Il Professore di Pozioni

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che ti ho visto, quest'estate!

Ormai è quasi Natale e presto tuo figlio nascerà. Sei bella come sempre, anche se hai l'aria stanca e ti muovi lentamente a causa della gravidanza avanzata. Mi guardi con aria interrogativa, forse chiedendoti per quale motivo ti ho lasciato sola per tanto tempo.

Non puoi neppure immaginare quanto la mia vita è cambiata.

Tu sai solo che ora insegno a Hogwarts, certo non puoi sapere che ho lasciato Voldemort e che ora lo spio per conto di Silente. La mia vita avanza pericolosamente su un filo sottile, sospeso su un baratro, e questo mi permette di non pensare continuamente a te.

Sto giocando d'azzardo, facendo credere a Voldemort che spio Silente per lui. Non posso permettermi neppure il più piccolo errore, un'indecisione sarebbe fatale, ogni mio pensiero deve essere perfettamente sotto controllo quando sono davanti a lui, la mia mente deve essere un libro di cui l'Oscuro Signore può leggere solo le pagine che intendo mostrargli.

- Ecco il nostro giovane ma già stimato ed apprezzato Professore di Pozioni! – mi annuncia Lucius agli altri ospiti.

Abbozzo un sorriso di circostanza, mentre mi stacco a fatica dai tuoi occhi.

- Un vero peccato che la cattedra di Difesa contro le Arti Oscure non fosse disponibile, Severus! – aggiunge ancora il mio ospite, con la sua strascicata voce beffarda. – Se solo Silente potesse immaginare come sei preparato sull'argomento!

I diversi Mangiamorte presenti non si curano neppure di reprimere le risate di scherno: ormai Voldemort è diventato così potente che perfino il temuto nome di Silente, ora, non fa quasi più paura.

Anche se nessuno sa quanto ci tenessi veramente, a quella cattedra!

Ma è proprio perché Silente conosce bene la mia preparazione in quel campo che me la ha negata. Teme forse che potrei tradirmi mostrando le mie conoscenze, o forse che potrei nuovamente essere attratto dal lato oscuro della magia. O, forse, aveva semplicemente bisogno di un buon Professore di Pozioni.

Ad ogni modo, l'anno prossimo presenterò nuovamente domanda per la cattedra di Difesa.

Lucius ti ha posto al centro dell'attenzione dei presenti e, per tutta la sera, non sono neppure riuscito ad avvicinarmi un momento a te, da solo. Ma non ti ho mai lasciato con gli occhi. Quanto mi sei mancata!

Lucius tocca di nuovo, orgogliosamente, il tuo pancione. Ma non è una dolce carezza, come vorrei fare io, è il gesto di colui che si sente già padrone della vita che porti in te.

Mi sento soffocare qui dentro, vorrei essere da solo nel mio freddo sotterraneo, in silenzio… a desiderarti.

Vorrei che quel figlio fosse il mio.

All'improvviso realizzo una cosa: per tutta la sera Lucius ha esibito la tua gravidanza ed amiche, cugine e zie hanno accarezzato il tuo ventre prominente.

Ma tu non lo hai mai fatto.

Sono assolutamente sicuro di non averti mai visto compiere quel gesto protettivo che ogni madre continuamente ripete, con amore e tenera dolcezza. Né le tue mani, né i tuoi occhi, hanno mai accarezzato tuo figlio. Mai!

Come se tu non lo volessi, come se tu non lo amassi.

Cerco i tuoi occhi ancora una volta e, finalmente, incontro il tuo sguardo: un'infinita tristezza vela quella dolce luce azzurra ed una cupa rassegnazione ha spento il tuo fresco sorriso.

Il mio cuore trema, straziato dalla tua evidente infelicità, lacerato dalla totale impotenza a fare la benché minima cosa per alleviarla.

Le parole di Lucius mi strappano dai tuoi occhi e dai miei pensieri. Devo assolutamente riuscire a sorridere e a ringraziarlo. Mi ha appena onorato con la richiesta di diventare il padrino di tuo figlio.

E tu sai, Narcissa, che io accetterò.

*

Venire a trovarti, ora che Draco è nato, è sempre più penoso.

Sei molto dimagrita ed il tuo viso è sempre più stanco e teso: è evidente che non dormi abbastanza. Ma non è solo questo il problema. Tu non ami tuo figlio, non lo prendi mai in braccio, non lo accarezzi e non lo coccoli, non gli parli mai come una madre dovrebbe fare. Lo hai affidato ad una balia e non ti curi di lui. Non riesco a capirti. E' il tuo bambino, Narcissa, il tuo bambino!

