Capitolo 4 : Un eroe inconsapevole
Non riuscivo ancora a credeci, avevo appena OSATO toccare Sesshomaru, quel Sesshomaru?! Lo stesso Sesshomaru che, di solito, uccideva chiunque gli intralciasse il cammino? Ringrazio gli Dei per avermi impedito di afferrare il suo braccio, non oso immaginare cosa mi avrebbe potuto fatto.
Che sensazione strana parlare con lui, e come mi era venuto in mente di raccontargli la verità sul pozzo? Ma in cuor mio penso di potermi fidare di lui, dato che è un demone che combatte secondo dei principi. C'è qualcosa di lui che mi incuriosce, più di tutto il fatto che tratasse Rin come una figlia.
"Basta Kagome!" mi ripetevo, ormai quel che è fatto è fatto. Mi illudevo che sarebbe andata tutto bene, in fondo non mi aveva ucciso. Mi uscì una risata isterica. Mi affrettai verso il villaggio, non volevo rimanere da sola nel bosco. Prima sapevo che l'incontro con Rin non era un caso, avevo percepito la sua aura già dal pomeriggio, e lo stesso valeva per Inuyasha, ne sono sicura, ma non so per quale motivo non lo aveva comunicato agli altri. Era anche per la presenza di Sesshomaru che volevo pernottare nel villaggio, e naturalmente anche perchè non vedevo l'ora di fare un bel bagno caldo.
Stava cominciando a piovere perciò mi affrettai, era tardi, volevo salutare Rin e andare a dormire. Una volta trovato il resto del gruppo, mi accorsi che la piccola era già andata via, trascinata di forza da Jaken che non sopportava più la nostra compagnia. Mi venne da ridere ripensando al viso disgustato di Sesshomaru quando mi parlava. Quei due devono proprio odiare gli umani, pensai.
"Kagome sei scomparsa, dov'eri?" mi ciese Shippo.
"Ero andata a fare una passeggiata per prendere un pò d'aria fresca, sai com'è.."
"Capiamo perfettamente divina Kagome, non vi preoccupate. Comunque Inuyasha non è ancora ritornato. La cosa più saggia da fare è ritornare alla casa del capovillaggio che ho esorcizzato prima" disse Miroku soddisfatto.
"Vorresti dire che hai fatto finta di esorcizzare" lo interruppe Sango che nel fratempo si incaminava in direzione dei nostri alloggi.
"Ma no mia cara Sango, io ho purificato quella casa che era infestata da molti spiriti maligni. I proprietari dovrebbero essermi molto grati! Perchè non mi credete mai?" Ma lei faceva finta di non ascoltarlo, perchiò Miroku la rincorse e provò ad abbracciarla, lei per tutta risposta lo schiffeggiò facendolo cadere sulla stradina che stavamo percorrendo. Se ne andò lasciandolo piagniucolare lì, sotto la pioggia che si faceva più fitta.
Presi Shippo in braccio e comincia a correre, non volevo bagnarmi. Superai Sango la quale interpretò la mia corsa come una gara e cominciò a correre a sua volta. Lei arrivò per prima alla capanna. Avevamo perso la "gara" ma non mi importava, ero contenta che i miei amici mi metessero su di morale.
Non volevo nemmeno pensare a quello stupido di Inuyasha che se ne era andato a trovare Kikyo. Ormai quei due non facevano altro che litigare e fare pace in nome del loro amore eterno. Io mi ero arresa, ho capito che non c'era posto per me e ho preso le distanze da entrambi. Non volevo più soffrire per un amore non corrisposto. Volevo ancora bene ad Inuyasha ma cercavo di non dipendere troppo da lui. Il nostro rapporto era tornato a quello che c'era all'inizio: due amici che combattono per recuperare la Sfera dei quattro spiriti.
Anche se mi disgustasse non poco, non potevo fermare il suo desiderio di trascorrere un po' di tempo con la sua amata, una morta-vivente; nella mia epoca Kikyo sarebbe stata chiamata "zombi" e mentre lo pronunciavo a voce alta, un brivido mi percosse la schiena.
'Meglio non pensare a queste sciocchezze Kagome!' Mi dissi coricandomi, vicina a Shippo e Sango. Mi addormentai quasi subito ripensando agli avvenimenti di quella lunga giornata.
