4° CAPITOLO
IL GIORNO DOPO
Era una splendida mattina, Shinji si alzò di buon umore, uscì dalla sua camera e andò in bagno.
Ma la porta era chiusa e davanti c'era Misato.
"Signorina Misato, cosa fa lì?"
Misato si voltò sorridendo: "Mi dispiace Shinji, ma il bagno è occupato da Asuka, e dopo di lei tocca a me".
"Però", pensava Shinji, "la signorina Misato è davvero allegra, e anche emozionata. Di solito a quest'ora è ancora addormentata, invece la proposta del signor Kaji l'ha messa su di giri ed eccola qui, perfettamente sveglia".
Shinji pensò a quello che era successo l'altra sera quando rientrarono a casa.
Misato rimase sorpresa dalla presenza di Rei, quando però le spiegarono il motivo si dimostrò subito disponibile.
"Ma certo", disse la donna, "avete avuto proprio un ottima idea. Rei, puoi dormire nella mia camera. Da qualche parte ho un futon di riserva. Ti va bene?"
"S-sì", rispose Rei.
"Oh, ti prego, non metterti a dire sempre 'sì' come faceva Shinji agli inizi", e Shinji arrossì, "e fa come se fossi a casa tua".
"S… cioè, va bene".
"Perfetto. Vieni che ti preparo il posto".
Mentre andavano verso la camera di Misato, Asuka notò l'anello d'oro al dito della donna: "Ehi Misato, cos'è quell'anello?"
"Come? Quale anello?", chiese imbarazzata Misato.
"Come quale anello? Hai al dito un anello d'oro che prima non avevi".
Shinji guardava incuriosito, Misato arrossisce e non riesce a parlare.
Gli occhi di Asuka si sbarrarono: "Non dirmi che quello… quello… è… è un… un… che ti ha… ha dato il… il signor…"
Un silenzio improvviso calò nella stanza.
Dopo un po', con un filo di voce, Misato disse: "Sì".
Asuka proruppe in un grido di gioia: "YYYAAAAAAAHHHHHHOOOOOOUUUUUU! Il signor Kaji ti ha chiesto di sposarlo!" e corse da Misato a stringerle le mani.
Misato, Shinji e Rei rimasero senza parole davanti all'esplosione di gioia di Asuka: pensavano che si sarebbe arrabbiata perché le avevano "soffiato" Kaji.
Ma si ricordarono che Asuka adesso stava con Shinji, perciò aveva smesso di correre dietro a Ryoji.
Anche Shinji e Rei andarono da Misato a congratularsi, che li ringraziò tutti.
Passata l'euforia, andarono a letto.
Asuka avrebbe voluto dormire nella stessa camera con Shinji, ma ogni volta che faceva la proposta il ragazzo chiedeva tempo per prepararsi: aveva sempre dormito da solo, e adesso, ritrovarsi nello stesso letto con una ragazza, lo imbarazzava moltissimo.
"Va bene" disse Asuka "ma un giorno dovrai superare questa tua timidezza. E quando ci sposeremo, dovrai regalarmi anche tu un anello come quello del signor Kaji".
"Non mancherò" rispose sorridendo Shinji.
Prima di andare a letto passarono a salutare Rei: la ragazza indossava un pigiama prestatogli da Asuka.
"Buonanotte Ayanami" disse Shinji sorridendo.
Asuka, con tono ironico: "Buonanotte. E mi raccomando, non rovinarmi il pigiama".
"Buonanotte" rispose Rei.
Asuka e Shinji se ne andarono, Misato, a fianco di Rei, le disse: "Se hai bisogno, chiedi pure. E te lo ripeto, fa conto di essere a casa tua. Anzi, scusami già da adesso se mi agiterò nel sonno".
"Non si preoccupi" Rei si fece assorta.
"Qualcosa non va?"
"No. E solo che questa è la prima volta che dormo in compagnia di qualcuno".
"Speriamo che non sia anche l'ultima. Buonanotte Rei, e sogni d'oro".
"La ringrazio".
Entrambe si accomodarono nei futon.
Rei aveva un espressione molto serena.
Smesso di ricordare, Shinji chiese: "E Rei?"
