Bentornati! In questo capitolo ci saranno alcune frasi in inglese ma avranno tutte la traduzione a fianco (tra parentesi quadre e in corsivo) così che chiunque possa capire tutto :) Buona lettura!
Jane si alza facendo attenzione a non svegliare Gabriele, si veste recuperando le sue cose, prima di uscire gli dà un bacio sulla guancia e poi scende in strada per andare nel solito bar in piazza San Marco a fare colazione. Appena finisce di fare colazione sale sulla gondola e porta in giro una gita di bambini.
Maura e Davide si svegliano presto e dopo aver fatto colazione Maura va a lavorare mentre Davide va a studiare, é all'ultimo anno di architettura. Quando la ragazza ha finito di lavorare va a correre e poi torna verso casa per preparare un bel pranzo per lei e Davide.
Jane invece non ha tempo per pranzare e chiama il suo ragazzo per farsi portare qualcosa mentre è un secondo in pausa.
"Ecco il suo pranzo." le passa il sacchetto con dentro i panini e una bottiglietta d'acqua.
"Grazie" gli dà un bacio.
"Sei adorabile con il cappello da gondoliere." lo indica.
Jane ride. "Sono buffa!"
"Sei buffa in modo dolce." sorride e guarda l'orologio. "Ora scappo al lavoro, buona giornata." Le dà un ultimo bacio e si allontana.
Maura e Davide pranzano insieme e passano il pomeriggio fuori, perché la sera lui deve partire per tornare dai suoi per il fine settimana. Quando è ora, Maura accompagna Davide alla stazione e dopo averlo salutato torna a casa allungando la strada per il canale.
Jane finisce di lavorare all'ora di cena, ma non ha voglia di andare in casa, così si siede sulla gondola, dove di solito stanno i passeggeri, toglie il cappello e chiude gli occhi rilassandosi. Apre gli occhi dopo solo qualche minuto ed inizia a sistemare la gondola, quando ha finito si risiede e tira fuori dal suo zainetto un libro d'arte ed inizia a leggere alla luce di un lampione.
Maura continua a camminare e dopo un po' vede Jane a pochi metri da lei e le si siede accanto.
Jane sente la gondola muoversi e si gira. "Ciao Maura". sorride.
"Ciao, ti disturbo?" ricambia il sorriso.
"Assolutamente no." chiude il libro. "Che ci fai da queste parti?"
"Ho accompagnato Davide in stazione, torna dai suoi per il fine settimana. E tu?"
"Davvero Maura?!" la guarda "Ci lavoro!" indica la gondola dove sono sedute "e ci abito." indica casa sua ridendo. "Ho finito di lavorare e stavo leggendo un po' per rilassarmi. Ti va di fare un giro? Poi ti offro la cena a casa mia, cucino io."
"Certo, volentieri, grazie." sorride.
"Perfetto!" si alza e prende posizione in piedi, recupera il remo ed inizia a remare lungo il canale. "E' meglio quando accanto a te c'è una persona, però non è niente male."
"E' molto bello comunque." sorride guardando l'acqua.
"Guarda adesso, c'è la mia parte preferita." sorride continuando a remare e arriva in un punto un po' stretto, dove le pareti delle case sono vicine e si può quasi vedere in casa delle persone. Le finestre sui balconi hanno dei vasi di fiori colorati che emanano un forte profumo, buonissimo. Solo poche luci illuminano il ponticello. Jane inizia a cantare dolcemente, mente Maura chiude gli occhi ascoltando la voce di Jane e mettendo una mano fuori dalla gondola sfiora la superficie dell'acqua con due dita.
Jane rema e canta andando piano, le piace Venezia di notte, è magica e poi vede che a Maura piace, quindi cerca di allungare il tempo.
"E' estremamente rilassante." sorride ad occhi chiusi.
"Stare seduti lì si, remare per ore non molto." fa una smofia. "Ti rilassi solo quando ti pagano." ridacchia.
"Oh, allora devo chiederti di fermarti, purtroppo non ho soldi con me e non ti potrei pagare!
"Oh davvero?!" si ferma appoggiando il remo e va vicino a lei. "Abbiamo un modo di trattare con le persone come te sai?!" la guarda.
