Anh finalmente riprendo a scrivere XD Questo mese sarà una tortura... mannaggia al prof che ha cambiato testo proprio sotto le date! Va beh... intanto sono nate nuove idee per la storia e quindi si va avanti!

Cap 4- L'attacco

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Ormai il laboratorio di Bruce era diventato il punto di incontro tra il leader del clan e Cid, lo scienziato di bionica e genetica. I due topi passavano molto tempo in quel posto davanti al monitor del pc.

"Dunque Vice è quello più vulnerabile?" chiese Cid.

Bruce annuì col capo fissando il monitor, l'indice sul mento e lo sguardo assorto, i dati erano chiari "Lui rappresenta tecnicamente tutto ciò che..." il topo nero spense rapidamente lo schermo quando il rumore dei passi di Sharon si fecero più vicini.

"Ancora qui?" chiese la topina nera perplessa, tra le mani aveva un pacco avvolto in un fazzoletto "Che avete da guardarmi così?" in effetti padre e amico la guardavano come due ladri colti con le mani nel sacco.

Bruce però cambiò espressione e fissò il pacco "Cosa c'è lì dentro?" chiese.

Sharon abbassò lo sguardo e posò il pacco sul tavolo del computer "E' da parte di Solana. Dice che stai sempre nel laboratorio e, visto che è ora di pranzo, ti ha preparato qualcosa." rispose "Piuttosto, cosa diamine fate sempre chiusi qui dentro?" la topina li guardava sospettosa, le mani ai fianchi.

Cid deglutì ma Bruce espose un sorriso malizioso "Sto insegnando a Cid come trattare la sua donna." rispose fissando lo scienziato che lo guardava smarrito "Insomma, sono cose di cui non si può parlare in pubblico. Capisci cosa intendo?" mosse le sopracciglia ghignando.

Sharon roteò gli occhi "Non credo che abbia bisogno delle tue lezioni." disse indispettita "Non ho sentito Macy lamentarsi di lui."

Il padre fece spallucce "Hei! Cosa puoi saperne tu eh?" esclamò ironico "Insomma sto solo cercando di..."

Sharon portò le mani avanti agitandole "Ok Ok OK ho capito!" esclamò mentre le sue orecchie e naso si tingevano di rosso "Vado via così vi lascio ai vostri discorsi... costruttivi." salì il primo gradino e si voltò di scatto "Maniaci!" esclamò salendo la rampa battendo i piedi con rabbia.

Bruce scoppiò a ridere ma Cid fissò il topo nero col muso lungo "Come trattare la mia donna?" disse incrociando le braccia al petto. Lo scienziato e Macy si erano sposati da poco sorprendendo perfino la stessa Sharon. I due avevano trovato degli interessi in comune e la curiosità di Macy per la bionica l'aveva avvicinata a Cid. Così dopo un brevissimo fidanzamento, i due si erano sposati.

Il gladiatore sbuffò divertito "Hei, è l'unica scusa che mi è venuta in mente!" rispose prendendo il pacco.

"Solana si preoccupa molto per te, vedo." commentò Cid osservando il pranzo che la topina aveva preparato per l'amico "Non è che vuole prenderti per la gola e accasarsi?"

Bruce ammiccò "Ne vuoi un po'?" chiese allo scienziato che scosse il capo.

"Sai com'è. Se mangio prima Macy si arrabbia e sopportarla non è facile." rispose il topo castano tornando serio "Mi chiedo perché non vuoi parlarne con Sharon." disse poi guardando il monitor spento e poi il topo che stava mangiando.

"Non ritengo che sia opportuno farlo. Almeno per ora. Sharon è presa da molte cose e un altro pensiero in più non è positivo, inoltre vorrei assicurarmi che i nostri studi portino a delle conclusioni concrete e che non si limitino solo a teorie. Per questo ho chiesto la tua collaborazione." rispose Bruce.