"E' in cucina?"
"Ha passato una notte tranquilla?"
"Sì, sembrava un angioletto, mi ha fatto tanta tenerezza".
Shinji sorrise.
"E la notte è passata. Visto che il bagno è occupato, andrò a preparare la colazione".
Shinji si recò in cucina dove trovò Rei seduta davanti al tavolo che guardava fissa in volto Pen Pen, seduto su un'altra sedia.
"Ayanami, che stai facendo?" chiese incuriosito Shinji.
"Gioco a chi distoglie per primo lo sguardo".
"Eeehhh? Con Pen Pen?"
"Sì. Mi ha fatto capire a gesti che voleva farlo. Ho forse sbagliato?"
"No, no. Continua pure".
Per Shinji era difficile comprendere come facesse ad essere così intelligente quel pinguino, che mangiava e dormiva soprattutto, ma sapeva anche leggere il giornale.
"Cosa vuoi per colazione Ayanami?"
"Non lo so. Non ho mai fatto colazione".
"Mai?"
"Non ne sentivo il bisogno".
Shinji si mise a guardare Rei, quando arrivò Asuka: "Ah, che bella dormita. Buongiorno Rei. Shinji, il bacino del buongiorno, coraggio".
Shinji però si vergognava a farlo davanti a Rei, che li fissava perplessa: la ragazza sapeva che due persona che si amano si baciano, ma perché davano tanta importanza al primo bacio della giornata?
"Andiamo Shinji" diceva Asuka "a Rei non da fastidio una cosa del genere, vero?" si voltò verso Rei, che rispose: "No, assolutamente".
"Visto? Forza".
Shinji la baciò.
"Finalmente. Adesso una bella colazione e poi a scuola".
"La scuola!" esclamò Rei "i miei libri sono nel mio appartamento".
"Non preoccuparti. Quel professore dice sempre le stesse cose. Non ti perderai niente" la rassicurò Asuka.
"Ma…"
"Tranquilla ho detto".
"D'accordo".
Fatta la colazione si vestirono e andarono a scuola, mentre Misato aveva deciso di telefonare a Ritsuko per dirle la novità su di lei e Kaji.
All'ingresso della scuola incontrarono Giovanni e Jean-Luc: "Salve a tutti. Come mai Rei è arrivata insieme a voi?", chiese il primo. "Di solito viene dall'altra parte".
"Stanotte ha dormito a casa nostra" spiegò Shinji.
"Davvero? Questo mi fa molto piacere".
"Poteva anche chiedere a me" affermò Jean-Luc "sarei stato ben disponibile ad accoglierla nel mio appartamento".
"Zitto. Ci avresti sicuramente provato. Rei non è mica come quelle ragazzine svampite che ti corrono dietro".
"Infatti. Sarebbe stato un ottimo allenamento per il mio fascino da latin lover".
"Ma piantala, arrogante francese".
"Piantala tu, rozzo italiano".
I due si afferrarono entrambi per il collo del vestito, Asuka disse: "L'Italia dichiara guerra alla Francia. E' meglio se noi civili ce ne andiamo".
I tre ragazzi entrarono nella scuola, mentre gli altri studenti si fermarono a guardare Giovanni e Jean-Luc, che non appena se ne accorsero, corsero anche loro nell'edificio.
Il professore entrò, gli studenti si alzarono, si inchinarono e si sedettero controllati dalla capoclasse Hikari.
"Ah, come al solito l'alunno Tang-Po è assente. Ne parlerò col preside, non può continuare cosi" disse aspro l'anziano insegnante osservando il banco vuoto del ragazzo.
"Dov'è Tang-Po?" chiese sottovoce Shinji a Giovanni.
"Non lo so. Al suo appartamento non c'era nessuno. Avrà passato la notte fuori chissà dove" rispose sempre sottovoce il ragazzo.
"Comunque" riprese il professore "oggi vi presento una nuova alunna".
"Cosa!" esclamò sottovoce Toji.
"Non può essere. Di solito quando un alunno viene trasferito qui lo si viene a sapere con almeno una settimana d'anticipo. Se è una ragazza poi…" disse Kensuke bisbigliando.