"Cioé?" la guarda fingendo una faccia spaventata.
Jane la prende per mano e la fa alzare "Questo.." sorride e le afferra i fianchi facendola sporgere un pó dalla gondola." "Li buttiamo nel canale."
"No il canale no, ti prego!" si tiene alle sue braccia. "Farò tutto quello che vorrai."
"Non saprei.." la sporge ancora un po' in modo che le punte dei capelli siano a filo con l'acqua."
"Davvero, lo prometto!" si appoggia al bordo della gondola."
Jane la tira su e perde un po' l'equilibrio perché la gondola oscilla e così Maura finisce fra le sue braccia. "Scusami." sorride e si stacca.
"Figurati, grazie di avermi risparmiata."
"Prego, ora risiediti che finiamo il giro, così ti porto a mangiare qualcosa che ho fame." Si rimette al suo posto come Maura e tornano indietro finendo il giro, per ormeggiare. Salgono poi il ponticello e vanno verso casa di Jane, lei apre il portone e salgono, quando arriva alla porta apre e fa accomodare Maura. "Hai preferenze sul cibo?"
"No." sorride sedendosi sul bracciolo del divano. "Ho troppa fame per avere preferenze."
"Allora pasta sia!" sorride e mette su la pentola dell'acqua e tira fuori del vino, stappandolo e versandolo in due bicchieri. Si toglie le scarpe e poi porta uno dei bicchieri a Maura che lo annusa e lo assaggia "Mmm, è ottimo!"
"Cosa sei un segugio da vino?" la guarda ridendo. "Viene dalla mia terra." sorride.
"Adoro il vino. Mio padre me ne ha fatti assaggiare tantissimi tipi fin da quand'ero ragazzina."
"Quante volte sei già stata in riabilitazione?!" scherza.
"Segreto professionale." ride.
"Bene, tante volte!" ride e va in cucina per controllare l'acqua e butta la pasta, mettendo sul fuoco anche il sugo a riscaldare.
"A lady never tells! Posso darti una mano?" [Una signora non rivela mai i suoi segreti!]
"No, but thank you so much!" sorride cercando di parlare inglese, ma la cadenza italiana si sente da morire. [No, ma grazie mille!]
"You are so very welcome." sorride teneramente "Your accent is lovely by the way!" finisce il vino. [Prego figurati. Comunque il tuo accento è adorabile!]
"And when you speak english, yours is very sexy." sorride scolando la pasta. [E quando parli in inglese il tuo è molto sexy.]
"Thank you.." arrossisce "Non sono più abituata. Davvero non vuoi una mano? Mi sento inutile qui." [Grazie..]
"Sono sicura." sorride e salta in padella la pasta con il sugo e la lascia a fuoco basso mentre apparecchia velocemente e poi versa la pasta nei piatti. "E' pronto!"
"Bon appetit!" sorride e si siede.
Jane la guarda "La finisci di parlare ottomila lingue? No perché mi sento una capra ignorante.."
Maura scoppia a ridere. "Macché ignorante, il tuo inglese é ottimo!"
"L'accento pessimo però..comunque.." prende una forchettata di cibo.
"E' solo questione di abitudine." sorride. "Avendo vissuto qui per così tanti anni é normale." mangia.
"Si vero, però è bello essere te, insomma sei un piccolo genio."
"Oh smettila.." arrossisce. "Sono convinta che tu sei esattamente così con l'arte, è questione di passione."
Jane le accarezza la mano. "Grazie." sorride e continua a mangiare.
"Era ottima." sorride appoggiando la forchetta sul piatto. Jane ringrazia ed inizia a sparecchiare. "Ti va di vedere qualcosa alla tv?" la guarda.
"Va bene. Se disturbo sei libera di cacciarmi." si siede sul divano.
"Ma certo, ti ho portato a fare un giro in gondola, ti ho cucinato un ottimo piatto di pasta e ti ho chiesto di guardare la tv perché ho voglia di cacciarti, male anche!" ride e la raggiunge sedendosi vicino a lei e accendendo la tv, mentre Maura le dà un colpetto sul fianco appoggiandosi a lei per essere più comoda. Jane le accarezza una gamba e lascia il canale su un film.
