CAPITOLO 4 – LEZIONE DI POZIONI E CONFESSIONI

Hermione Granger stava prendendo appunti con meticolosa precisione, seguendo attentamente le spiegazioni di Piton quando sentì la porta dell'aula aprirsi e udì il rumore di passi che si avvicinavano.

Si voltò a guardare il nuovo entrato, come tutti del resto, e non restò per nulla sorpresa nel vedere Draco Malfoy avanzare a passo svelto e sicuro tra i banchi e sedersi al suo solito posto vicino all'amico Serpeverde, Blaise Zabini.

Piton richiamò l'attenzione degli studenti e continuò la lezione come se niente fosse, cosa che fece mandare in ebollizione la Grifoncina. Quando poco prima lei era entrata in aula di corsa e trafelata, spiegando che era stata poco bene ma che fortunatamente la cosa si era risolta alla svelta, Piton non le aveva risparmiato né un'occhiataccia seccata, né tanto meno una delle sue perfide frecciatine, ignorando totalmente la motivazione da lei addotta. "Signorina Granger, la sua presunzione ha raggiunto livelli tali da ritenere superflue le mie lezioni? O crede che essendo una saccente so-tutto-io le sia permesso di andare e venire a piacimento durante le mie spiegazioni? Cinque punti in meno per Grifondoro!". E lei, ingoiando una rispostaccia con la stessa difficoltà con cui avrebbe ingoiato un rospo, si era seduta al suo posto senza fiatare.

Ma ora oltre al danno era arrivata anche la beffa! Malfoy era arrivato a lezione ancora più tardi di lei, senza proferire mezza parola per giustificare il suo ritardo e Piton aveva fatto finta di niente! Hermione aveva un diavolo per capello. Va bene che era il suo pupillo, ma quando era troppo era troppo! La rabbia della ragazza tuttavia si placò quando scorse un fugace lampo di sorpresa negli occhi del biondo. Il ragazzo le rivolse subito dopo un'occhiata truce ma il desiderio di vendetta per l'ingiustizia subita da parte del professor Piton era tale che la ragazza non solo non abbassò gli occhi, ma gli rivolse pure uno sguardo di sfida. "Ti ho fregato un'altra volta, Malfoy" - le si poteva leggere in quello sguardo.

Draco Malfoy aveva avuto giusto il tempo di riporre la scopa nella sua stanza, e prendendo sottobraccio i libri di pozioni era uscito dal dormitorio dei Serpeverde. Decisamente quella giornata era iniziata male, ed era proseguita pure peggio. Ma uno strano presentimento gli diceva che non era ancora finita! "Perfetto" – pensò seccato.

Mentre raggiungeva l'aula di Pozioni gli capitò di pensare per l'ennesima volta alla Granger. E per l'ennesima volta la cosa lo infastidì parecchio. Cento volte si era chiesto se aveva fatto bene a lasciarla tornare a scuola da sola e a piedi, col rischio che qualche Mangiamorte ancora nei paraggi la sorprendesse da sola. E altrettante volte si era dato del pazzo per aver formulato questo pensiero. Un bel "ecchissenefrega della Granger" ci stava benissimo. E se tornando ad Hogwarts avesse fatto accidentalmente brutti incontri, tanto peggio per lei. Il mondo poteva benissimo fare a meno della Mezzosangue. E lui per primo.

Il suo ingresso in aula destò l'attenzione di tutti gli studenti presenti. Piton invece continuava tranquillamente nella sua spiegazione sulle proprietà di una particolare pozione da lui recentemente sperimentata. Se al suo posto ci fosse stata quell'arpia della McGranitt di sicuro gli avrebbe fatto un predicozzo tale da farlo finire dritto in infermeria per un'emicrania allucinante. Meno male che c'era il caro e vecchio Sev - pensò, mentre sulla sua faccia appariva una leggera smorfia compiaciuta. Il poco buonumore appena ritrovato andò in frantumi giusto pochi passi dopo, quando scorse accanto a Hannah Abbott, di Tassorosso, una chioma scura e riccioluta, sotto la quale splendevano due occhi dorati.