Cid fissava il Gladiatore con apprensione, Bruce si stava incamminando per un sentiero difficile e pericoloso, un percorso che avrebbe potuto dargli delle risposte che sarebbe stato meglio non conoscere. Il giovane topo castano sapeva quali potevano essere le sorprese di tali ricerche, il DNA era come un libro aperto, analizzandolo si potevano scoprire le cose più incredibili e lui stesso ammetteva che era curioso, curioso di sapere cosa si nascondeva dietro quella razza di topi dai capelli chiari e il pelo scuro.

Sharon entrò in cucina sbuffando e Modo la seguì con lo sguardo, incuriosito; addentò il suo panino e osservò la topina che si condiva il suo pranzo "Qualcosa non va Darlin'?" chiese poi.

La topina nera si sedette al tavolo e iniziò a mangiare, aveva ancora il broncio sul muso "Mio padre..." rispose addentando il panino con rabbia.

Modo inarcò le sopracciglia e sollevò un orecchio "Ha fatto qualcosa di male?"

Sharon sbuffò di nuovo "E' da un paio di settimane che se ne sta chiuso in laboratorio con Cid e... oh...lascia perdere... hai contattato tua madre?" sembrò che la rabbia fosse sbollita ed ora parlava tranquillamente, non le sembrava il caso di discutere con lui su come si comportava suo padre.

Il topo grigio annuì e addentò di nuovo il panino "Verrà qui con Throttle e Vinnie. Così Stoker eviterà di andare in città per fargli visita e potrà continuare il suo lavoro al laboratorio e i ragazzi rivedranno Charley-ma'am." poi si ricordò di una cosa "Camminando per le strade ho visto che molti Gladiatori sono... come dire... agitati. Bruce e Rimfire mi han giusto detto qualcosina ma nessuno dei due ha mai finito di spiegarmi tutto."

Sharon sorrise divertita "Sì la Settimana dei Giochi. E' un evento importante per il clan." disse "Mio padre li ha riaperti e son tutti quanti molto felici. Diciamo che viene usata come occasione per riconsolidare i rapporti, stabilire le gerarchie e, se possibile, annullare i conflitti. Mio padre si è reso conto che la situazione stava sfuggendo di mano e ha accettato la proposta di mia cugina."

Modo alzò la mano destra "Aspetta... quale delle tante cugine?" chiese "Stella?"

La topina dai capelli bianchi annuì "E' contentissima e ha coinvolto tuo nipote... povero ragazzo." ridacchiò poggiando la mano sulla fronte "Meno male che è un guerriero! I giochi non sono una cosa semplice."

Prima che Sharon potesse iniziare la spiegazione, Vice fece capolino dalla finestra, il volto preoccupato e sembrava di avere fretta "Gente, è successo qualcosa al campo dei Sand Runner. Stella ha chiamato, credo che Rimfire sia ferito."


I due giovani topi erano alla casupola, Rimfire sapeva che non sarebbe stata una buona idea parlare con Stella. La ragazza si era seduta sullo sgabello con le braccia incrociate e il broncio "Potevi dirmelo che non vuoi aiutarmi." disse lei dandogli le spalle, il naso all'insù "Avrei inventato qualcos'altro."

Il giovane Freedom Fighter spalancò la bocca per la perplessità "Ma non mi hai neanche dato il tempo di rispondere!" sospirò "Senti, non è che non voglia aiutarti, ma volevo solo renderti consapevole del mio disagio." poi borbottò "Non sono abituato a... fingere."

Stella stette in silenzio, si alzò dal suo sgabello ma continuò a mostrare le spalle al giovane. Giocherellò con le dita delle mani e parlò "Allora se non ti va di fingere..." si voltò mostrando una timida espressione "Potremo... provare sul serio?" si guardava le mani le cui dita si intrecciavano nervosamente.