Maura guarda la tv con lei finché riesce a tenere gli occhi aperti, poi crolla sulla sua spalla. Quando Jane se ne accorge per non svegliarla la prende in braccio facendo attenzione e la porta in camera, mettendola nel letto a dormire. Poi recupera un cuscino e va a sistemarsi sul divano, addormentandosi dopo poco.
Maura si sveglia non capendo dove si trova, solo quando scende e vede Jane addormentata sul divano capisce dov'é e cerca di svegliarla piano.
Jane sente Maura che le parla e accarezza un braccio, così apre gli occhi piano. "Buongiorno bellissima americana." sorride stiracchiandosi.
"Buongiorno." sorride "Avresti dovuto svegliarmi, mi dispiace che tu abbia dormito sul divano."
"Nessun problema." sorride e si alza. "Preparo un po' di caffè." va in cucina e mette su la caffettiera.
"Grazie, spero che tu abbia dormito bene almeno."
"No, da schifo." ridacchia "Ho dormito bene grazie." sorride e versa il caffè in due tazze, poi tira giù dalla credenza un pacco di biscotti e appoggia tutto sul tavolo.
"Piani per oggi?"
"Oh sì, mi sono dimenticata di dirti che ho iniziato boxe, se vuoi venire con me, possiamo passare da casa tua e prendere la roba da palestra e andare?! T'insegno qualcosa volentieri." sorride.
"Sì perché no?!" sorride e beve il caffé.
Jane e Maura si cambiano velocemente e poi vanno verso il sacco da boxe e Jane mostra alcune mosse alla sua amica e Maura cerca d'imitarla più fedelmente possibile per imparare bene.
"Brava continua così." le fa vedere una mossa. "E' molto utile sopratutto se qualcuno ti aggredisce."
"Spero di ricordarmi come fare se mai succedesse!"
Jane sente un ragazzo che cerca qualcuno da sfidare sul ring.
"Mi offro io." gli sorride.
"Tu?!" la guarda "Sei magrina e sei una ragazza." fa una smorfia.
"Hai paura allora?"
"Certo che no, forza andiamo." sale sul ring.
Jane si gira verso Maura. "Ti dispiace se vado?"
"No, solo..fai attenzione."
Jane le fa un cenno con la testa sorridendo e poi sale sul ring mettendosi nell'angolo.
"Ehi biondina..." guarda Maura, "adesso ti ammacco la ragazza."
"Non è la mia ragazza," Jane lo guarda "e non chiamarla così!"
"Io non mi distrarrei se fossi in te." Maura lo guarda male.
"Perché? Che mi succede?" la guarda battendo i guantoni uno contro l'altro.
Maura guarda Jane scuotendo la testa "E' solo un consiglio..." poi si gira verso di lui guardandolo.
Il ragazzo si mette in posizione con Jane davanti, si battono i pugni e poi quando uno dei proprietari della palestra dà il via alla campanella iniziano a saltellare intorno al tappeto e si lanciano un paio di pugni schivandoli. Maura silenziosamente incita Jane senza staccare gli occhi dal ring, osservando attentamente tutti i movimenti dei due. Jane sferra un pugno al ragazzo che cade al tappeto e la campanella del primo round suona, così Jane va all'angolo e beve un po'.
"Complimenti," dice Maura sorridendo e avvicinandosi. "Hai intenzione di torturarlo ancora?" ride.
"Ho ancora due round da sfruttare." sorride asciugandosi il sudore che le sta colando sugli addominali e poi rinfila i guanti tornando al centro del ring, mentre Maura si siede a guardare, ogni tanto sorride, probabilmente il ragazzo ha cambiato idea su Jane.
"È stata solo fortuna!"
"Davvero?" sferra un pugno, ma lui lo evita.
"Sì cara mia." gli tira un pugno che la prende in pieno volto e la fa cadere per terra. "Visto?!"
"Non è finita." si rialza e torna a sferrare un po' di colpi, questa volta il ragazzo fa resistenza.
