Ed ecco a voi anche questo capitolo.

Abbiamo una panoramica dei sentimenti di Severus, mentre per Lily dovremo attendere il prossimo capitolo. Spero comunque che apprezzerete ^^"

Ringrazio chi segue/preferisce/ricorda e chi recensisce =) siete meravigliosi =)

Buona lettura! =)

PS= per chi fosse interessato, tempo fa avevo creato un gruppo su facebook sulla ship, ovvero Lily e Severus. Lascio il link: groups/573094269375457/


"Ha bisogno di te"

Severus era sotto shock. Incredulo.

Lily aveva un'espressione neutra, ma decisa.

Poi subentrò la rabbia. Rabbia, rabbia, rabbia; furia cieca negli occhi. Le mani iniziarono a tremargli, ancora ancorate al viso di Lily.

Tre colpi alla porta.

Lily sobbalzò, guardandosi attorno spaventata. Si staccò da Severus, portando le mani alla testa, il naso che riprendeva a colare sangue.

"Mi avevi detto che nessuno poteva trovarci, che nessuno…"

"Solo Silente può venire qui."

Il suo tono di voce era freddo, perché cercava di non farsi trascinare dall'odio. Odio per James Potter, che aveva fatto tutto quel male a Lily, ed era sempre lui, sempre lui a rovinare la sua vita, ma pazienza, ma non doveva azzardarsi a rovinare quella di Lily, e l'aveva fatto, l'aveva fatto… E lui non poteva neanche vendicarsi, perché era morto, morto schiacciato dal Signore Oscuro, che aveva liberato Lily, Lily…

"Va bene." disse lei "Fallo entrare… Lui può… Lui non c'era, non sapeva, non ha visto… Posso dirgli… Ma deve portare il pensatoio…"

Severus annuì, senza neanche essere sicuro che lei l'avesse visto. Si alzò, diretto alla porta; la rabbia lo faceva tremare. Sembrava un uragano pronto ad esplodere.

"Chi è?" chiese, sempre con quel tono glaciale, per non esprimere la furia che provava.

"Lo sai chi sono, Severus. Albus Silente… La parola d'ordine è sorbetto alle more."

Severus aprì la porta, cercando di misurare i gesti e di non spalancarla con rabbia, facendola sbattere.

Albus Silente era preoccupato. Vide il professore tremare dalla rabbia; dietro di lui vide Lily che si tamponava il naso con un fazzoletto. Anche lei tremava, ma non sembrava arrabbiata. Non sembrava neppure freddo, però…

"Albus, ritorna con un pensatoio." disse Severus, e non riuscì più a trattenersi: la rabbia sembrò sgorgare dalla sua voce, rompendo gli argini della freddezza.

"Severus, che cosa…"

"Fai come ti ho detto. Per piacere. Velocemente, perché Lily ha bisogno di riposo."

Albus rimase un secondo con la bocca aperta, confuso; ma poi annuì, l'espressione greve, e scomparve.

Severus accostò la porta, cercando di riprendere un'espressione impassibile e di controllarsi. Non doveva lasciarsi andare, non mentre Lily era ancora lì… Lily…

Si girò a guardarla. Lei aveva gli occhi chiusi e il volto alzato, il fazzoletto premuto sul naso per arrestare l'emorragia. Subito la preoccupazione sostituì la rabbia: non sapeva quali erano gli effetti collaterali di un Imperius protratto per così tanto tempo. Avrebbe dovuto informarsi… Forse poteva essere in pericolo… Il sangue non era un buon segno. Fece per avvicinarsi a lei, ma un rumore gli fece intendere che Albus era tornato. Riaprì la porta e lo vide con il pensatoio in mano.

Lo fece entrare.

Albus appoggiò il pensatoio su un piccolo tavolino, sedendosi su una poltrona davanti a Lily. Severus, la rabbia che era tornata ad invaderlo, chiuse la porta e tornò dalla donna.

"Lily, il professor Silente è qui, con il pensatoio."