Sbattè le palpebre incredulo. La Granger? Come era possibile? Era tornato subito a scuola, dopo averla lasciata…e considerato che lei era a piedi, sarebbe dovuta arrivare dopo di lui. Molto dopo di lui - riflettè. Tutto a un tratto un'intuizione gli balenò nella testa. Quella maledetta Mezzosangue era capace di smaterializzarsi! Che stupido era stato a non pensarci prima! Sebbene fossero ormai all'ultimo anno, si potevano contare sulle dita di una mano gli studenti in grado di compiere tale complicata magia. Lui era tra questi, ma non gli era mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello che anche la Grifondoro fosse in grado di farlo. "Ma vaffanculo" – imprecò mentalmente. Se l'avesse anche solo immaginato, di sicuro non avrebbe perso tempo e si sarebbe smaterializzato direttamente ad Hogwarts. E invece se l'era presa con calma, sfrecciando con la sua Firebolt tra le nuvole, una cosa che aveva sempre amato fare, perché solo lì, sulla sua scopa, con il vento che gli sferzava il viso e gli scompigliava i capelli biondi, si sentiva veramente in pace, lontano da tutto e da tutti, dimentico dei mille problemi che avevano assillato la sua vita fin dal giorno in cui era nato.

Fissò la grifoncina con uno sguardo truce, certo che avrebbe capito all'istante il motivo di tale gesto. Rimase a dir poco sorpreso quando vide che, contrariamente a quanto si era aspettato, la ragazza non abbassava lo sguardo. La Grifondoro si era più che ripresa dalla movimentata mattinata e sembrava aver ritrovato il suo solito e irriducibile spirito battagliero. Mantenendo la sua espressione impassibile e imperturbabile che lo contraddistingueva, lasciò che i suoi occhi restassero incatenati a quelli di lei, sfidandola a sorreggere ancora il suo sguardo. La ragazza non dette segno di cedimento, anzi, un attimo dopo storse la bocca in un ghigno simili a quelli che lui le riservava da anni. Draco poté leggere quel viso come se fosse stato un libro aperto: Ti ho fregato un'altra volta, Malfoy. Inutile dire che l'adrenalina raggiunse livelli inverosimili, e che solo uno sforzo sovrumano gli impedì di estrarre la bacchetta per schiantarla alla parete.

"Calma Draco" – si disse tra sé e sé – "Devi stare calmo. Un Malfoy non può permettersi di perdere la calma, come un mago qualunque. Certo che la tentazione di cancellarle quel ghigno di vittoria schiantandola è veramente forte….ma forse è proprio quello che si aspetta. Che io perda le staffe. Hai capito male, cara la mia Mezzosangue, proprio male. Sei un'illusa se pensi di fregarmi con questi giochetti. Li ho inventati io. Ammetto che sei brava, ma io sono il migliore". E senza scostare gli occhi dai suoi, storse a sua volta le labbra nel più perfido e provocante dei suoi ghigni.

Come aveva previsto, la ragazza rimase di sasso, e, presa alla sprovvista, non poté far altro che abbassare finalmente lo sguardo sui libri, maledicendolo furiosamente in cuor suo.

Pienamente soddisfatto di sé stesso, Draco raggiunse il banco che divideva con Blaise, appoggiandovi i libri e lasciandosi cadere stancamente sulla sedia.

Hermione continuò per tutta la mezz'ora seguente a prendere silenziosamente appunti, mentre con la coda dell'occhio gettava di tanto in tanto uno sguardo verso il banco dei due Serpeverde, che parlottavano fittamente tra di loro.

Ad un certo punto udì un sussurro all'orecchio.

"Hey Hermione, ascolta una cosa". Harry, che sedeva accanto a Ron dietro di lei, si era allungato sul banco cercando di avvicinarsi all'orecchio della ragazza.

"Che c'è, Harry?" – bisbigliò lei senza voltarsi.

"Ascolta, avrei bisogno di parlarti. E' urgente!"

"Dimmi"

"No" – sussurrò il ragazzo – "Non qui. Dopo, appena finita la lezione"

"A dire il vero avrei una cosa da fare dopo…non possiamo rimandare a più tardi?" – chiese la Grifondoro, che aveva già pensato di recarsi da Silente subito dopo la lezione, per avvertirlo del tradimento di Malfoy, in modo che potesse prendere i giusti provvedimenti per tutelare la sicurezza di degli studenti di Hogwarts.

"Ti prego Herm, è importante!"