Rimfire aprì e chiuse la bocca più volte, la fissava sbigottito e non sapeva cosa dire, era una proposta inusuale ma lui non voleva agire allo stesso modo di quella topina che lo aveva respinto senza neanche avergli parlato. Il giovane si passò una mano sul volto "Provare?" chiese in voce insicura "E... poi?"

La topina fulva ammiccò un sorriso "Vediamo che succede..." rispose "E..." il gracchiare dei Sand Runner allarmati la interruppe. Stella corse alla finestra ed emise un gridolino spaventato "I Sand Runner!" esclamò correndo all'esterno.

I Sand Runner correvano sparpagliati e cinque Crocorock li inseguivano puntando soprattutto ai piccoli che, sebbene ancora giovani, tenevano il passo dei genitori. Ma correre così era rischioso per le loro giovani zampe che potevano spezzarsi in caso di movimenti bruschi.

Rimfire inseguì la topina fulva che corse all'esterno, Choppy ed alcuni maschi si posizionarono in cerchio facendo mettere i piccoli al centro, i loro becchi acuminati e gli speroni erano pronti a colpire. Le femmine li avevano affiancati. I Sand Runner avevano formato una barriera impenetrabile e se i rettili marziani avessero voluto mangiare qualcosa, avrebbero dovuto affrontare armi poderose capaci di cavargli gli occhi e provocare ferite molto profonde.

Stella si era fermata ad osservare affascinata, Rimfire non era da meno. I Sand Runner cresciuti in cattività stavano agendo come avrebbero fatto in natura. I Crocorock provarono più volte ad attaccare ma i Sand Runner portavano avanti le zampe munite di artigli oppure aprivano le ali, alzavano la cresta per sembrare più minacciosi e usavano il becco come un piccone per colpire i lucertoloni sul muso.

Ma qualcosa balenò nella mente dei predatori, il loro naso aveva captato un altro odore e uno di essi voltò il capo proprio in direzione dei due topi. Stella indietreggiò di qualche passo "Oh no..." mormorò "Dobbiamo scappare..."

Rimfire fissava il Crocorock con attenzione, la mano era pronta a sfilare la pistola dal fodero. Ma i Crocorock attaccarono tutti insieme balzando a gran velocità, si urtavano cercando di contendersi le prede o si prendevano a morsi. Era risaputo che quei rettili cacciassero anche topi e ratti ritenendole alternative più semplici da catturare.

"Andiamo..." disse Stella prendendolo per l'avambraccio e correndo dalla parte opposta a quella dei rettili.

I due fuggirono inseguiti dal piccolo gruppo di Crocorock subito attaccato a sua volta da alcuni topi che facevano i volontari al campo. Solo uno sfuggì loro e quando un topo nero stava puntando la sua arma contro il lucertolone, il compagno lo fermò "Rischi di colpire i ragazzi." disse l'amico dal pelo castano abbassando la canna del fucile.

L'altro guardò in direzione dei due giovani braccati dal Crocorock, in effetti la creatura era molto vicina e il pericolo di colpire uno di loro era alto. Rimfire e Stella correvano più che potevano e il bestione incalzava ma la topina fulva diresse la sua attenzione su un piccolo Sand Runner accovacciato nell'erba, probabilmente si era ferito correndo.

"Dove vai?" esclamò il topo grigio allarmato vedendo Stella correre altrove e poi si accorse del piccolo volatile "Oh... hei aspetta!" accelerò per starle dietro ma il bestione non mollava e gli occhi erano fissi su di loro.

Stella prese il Sand Runner rischiando di inciampare sui suoi stessi piedi ma Rimfire riuscì a sostenerla e mentre la topina si allontanava a gran velocità, il giovane Freedom Fighter fu atterrato da un colpo di zampa e il lucertolone finalmente lo ebbe in pugno. Stella si voltò dopo essersi resa conto che l'amico non era con lei. Rimfire era steso sulla schiena e bloccava il muso del Crocorock con le mani ogni volta che cercava di azzannarlo così il giovane topo era impossibilitato nel prendere la pistola. Tuttavia il giovane topo aveva forza da vendere proprio come lo zio e riusciva a difendersi.