Mi svegliai presto, ne approfittai per farmi un lungo bagno caldo. Presi tutto l'occorrente ed arrivai alla stanza da bagno cercando di non svegliare gli altri. Inutilmente perchè Sango aprì gli occhi e mi guardo incuriosita. "Vado a fare il bagno prima che Miroku si svegli" bisbigliai io. Lei annui e mi disse che sarebbe venuta anche lei poco dopo.
Infatti ero già dentro l'acqua quando sentii dei passi avvicinarsi lentamente. "Kagome sono io, Sango, posso entrare?" mi domandò.
"Certo, vieni pure." entrò silenziosamente ma poi disse "Accidenti mi sono scordata di prendere una cosa, torno subito..." non fece in tempo a finire la frase che se ne era già andata via, lasciando la porta soocchiusa. E per la seconda volta sentii dei passi, ma questi non era leggeri come quelli di Sango, anzi erano pesanti e rumorosi, pensai fosse Miroku perciò urlai "Miroku se osi entrare nella stanza da bagno dove c'è una donna nuda te la farò pagare!". I passi si fermarono e pensai che si fosse arreso, ma improvvisamente si mise a correre nella mia direzione. 'Cavolo se ti becco Miroku!' pensai mentre la porta si apriva.
Ma non era Miroku quello che entrò. Era un uomo, che non conoscevo, chiaramente un poco di buono e le sue intenzioni non erano delle migliori. Io ero ancora dentro l'acqua e cercai di nascondere il più possibile la mia nudità. Non mi misi sulla difensiva ma pensai a un piano per farlo andare via senza che mi accadesse niente. Mi venne in mente che Sango doveva tornare da un momento al altro perciò dissi: "Vattene via finchè puoi, viaggio con un demone, se non vuoi morire ti conviene uscire immediatamente, basta che mi metta ad urlare e sarà qui!".
"I demoni non mi spaventano affatto, signorina. Combatto i demoni da quando sono nato e devo a loro sia le mie cicatrici che la mia forza, perciò chiama il tuo demone e sarà sterminato come gli altri e poi potro divertirmi con te!" disse lui avvicinandosi.
Ero nel panico, Inuyasha non era ancora tornato e anche se avessi urlato Miroku e Sango non sarebbero potuti venire in tempo, e io non avevo niente con cui diffendermi.
"Senti io sono una sacerdotessa, non compiere azioni affrettate, gli Dei ti puniranno se fai qualcosa a me. Non voglio spargimento di sangue, per favore vai via..." ormai chiaramente in preda al panico non riuscivo a parlare. Alle mie parole l'uomo sembrava ancora più eccitato "Che bello una sacerdotessa! Sai ho del risentimento anche per quelle sciocche creature. Non mi fermerei neanche se gli Dei scendessero dal cielo a reclamare la mia vita. Sei troppo apetitosa e inoltre non incontro una donna da molto tempo! Ti devo proprio ringraziare, se prima non avessi urlato non avrei mai saputo che ci fosse una bella donna come te qui tutta sola!" i suoi occhi erano in fiamme mentre mi afferrava il braccio sinistro.
Io non riuscivo a muovermi, l'unica cosa che feci fu urlare con tutta la forza che mi era rimasta. "Aiuto! Inuyasha! Qualcuno mi aiuti!" chiusi gli occhi per non vedere cosa mi sarebbe successo. Sentivo il suo respiro sul mio collo e mi venne da vomitare. Aspettavo con orrorre che mi toccasse ma non lo fece. All'improvviso udii un rumore sordo, di qualcosa di pesante cadere per terra e altri passi. Una voce. La voce del mio salvatore.
Quella stessa voce disse : "Infatti sono sceso io, il più potente tra gli youkai a bramare la tua morte!". Era stato lui ad afferrare il corpo ormai privo di vita del mio agressore e a scaraventarlo fuori dalla capanna, come se fosse una briciola . Io avevo ancora gli occhi chiusi, ero come pietrificata. Sesshomaru mi coprì con qualcosa di caldo e morbido e si voltò dicendomi " Miko rivestiti, verrai con me adesso!" dal suo tono irritato percepii un'immensa rabbia e io non avevo il coraggio di rifiutare il suo ordine. Mi rivestii, lasciai un bigliettino a Sango dicendole che sarei andata a casa pe un po' di tempo. Non avevo nemmeno la metà delle mie cose lì ma non importava. Non vedevo l'ora di allontanarmi da quel posto pieno di brutti ricordi. Uscii e seguii Sesshomaru.