Fai un cenno scortese alla balia, per allontanare il piccolo Draco. Ma questa volta intervengo e tendo le mani verso il bimbo. La donna mi guarda preoccupata e stupita, poi si rivolge a te per sapere cosa fare. Ma tu scrolli le spalle, indifferente. Delicatamente prendo il piccolo dalle protettive braccia della balia e mi accomodo sul divano, mettendolo a cavalcioni su una gamba.

Ormai ha quasi otto mesi ed è un bellissimo bambino, dolce e sorridente. Ora che quella ridicola peluria sulla testa gli è un po' cresciuta, si riconosce il chiarissimo colore dei capelli di Lucius. Lo stesso è per la forma del viso e degli occhi: sembra proprio il ritratto di suo padre. Se non fosse per l'azzurro intenso dei suoi occhi, come il tuo Narcissa, un cielo profondo ed infinito in cui mi perdo ogni volta che ti guardo.

Ora Draco allunga la manina ed afferra i miei capelli: come li tira forte!

Gli sorrido e lo lascio fare, mentre alzo lo sguardo su di te: stai guardando fuori della finestra e mi sembri immensamente lontana.

Torno ad occuparmi del bimbo, mentre la balia mi guarda sconcertata: certo dobbiamo fare un bel contrasto, io così tenebroso, tutto vestito di nero, e quella ciocca di lunghi capelli neri tra le mani di questo bimbo così biondo e delicato!

Draco sembra proprio trovarsi a suo agio ed ora allunga l'altra manina verso la schiera di bottoni della mia lunga giacca, però non intende mollare i capelli. Lo avvicino di più a me e sento il tepore del suo corpo. Non riesco a trattenere una carezza: la sua pelle è così morbida e liscia sotto le mie dita che la sfiorano leggere.

Il fruscio del tuo abito mi annuncia che ti stai avvicinando: alzo gli occhi e vedo il tuo volto serio che mi osserva, quasi come se mi vedessi per la prima volta con tuo figlio in braccio.

Draco ora mi sta tirando con insistenza i capelli e ottiene nuovamente la mia attenzione: fingo di sgridarlo e lui si blocca per un istante.

Poi mi regala, totalmente inaspettato, un sorriso meraviglioso.

E' il tuo sorriso Narcissa, non lo ho dimenticato, anche se sono quasi quattro anni, ormai, che tu non sorridi più.

Sento che le lacrime assalgono improvvise i miei occhi, mi mordo le labbra e abbraccio Draco, stringendolo delicatamente a me, con amore.

Come vorrei che fosse nostro figlio!

Ma anche se è solo figlio tuo, Narcissa, io lo amo proprio per questo.

All'improvviso mi rendo conto che sei di fianco a me e vedo le lacrime brillare anche nei tuoi occhi: stai tendendo le mani tremanti verso tuo figlio!

Ti guardo a bocca aperta e ci metto un po' a capire, poi ti sorrido e ti passo il bambino. Quasi non sai come prenderlo, ma poi lo stringi forte al seno, e piangi, piangi appoggiandoti a me. Ti sostengo, in un delicato abbraccio, appena accennato, mentre Draco si mette a strillare, disturbato dai pizzi del tuo abito.

L'espressione della balia è di completo stupore, si avvicina d'alcuni passi, poi si ferma all'improvviso. Ho spostato il pizzo che sul tuo seno disturbava il bimbo ed ora lui è tornato a sorridere… ed anche tu sorridi, tra le lacrime, lo stesso splendido sorriso.

Ti amo Narcissa… ed amo tuo figlio.

*

E' bello vederti giocare con Draco e sorridergli felice. Il tuo amore per lui, nell'ultimo anno, è cresciuto ogni giorno di più e sembra che null'altro t'importi nella vita.

Anche Lucius sembra molto compenetrato nel suo ruolo di padre e, apparentemente, non mostra più alcun interesse per te.

Così, finalmente, non sono più costretto ad assistere a quelle sue irrispettose attenzioni nei tuoi riguardi, quando ti cingeva all'improvviso la vita e ti stringeva a lui, rubandoti un bacio non desiderato. O quando ti guardava con quella lascivia negli occhi e passava la mano sul tuo corpo, non in una languida carezza, come tanto avrei voluto fare io, ma in un gesto di possesso, come se lui fosse padrone della tua vita. Poi ti trascinava bruscamente via, abbandonando di colpo gli amici, per condurti nelle vostre stanze.