"Uff….e va bene, ma prega per te che lo sia davvero!" – Hermione dovette ammettere che il tono di Harry l'aveva stupita. Non era da lui insistere in quel modo per delle banalità. Sospirando si disse che dopotutto avvisare Silente cinque minuti prima o cinque minuti dopo non avrebbe fatto nessuna differenza.

"Grazie Herm! Ti ruberò solo pochi minuti, promesso! Va bene se ci vediamo subito dopo la lezione in sala comune? Tanto gli altri saranno tutti a pranzo"

"Ok" – sospirò la ragazza tornando a concentrarsi sulla lezione. Ma prima che potesse farlo si ritrovò davanti lo sguardo alterato di Piton.

"Ma bene, signorina Granger. Non solo si presenta tardi a lezione, ma ora si permette anche di chiacchierare con Potter durante la mia spiegazione! Altri cinque punti in meno a Grifondoro!"

Dire che Hermione Granger era livida di rabbia era dir poco. Chiuse un attimo gli occhi, sforzandosi con tutta se stessa di reprimere l'istinto omicida che provava nei confronti del suo professore. Con un lungo sospiro riprese a scrivere appunti sul suo quaderno, anche se con la coda dell'occhio poteva vedere Malfoy e Zabini che chiacchieravano tra di loro tranquillamente, senza che Piton facesse una piega. E questo ebbe il potere di farla incavolare ancora di più.

Approfittando del fatto che come al solito Piton non faceva caso a loro, Draco aveva spiegato a bassa voce a Blaise quello che era successo.

"Diavolo, Dra, hai idea di quello che avete rischiato? Me lo sentivo io stamattina che c'era qualcosa che non andava…ma no, tu continuavi a dire che ero io quello paranoico…si è visto,eh?"

"Non scassare, Blaise. Non ti sto raccontando tutto per sentirmi una predica da parte tua. Di casini oggi ne ho avuti già abbastanza da farmi venire il mal di testa per un mese, senza bisogno che ti ci metti pure tu!"

Il moro lo guardò offeso e si voltò dall'altra parte troncando la conversazione. Il biondino fece lo stesso, e passarono i minuti successivi ignorandosi completamente l'un l'altro.

Ad un certo punto Draco, sbottò – "Devi proprio tenermi il muso? Ok, può darsi che io abbia esagerato, è stata una giornata pesante e non so più quello che dico… Che cazzo, Zab, vuoi davvero litigare per una stronzata simile?"

Il moro si voltò a guardarlo con un sorriso – "Hai ragione. Scusami tu, è che ho passato le ultime ore a preoccuparmi come un pazzo non vedendoti tornare e la cosa mi ha messo addosso un nervosismo tremendo!"

"In ogni caso, cambiando discorso…hai davvero fatto credere ai tre ceffi che ti eri dato appuntamento con Hermione alla taverna per passare il pomeriggio con lei a darci dentro come conigli? Questa è l'unica scena che davvero non mi sarei voluto perdere!" – aggiunse Zabini ridendo.

"Beh, è stata la prima cosa che mi è venuta in mente per toglierci dal quel pasticcio. E ti assicuro che non c'era nulla di divertente. La Mezzosangue se ne stava lì rigida come un palo…come attrice non vale niente, perfino io mi chiedo come abbiano fatto a cascarci lo stesso…" – rispose il biondo.

"Che pretendi, scusa? Lei si ritrova lì, sola, spaesata, davanti a tre mangiamorte…e ti aspetti pure una recitazione da Magoscar (l'equivalente dell'oscar cinematografico babbano – nda) ?"

"Io l'ho fatto, no?"

"Tu sei tu! Fingere e raccontare balle è il tuo pane quotidiano! E poi sapevi con chi avevi a che fare…lei invece no! Insomma Dra, per una volta puoi anche mettere da parte il tuo stramaledetto orgoglio e ammettere che Hermione non se l'è cavata poi così male!"

"Tze…ti rendi conto che stiamo qui a parlare della bravura o meno della Mezzosangue, quando forse ti sfugge il fatto che lei non doveva minimamente entrarci in questa stramaledetta storia? Io sarò pure cresciuto a forza di balle e finzioni, ma quella non ha la minima idea di cosa voglia dire farsi i cazzi propri!" – esplose il biondino, con un grugnito tale che se fosse stato pronunciato da un qualsiasi altro studente avrebbe di sicuro attirato le ire di Piton.