Maura vede che Jane é un po' più in difficoltà, non é così tranquilla ora, e istintivamente si alza per vedere meglio e studiare le mosse del ragazzo. Jane intanto ha perso il secondo round perché il ragazzo le ha tirato un colpo fortissimo e lei è caduta al tappeto. Quando si rialza va all'angolo a bere e asciugarsi il sudore. Poi torna al centro per iniziare il terzo.
Maura si avvicina al ring guardando Jane. "Sei sicura di voler continuare?" Jane annuisce a Maura e poi si gira verso il ragazzo. Iniziano il terzo e ultimo round. Sferrano un po' di colpi a testa prendendosi, ma rimangono in piedi. E dopo circa cinque minuti di combattimento, Jane ha la meglio e batte il ragazzo stendendolo al tappeto con un pugno in faccia.
"Chi è la ragazza adesso?" lo guarda mentre è sdraiato per terra senza forze.
"Sei forte devo ammetterlo." sorride.
"Bene." Esce dal ring togliendosi i guantoni mentre Maura le allunga un asciugamano e una bottiglietta d'acqua.
"Complimenti." sorride.
"Grazie." sorride e beve l'acqua asciugandosi il sudore.
"Non penso che sfiderà più una ragazza d'ora in poi." sorride.
Jane ride. "Lo credo anch'io," finisce di bere. "Penso che mi verrà qualche livido però."
"Mi sorprenderebbe il contrario!"
"Andiamo a casa, il tempo di arrivare la e usciranno tutti, almeno posso mettere del ghiaccio. Mi fa male il labbro inferiore, ho qualcosa per caso?"
Maura le gira la testa verso di sé, ha un taglio, non grande ma un po' profondo. "Mmm.. Sì, hai un taglio.. Però se a casa hai una cassetta del pronto soccorso dovrei riuscire a sistemartelo."
"Ovvio, sono una di quelle persone che si fa male ogni secondo della giornata." ride e poi insieme vanno a farsi una doccia e cambiarsi.
Quando arrivano a casa Jane le dà il necessario e Maura la fa sedere sul divano. "Allora vediamo un po'." Le pulisce un po' il taglio e lo guarda. "Per fortuna non è grande, altrimenti avrei dovuto cucirtelo e non sarebbe stato divertente." Sorride e le mette un cerotto apposito per evitare che la ferita si apra di più. "Devi cercare di non fare movimenti strani con la bocca finché non si rimargina un po'."
Jane annuisce. "Dovrò dirlo a Gabriele allora e non sarà felice." ride. "Grazie Maura." le da un bacio sulla guancia utilizzando il lato della bocca non ferito.
"Posso immaginare. Ma guarda il lato positivo, non ci vorrà molto." sorride.
"Perfetto." cerca di mettersi più comoda, ma sente dolore ad un fianco, così solleva la maglia. "Potresti prendermi del ghiaccio?" ha un bel livido sul fianco.
Maura lo guarda e si alza andandolo a prendere e portandoglielo. "Per quello ci vorrà di piú invece."
"Grazie." lo prende e lo appoggia sul fianco. "Ti fermi a mangiare qualcosa o hai dei piani?"
"No non ho piani.. Sicura che non disturbo? Ho detto che non potrei fare cose strane ma il tuo ragazzo lo puoi vedere." ridacchia.
"Tecnicamente non è il mio ragazzo, ci sto solo uscendo." sorride. "Ma non disturbi tranquilla, lavora e poi andrò via una settimana in vacanza con lui, avremmo tutto il tempo per stare insieme."
"Va bene. Tecnicamente, ma insomma, ieri mi sembravate molto...insieme."
"Non mi sento di dire che è il mio ragazzo, insomma per me è perfetto, ma non voglio saltare subito alle conclusioni, voglio conoscerlo meglio."
"Hai perfettamente ragione."
Jane le sorride e poi facendo attenzione si alza e raggiunge la cucina, tirando fuori qualcosa da frigo per cucinare. "Invece, tu con Davide?"
"Io e Davide.." la guarda "Siamo più o meno agli inizi. Però mi piace tanto."
"Bene. Sembra molto.. mmm.. simpatico e giocherellone." sorride.
