Quando entrò nella sala del trono, Catelyn Stark pensò che si trattava della prima volta che la vedeva. Era già stata una volta ad Approdo del Re, quando suo marito era Primo cavaliere, ma non aveva avuto tempo né modo di visitarla. All'inizio non era neanche troppo interessata, ma ora che era lì cominciava a provare una certa curiosità nei confronti del trono di spade, il motivo per il quale Eddard era morto –era stato ucciso- e la guerra era scoppiata; era anche il motivo per il quale lei si trovava in quella stanza; a pensarci bene, attorno a quel trono ruotò l'esistenza di tutte le persone che aveva conosciuto: Roberto Baratheon che aveva mosso un'altra guerra per conquistarlo, assieme a suo padre; suo suocero vi morì lì davanti; in quella stanza suo marito fu arrestato; era stato colui che per primo si era seduto su quel trono a concedere ai Tully la supremazia sulle Terre dei fiumi… attorno a quel trono era orbitata la vita di tutti gli uomini e le donne dell'intero continente, da che era stato forgiato. Catelyn cominciò ad osservare quel trono maledetto, schifoso, come se fosse un insetto venefico, pronto ad avvelenare la mente di chiunque ci si avvicinasse coll'ebbrezza del potere.

"Madonna Stark?"

I pensieri di Catelyn vennero interrotti dal Tribuno del popolo, che la invitava a sedersi. Non so come mai, ma quest'uomo deve aver capito a cosa stessi pensando.

Un delicato accordo politico era stato raggiunto il giorno prima; un Consiglio di reggenza avrebbe esercitato il potere da quel giorno fino al momento in cui sarebbe stato acclamato il nuovo re. Vi avrebbero partecipato lady Catelyn Tully, sua grazia Renly Baratheon e ser Davos Seaworth, ognuno in rappresentanza della propria fazione, e sarebbe stato presieduto (ma senza diritto di voto) dal Tribuno del popolo, in parte per dare una rappresentanza alla popolazione di Approdo del re che colla sua rivolta aveva concluso la guerra, in parte perché i cambiavalute della città sarebbero stati verisimilmente l'unica riserva aurea per le esangui casse regie; Varys sarebbe restato Maestro dei Sussurri, in virtù delle sue comprovate competenza e fedeltà nei confronti del vincitore di turno; Pycelle rimaneva nelle galere, in attesa che si fosse deciso della sua sorte; almeno per il momento restavano esclusi i Lannister, che avevano perso, ed i Martell ed Arryn, che non avevano potuto vincere, non essendo scesi in campo.

I membri del Consiglio di reggenza si sedettero attorno al trono di spade; dopo qualche esitazione, invitarono il Tribuno del popolo a sedervi, in considerazione della sua presidenza, ed egli obbedì.

"Mai piú avrei pensato che un uomo del popolo potesse mai sedersi qui!" fu la sua prima esclamazione. Siccome non conteneva una mezza dozzina di frasi subordinate od aggettivi arcaizzanti, doveva trattarsi di un commento spontaneo.

Dopo un momento, un ometto brizzolato che seguiva il Tribuno del popolo come un'ombra tirò fuori un foglio di carta e glie lo porse. "Non c'è oggi Jon?" gli chiese e l'altro rispose sussurrando: "no, eccellenza, è malato. Lo sostituisco io." Il Tribuno del popolo fece un cenno, prese il foglio e si lanciò in una lunga concione. Dopo quasi mezz'ora di discorso Catelyn si azzardò d'interromperlo.

"Eccellenza, perdonatemi, ma è mezz'ora che dite di tutto per non dire niente…"

"È quello il mio mestiere, madonna."

"Propongo che sia messo ai voti che d'ora in poi il Consiglio di reggenza lasci da parte la retorica e s'occupi della gestione dello Stato." Fece la madre del Giovane lupo, con fare spiccio.

Il Tribuno del popolo sospirò. "Madonna, le due cose sono distinte nell'astratta teoria ma nella rude pratica sono inscindibili. Vi prometto che d'ora in poi terrò orazioni piú brevi."

Renly Baratheon e Ser Davos fecero cenni di assenso.