La ragazza non sapeva cosa fare, si guardò attorno e constatò che gli altri Crocorock erano spariti, probabilmente i volontari erano riusciti a mandarli via eccetto quello che li aveva inseguiti. Stella poggiò il piccolo Sand Runner a terra nascondendolo per bene, prese un paio di pietre e corse verso Rimfire lanciando con precisione il sasso e colpendo il bestione proprio sull'occhio sinistro. Il Crocorock si voltò mostrando i denti aguzzi ma appena Rimfire provò a strisciare via gli afferrò il polpaccio sinistra tirandolo a sé, ormai era la sua preda e non l'avrebbe persa.

Il giovane Freedom Fighter strinse i denti e il dolore provocato dal morso era insopportabile, sentì che il sangue aveva cominciato a sgorgare dalla ferita. Stella lanciò un altro sasso colpendo il bestione sul muso. Intanto Rimfire portava le mani alla coscia a cui era fissato il fodero e sguainava la pistola, la caricò approfittando del fatto che il Crocorock non lo stava più strattonando, si voltò appena per permettere alla mano di dirigere la pistola come meglio poteva e premette il grilletto.

Un colpo preciso e letale uccise il rettile marziano creando un buco proprio sulla sua fronte, tra gli occhi. Dapprima la bestia si irrigidì e poi si accasciò al suolo permettendo al giovane topo di sgusciare via. Stella corse subito dall'amico ancora seduto sull'erba, il pantalone si era sporcato all'altezza del morso "Dobbiamo andare subito alla casupola e somministrarti un antidoto." disse la topina fulva con voce tremante.

Rimfire alzò lo sguardo di scatto "Cosa?" chiese allarmato, gli sembrò di essere tornato in guerra, si guardava attorno smarrito sperando in un rapido soccorso.

"Hei!" chiamarono due volontari, erano sulle loro moto e finalmente li avevano raggiunti. Gli altri colleghi si stavano occupando dei Sand Runner ancora in preda al panico.

Stella si alzò e agitò le braccia. I due topi li raggiunsero in pochissimi secondi e la ragazza corse a prendere il piccolo Sand Runner ancora nascosto tra i cespugli. Non appena furono alla casupola, uno dei due volontari somministrò subito un antidoto al giovane topo grigio mentre Stella contattava il cugino Vice, era tesa, spaventata e tremava.

"Nessun Sand Runner è venuto meno?" chiese il topo dal pelo castano.

Stella scosse il capo "Non mi risulta. Gli adulti si sono subito messi in difesa e i Crocorock ci hanno inseguiti." spiegò.

"Forse pensavano che foste una preda più facile." ridacchiò il volontario "Cosa bisogna fare con lui?" chiese indicando Rimfire che osservava il topo dal pelo nero che gli fasciava la ferita.

La ragazza fece spallucce "Vice sta arrivando. Appena gli ho detto del morso di Crocorock ha attaccato. Suppongo che stia correndo qui."

E infatti il Gladiatore arrivò in pochissimo tempo e si era portato dietro Sharon e Modo "Gli avete somministrato l'antidoto?" chiese appena entrato nella casupola con la borsa del pronto soccorso, si precipitò a passo svelto da Rimfire per controllare la gravità delle ferite.

Stella aveva il piccolo Sand Runner tra le braccia e guardava l'amico con aria dispiaciuta "Dobbiamo trasferire i Sand Runner sull'isolotto e iniziare subito i lavori, così non possiamo andare avanti." disse.

Sharon era d'accordo e posò lo sguardo sul giovane Rimfire che mugolava ogni volta che Vice usava l'ago per suturare la ferita "Povero ragazzo." commentò la topina nera. Modo rassicurava il nipote che guardava l'ago con ripugnanza "Chi non ha paura degli aghi..." commentò Sharon ridacchiando ironica "Basta vederne uno e anche il guerriero più impavido scappa via. Guarda la sua faccia..."

