CAPITOLO TRE

Acciaio aveva bisogno di un piano d'azione. Vagare nella zona circostante cercando la killer era troppo pericoloso e anche piuttosto inutile. Quella donna era troppo letale per essere trattata come un normale essere umano e ogni azione andava pianificata con cura.

Rifletté sul loro incontro e cercò di trovare un punto debole nelle sue reazioni, ma non ne trovò. Viper non si era fatta prendere dal panico dopo il suo attacco, non aveva aperto bocca e si era difesa immediatamente con armi sempre più letali, come per valutare la forza del suo avversario. Probabilmente si preoccupava più del liuto che della sua stessa sicurezza e non aveva esitato a distruggere il suo nascondiglio per proteggerlo.

Acciaio disse a voce alta:

"Quando è fuggita dall'appartamento in fiamme, Viper ha suonato il liuto. Questo vuol dire che può spostarsi nello spazio, oltre che nel tempo?"

Giaietto fu d'accordo con la sua analisi.

"Hai ragione! Se si fosse spostata solo nel tempo avrebbe dovuto tornare nello stesso posto, ovvero nell'appartamento, ma noi ci siamo rimaterializzati in un'altra città e questo vuol dire che lei ha fatto lo stesso. Ma dato che siamo nel nostro tempo, lei si è spostata solo in un altro punto nello spazio, non nel tempo."

"Penso che non debba fare altro che suonare un brano contemporaneo, che la porta in un luogo diverso lungo la stessa linea temporale. Potrebbe benissimo essere il posto in cui il brano è stato originariamente composto."

"I poteri di quel dispositivo sono incredibili. Non possiamo permettergli di esistere. Dobbiamo distruggerlo ad ogni costo."

Acciaio la guardò con un'espressione interrogativa negli occhi grigi.

"Anche a costo della vita dei nostri compagni?"

Guardando dritto davanti a lei, Giaietto rispose: "Se necessario."

Acciaio si spostò davanti a Giaietto e la obbligò a guardarlo negli occhi.

"Spiacente, non posso permetterlo."

Lei protestò.

"Ti rendi conto che è la stessa situazione che ho dovuto affrontare quando ho sacrificato la vita di quell'umano per salvare la tua? Solo che questa volta stiamo parlando della vita di molte persone. L'Autorità non accetterà mai la tua decisione se dobbiamo scegliere tra distruggere quel maledetto liuto e salvare i nostri compagni."

"Mi assumo la piena responsabilità degli esiti di questa missione. Vedi, sono convinto che l'esistenza di quel dispositivo e la vita dei nostri partner siano direttamente collegate. Se lo distruggiamo, annulleremo anche le conseguenze delle azioni della sua proprietaria."

Lei chiese: "E se ti stessi sbagliando?"

Lui sorrise: "La donna che conoscevo un tempo era molto più ottimista."

Suo malgrado, Giaietto ricambiò il sorriso.

"La donna che conoscevi ha un po' più di esperienza, ora. Ma se riesci a trovare un modo per salvare i nostri compagni e portare a termine la nostra missione, sarò lieta di conformarmi alle tue decisioni."

"Bene. Cosa suggerisci di fare adesso?"

"Cosa ne diresti se provassimo a sconfiggerla con il tuo potere di congelamento?"

"Mmm, potrebbe funzionare, ma ho bisogno di Piombo per isolarmi. Non voglio essere completamente inerme nel caso in cui i miei poteri falliscano."

"Va bene, ti aiuto a chiamarlo."

I due agenti si concentrarono e inviarono una chiamata mentale al loro collega, che apparve dopo pochi minuti.

"Acciaio, Giaietto, è bello vedervi."

Il viso del gigantesco operatore non era allegro e sorridente come al solito.

"Ho sentito di ciò che è successo a Zaffiro e Radio. Mi rattrista molto."

Giaietto non nascose il suo dolore e, benché Acciaio facesse del suo meglio per fingere di non soffrire per la perdita della sua partner, Piombo riuscì a vedere dietro la sua maschera di freddezza. Per confortarlo gli appoggiò una mano su una spalla tesa. Una volta tanto Acciaio non lo guardò in cagnesco e accettò la sua solidarietà rilassando leggermente i muscoli.

Acciaio riassunse la situazione a Piombo e gli spiegò la loro prossima mossa; il colossale operatore concordò con il loro piano.

"Molto bene, Acciaio, ti isolerò mentre cerchi di congelare quella donna, ma se fallisci voglio avere la possibilità di metterle le mani addosso."

Acciaio mise in guardia il suo amico: "Però fai attenzione, Piombo. È pesantemente armata e, anche se un proiettile non può ferirti, ha molte altre armi che potrebbero danneggiarti gravemente, per non parlare del fatto che è sfuggente come una vera vipera, e altrettanto mortale."