Lily aprì gli occhi, puntandoli in quelli del professore.

"Sev" sussurrò "Aiutami."

Fili di pensiero iniziarono ad uscirle dalle tempie. Severus, dolcemente, li prese con la bacchetta e li adagiò nel pensatoio. Una volta finito, Lily chinò la testa e se la coprì con le mani.

"Sev" disse, la voce attutita dalla dita "Voglio dormire. Fammi dormire, Sev. Ho mal di testa. Non voglio pensare. Fai vedere a Silente e… Fammi dormire. Non riesco a dormire, ma ora… Non ce la faccio. Non ce la faccio…"

Severus si alzò, preoccupato; poi considerò che una blanda pozione soporifera non poteva arrecarle alcun danno – non più di quelli che le erano già stato fatti, comunque. Si avvicinò alla credenza e prese un'ampolla, poi la porse alla donna, che, senza esitare, ne inghiottì il contenuto. Tempo mezzo minuto e già Lily si era addormentata, la testa ciondolante.

Severus la osservò e sentì una stretta al cuore.

Cosa ti hanno fatto, Lily… Cosa ti hanno fatto…,

La prese in braccio – avrebbe potuto farle un incantesimo di levitazione, ma voleva sentirla vicino a sé; voleva che lei lo sentisse, che sapesse che poteva contare su di lui – e la portò di sopra, nella sua camera da letto. Dopo averla messa a letto e averle pulito il viso, assicurandosi che l'emorragia al naso si fosse arrestata, fece un incantesimo per fare in modo che i rumori esterni non disturbassero il sonno della donna, prima di tornare in salotto.

La furia stava tornando di nuovo a galla. Severus strinse i pungi, mentre avrebbe voluto solo urlare e urlare e sfogarsi, anche prendendo a pugni Albus, soprattutto prendendo a pugni Albus, perché lui non si era accorto, era passato così tanto tempo e lui non si era accorto…

Lo trovò nella stessa posizione di prima, che fissava il pensatoio con aria pensierosa.

"Che aspetti?" gli chiese, sempre con la voce che traboccava di rabbia "Non guardi?"

Silente sospirò.

"Immagino che solo così potrò capire, vero?"

Severus non rispose, rimanendo in piedi e con i pungi serrati. Albus annuì, poi si chinò sul pensatoio, tuffandosi in mezzo ai ricordi di Lily.


Riemerse poco dopo. Severus non si era spostato neanche di un millimetro.

Albus Silente aveva la pena e la meraviglia, nello sguardo. L'orrore e lo sconcerto. Una lacrima cadde oltre gli occhiali a mezzaluna e finì nel folto della sua barba.

Si alzò, allargando le braccia e andando incontro a Severus.

"Ti giuro che non ne sapevo nulla." disse, la voce roca dall'emozione.

"Credimi, Severus, te lo giuro. Sono pronto a bere del Veritaserum. Non frequentavo molto casa Potter; Alice mi aveva detto solo che Lily stava passando un brutto periodo. Li ho avvertiti quando hai detto che Voldemort li cercava, ma ho parlato con James. Per tutti questi anni, mi è sembrata una persona normale. Te lo giuro, Severus. Te lo giuro."

Ora altre lacrime avevano iniziato a far compagnia alla prima.

Severus, sebbene fosse ancora furioso, riuscì a calmarsi un po'. Albus non gli stava mentendo: se avesse saputo, sarebbe intervenuto.

"E va bene, ti credo." disse.

"Severus…"

"Non mi toccare."

Albus, infatti, aveva cercato di allungare una mano, per stringergli una spalla e fargli forza. La ritrasse, sospirando.

"Severus, non devi farti accecare dall'ira."

L'uomo contrasse la mascella, indispettito. Come poteva non arrabbiarsi? Come poteva, dopo che quello schifoso aveva tenuto sotto Imperio Lily, la sua Lily, oh Lily… E adesso era una donna distrutta, non l'avrebbe compatita se avesse deciso di odiare tutti, e solo ora si rendeva conto che Lily avrebbe ricambiato i suoi sentimenti, e James l'aveva… L'aveva… Ed era morto, James, era per forza morto o lei ci avrebbe messo più tempo per contrastarlo, e lui non poteva neppure vendicarsi, non poteva neppure…

"Severus, so cosa stai pensando. Ma Lily ha bisogno di te."