"Come ha fatto a prenderti?" chiese Modo "Tu sei un campione nella corsa."

"Mi ha aiutata." rispose Stella "E' tutta colpa mia."

Rimfire sbuffò "Ho solo fatto il mio dovere." disse con orgoglio gonfiando il petto ma subito la sua espressione spavalda si tramutò in una smorfia di dolore e mugolò quando l'ultimo punto fu applicato.

Lo zio sorrise ma Vice era serio "Anche se l'antidoto ha evitato il peggio, dovrai sottoporti ad una serie di vaccini preventivi."

Stella e Sharon si portarono la mano sul muso e ridacchiarono in silenzio, il volto di Rimfire era una maschera di terrore "V... vaccini? Quanti? E perché?" chiese.

Vice espose un sorriso divertito "Perché la bocca di quei lucertoloni è piena di batteri, l'antidoto ha evitato che la saliva paralizzasse la tua gamba ma... solo i vaccini possono bloccare le malattie."

Rimfire deglutì e fissò Modo con sguardo implorante ma si rassegnò quasi subito "Beh, visto che è necessario..."

Il Gladiatore scosse il capo "Tranquillo, verrò io a casa così eviteremo di farti muovere troppo e guarirai senza intoppi."

"Sì perché deve partecipare ai Giochi." disse Stella "E non può permettersi di fare il malato troppo a lungo."

Modo gongolò "Come sei crudele!"

La ragazza incrociò le braccia al petto "Con voi uomini sempre!" esclamò con un ghigno.

Prima che i ragazzi potessero andare via Sharon annunciò che sarebbe rimasta lì ad aiutare i volontari con il trasferimento dei Sand Runner "Non possiamo rischiare troppo. Probabilmente arriveranno altri Crocorock e non voglio che il nostro lavoro venga buttato a terra."

Così Modo scortò Stella e Rimfire li seguì con la sua moto, era stata una pessima giornata e tutti e due i ragazzi erano stanchi, Rimfire soprattutto che aveva perso una buona quantità di sangue.

Stella indugiava ad andarsene quando finalmente Lil'Hoss si fermò di fronte casa sua "Riguardati. Sta a casa in questi giorni. Sharon provvederà a tutto." raccomandò Modo.

La topina fulva annuì "Va bene." rispose "Grazie per il passaggio."

"Dovere Small lady."

"Che ne sarà del piccolo Sand Runner?" chiese Rimfire "Lo hai lasciato là."

Stella scrollò le spalle "Sharon ha chiamato Solana ed è giusto che il piccolino resti al campo con i suoi simili." rispose un po' imbarazzata e con rapido movimento abbracciò l'amico grigio "Cerca di rimetterti. Appena mi sarò riposata verrò a trovarti." disse lei dandogli un bacio sulla guancia "Grazie di tutto." sorrise timidamente e poi andò via.

Rimfire la seguì con lo sguardo, rosso in viso "Dovere..." mormorò a bassa voce mentre lo zio lo fissava con un sorrisetto di scherno "Non ridere!" esclamò poi il giovane Freedom Fighter non appena la ragazza fu dentro casa e Modo scoppiò a ridere.


Passarono un paio di giorni e Stella non si fece vedere, Sharon aveva comunicato loro che si era presa la febbre a causa dello stess provocato dall'attacco del Crocorock "Durante la guerra era continuamente ammalata." aveva detto la topina nera "Un bel guaio per Vice, era una paziente davvero difficile. Purtroppo Stella è ipersensibile e se succede qualcosa che la sconvolge si ammala."

Rimfire se ne stava seduto in salotto, la gamba tesa e il capo poggiato sul morbido schienale. Vice gli aveva appena applicato un vaccino e il corpo del giovane Freedom Fighter aveva reagito bene nonostante il mal di testa "Quindi anche lei è KO?" domandò, la mano poggiata sulla fronte e gli occhi chiusi. Gli dispiaceva che Stella stesse male ma non poteva farci nulla, anche lui del resto si sentiva stordito.