Mi rifugiavo in un angolo, al sicuro da sguardi indiscreti che non avrei avuto la forza di affrontare. Mi sembrava di impazzire, pensando alle sue mani che stavano accarezzando la tua pelle delicata, che toccavano i tuoi meravigliosi capelli, immaginando le sue labbra che forzavano la tua bocca ed il suo corpo che ti violava inesorabilmente.

Mi ritrovavo sudato, con i palmi delle mani lacerati dalle unghie ed il viso bagnato di lacrime. Ogni volta la sofferenza era più profonda di quella precedente.

Poi lui tornava dopo un po', tronfio e soddisfatto, e riprendeva, come se nulla fosse stato, l'insignificante attività che aveva interrotto.

Tu, invece, non tornavi più.

Ed io lottavo sempre più strenuamente col folle pensiero di uccidere Lucius, tormentato, allo stesso tempo, dall'ancor più insensato desiderio di correre da te.

Ora, almeno la mia tortura è terminata.

Ma temo che non sia lo stesso per te. Temo che lui ancora cerchi il tuo candido corpo nell'oscurità della notte…

In questi ultimi mesi la mia vita è stata ancora una volta sconvolta, da quella notte in cui Voldemort ha ucciso i Potter e il loro figlio è incredibilmente riuscito a sopravvivere causando la disfatta del Signore Oscuro. Silente, però, non crede alla sua definitiva sconfitta, e siamo rimasti vigili per individuare qualsiasi indizio del suo ritorno.

Anche se, per ora, sembra veramente scomparso dalla faccia della terra!

Vista la mia ancor indubbia utilità, Silente è riuscito ad allontanarmi definitivamente da Azkaban, garantendo personalmente per me, quando il mio nome è risultato nella lista dei Mangiamorte.

Ma, anche per questo secondo anno, si è rifiutato di assegnarmi la cattedra di Difesa contro le Arti Oscure. I

o, però, non demordo ed ho già ripresentato, per la terza volta, la mia candidatura. Prima o poi la otterrò: in fin dei conti non ho ancora 23 anni!

La scomparsa di Voldemort ha messo fortemente in crisi Lucius, che è sempre più impegnato e rimane lontano a lungo dal suo maniero. Invece io, passati i primi tremendi mesi da quel fatidico 31 ottobre, dopo gli agghiaccianti giorni del processo ed i primi convulsi contatti con gli altri Mangiamorte, finalmente posso ora liberamente disporre del mio tempo, complice anche l'arrivo delle vacanze estive.

Hai approfittato delle continue assenze di Lucius per invitare al castello tua sorella Andromeda e sua figlia, quella piccola e curiosa metamorfomaga che, a soli otto anni, è così brava a controllare i suoi poteri e fa tanto divertire il piccolo Draco.

Noi abbiamo finalmente tempo per stare insieme a lungo e parlare, parlare come facevamo a scuola, ridere e scherzare di nuovo insieme.

Anche se, ogni volta che sfioro casualmente la tua mano, è come se fossi folgorato da un fulmine e torno a perdermi nei tuoi occhi e nel tuo sorriso. Non dimenticherò mai questi giorni meravigliosi che Andromeda ci ha regalato.

Ora che sta per tornare a casa sua, mi sembra doveroso ringraziarla. Il suo sorriso è caldo e sincero mentre mi abbraccia e sussurra:

- Ho notato, Severus, che ogni giorno le hai messo fiori di pesco tra i capelli.

So perfettamente che lei conosce il significato di quel mio gesto, così abbasso gli occhi, tormentandomi le labbra con i denti.

- Dovresti dirle tutto l'amore che c'è in quel fiore: lei non ne conosce il reale significato.

- Lo so. E' solo per questo che glielo posso donare. – mormoro piano, sempre guardando a terra.

- Ma tu non rivelarglielo, te ne prego. O m'impedirai di farlo ancora. – Ora la sto fissando in quei suoi intensi occhi verdi. - Lei non deve saperlo. Devo tener fede alla promessa che le feci il giorno del suo matrimonio.

Sospiro ed abbasso di nuovo lo sguardo, al tulipano giallo che è comparso tra le mie mani.