"Per tutti i diavoli, Draco, perché ti scaldi tanto? Possibile che ogni volta che si parla di lei devi reagire così? Non è da te, cavolo! Continua così e inizierò a pensare che ti piace…" – aggiunse Zabini, non resistendo alla tentazione di provocare un po' l'amico.

"Scusa? No dico, sei diventato scemo? Perché è proprio la parola con cui definirti se credi davvero che a me possa in qualche modo interessare la Mezzosangue Zannuta! Se mi "scaldo", come dici tu, è proprio perché non la sopporto e sembra invece che tu ultimamente non sia capace di parlare d'altro. Anzi, se non ti conoscessi bene, potrei pensare che sei TU quello che nutre interesse nei suoi confronti." – concluse Draco con uno sguardo allusivo.

Blaise scoppiò a ridere, attirando l'attenzione di Piton per una frazione di secondo.

"Te l'ho detto che sei fuso, Draco, vedi? Non sai più quello che dici! Però ti dirò, se i miei interessi non fossero irrimediabilmente rivolti altrove, sicuramente Hermione sarebbe in cima alla lista delle possibili candidate" – sussurrò lui con un sorriso, che si spense poco dopo quando aggiunse – "E, visto che siamo in tema…c'è una cosa di cui volevo parlarti…"

"Ovvero?" – chiese Draco attento, incuriosito dal repentino cambiamento d'umore del moro.

"Beh, ecco…stamattina, mentre non c'eri, è successa una cosa strana. Però devi promettermi che non ti arrabbierai…"

"Ma si, ma si…" – tagliò corto Draco, ansioso di sapere quali pensieri sembravano turbare l'amico.

"Dunque, vedi…stamattina, durante le prime ore di lezione ho notato che Potter continuava a guardare da questa parte.."

Il biondino assunse un'aria scettica. Aveva il presentimento che quello che Blaise stava per dirgli non gli sarebbe affatto piaciuto.

"E..." – lo esortò.

"E….all'inizio credevo fosse perché aveva notato la tua assenza e probabilmente si chiedeva se fossi in giro a combinare qualcuno dei tuoi soliti casini, tipo maltrattare i Grifondoro del primo anno, oppure…" – cominciò a spiegare il moro vagamente, venendo presto interrotto.

"Forza, Blaise, non abbiamo tutta la giornata! Vedi di arrivare al dunque!" – lo sollecitò Malfoy senza tanti giri di parole.

"Io…so che ti sembrerà una cosa assurda ma…credo che Potter stesse fissando me"

"Fissando in che modo?"

"In QUEL modo!"

"Aspetta, frena, fammi capire: tu mi stai dicendo che San Potter…"

"Si" – lo interruppe il moro – "Ti sto dicendo proprio quello"

Draco appariva sinceramente sorpreso.

"Beh, chi lo avrebbe mai detto…ecco come mai quella pezzente della Weasley gli muore dietro e lui si comporta come se niente fosse…"

"E' solo la mia impressione, Dra, potrei essermi sbagliato del tutto….anche se, ad essere sincero, dubito di aver frainteso quegli sguardi. Ogni volta che guardavo in quella direzione lo sorprendevo a fissarmi come se volesse imprimersi nella mente la mia immagine, senza tralasciare il minimo dettaglio. E poi, appena si accorgeva che lo stavo guardando a mia volta, abbassava di scatto gli occhi sul libro.."

"Il solo fatto che abbia abbassato lo sguardo dovrebbe levarti ogni dubbio, Blaise. Eh già, da quello che mi hai raccontato credo proprio che lo Sfregiato si sia preso una tremenda cotta per te…comunque è proprio uno sfigato se pensa che tu potresti anche solo prendere in considerazione l'idea di avere qualcosa a che fare con un patetico e nauseante Grifondoro come lui. Voglio dire, non ha una possibilità che sia una con te…"

Blaise non rispose, ma qualcosa nel suo sguardo turbò il biondino.

"Perché lui NON HA una possibilità che sia una, dico bene Blaise?"

Ancora nessuna risposta.

"Zab, ti prego, ho assoluto bisogno di sentire dalle tue labbra queste parole"

"Mi spiace, Dra…"

Draco era letteralmente esterrefatto – "No…ti prego, dimmi che stai scherzando…tutti ma non lui…non Potter!"