Sharon ridacchiò "A quanto pare sì. Ma sai, Stella non è sempre stata così." disse sedendosi sul sofà affianco al giovane topo grigio.

"Ah no?" esclamò Modo appena entrato nella stanza con un vassoio su cui era poggiato qualcosa da mangiare per il nipote "A me sembra molto vivace, un terremoto per così dire. Anche se non mi aspettavo da lei una reazione simile." poggiò il vassoio su una sedia in modo tale che Rimfire potesse prendere il cibo senza scomodarsi troppo.

Sharon ammiccò un triste sorriso "Quello è il suo carattere, è vero. Ma la reazione psicosomatica è provocata dal trauma della morte di sua madre proprio poco prima la fine definitiva della guerra, una sfortuna davvero nera questa." rispose.

"Brutta storia..." commentò Modo sedendosi al fianco della topina nera, le circondò le spalle col braccio sinistro tirandola a sé e le diede un bacio sulla guancia "Non pensavo che lei fosse una vittima della guerra."

Sharon poggiò il capo sulla spalla del topo grigio "Direi che lasciarle tre gemelli di cinque anni da accudire sia abbastanza, non credi? Senza contare che anche suo padre è morto tre anni fa. A ciò si è aggiunta l'anoressia che l'ha portata ad avere un fisico come quello attuale, anzi, direi che solo da un paio di mesi ha recuperato peso." sospirò a fondo "Per noi è stato un anno ricco di speranze... ma per lei è stato un incubo."

Rimfire si sentiva quasi in colpa perché capiva benissimo come si sentiva la topina fulva sebbene avesse reagito in modo diverso da lei, anche suo padre era morto in battaglia e sua madre lo aveva seguito poco dopo, l'unica ancora viva a parte sua nonna era sua sorella Prime ancora in missione "Quindi... non mangiava?" chiese.

Sharon scosse il capo "Rifiutava tutto, perfino i dolci che ha sempre amato. Per fortuna questo blocco è durato poco anche se ancora oggi mangia solo cosa le va e quando le va." si accoccolò a Modo "Siamo stati costanti, l'abbiamo aiutata e le abbiamo alleggerito il peso dei tre gemelli che ora sono sotto le cure di una mia zia del clan."

"Ma allora a casa sua..." mormorò Modo preoccupato.

"... non c'è nessuno. Vive da sola." continuò la topina dai capelli bianchi "Direi che la famiglia di mia madre è stata poco fortunata."

"Che centra tua madre?" esclamò Modo sorpreso.

Sharon sospirò di nuovo "Mia zia era la sorella di mia madre, si sposò con un soldato che entrò a far parte dei Freedom Fighters durante la Resistenza. Stella non è un Gladiatore, pensavo che lo avessi capito."

Il topo grigio si sentì in imbarazzo "Oh beh, hai troppi cugini!" esclamò ricevendo una tirata d'orecchi "Hei no, le orecchie no! Sono mie!" esclamò alzandosi di scatto inseguito dalla ragazza e corse attorno al sofà per sfuggire all'assalto di Sharon, le mani tenevano ben salde le orecchie.

Rimfire li fissò scocciato "Vi prego, andate altrove a far casino." disse portandosi la mano sulla fronte "Ho la testa che mi fa male." e non appena i due furono fuori poté finalmente riposare la testa, ciò che aveva sentito su Stella lo aveva rattristato, forse avrebbe dovuto prendere in considerazione la sua proposta, forse avrebbe potuto farla sentire meglio e forse sapeva come. Un sorrisetto gli balenò sul muso prima di sprofondare nel mondo dei sogni.

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Ehehehehe spero che il capitolo vi sia piaciuto. Dal prossimo accadranno un paio di cosette!