"A questo punto –continuò il Tribuno del popolo- è d'uopo introdurre l'argomento piú importante di oggi, cioè l'ammissione degl'onorevoli Signori del ricco Ovest, dell'infocata Dorne e della… (occhiataccia di Catelyn)… della Valle. Come ho spiegato alle grazie loro, farli partecipare all'acclamazione di re è indispensabile perché l'acclamato venga riconosciuto in tutta Westeros. I candidati al trono hanno acconsentito, delegando però al presente Consiglio la determinazione dei requisiti per il loro accesso."

Il primo a prendere la parola fu Ser Davos. "Il mio buon signor Stannis ritiene fuori discussione che si facciano partecipare i Lannister." I tre Consiglieri fecero segni di assenso. Coi soldi che aveva, Lord Tywin avrebbe potuto comprarsi sufficienti voti per far prevalere il proprio candidato, qualunque esso fosse. "Tuttavia, messere, converrete meco quanto sia necessario che anche i signori dell'Ovest abbiano lor voce in capitolo. Escludansi pure i Lannister di Castel Granito e Lannisporto, ma acciocché quest'Acclamazione di Re abbia ragion d'essere, in qualche modo l'Ovest sia rappresentato."

A questo punto prese la parola Renly. "E lo siano, ma le eccellenze loro riconosceranno che abbiamo vinto noi; dunque che voto dei perdenti conti come quello dei vincitori è fuori discussione."

"Voi, avete vinto?" Chiese lady Stark. "Voi? Mi risulta che tutte le battaglie campali siano state combattute, e vinte, da uomini del Nord. Voi vi siete limitati a marciare su Approdo del re senza colpo ferire." Catelyn scandì lentamente le ultime tre parole.

"L'importante non è come si vince, ma se si vince. Vincere non combattendo è ugualmente efficace che vincere anche senza colpo ferire." Rispose Renly, scandendo lentamente le ultime tre parole per fare il verso a lady Catelyn.

"Signori, signori, Vostra grazia Renly ha l'armata piú numerosa, sua grazia Stannis la flotta predominante su' mari e sua grazia Robb l'esercito invitto –s'intromise il Tribuno del popolo- ciascuna parte ha una posizione di forza che da una certa prospettiva, la fa apparire preponderante."

"Tornando all'argomento –riprese ser Davos- ritengo che qualunque lord voglia partecipare all'acclamazione di re, debba sottomettersi formalmente al monarca che ne uscirà, chiunque esso sia."

"Inoltre bisogna fissare una maggioranza qualificata –aggiunse Renly- e limitare il potere di voto dei perdenti."

E Ser Davos: "Che ne dite dei tre quinti degli altri lords? Mi sembra abbastanza per limitare il loro peso senza offenderli."

"Finché i Lannister non si sottometteranno, gli uomini del Nord dovran avere licenza di saccheggiare le loro terre." Asserì lady Catelyn.

"Ma così la loro sottomissione apparirà forzata." Obbiettò il Tribuno del popolo.

"Eccellenza, ogni sottomissione è forzata, lo dice il nome. E poi è stato lord Tywin a scatenare questa guerra."

"Alcuni potrebbero dire che l'ha scatenata il rapimento di suo figlio…"

"Eccellenza, lord Tywin ha devastato le Terre dei fiumi. Noi devasteremo le sue. Un rapimento non giustifica migliaia di uccisioni, senza contare saccheggî e stupri."

Renly aggiunse: "su questo sono d'accordo. Inoltre, dobbiamo porre una maggioranza qualificata che sia al di sopra delle possibilità economiche di Castel granito. Due terzi mi sembra sufficientemente alto da metterci al riparo degli intrighi di lord Tywin e di Ditocorto, ma non è una quota così irraggiungibile da precludere un qualsiasi accordo."

Il Tribuno del popolo si schiarì la gola ed annunciò con tono solenne. "Allora le signorie vostre intendono mettere quanto proposto sinora ai voti?"

Tutti e tre i Consiglieri fecero cenni d'assenso.

"Chaucyr? Siete pronto a scrivere, Chaucyr?" chiese il Tribuno del popolo, con fare imperioso, all'ometto che gli aveva passato il foglio del discorso e che era rimasto in piedi dietro di lui per tutta la durata della conversazione.

"Certamente, eccellenza."

"Ordunque: articolo primo…"