"Me lo ricorderò."

I tre operatori si sedettero e si prepararono a una lunga attesa.

OoO

Giaietto sapeva che Piombo adorava mangiare, quindi decise di passare il tempo cucinando qualcosa per lui, mentre Acciaio rimaneva silenziosamente in piedi davanti a una finestra, a braccia conserte, guardando fuori e non muovendo neanche un muscolo. Quando il pasto fu pronto, lei e Piombo mangiarono in cucina, lasciando il loro collega da solo con i suoi pensieri in soggiorno.

Il cibo era gustoso e Piombo commentò soddisfatto:

"È tutto molto buono, Giaietto. Sei una brava cuoca, proprio come Zaffiro e, credimi, ti sto facendo è un gran complimento."

Lei ricambiò il suo sorriso.

"Grazie, Piombo. So che Zaffiro è molto brava a cucinare e che le piace farlo per te. Dopo tutto, Acciaio è troppo morigerato per apprezzare una simile attività umana."

Piombo commentò masticando allegramente un boccone particolarmente saporito.

"Non sottovalutare la capacità del nostro amico di apprezzare le attività umane."

"Cosa vuoi dire?"

"Niente di più di ciò che ho appena detto: Acciaio può avere reazioni molto umane, a volte, anche se non lo ammetterebbe mai, nemmeno a se stesso."

"Soprattutto quando si tratta di Zaffiro, è questo che stai cercando di dirmi?" chiese.

Lo scintillio negli occhi di Piombo fu una risposta inequivocabile.

Giaietto proseguì la conversazione mentre si teneva occupata ai fornelli.

"Sono sicura che tu, come tutti gli altri, abbia fatto delle congetture sui motivi per cui Acciaio e io fummo scambiati di squadra con Zaffiro e Radio."

"Lavoriamo in una comunità relativamente piccola e le voci girano facilmente. Molto è stato detto su ciò che successe allora, ma solo quelli più vicini a voi due capirono la situazione. Quando scopri cosa nasconde Acciaio dietro quella maschera di insensibilità che ama indossare è difficile non volergli bene, vero?" chiese con un sorriso d'intesa.

Giaietto si sedette davanti a Piombo e guardò dritta nei suoi gentili occhi scuri.

"Zaffiro lo ama, vero?"

Il sorriso di Piombo svanì. "Non ne ho idea, Giaietto, davvero. Non conosco Zaffiro la metà di quanto conosco Acciaio, e a volte è molto difficile capire cosa le passa per la testa. Nonostante la sua schiettezza, sa nascondere molto bene i suoi sentimenti. Però conosco Acciaio, e sono sicuro che non potrebbe più vivere senza di lei. Se questa missione fallisce, il nostro comune amico è destinato ad affrontare l'inferno."

Rimasero entrambi in silenzio, e Giaietto lasciò che Piombo terminasse di mangiare senza più dire una parola, cercando di accettare le sue parole dolorose.

OoO

Un paio d'ore più tardi Giaietto s'irrigidì ancora, e avvisò prontamente i suoi colleghi che il liuto era stato nuovamente attivato.

Acciaio chiese: "Dov'è?"

"Questa volta non siamo così vicini: è in una villa davanti a questo edificio."

"Andiamo."

Si spostarono verso la porta, ma scomparvero prima di raggiungerla, per poi rimaterializzarsi davanti alla porta di una villetta.

Acciaiò provò ad aprire la porta, che non era chiusa a chiave, quindi entrarono tutti.

L'ingresso si apriva su un grande open space con un soggiorno, un tavolo da pranzo e una cucina. Un altro leggio era stato sistemato nel mezzo della stanza. Senza esitare, Giaietto si avvicinò per leggere lo spartito, ma Acciaio la bloccò.

"Aspetta! C'è qualcosa di sbagliato."

Lei si girò e lo guardò, sorpresa.

"Che cosa?"

"Non ne sono sicuro, ma mi sembra tutto un po' troppo facile."

"È tutto proprio come l'ultima volta."

"Appunto. Non credi che questa volta avrebbe dovuto prendere delle precauzioni?"

Prima che Giaietto avesse la possibilità di ribattere, la killer apparve da un'altra stanza e, senza preavviso, iniziò a sparare sui tre operatori con una piccola ma potente mitraglietta. Si scatenò l'inferno, i proiettili iniziarono a fischiare ovunque. Piombo urlò.

"Acciaio, Giaietto! Riparatevi dietro di me!"

Cercò di proteggere i suoi colleghi con il suo corpo, immune al nugolo di piombo mortale, ma furono entrambi colpiti. Prima che Acciaio potesse ridurre la sua temperatura corporea, crollò a terra, afferrandosi una gamba. Giaietto era stesa scompostamente sul pavimento in un pozza di sangue, immobile.

