"Kate, come stai?"

"Tranquilla Martha, va tutto bene…volevo scusarmi per questa sfuriata, non è da me, lo so…" disse un po' imbarazzata

"Oh darling, quella sfuriata è stato il minimo che tu potessi fare, se fosse rimasto un altro secondo e se avesse riprovato a parlar male di mio figlio io gli avrei spaccato la faccia"

"Lo so, non avrebbe dovuto parlare così di Rick, non si doveva permettere soprattutto perché lui non conosce nulla di lui e del mio rapporto con tuo figlio"

Per un periodo che neanche loro riuscivano a definire rimasero tutti in silenzio, ognuno con dei pensieri differenti tra la mente, tranne uno che era il pensiero fisso di tutti…Rick, tutti speravano che si riprendesse il prima possibile per poter tornare a scherzare con lui, ascoltare quelle battutine che solo lui poteva fare.

Questi pensieri vennero interrotti dal cellulare di Esposito che iniziò a squillare

"Esposito…salve Signore…ehm, sì siamo in ospedale…sì Signore c'è anche la detective Beckett…certo Signore, arriviamo subito" concluse riponendo il telefono

"Javier, che voleva la Gates?" chiese Ryan avvicinandosi al collega

"Dobbiamo tornare al distretto, pare ci sia una traccia sul…sul cecchino che ha sparato al funerale di Roy…"

"Davvero? E allora che aspettate andate no?"

"Kate, veramente dovresti venire anche tu, il capitano ha chiesto di te"

"Cosa? Io non posso…Rick…"

"Mi spiace, ma la Gates mi ha ordinato di portarti al distretto perché vuole parlare con te, in fin dei conti non ti ha ancora visto"

"Ma…"

"Kate tranquilla, rimaniamo qui io e nonna e se papà si sveglia ti chiamo, prometto!" affermò Alexis

"Ok…però vado e torno" concluse iniziando ad incamminarsi verso l'uscita con gli altri due agenti

"Ah l'amore…" sussurrò Martha ad Alexis

Dopo neanche una ventina di minuti Kate, Esposito e Ryan erano arrivati al distretto.

Non fecero neanche in tempo a varcare le porte dell'ascensore che i due agenti furono subito mandati ad indagare sulla nuova pista che era arrivata e Beckett fu chiamata nell'ufficio del comandante.

"Bene detective Beckett, finalmente posso avere il piacere di incontrarla" disse la Gates facendole segno di sedersi

"Mi scusi Signora…"

"Io qui per voi sono Signore…vedo che i suoi colleghi non l'hanno informata…"

"Ah…scusi…comunque mi spiace non essermi presentata prima, ma in questo periodo non riesco a mettere piede al distretto"

"Eh mi sa che dovrà riuscirci invece…io da domani la rivoglio qui puntuale a lavorare"

"Ma…"

"Niente ma, lei è un detective, e a quanto mi hanno detto anche la migliore del distretto, e se vuole tenere il suo posto è meglio che la prossima volta ci pensi due volte prima di assentarsi senza dire nulla al suo capo"

"Come scusi? Forse non lo sa ma io settimana scorsa ho rischiato di morire durante il funerale del Capitano Montgomery ed è stato grazie a…"

"Sì lo so, grazie al suo partner, o meglio allo scrittore Castle, che tra l'altro non dovrebbe neanche avere il permesso per collaborare, infatti non so come possa essere stato possibile, ma con me non succederà. Lui tornerà a fare il suo lavoro di scrittore, quando si riprenderà, e lei da domani qui…e puntuale!"

"Beh visto che è da domani oggi se permette, e anche se non lo permette, tornerei in ospedale, tanto ormai la giornata sta finendo…arrivederci" disse congedandosi ed uscendo dall'ufficio

"Detective Beckett…"

Sentì la Gates che la richiamava, ma non aveva alcuna intenzione di stare un secondo di più in quel palazzo, anche perché dal giorno seguente sapeva che sarebbe stata veramente dura riprendere a lavorare, poi con un capo del genere era ancora peggio…

Prima di arrivare all'ascensore incrociò i suoi due colleghi

"Kate dove vai?" chiese l'irlandese

"Me ne torno in ospedale…oggi non riesco a stare un secondo di più qui dentro"

"Hai conosciuto la Gates?"