Andromeda scrolla lievemente il capo, poi allunga la mano e mi accarezza gentilmente la guancia:

- Severus, ma sei proprio sicuro che lei voglia che tu mantenga quella promessa?

Rialzo gli occhi, profondamente colpito dalle sue parole.

Sto per chiederle cosa intende realmente dire, quando Ninfadora mi strattona per i pantaloni e comincia a contorcere il suo buffo faccino. Arrivano anche Draco e Narcissa: non mi resta che salutare Andromeda.

Ora che Draco è rimasto solo, senza l'interessante cuginetta, è diventato irrequieto e dimostra un particolare talento per cacciarsi nei guai. Si è liberato dal tuo abbraccio e si diverte a sporgersi, in bilico, dallo schienale del divano. Poi sembra perdere l'equilibrio ed ondeggia. In un istante sono in ginocchio sotto di lui, mentre tu ti sporgi da sopra per afferrarlo. Ma il diavoletto si ritrae all'ultimo momento e scappa via.

Ed a perdere l'equilibrio sei tu.

Improvviso, il tuo profumo mi avvolge e mi sconvolge.

Sollevo appena il viso e sento il tuo respiro tiepido sulle mie labbra, mentre mi perdo nell'azzurro infinito dei tuoi occhi.

Un istante interminabile, un desiderio travolgente, il cuore mi martella in petto, mentre il dubbio insinuatomi dalle parole di Andromeda esplode nella mia mente. Mi alzo lentamente, afferrandoti per le spalle e sospingendoti con delicatezza all'indietro. Non riesco a distogliere lo sguardo dai tuoi occhi, non riesco a frapporre spazio tra le nostre labbra, così vicine da sfiorarsi… quasi. Respiro il tuo alito profumato e ne sento il tepore. Le mie mani scivolano, tremanti, sulle tue spalle nude e sento le mia dita bruciare.

- Mamma!

Mi ritraggo di colpo e lascio le tue spalle: Draco è di nuovo in piedi sul divano, mentre tu sei crollata di schianto, sedendoti accanto a lui.

Con quale intensità ti ho desiderato in quel breve istante, Narcissa!

Al punto da perdere completamente il controllo di me e infrangere, quasi, la mia promessa.

O forse era proprio quello che tu volevi?

Avresti risposto, quel giorno, all'appassionato bacio che bruciava sulle mie labbra? Avresti veramente permesso che le mie braccia ti stringessero, abbandonando il tuo corpo contro il mio?

Sono quattordici anni che queste domande mi tormentano, che il dubbio di non aver saputo cogliere quell'attimo incantato mi assilla.

Io nei tuoi occhi leggevo il desiderio, ma anche la paura.

Come potevo farlo amore mio, come potevo fare qualcosa che t'incuteva anche paura?!

*

Il tempo passa, inesorabile.

Sono lenti i giorni, sembrano non trascorrere mai nella fredda solitudine del mio laboratorio, poi mi volto indietro: gli anni sono volati via e stringo solo un impalpabile vuoto tra le mie mani.

Solo una cosa non muta mai: il mio amore per te, il mio desiderio, il mio impossibile sogno.

Sembra ieri che il Cappello Parlante mi fu calato sul capo e sento ancora riecheggiare le sue parole.

- Serpeverde!

Ma ora è tuo figlio che partecipa alla cerimonia di Smistamento, è lui che il Cappello Parlante mi affida in questo momento.

Come hai appena fatto tu, qualche giorno fa.

Ho visto bene la sofferenza nei tuoi occhi, ma anche il timore di perdere tuo figlio, ora che non puoi più averlo sempre con te. Sai bene quali pressioni già Lucius esercita su di lui, e che sempre più eserciterà man mano che cresce.

Eppure dovresti vedere l'orgoglio che brilla nei suoi occhi per essere stato assegnato a Serpeverde.

Me lo hai affidato pregandomi di proteggerlo, di stargli vicino, di impedirgli di giungere un giorno a compiere la scelta sbagliata che un tempo fu mia e che, tuttora, è di suo padre.

-Ti prego Severus, ti prego, sii un padre per lui!

Ho un terribile nodo alla gola e mi è impossibile deglutire.

Mi mordo appena le labbra e mi chiedo se comprendi fino in fondo la sofferenza che le tue parole scatenano in me.

Forse sì.