"Mi tortura perchè sono più piccola e anche se reagisco non gli faccio nulla." ride "In realtà é molto dolce."
"È facile torturare le persone più piccole. Io lo sono bene. Ha i suoi vantaggi essere alti e in forza, per esempio ieri sera sono riuscita a prenderti in braccio e portarti a dormire."
"Già, grazie ancora a proposito. Se capita di nuovo peró svegliami, non voglio rubarti il letto." sorride.
"Ho due fratelli più piccoli," inizia a cucinare "non sai quante volte ho condiviso il divano con loro quando avevamo ospiti, la mia casa purtroppo è piccola e noi finivamo a dormire lì, quindi non è un problema."
"Va bene." sorride e inizia a preparare la tavola.
Jane si allontana un secondo e recupera il suo pc appoggiandolo al bancone della cucina. "Ehi guarda, il quadro di tua madre riprodotto da me." indica lo schermo.
"Wow, that is.. E' davvero bello!" sorride sorpresa. "Mi piacerebbe che lo vedesse, ne sarebbe colpita." [Wow, quello è..]
"Grazie." arrossisce. "Se vuoi mandarglielo, mi farebbe piacere un suo parere."
"Volentieri! Posso usare il tuo computer?"
"Certo, fai pure." sorride e torna a cucinare.
Maura invia una mail e dopo qualche minuto le suona il telefono. "Scusami." sorride e prende il suo telefono. "Guarda un po' chi è!" risponde "Hello mother.. Yes I'm wonderful, how about y- Yes, I know." sorride a Jane. "Isn't it great? I know! She's so good.. Sure, um, let me just.." si allontana il telefono dal viso. "Lo adora e vuole farti i complimenti." sorride. [Pronto mamma.. Sì sto benissimo, e t- Sì, lo so. Non è fantastico? Lo so! E' bravissima.. Certo, ehm, lasciami solo..]
"Oh ringraziala e dille che l'ammiro molto e mi piacerebbe vedere una sua mostra prima o poi." sorride.
"She says thanks, she'd love to see one of your exhibitions one day.. Yes I know all the dates, we'll see. We both have work here! Alright, alright, I'll tell her. Goodbye, have a delightful day mother, bye." mette giù. "Scusami.. Le piacerebbe molto conoscerti." sorride e si siede davanti a lei iniziando a mangiare. [Dice grazie, vorrebbe tanto vedere una delle tue mostre un giorno.. Sì, so tutte le date, vedremo. Abbiamo entrambe da lavorare qui! Va bene, va bene, glielo dirò. Ciao mamma, passa una bella giornata.]
"Sarebbe un vero onore, adoro tua madre, i suoi lavori sono una vera e propria meraviglia." sorride ed inizia a mangiare.
"Quando la stagione turistica scende magari andiamo." sorride.
"Non mi dispiacerebbe tornare in America. Mi manca un po'.."
"Da quanto tempo non vai?"
"Da quando avevo tipo cinque anni."
"Wow. Sarà bello tornare allora."
"Magnifico direi." sorride e finisce di mangiare. "Oddio non posso ancora crederci che tu sia la figlia di Constance Isles!"
"Mi fa molto strano che tu abbia studiato mia madre." ride.
Maura ricambia la risate. "In effetti è un po' strano, pero' sono felice di averti conosciuta, almeno tu puoi comprendere la sua arte come me."
"Sono sicura che la comprendi meglio tu." ride e finisce di mangiare. "Grazie, era ottimo."
"Grazie mille." sorride e si alza sparecchiando la sua parte. "Beh se vuoi andare vai pure, non voglio trattenerti ancora, sembra che ti abbia rapita." ridacchia.
"No, non mi sta cercando nessuno in ogni caso. Però devo andare a fare delle cose, magari ci sentiamo nei prossimi giorni?"
"Certamente. Grazie di tutto, sopratutto per questo." indica il labbro.
"Figurati." sorride. "Buona giornata!" va verso la porta ma prima di uscire si gira. "Ah, come sta andando la prova di amicizia?"
Jane si gira e la guarda sorridendo. "Bene, molto bene."
"Bene." sorride. "Ciao Jane, grazie ancora." esce e si incammina verso casa.