"Io…non lo so. Non so che mi è successo, ma quando ho visto che mi guardava…quando ho visto COME mi guardava…beh, mi sono ritrovato ad osservarlo a mia volta. E mi sono sentito come se lo vedessi per la prima volta….non so spiegartelo, l'ho avuto davanti per tanti anni ma è come se non l'avessi mai VISTO per davvero…so solo che ho sentito il cuore che batteva come impazzito e per quanto ci provassi non riuscivo a distogliere a mia volta gli occhi da lui…"

"Ma porca puttana! Con tutti i ragazzi che potresti avere…perché proprio Potter?" – Draco era incavolato nero. Conosceva le tendenze dell'amico da una vita e aveva sempre sperato che Blaise incontrasse prima o poi un ragazzo che lo rendesse felice, perché se c'era qualcuno che meritava di essere felice, quello era senz'altro Blaise. Era una persona davvero straordinaria, speciale. Per Draco poi era anche un fratello, il suo migliore amico, la sua famiglia. Non sopportava l'idea di vederlo soffrire. E Potter poteva significare solo una cosa: dolore. Il bambino sopravvissuto non sarebbe mai stato in grado di capire quanto dolce, meraviglioso, leale e stupendo fosse Blaise. No, lui lo avrebbe sempre considerato come un arrogante e vanitoso serpeverde, un futuro mangiamorte, il miglior amico di Draco Malfoy, meglio noto come l'essere più stronzo e bastardo di tutto il mondo magico.

"Lo sapevo che ti saresti incazzato….era meglio se non ti dicevo niente!"

"E ci credo che sono incazzato" – scattò Draco guardandolo seriamente, ma poi aggiunse – "Non fraintendermi, Blaise, non c'è l'ho con te. Io…ho solo paura che questa cosa vada a finire male, e che tu soffra. Ti conosco molto bene, lo sai, e ti ho osservato attentamente mentre parlavi, prima: ci sei già dentro fino al collo"

"Temo di si…"

Draco emise un sospiro – "So che non servirà a molto, so che ti ho sempre detto di seguire il tuo cuore ma…stai attento a quello che fai, Blaise. Ti chiedo solo questo. Non voglio più vederti soffrire. Mai più!"

Zabini sorrise leggermente al biondino – "Lo so. Credimi, so quanto ti preoccupi per me, e so che l'idea che io possa soffrire fa stare male anche te. Lo so perché per me è la stessa cosa. Ma come io ho accettato le tue scelte, non ultima la follia che hai fatto stamattina, ti chiedo di fare altrettanto con me"

"Il tuo discorso non fa una piega…" – ammise Draco, seppur controvoglia.

"Sbaglio o stai dicendo che io ho ragione?" – lo provocò scherzosamente il cacciatore verde-argento, con l'intento di alleggerire un po' la tensione.

"Mai!" – rise il biondino – "Però ti concedo che forse, e dico forse, la tua osservazione stavolta non era totalmente campata per aria"

"Quale enorme concessione…" – commentò il moro, ridendo a sua volta.

"Posso chiederti una cosa?"

"Dimmi"

"Che pensi di fare adesso? Voglio dire, ora che hai scoperto di non essergli indifferente, e soprattutto di essere a tua volta interessato a lui.."

"Non lo so. Cioè, non voglio e non posso negare i miei sentimenti, ma per quello che riguarda lui, beh, in fondo non ho alcuna certezza. Può essere che mi sia sognato tutto, magari influenzato da ciò che sentivo io. Non posso mica andare là e chiedergli una cosa simile, ti pare? Probabilmente scoppierebbe a ridermi in faccia e diventerei lo zimbello di tutti. Senza poi considerare il fatto che ci resterei male come un cane" – rispose Zabini, che immediatamente si pentì dell'ultima frase, vedendo lo sguardo dell'amico rabbuiarsi.

"Sappi che io ti sosterrò in ogni caso, Zab, qualunque sia la tua decisione. Ma se Potter dovesse ferirti in qualunque modo, dovrà poi vedersela con me!"

Nel frattempo Piton aveva terminato la lezione e stava assegnando i compiti per la volta successiva - "…e per domani dovrete scrivere una relazione di almeno dieci pagine sui possibili effetti collaterali di questa pozione" – concluse indicando un'ampolla contenente uno strano liquido verdastro.

"Dieci pagine?? Cos'è, ci vuole morti?" – chiese Ron ai suoi amici guardandoli con un'espressione a metà strada tra il disperato e l'incredulo.