I tuoi occhi si riempiono di lacrime… ed io ti accolgo nel mio rispettoso abbraccio.

Lucius ha sentito solo le tue ultime parole ed io colgo il suo sguardo gelido su di noi, il suo disprezzo per la tua debolezza di madre. Ti stringo un poco di più a me, cullandoti dolcemente, mentre sussurro piano, affinché Lucius non possa sentire, non possa neppure lontanamente immaginare:

- Sai bene quanto vorrei esserlo veramente… e lo sarò, te lo giuro!

I tuoi singhiozzi si fanno lievi e sento che ti abbandoni del tutto fra le mie braccia.

Così continuo a cullarti sotto lo sguardo sempre più irritato di Lucius.

*

So che ci sei tu, dietro le mie spalle.

Il tuo profumo, come sempre, è giunto in anticipo ad annunciarti. Ormai so riconoscere anche il suono lieve dei tuoi passi ed il fruscio dell'elegante vestito.

E' il giorno del colloquio trimestrale con il Professore di Pozioni e tu hai diritto ad un appuntamento speciale. Sono quattro anni, ormai, che questa scena si ripete sempre uguale. Ed io vivo, trimestre per trimestre, nell'attesa di questo pomeriggio meraviglioso.

Mi giro lentamente, già immaginando il tuo volto sorridente, quel sorriso che ogni giorno vedo in Draco.

Sognando di perdermi nell'azzurro luminoso dei tuoi occhi, lo stesso che brilla nello sguardo di tuo figlio.

Sei davanti a me, bella come sempre, desiderabile come non mai!

Sfioro appena la tua mano con le labbra e come sempre le sento bruciare. Ti faccio accomodare sul divano e ti offro il the che ho preparato mentre ti aspettavo.

Parliamo di Draco e del suo profitto nel mio corso di Pozioni.

Perché, evidentemente, Silente ha deciso di negarmi ancora una volta la cattedra di Difesa contro le Arti Oscure!

Anche se io, ancora, non mi sono rassegnato.

Ma soprattutto parliamo di lui che cresce, ogni giorno di più, nell'ombra pericolosa di suo padre. Sappiamo entrambi a quali terribili pressioni è sottoposto ed occorre agire con un delicato equilibrio di parole e di esempi. La mia posizione si fa sempre più difficile, soprattutto ora che avverto di nuovo il marchio bruciare sulla mia pelle ed è evidente che Voldemort sta tornando. Anche tu lo sai, tramite Lucius, è questa consapevolezza che oggi ti rende così pallida e tesa. Le tue mani tremano, mentre cerchi invano di portare alle labbra la tazza:

- Ho paura Severus, ho tanta paura che tutto possa ricominciare. Cosa ne sarà del mio bambino?

Mi guardi trattenendo a stento le lacrime:

- Cosa ne sarà di te? – sussurri piano.

Ti sorrido incoraggiante e stringo le tue mani fra le mie:

- Andrà tutto bene, vedrai Narcissa.

I tuoi meravigliosi occhi azzurri sono colmi di paura. Con la mano sfiori il mio avambraccio, là dove sai che c'è quel marchio maledetto, ed io non riesco a controllare un involontario sussulto.

- E' solo per colpa mia… - mormori, mentre una lacrima scende lenta sulla tua guancia.

Ti sorrido teneramente e mi avvicino al tuo viso: vorrei asciugare con le labbra ogni tua lacrima.

TI ho visto più volte piangere che sorridere, mio dolce amore.

Invece sfioro appena la tua pelle, e le mie dita bruciano, come sempre:

- No, Narcissa. E' stata una mia scelta. Solo mia. Io solo ho sbagliato. Tu non hai alcuna colpa.

Poi non resisto e ti stringo forte a me, affondando il viso nei tuoi capelli, respirando il profumo intenso della tua pelle.

E ti desidero… ti desidero, irrimediabilmente e disperatamente.

Ora siamo di nuovo qui, dall'altra parte del lago, a pochi passi dalla Foresta Proibita.

Ogni volta che vieni a trovarmi a Hogwarts, qualunque sia il tempo, che ci sia neve, vento, pioggia o sole, ti porgo il braccio e passeggiamo chiacchierando. Invariabilmente ci ritroviamo poi sempre qui: proprio dove quel giorno, per la prima volta, ti ho baciato.

Ogni volta sei sempre più bella ed io ti desidero ancora di più.