Nonostante desiderasse con tutte le sue forze attaccare la killer, Piombo non ebbe altra scelta che proteggere i suoi amici. Li raccolse entrambi da terra come se fossero stati senza peso e li trasportò al sicuro.

Non appena si rimaterializzarono nell'appartamento, Piombo li adagiò gentilmente a terra e si ritrasportò in tutta fretta nella casa della killer, ma il luogo era ormai vuoto. Perquisì rapidamente ogni stanza, ma Viper era già fuggita.

Tornò allora nell'appartamento per prendersi cura dei suoi amici. Lo spettacolo che lo attendeva era raccapricciante: Acciaio stava cullando il corpo inerme di Giaietto, cercando disperatamente di farle riprendere i sensi. La sua gamba stava sanguinando, ma lui non ci faceva caso. La stava chiamando con voce tremula.

"Giaietto? Ti prego, rispondimi."

Piombo si inginocchiò davanti a loro e osservò le ferite della donna. Stava sanguinando copiosamente da mezza dozzina di ferite da proiettile, la maggior parte sul torace. Un sottile filo di sangue le scorreva lentamente da un angolo della bocca. Acciaio le accarezzò i corti capelli e parlò piano nella sua mente.

Resisti, Giaietto, ci prenderemo cura di te. Mi senti? Giaietto!

La donna aprì lentamente gli occhi. Batté le palpebre diverse volte prima di mettere a fuoco il viso preoccupato di Acciaio. Cercò di parlare, ma lo sforzo la fece tossire e altro sangue fuoriuscì dalla bocca. Acciaio la implorò.

"Non parlare. Risparmia le energie."

Ma Giaietto tentò ostinatamente di parlare. Dopo altri colpi di tosse, riuscì finalmente a pronunciare alcune parole.

"Acciaio… Non… lasciarmi."

Lui le accarezzò piano il viso.

"Ma certo che non ti lascio. Ti terrò fra le braccia finché non sarai completamente guarita. Presto i tuoi poteri elementali cureranno le tue ferite."

Ma sapevano entrambi che le sue ferite erano troppo gravi: Giaietto stava morendo.

La donna parlò ancora, sollevando una mano tremante per carezzare la guancia di Acciaio.

"Avrei voluto… avere un'altra opportunità. Avrei voluto… farti innamorare… di me."

Una lacrima iniziò a rotolare lentamente lungo il viso di Acciaio.

"Oh, ma lo hai già fatto, Giaietto, tanto tempo fa."

Lei riuscì a sorridere debolmente, ma poi la sua mano ricadde inerme lungo il fianco e i suoi occhi si chiusero. Acciaio la chiamò.

"Giaietto! Resta con me, ti prego! GIAIETTO!"

Piombo mormorò a bassa voce.

"Se n'è andata, Acciaio."

Acciaio la strinse a sé, senza preoccuparsi di nascondere il suo dolore. Aveva perso entrambe le sue partner in meno di ventiquattr'ore, due delle donne più importanti della sua vita. Si sentiva distrutto, ma sapeva che non era il momento di affliggersi. Aveva ancora una possibilità di salvarli tutti, se solo fosse riuscito a fermare quella donna letale.

Il corpo di Giaietto si smaterializzò, e Acciaio si trovò a stringere il nulla. Solo quando cercò di alzarsi si rese conto di essere stato colpito. La sua gamba ferita cedette e lui ricadde pesantemente sul pavimento.

Piombo disse: "Vacci piano, Acciaio. Dovresti arrestare l'emorragia e dare al tuo corpo la possibilità di guarire prima di cercare di contrattaccare."

Acciaio guardò in su verso il suo amico e disse, con voce fredda: "Dobbiamo fermare quella donna, Piombo, ad ogni costo."

"Sì. Dimmi cosa vuoi che faccia."

Acciaio parlò mentre cercava di tamponare la ferita alla gamba.

"Mi hai chiamato per nome in quella casa. Questo significa che lei ora sa chi sono, e sicuramente cercherà di cancellarmi dalla storia."

Piombo era mortificato.

"Oh, no, Acciaio, ho firmato la tua condanna a morte."

Ma Acciaio lo rassicurò.

"No, Piombo, hai firmato la sua. So per certo che tornerà indietro fino all'anno in cui hanno scoperto l'acciaio e ucciderà la persona che per prima ha mescolato il ferro con il carbonio. Noi saremo là ad attenderla. Non ci aspetterà e non preparerà altre trappole. Io la congelerò e tu mi isolerai."

"E se fallisci?"

"In tal caso sarò cancellato dalla linea temporale e tu dovrai combatterla da solo. Fa tutto ciò che ritieni necessario per fermarla."

Piombo annuì, e la sua espressione risoluta rassicurò Acciaio.