una speranza, un amore.
Ryo, richiamato dal gesto di Kaori posò le labbra sulle sue, ancora una lastra a dividerli ma le loro anime, lo sentiva, si stavano scambiando ancora, come quella volta, la promessa di amarsi.
Kaori andò via. Ryo rimase ancora imbambolato davanti allo specchio, riguardò il segno lasciato dal rossetto di Kaori sullo specchio.
- Caro amico, siamo senza via di scampo.
Si rivolse Ryo al suo mokkori svettante dopo lo spettacolo di Kaori.