Desidero ardentemente sfiorare le tue labbra, sempre così incredibilmente rosse, desidero intensamente accarezzare i tuoi soffici capelli dorati, desidero incessantemente il tuo corpo ed il fuoco che vi è nascosto.

Desidero… desidero: sono bravissimo a desiderare, insuperabile, credo!

Ti desidero, ti desidero, ti desidero da impazzire, ogni giorno sempre di più. E credo proprio che un giorno, alla fine, impazzirò!

Come riesco a controllarmi, non lo so, come riesco a non chinarmi sulle tue labbra e baciarti con tutta la passione che mi divora, non lo so, non lo so proprio.

So solo che ti guardo ed il respiro mi manca, i battiti del mio cuore accelerano incontrollabili e la testa mi gira.

Eppure, solo, riesco a sorriderti dolcemente e stringerti appena a me, delicatamente.

Ma il mio corpo impazzisce per il desiderio di te, amore mio, amore mio!

Mi mordo forte le labbra cercando di non perdere il controllo.

Infine ci ritrovavamo là, a Hogsmeade, grazie alla compiacente riservatezza di un vecchio amico.

Ogni volta una dolce, indimenticabile e romantica cena al lume di candela, i tuoi capelli d'oro meravigliosamente sparsi sulle spalle nude e le mie mani che vi affondavano golose di tanta felicità.

Il tuo splendido sorriso che per pochi, indimenticabili istanti, tornava sul tuo viso, mentre ballavamo insieme, teneramente abbracciati.

Poi l'inesorabile addio: altri tre mesi senza di te, che tornavi da tuo marito.

Lui ti ha rubato il sorriso dalle labbra, dagli occhi, dalla vita.

Io non ho mai saputo restituirtelo, se non per brevi istanti.

Perdonami, Narcissa, per non aver mai saputo capire cosa volevi da me.

Perdonami se ho solo saputo… immensamente amarti!

*

Voldemort è tornato e la mia vita è nuovamente diventata un pericoloso e vorticante gioco di morte.

Anche se, inizialmente, è stato anche assai doloroso. Eppure sono vivo ed ho di nuovo la sua fiducia. Perché riesco ad occludere perfettamente la mia mente davanti a lui, anche sotto la sua terribile maledizione Cruciatus, ma anche perché posso contare sulla piena fiducia di Lucius. E quest'ultima cosa la devo esclusivamente a te. Non so come, ma sei riuscita a convincere Lucius della mia piena e completa fedeltà verso l'Oscuro Signore. E la sua fiducia in me, molto probabilmente, è uno degli elementi essenziali che mi ha mantenuto in vita. Ma non hai fatto solo questo, sei anche riuscita a fornirmi preziose informazioni per l'Ordine, anche se nessuno sa, né saprà mai, a costo della mia stessa vita, chi è il mio fidato e prezioso informatore.

In quest'ultimo anno sono riuscito a vederti solo durante i colloqui trimestrali e in poche altre, e brevissime, circostanze.

Ma il mio amore per te è sempre vivido ed ogni notte riempi di desiderio i miei sogni.

Ti amo Narcissa, ti amo ogni giorno sempre di più!

Sei ormai diventata la mia unica ragione di vita.

O, forse, lo sei sempre stata.

*

Infine riapro gli occhi: quanto tempo ho passato immerso nei miei ricordi?

Ho trentasette anni e ti conosco da ventisei.

Ti amo: da ventisei anni, dal primo istante in cui ti ho visto.

Da quasi vent'anni vivo solo nel ricordo di quella incantevole notte d'amore.

Ed ora questa pergamena, che stringo convulsamente al cuore, è satura del tuo profumo, è piena del tuo amore.

Guardo verso occidente: il sole è ancora alto sulla linea del tramonto.

Ho saputo aspettare quasi vent'anni: cosa vuoi che siano due insignificanti ore per me!

Srotolo di nuovo la pergamena e, ancora una volta, leggo le fatate parole che hanno saputo riportare alla vita quel sogno meraviglioso che credevo ormai impossibile.

*

Severus.

Severus… com'è infinitamente dolce il suono del tuo nome.

Severus… quante volte ho invocato il tuo nome nel buio della notte, con intenso e tormentato desiderio.

Severus… mio dolce, incantato e forse perduto amore!

Severus… quanto dolore a causa mia nei tuoi meravigliosi occhi neri.

Perdonami, perdonami amore mio, perdonami per il coraggio che non ho mai avuto.