Il professore, come se li avesse sentiti, spiegò che il trasferimento della ragazza era stato una cosa improvvisa, che anche lui lo aveva saputo solo in quel giorno.
Qualcuno bussò alla porta della classe, il professore disse: "Avanti".
Era un bidello, che annunciò: "Professore, la nuova alunna è arrivata".
"Bene, falla entrare".
Dalla porta entrò nella classe una splendida ragazza dai capelli rossicci, con indosso l'uniforme scolastica. Aveva gli occhi azzurri, di un azzurro penetrante. Un espressione dolcissima che rasserenava chiunque la guardasse.
Tutti nella classe, maschi e femmine, persino il professore, rimasero incantati dalla sua bellezza.
Tutto sembrava essersi fermato, un silenzio totale scese nell'aula.
Il silenzio fu interrotto dalla nuova arrivata, che disse con voce calma e profonda: "Mi chiamo Kirishima Mana, piacere di conoscervi".
"Oh beh" disse il professore quando si riprese "vai pure al tuo posto, è vicino a quella ragazza con i capelli azzurrini. Si chiama Ayanami, Rei Ayanami".
Kirishima si avviò con calma verso il suo banco, tutti la seguivano con lo sguardo.
Andò a sedersi a fianco a Rei, che la fissava incuriosita.
Anche se Rei non era rimasta colpita come gli altri, provava comunque una piacevole sensazione nello stare vicino a Mana.
"Ciao, quindi ti chiami Ayanami" disse sorridendo Kirishima.
"Ah, sì".
"Piacere di conoscerti" le tese la mano.
Rei gliela diede, e non appena la toccò, sentì uno strano calore propagarsi dentro di lei.
Non sapeva cosa fosse, però ad un certo punto le venne in mente questo pensiero: "E'… e' il calore della vita".
La lezione proseguì normalmente, anche se tutti fissavano Kirishima, che sembrava non accorgersene.
Pure Shinji la guardava, ma Asuka non era gelosa, non solo perché era rimasta affascinata anche lei da questa ragazza, ma anche perché il guardarla faceva si che ogni sentimento negativo sparisse.
Finite le lezioni, Giovanni e Jean-Luc dovettero andare subito a cercare Tang-Po, perché quel pomeriggio li attendeva tutti e tre un test di sincronia alla base.
Gli altri ragazzi si fecero intorno a Kirishima, volevano chiederle informazioni su di lei, ma la ragazza si scusò gentilmente e si allontanò da lì.
I ragazzi però non demordevano e cominciarono a seguirla, Toji e Kensuke compresi.
Asuka, Shinji e Rei erano davanti all'ingresso della scuola: "Allora Ayanami, cosa vuoi fare adesso?" chiese Shinji.
"Perché me lo chiedi?"
"Beh, adesso in teoria dovresti tornare al tuo appartamento, ma pensavo che potresti venire a pranzo da noi. Giusto Asuka?"
"Ma certo. Anche se dovrà accontentarsi di cibi precotti".
"Perché?"
"Ma come perché? Oggi è il turno di Misato di preparare il pranzo".
"Già, è vero".
"Il maggiore Katsuragi non cucina bene?" chiese Rei incuriosita.
Asuka e Shinji risposero facendo una faccia disgustata.
Rei sorrise e disse: "Accetto il vostro invito. Non preoccupatevi, mi adatterò".
"Speriamo" disse Shinji "allora, andiamo".
I tre si incamminarono verso casa
Durante il tragitto Shinji disse: "Che caldo terribile che fa. E' peggio di ieri".
"Già" risposero insieme Rei e Asuka.
Scorsero un bar: "Che ne dite? Prendiamo dei gelati?" propose il ragazzo.
"Buona idea" disse Asuka "dove ho messo il borsellino? Quanti soldi hai Rei?"
"Io non ho soldi. Non ho mai comprato qualcosa. Mi dispiace" si scusò mortificata.
Shinji: "Non preoccuparti Ayanami, e non preoccuparti anche tu Asuka. Offro io. Da quando in qua pagano le signore?"
"Chi sarebbero le signore?" chiese Asuka con un finto tono arrabbiato.
Shinji sorrise e andò al bar.