"Esposito lascia perdere….ma chi si crede di essere…'Io da domani la rivoglio qui puntuale a lavorare' e poi 'Se vuole tenere il suo posto è meglio che la prossima volta ci pensi due volte prima di assentarsi senza dire nulla al capo" affermò cercando di imitare il tono del capitano nel ripetere quello che le aveva detto…

"Cosa? Come se tu ti fossi assentata dal lavoro perché ti girava così…cavoli hai rischiato di morire, hai subito un trauma ed è logico che per un po' si voglia rimanere da soli e lontano dal lavoro per recuperare" sbottò Esposito dopo aver sentito come la Gates aveva riaccolto Kate

"È veramente una donna senza cuore" aggiunse Ryan

"Ragazzi, lasciate stare, dobbiamo imparare a conviverci con lei, è il nostro capo, purtroppo...ah novità sul caso?"

"Purtroppo era una pista morta….non abbiamo nulla in mano" disse sconfortato Esposito

"Vedrete che prima o poi troveremo qualcosa…io ora vado ma andate anche voi a casa" disse prima di entrare in ascensore ed uscire dal distretto

Prima di andare all'ospedale si diresse verso il cimitero, doveva salutare quello che lei riteneva il suo mentore, ma doveva anche sfogarsi, di solito lo faceva con Castle, ma in questo momento non poteva darle nessun aiuto.

Arrivata davanti alla lapide si inginocchiò e senza nessun preavviso le lacrime iniziarono a rigarle il viso

"Oh Roy, sapessi quanto mi manchi…è tutto così difficile da quando te ne sei andato. Ed ora col nuovo capitano è ancora peggio.

Sai oggi sono dovuta riandare al distretto perché la Gates ha voluto vedermi…dal giorno del tuo funerale non ci avevo più rimesso piede, ero sempre da Rick all'ospedale…già Castle, è grazie a te se l'ho potuto conoscere ed imparare ad amare, tu non hai mai avuto da ridire con lui, anzi molte volte hai fatto finta di niente, soprattutto quando infrangevamo qualche regolamento e ci cacciavamo nei guai, perché sapevi che alla fine le sue intuizioni erano sempre azzeccate. Invece la Gates, senza neanche conoscerlo ha deciso di buttarlo fuori dalla squadra…ed io sono sicura che senza di lui tornerà tutto come prima, tutto monotono e triste ed andremo avanti solo perché è il nostro lavoro…io, Rick, Kevin e Javier ormai siamo una squadra affiatata e se dovesse mancare anche solo uno di noi non sarebbe più lo stesso…già ora che Rick è in ospedale sembra tutto più triste…Roy come posso fare senza di lui, in questi tre anni non ho mai avuto il coraggio di confessare i miei sentimenti e ora capisco che ho solo perso tempo. Sai ricordo ancora quando hai detto che noi siamo fortunati se troviamo una persona che voglia stare sempre con noi nonostante il lavoro che facciamo e magari immagino che tu tra le righe volevi dirmi che per me era proprio Rick questa persona, ed è vero, mi è sempre stato accanto, mi ha salvato molte volte la vita rischiando la sua, mi ha tirato su il morale quando ero abbattuta, insomma non mi ha mai lasciato. Devo ancora capire perché ha scelto proprio me, insomma ha tantissime donne, molto più belle di me, eppure ha scelto me…questa è una delle cose che devo assolutamente chiedergli…"

Rimase ancora qualche minuto vicino a quella bara e poi decise di camminarsi per tornare in ospedale, quando il suo cellulare squillò

"Beckett"

"Kate, corri, papà si è svegliato!"

'Si è svegliato', mai parole furono più belle e senza rendersene conto delle copiose lacrime scesero sulle sue guance, si girò verso la lapide di Roy, fece un grande sorriso e sussurrò un 'Grazie'

"Ehi Kate ci sei?"

"Sì, sì, arrivo subito…" chiuse la chiamata e corse a prendere la macchina per arrivare il prima possibile in ospedale