Perdonami per non averti mai dichiarato il mio sconfinato amore.

Solo ora riesco a farlo, solo ora che l'uomo che mi ha tenuta prigioniera per tutta la vita è… finalmente morto.

Ti amo Severus, sei il solo uomo che ho amato, l'unico che ho desiderato: le tue labbra appassionate, le tue mani delicate, il tuo corpo ardente, i tuoi intensi occhi neri ed il tuo dolce sorriso.

Solo tu, Severus, hai saputo darmi la forza per continuare a vivere.

Solo tu, proprio tu che maggiormente ne subivi le conseguenze, solo tu hai saputo sostenermi nella mia scelta obbligata. Sarei crollata senza il tuo sostegno, sarei venuta meno ai miei propositi, sprofondando me stessa e la mia famiglia nel disonore.

Avresti potuto avermi in ogni momento, Severus, se tu solo l'avessi voluto, se solo lo avessi chiesto, se solo avessi allungato la mano per farmi tua!

Tu, invece, non mi hai mai chiesto nulla.

Tu mi hai sempre e solo dato il tuo profondo affetto, la tua generosa amicizia, il tuo coraggioso appoggio. Ed il più totale ed integro rispetto. Sei sempre stato al mio fianco ogni volta che ne ho avuto bisogno.

Ma non mi hai mai chiesto nulla… nulla… mai!

I tuoi profondi occhi neri bruciavano d'amore, ma non hai mai preteso nulla. Solo, sei sempre stato lì, vicino a me, affinché io sapessi con certezza che potevo costantemente contare su di te.

Mi hai dato un immenso amore e non mi hai mai chiesto nulla in cambio.

Ed io, di questo, ti sono infinitamente grata.

Grazie per non avermi mai voluto minimamente forzare, grazie per non avermi mai messo di fronte ad una scelta insostenibile.

Ora sono finalmente libera di disporre della mia vita, come mai lo sono stata prima. Ora posso scegliere: ed io scelgo te, senza alcuna incertezza.

Lucius è morto e la mia vita può ricominciare, se solo tu lo vorrai.

Se c'è ancora amore per me, nel tuo cuore, dopo tutti questi anni di terribile sofferenza che ti ho atrocemente inflitto. Quante volte mi sono chiesta perché non hai mai fatto nulla per portarmi via a Lucius, quante volte mi sono chiesta se erano ancora fiamme d'amore quelle che vedevo ardere impetuose nei tuoi splendidi occhi neri.

Ti aspetterò al tramonto, amore mio, nel luogo incantato in cui mi hai perdutamente amato.

Se tu verrai, allora saprò che la mia vita potrà veramente ricominciare, con l'unico uomo che ho infinitamente amato, l'uomo che mi ha sempre profondamente amato e che ha saputo aspettarmi per tutta la vita.

Se tu verrai, il mio impossibile sogno si tramuterà in una realtà incantata, ed una vita piena d'amore si schiuderà infine davanti a noi.

Con eterno amore,

tua Narcissa.

*

Una sciocca lacrima bagna la pergamena.

Come hai potuto dubitare del mio amore, anche solo per un brevissimo istante, mia dolce Narcissa?

Come ho potuto non comprendere cosa volevi da me, mio splendido amore?

Ora ho finalmente capito tutto e conosco le definitive risposte alle mie domande. Ma, forse, avevo sempre compreso, fin dall'inizio, fin da quella mia muta promessa il giorno in cui ti sposasti, in cui seguisti il tuo destino senza opporti… e decidesti anche il mio.

Allora non mi ribellai e non lo ho mai fatto, neppure in seguito. Con quale diritto potevo forzare, se pur di poco, la tua già incerta volontà? Come potevo porti, qualche anno dopo, di fronte ad una scelta che, in ogni caso, ti avrebbe provocato sofferenza e ti avrebbe fatto perdere tuo figlio?

Non potevo, semplicemente non potevo farlo.

Non potevo barattare la mia felicità con tuo figlio. Non potevo, e tu lo sai bene, nonostante tutto il mio amore e desiderio per te, proprio a causa del mio immenso amore per te.

Ma ora non è più tempo di dolore: una vita piena d'amore si sta aprendo davanti a noi. Sorrido, infinitamente felice, mentre riavvolgo la tua pergamena.

Mentre corro incontro al mio sogno che è divenuto, finalmente, splendida realtà.

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