Bellatrix Lestrange: Hidden Angel


Quando riapro gli occhi sono sull'ultimo gradino di una casa cha conosco abbastanza bene ed appartiene alla mia infanzia: la casa dei miei zii al numero 12 di Grimmauld Place. Silente apre piano la porta e solo in quel momento mi accorgo che la mia mano è ancora appoggiata al suo braccio. Imbarazzata mi ritraggo e lo seguo lungo lo stretto corridoio d'ingresso, fino al salotto, dove in un secondo mi ritrovo qualcosa di piuttosto sudicio che mi accarezza i piedi piangendo. "Signorina Bella! Oh, che gioia, la signorina Bella è qui! la signorina è venuta a portare via il povero Kreacher, non è così, signorina Bella?". Cerco di scrollarmi di dosso l'elfo domestico di famiglia, Kreacher, con più gentilezza possibile, dato che Silente mi sta ancora fissando. "Kreacher! Stupido elfo cosa diavolo stai facendo?". Dalla cucina si sente l'inconfondibile, sgarbata voce di mio cugino Sirius, che in un secondo appare sulla soglia. Non è cambiato: stessi capelli selvaggi, stessi occhi scuri, come i miei d'altronde, stesso viso incavato. Indossa strani abiti, evidentemente Babbani. "Tu!" urla appena mi vede, indicandomi ed estraendo la bacchetta. "Sirius!" esclama il preside. "E' pur sempre tua cugina, e per l'amor di Dio, metti via la bacchetta, sai che non è permesso". Lui abbassa la testa e dice: "No. Non è mia cugina. Non più". Che bel benvenuto! Silente ignora quest'ultima osservazione e spiega brevemente: "Comunque sia, dovete accoglierla qui, ha bisogno di un nascondiglio, e non ha un posto migliore dove stare". Fortunatamente ha omesso il mio attuale stato, anche se credo che presto dovrò rivelarlo io stessa. "Come fai a sapere che puoi fidarti di lei?". Mi sento come una bambina che viene completamente esclusa da una conversazione di cui è l'oggetto, perché stanno parlando come se non ci fossi! "Mi fido di lei come mi fido di te o di Severus. Piuttosto, dov'è?". "Proprio dietro di te, Albus" dice una voce fredda alle nostre spalle. Una voce che conosco, purtroppo, molto bene. Mi volto e mi trovo davanti alla persona che mi aspettavo di vedere: Severus Piton. Ma è… diverso. La pelle non ha più quel colore tendente al giallognolo, è solo pallida, ed i capelli sono stranamente lucenti, meno unti del solito. Indossa, come Sirius, abiti Babbani: un paio di jeans ed una camicia nera, nemmeno del tutto abbottonata. È appoggiato allo stipite della porta ed ha stampato sul viso il suo solito, odioso, sorriso beffardo, che non cambia quando mi vede. Senza scomporsi, al contrario di mio cugino, si rivolge a me: "Ma guarda guarda, Bellatrix, come mai da queste parti". Io non rispondo ed abbasso lo sguardo, incapace di sostenere i suoi profondi occhi neri. Non sono mai stata timida, sin da piccola ho sempre risposto a tono a chi mi provocava, eppure adesso, in campo nemico, di colpo rimango muta come un pesce. Ma cosa diavolo sta succedendo a me, la più potente Mangiamorte, la più importante luogotenente del Signore Oscuro? Non mi riconosco più. "La signorina Black resterà qui sotto la mia protezione per qualche tempo, e dato che due uomini che vivono da soli non riescono molto ad autogestirsi, credo che sarà molto di aiuto". Ostento un sorriso, Silente ha ragione, il salotto è in uno stato pietoso e non oso pensare a come è "sistemata" la cucina. Eppure sono due maghi dotati, cosa gli costerebbe agitare la bacchetta per avere tutto in ordine in pochi secondi? Severus interrompe i miei pensieri: "Ti mostro la tua camera" e sparisce nel corridoio alle sue spalle. Io faccio un piccolo cenno di saluto al preside di Hogwarts e lo seguo. Mi conduce silenziosamente al piano di sopra, nella vecchia stanza di Regulus, il fratello minore di Sirius. I miei bagagli sono già sistemati nel grande armadio di fronte al letto a due piazze. "Bene, il bagno è in fondo al corridoio a destra, la mia camera qui di fronte e quella di Sirius al secondo piano". Fa' per uscire, ma io lo chiamo: "Severus". Lui si volta: "Sì?". "Cosa ci fai qui?" gli chiedo. "Quello che avrei dovuto fare molto tempo fa". Con questa fastidiosa risposta che non lascia intendere niente di concreto, si gira e lascia la stanza. Mi getto sul letto, esausta. Il sole sta sorgendo adesso, ma credo che potrei comunque farmi una dormita. Mentre aspetto di prendere sonno mi guardo intorno: le pareti sono ricoperte di stendardi e dei colori della casa di Serpeverde, mi sembra di essere tornata nella mia Sala Comune a Hogwarts. Sopra al comodino, in una piccola cornice d'argento, c'è anche una foto della nostra famiglia. La avvicino al mio viso per osservarla meglio: io ho circa quindici anni e sono seduta in prima fila, per terra, con mia sorella Andromeda, che allora doveva avere tredici anni, più o meno. Nonostante la differenza di età sembriamo quasi gemelle, siamo sempre state molto simili, anche se i suoi tratti sono più dolci dei miei, ed i capelli castani, non neri, come i miei. Sirius è seduto in un angolo del divano dietro di me e non sorride, ha la faccia di uno che lì non ci voleva stare. Regulus è in piedi, perfetto ed impettito come sempre. Al centro del divano siede l'undicenne Narcissa, già bellissima, anche se ancora con tutte le caratteristiche di una bambina, sembra già una piccola dama, con i suoi fantastici capelli biondi. Quanto tempo è passato… metà delle persone presenti in questa foto, e siamo una quindicina, è ormai morta. Come mamma e papà, in piedi dietro mia sorella minore. Rimetto la foto al suo posto e chiudo gli occhi, cadendo in un sonno profondo.