Quelle parole – Lily ha bisogno di te, di te, di te – riuscirono ad impedirgli di urlare, di prendere un qualcosa e di scagliarlo lontano, di rompere, di fare a pezzi. La rabbia e la frustrazione erano grandi, ma Lily ha bisogno di me, di me, di me.

"Non le serve la tua rabbia: ne avrà già abbastanza da sola. E hanno ucciso suo figlio davanti ai suoi occhi, Severus. È stata lei a permetterlo e, se è rimasto un qualcosa in lei della ragazza che era, non se lo perdonerà facilmente. Ha chiesto di te, ha fatto vedere a te i ricordi, non vuole vedere nessun'altro: devi essere tu a starle accanto. Non farti accecare dalla rabbia: Lily è più importante."

Severus si sentì sgonfiare, come un palloncino bucato. Albus aveva ragione: Lily aveva chiamato lui, Lily si era fidata solo di lui, Lily aveva bisogno della sua comprensione.

Silente, vedendo il giovane mutare espressione, decise di riprovarci e, stavolta, riuscì a stringere la spalla dell'uomo, in un gesto che sperava di conforto.

"Ho bisogno di un congedo, Albus." disse Severus, con voce piatta. Aveva sepolto la rabbia da qualche parte dentro di sé, ed era rimasta solo la pena e il nuovo compito. Non avrebbe abbandonato Lily, mai.

"Non credo che sia una buona idea, Severus."

L'uomo alzò lo sguardo fino ad incontrare quello del preside. Le labbra si erano unite in una riga sottile: come pretendeva che stesse accanto a Lily, se lo voleva rimandare ad Hogwarts?

"Ascolta" disse Silente, sospirando "Cercheranno Lily da tutte le parti. I suoi amici, intendo. Ho intenzione di rabbonirli, dicendo loro che è al sicuro, ma non mi crederanno. Se scoprissero che sei sparito, non ci metterebbero molto a trarne le dovute conclusioni – sto pensando a Black, ad esempio, ma anche la signora Paciock è una testa abbastanza calda. Devi dissimulare, in modo che non sospettino di te: ti ridurrò le ore, puoi annullare i ricevimenti, puoi farti aiutare da qualcuno per la correzione dei compiti, ma non puoi andartene dal castello. Inoltre, Hogwarts è il luogo in assoluto più sicuro, ora come ora. Fuori la gente muore e Voldemort è inarrestabile: tuttavia, non si è ancora azzardato a toccare il castello. Sto lavorando affinché si possa sconfiggere – credimi, lo sto facendo. Ma, per Lily, la sua sicurezza è prioritaria. Portala con te al castello."

Severus rimase pensieroso per qualche istante. Il ragionamento non faceva una piega.

"Ma se Lily volesse uscire, se volesse…"

"Severus. Lily ha subito dei forti traumi, inoltre non vuole farsi notare da chi l'aspetta fuori e da chi la vorrà sicuramente cercare: dubito che sentirebbe il desiderio di 'uscire'. Potrai passare con lei la maggior parte del tempo, e ricordati che ti ha messo un grosso fardello sulle spalle. So che sei in grado di portarlo, Severus. Questa soluzione è la migliore per tutti, a mio avviso."

Albus guardò l'uomo negli occhi, con un'espressione dolce ma decisa: non c'erano alternativa, Severus e Lily si sarebbero dovuti adeguare.

Il professore annuì.

"Albus… Quali sono gli effetti di una maledizione Imperius protratta per così tanto tempo? Lily potrebbe essere in pericolo, avere qualcosa di grave?"

Il preside sospirò.

"Andiamo, portami da lei. Non è necessario che sia sveglia: la visiterò personalmente."