"Per te anche dieci righe equivarrebbero alla ghigliottina, Ron, ma ammetto che dieci pagine da scrivere in un giorno sono davvero tante" – concordò Harry alzandosi e raccogliendo i suoi libri.

"Come la state mettendo giù dura! Come al solito, del resto…." – sentenziò la Grifoncina, ben sapendo però che quella ricerca le avrebbe occupato quasi l'intero pomeriggio.

"Sarà, ma questo non migliora certo la situazione…dieci pagine…mi vengono i brividi solo al pensiero. Vabbè, sentite, andiamo a pranzo che è meglio…perlomeno affogherò i dispiaceri in una quantità abnorme di cibo" – concluse il rosso con aria rassegnata.

"Io arrivo tra qualche minuto, mi sono appena ricordato che dovevo spedire una lettera stamattina…che sbadato" – affermò il bambino sopravvissuto.

"Si, anche io vi raggiungo tra poco. Voglio fare un salto in biblioteca per cercare alcuni tomi necessari per la ricerca, e se aspetto troppo c'è il rischio che li prenda qualche altro studente. Tu intanto vai avanti, Ron. Ci troviamo tutti tra poco in Sala Grande, ok?" – chiese Hermione stupendosi di come era ormai diventata brava a mentire. I due ragazzi annuirono e si incamminarono verso la porta.

Hermione ebbe un attimo di esitazione, poi si voltò a guardare il banco dei due Serpeverde. Era vuoto. Probabilmente si erano già diretti verso la Sala Grande per il pranzo, dato che era ormai mezzogiorno. Scacciando questi pensieri, raccolse velocemente i libri e si incamminò verso la torre di Grifondoro.

"Sentiamo, Harry, cos'è che mi volevi dire?" – La grifoncina aveva appena varcato la porta della sala comune e stava guardando l'amico seduto sul divano rosso scuro. Si avvicinò a lui e prese posto accanto al moro.

"Io…credo di aver finalmente capito il motivo per cui non me la sentivo più di stare con Ginny, lo scorso anno. Lo stesso motivo per cui non me la sento di ritornare con lei ora, nonostante ultimamente me l'abbia chiesto più di una volta." – attaccò a raccontare il cercatore con voce incerta.

"E sarebbe?"

"Stamattina ho fatto una scoperta a dir poco sconvolgente. Non so se sia una bella cosa…cioè per come mi sono sentito si, pero forse sarebbe stato meglio di no, per un sacco di varie ragioni che…"

"Harry, spiegati meglio, non capisco di cosa tu stia parlando! Cosa è successo di preciso questa mattina?"

Il ragazzo arrossì leggermente. – "Beh, ecco, io stavo pensando ai fatti miei quando accidentalmente mi è caduto lo sguardo su Zabini. E insomma, per farla breve, mi sono accorto di un mucchio di cose a cui prima non avevo mai fatto caso. A partire da alcuni dettagli puramente esteriori, come il blu cobalto dei suoi occhi, i suoi capelli….ma c'è anche dell'altro: ho notato per la prima volta che sembra esserci qualcosa in lui, non so bene cosa, ma è come se sotto quella scorza dura da bastardo serpeverde nasconda molto di più. E io boh, non so come, ma ne sono rimasto diciamo…colpito!"

Si era aspettato di vedere un'espressione sconvolta o quanto meno sorpresa sul viso dell'amica a questa rivelazione. E invece Hermione appariva serena e tranquilla, quasi sorridente.

"Ce ne hai messo di tempo…."

"Che intendi dire?" – domandò perplesso lui.

"Intendo dire che avevo pensato che questo fosse il motivo per cui avevi respinto Ginny. Dimentichi che io e Ron ti conosciamo alla perfezione, Harry. E sinceramente negli ultimi tempi non ti ho visto uscire con nessuna studentessa, Ginny compresa. Inoltre, mentre Ron sbava praticamente dietro a qualunque ragazza gli capiti vicino nel raggio di 500 metri, e tirando poi scemi noi due con tutte le sue turbe mentali, tu te ne stavi sempre zitto. Tutto questo mi ha fatto pensare, e credo di aver capito il motivo già da un po'…"

"Beh, grazie tante, potevi anche avvisarmi, no?"

