Aveva un destino come Auror. Aveva una reputazione. Aveva degli amici.
Quel che aveva, non gli era bastato.
Voleva lui sopra ogni cosa. Lo voleva ancora.
Per quanto ora lo odiasse, lo voleva ancora.
Ma avrebbe represso quel sentimento nel sangue di una giusta vendetta.
Un Grifone non dimentica i traditori.
Un Grifone non si lascia infinocchiare come uno stronzo da un principino allevato nella bambagia.
Si erano dati parola di non usare mai più le bacchette.
Ma nell' andarsene Draco aveva preso la sua.
Si erano dati parola di sostenersi a vicenda.
Ma Draco gli aveva voltato per primo le spalle.
Si erano dati parola di non tradirsi mai.
E ora, quello stronzo di Draco, a cui piaceva tanto farsi sbattere, da chi si era rifugiato?
La notte Harry vagava per Londra, per i pub, per cercarlo.
Poi quando passava davanti ad un teatro scrutava tutti i nomi sui cartelloni.
Niente. Quel bastardo probabilmente era tornato a fare il signorino in
poltrona a Malfoy Manor, riaccolto da mammina e paparino con mille
moine.
Se solo pensava alla sua pelle calda, ancora rabbrividiva dal piacere.
Se solo pensava ai suoi polsi legati alla spalliera del letto con la seta, si sentiva ubriacare.
Estratto di Draco nelle sue vene.
Estratto di Morte nelle sue vene.
Ma ora se lo giurava. Non appena l' avesse ritrovato, l' avrebbe
scopato come meritava. Come una belva inferocita. E poi l' avrebbe
lasciato lì, nel primo angolo sudicio che avrebbe trovato. Anzi,
no. Meditava una vendetta ancora più fine.
A Draco sarebbe costato caro quell' abbandono repentino.