Asuka e Rei si sedettero sotto un albero.
"Ah, ci voleva proprio. Allora, come ti senti Rei?"
"Bene grazie".
"E' sparita quella sensazione spiacevole che per tre giorni ti aveva inchiodato nel tuo appartamento?"
"Beh, credo di sì".
"Meno male".
"Asuka, io…" disse un po' titubante Rei.
"Cosa c'è?"
"Io, volevo ringraziarti per quello che hai fatto per me. Sei stata molto gentile. Io invece non ho mai potuto fare niente per te. Scusami".
"E di cosa? Non devi scusarti di niente, anzi, sono io che devo scusarmi per averti offeso parecchie volte senza che tu avessi fatto niente per meritarlo. Potrai perdonarmi?"
"Certo, io non ce lo mai avuta con te".
"Io invece sì, e senza motivo. Sono stata davvero un idiota. Ma ora credo che possiamo essere amiche no? Anche la prima volta che ti vidi feci questa proposta, allora però era una scelta dovuta al mio egoismo. Adesso non lo è più. Amiche?"
Asuka le tese la mano, Rei gliela strinse e disse: "Amiche".
Entrambe sorrisero.
A un certo punto Asuka disse: "Ma quanto tempo ci mette Shinji? E' meglio che vada a vedere se non si è perso. Vieni anche tu?"
"No grazie. Preferisco restare un po' seduta all'ombra".
"Come vuoi. Mi raccomando non scappare eh?"
"Certo che no".
Asuka sorrise e si diresse verso il bar.
Rei rimase in silenzio, e pensava a quanto fosse cambiata la sua vita nell'arco di due giorni.
Ora era davvero felice, si sentiva finalmente un essere umano.
Improvvisamente un brivido le salì lungo la schiena: brividi con quel caldo?
Rei sentì una presenza vicino a lei.
E dal nulla sulla sua sinistra, a poca distanza, apparve un uomo, che lei non aveva mai visto. Ma anche se non lo conosceva era sicura che fosse quell'uomo la presenza che aveva avvertito nei giorni scorsi.
Rei cominciò a tremare all'impazzata per il terrore, con uno sforzo di volontà incredibile si mise a guardare l'uomo: camminava e sembrava disinteressarsi della ragazza, indossava un cappotto bianco, bianco come le ossa, con due grosse spalliere. Sulla spalliera destra c'erano una specie di aculei di metallo, ma sul lato sinistro, all'altezza del gomito quasi, c'era un teschio.
Un teschio umano!
Vero!
L'uomo aveva i capelli viola, un espressione imperturbabile, e gli occhi: si vedeva solo il destro, il sinistro era coperto da una ciocca di capelli, ed era di un giallo spento.
Guardarlo mise addosso a Rei un angoscia, un terrore terribili.
E poi la ragazza notò un'altra cosa: il corpo del misterioso individuo, anche se in controluce, non aveva l'ombra.
Si sedette sulla sua stessa panchina, dietro di lei, con tranquillità.
Passarono alcuni secondi che sembravano interminabili, l'atmosfera intorno a Rei si fece gelida.
"Finalmente siamo soli, Rei Ayanami".
Una voce atona ma nello stesso tempo inquietante risuonò nella mente di Rei.
Il misterioso uomo parlava con lei mentalmente.
Rei si sentì prendere da una paura inimmaginabile, ma oltre a temere per lei, era preoccupata anche per Shinji e Asuka.
Quel individuo voleva lei, lo sentiva, e se avesse fatto del male ai suoi due amici?
Rei non voleva coinvolgerli.
Si alzò e scappò correndo.
L'uomo continuò a darle le spalle e sorrise leggermente.
Shinji e Asuka uscirono dal bar, avevano in mano tre coni gelati.
"Scusa il ritardo R…" Asuka si interruppe.
Il piazzale era deserto.
"Ma dove è andata?" si chiese Shinji.
"Non lo so. Ha detto che aspettava qui" ripose Asuka.
"Può darsi che le sia successo qualcosa. Se fosse andata via di sua volontà, ci avrebbe avvertito prima. Cerchiamola" propose Shinji.
I due ragazzi si divisero e corsero in direzioni opposte.