"Ma sei scemo? No, scusa, Harry, cosa pretendevi che ti dicessi? Sarei dovuta venire da te come se niente fosse e dirti: ascolta Harry, probabilmente tu non te ne sei accorto perché sei più cieco di una talpa, ma posso dirti con certezza che il motivo per cui non te ne frega un emerito cazzo di Ginny e delle altre è dovuto al fatto che i tuoi interessi si sono spostati verso ben altre mete? E poi scusa, la mia non era una certezza, ma solo un'ipotesi" – aggiunse la riccia con fare risentito.

"No, hai ragione, scusami. E' che oggi mi sento così confuso…"

"Non ti preoccupare, Harry, è normale. Ma vedrai che col passare dei giorni riuscirai a vedere la cosa in modo più chiaro" – lo confortò Hermione, posandogli una mano sulla spalla -"Devo però ammettere che non avevo mai pensato a Zabini come a un possibile candidato" – aggiunse.

"Tu che ne pensi di lui? Io ci avrò scambiato si e no tre insulti in 6 anni.."

"Ti dirò, nelle ultime settimane mi è capitato di incontrarlo spesso in giro per la scuola, e non mi è sembrato poi così male. Pensa che sono riuscita pure a scambiare quattro chiacchiere con lui in alcune occasioni. Credo che Blaise sia di gran lunga migliore di quello che sembra. Sono certa che nasconda ben altro sotto quella maschera da eterno serpeverde. A differenza di quello stronzo di Malfoy" – disse decisa la bella Grifondoro, augurandosi mentalmente che Zabini non avesse nulla a che fare con i subdoli piani oscuri di Malfoy.

"io, sai, quando lo guardavo…beh, in certi momenti mi sembrava quasi che ricambiasse il mio sguardo…ma non ne sono sicuro. Anzi, sicuramente non è cosi…oddio, Herm, e adesso che faccio?"

"Calmati Harry. Anzitutto non puoi sapere cosa ne pensa lui finchè non gliene parli. Di dubbi puoi fartene venire a migliaia, tanto poi la verità te la può dire solo lui"

"Sei impazzita per caso? Parlarne con lui? Ma cosa ti passa per la testa? No….no, no no e poi ancora no! Già sono incasinato abbastanza di mio, ma ci terrei a non trovarmi con la merda fino al collo, se non ti dispiace!"

"Fa un po' come ti pare…io il mio parere te l'ho dato, poi vedi tu! Secondo me non è detto che debba per forza andarti male, ma anche se fosse…vabbè almeno ti metti l'anima in pace, no?"

"La fai facile tu! Vorrei vedere se ci fossi tu al mio posto! Sono certo che non lo faresti, e sai perché? Perché non ti ho mai vista una volta seguire i consigli che tu stessa dai agli altri per quanto riguarda le faccende sentimentali!"

"Questo non è affatto vero…"

"Seeeee….rinfrescami un attimo la memoria. Dopo quanti anni in cui morivi dietro a Ron ti sei dichiarata? Sei? E io, che invece l'ho scoperto stamattina, e non sei anni fa, dovrei andare dritto da Zabini e affrontare la questione come se niente fosse? Ma fammi il piacere, va…."

"Non ho mai detto che quello che ho fatto io con Ron sia stato giusto, Harry. Sto solo cercando di darti un consiglio. Forse ti ho detto quello che ti ho detto proprio perché non mi va che tu ti tormenti per mesi o anni come io ho fatto con Ron…." – rispose mestamente la ragazza.

Vedendo l'espressione triste della moretta, Harry si calmò all'istante -"Scusami di nuovo Herm, non volevo prendermela con te. E' che non riesco a pensare ad altro da stamattina e tutta questa storia mi sta facendo impazzire! Ma ti ringrazio per avermi ascoltato. Mi ha fatto bene parlarne con te, come al solito dire…ora è meglio che scendiamo a mangiare o Ron si chiederà che fine abbiamo fatto" – concluse alzandosi in piedi.

"Tu vai pure avanti Harry. Io devo fare davvero un salto in biblioteca, ma se mi sbrigo alla svelta vi raggiungerò per mangiare un boccone. E per quanto riguarda invece tutto il resto, sappi che ogni volta che avrai bisogno di sfogarti con qualcuno…beh, io ci sarò sempre, ok?"

Il moro le sorrise annuendo, e con un cenno di saluto uscì dalla stanza.