Capitolo 3: Delirio
Yasuo era perduto nel vento. La sua testa era piena di memorie, pezzi sbrindellati di voce che svolazzavano senza senso come foglie in una burrasca. Sentiva che anche se in volo, il suo corpo era senza peso.
Aprì leggermente gli occhi, e fu sorpreso di vedere una figura molto famigliare davanti a lui, coronata da una luce accecante.
Yone lo guardò dall'alto in basso valutandolo, un'illeggibile espressione sulla sua faccia. La voce di Yasuo era congelata nella sua gola.
Non può essere vero. Yone è morto. L'ho ucciso io.
"Yone…" soffocò. Gli occhi di suo fratello, molto simili ai suoi, incontrarono quelli del samurai e Yasuo rabbrividì incontrollatamente. Non c'era amore negli occhi di suo fratello. C'era soltanto un interrogativo ripugnante, che perforò Yasuo mentre era sdraiato indifeso. Yasuo poté sentire le parole di suo fratello, parlò silenziosamente.
Perché
"Fratello… cosa significa? Dove sono?"
Yone non rispose. Invece, continuò a dare un'occhiataccia a Yasuo, il suo sguardo non vacillava. Dopo, con una lentezza che fu orribile nella sua ponderatezza, sfoderò la sua spada. Yasuo sentì la paura impadronirsi del suo cuore. Provò a lottare, a muoversi, a resistere, a fare qualcosa, ma il suo corpo non glielo permise. Fu come se delle catene di ferro lo tenessero stretto, bloccandolo nella sua posizione. Il suo respiro accelerò in maniera incontrollabile mentre Yone alzò la sua spada oltre la testa.
Yone aprì la sua bocca per parlare, e la sua voce fu terribile, pesante come il piombo con l'autorità del destino.
"Sei imperdonabile, fratello."
La sua spada scintillò tagliando l'aria. Yasuo emise un urlo.
