Non è la gelosia – parte seconda -
Il capitano Raydor rientrò nel suo ufficio e chiuse la porta. Si appoggiò contro di essa per non cadere e lasciò che le lacrime scendessero copiose sul suo volto.
Il sergente Eliot vedendo la porta dell'ufficio del capitano chiusa, si era preoccupato. Si era avvicinato alla porta e aveva sentito Sharon piangere.
"Tutto bene capitano?" Chiese lui. Dopo un momento sentì che lei si era spostata dalla porta.
"Tutto ok, sergente. Ho solo bisogno di un momento."
"Certo capitano." Disse lui, sapendo che qualcosa l'aveva ferita. Andò a sedersi alla sua scrivania e aspettò, che lei riaprisse la porta. Dopo qualche minuto, lei aprì la porta e si affacciò: "Aveva bisogno di qualcosa sergente?" Chiese lei con calma.
"Volevo solo assicurarmi che lei stesse bene, signora."
"Sto bene, grazie." Disse lei rientrando nel suo ufficio. Riprese a lavorare, cercando di dimenticare il tenente Paris e Andy. Dopo una ventina di minuti, ricevette un messaggio da parte di Andy, che le diceva che non poteva pranzare insieme a lei, perché doveva terminare dei rapporti.
Lei gli rispose che si sarebbero visti per cena a casa di lei e che anche lei era impegnata con le scartoffie. Sperava che Andy le spiegasse cosa fosse veramente successo tra lui e il tenente Paris, ma aspettare fino a sera sarebbe stata una vera tortura. La Centrale era piena di poliziotti, la retata aveva impegnato parecchie unità. Mentre aspettava l'ascensore per andare a prendere un caffè, sentì due poliziotti spettegolare sul tenente Flynn e la sua nuova fiamma: il tenente Paris!
Era rientrata in ufficio senza prendere nulla, era senza parole, arrivò alla Disciplinare e disse al sergente Eliot: "Sono nel mio ufficio, non voglio essere disturbata. Grazie." Entrò chiudendo la porta e gli scuri.
A metà pomeriggio il capo Johnson aveva lasciato libera la squadra, perché aveva terminato tutti i rapporti, in fondo non avevano trovato nulla di significativo e un'altra retata era rimandata a data da destinarsi. Tutti quanti andarono via alla spicciolata, perché avevano cominciato presto al mattino. Andy ne approfittò per fare una sorpresa a Sharon e con una scusa disse che doveva portare dei rapporti da firmare al capitano Raydor, quindi salì alla Disciplinare.
Quando arrivò, vide che c'era il sergente Eliot, alla sua scrivania e la porta dell'ufficio del capitano Raydor era chiusa. Non aveva pranzato, le si era chiuso lo stomaco e si era buttata nel lavoro per dimenticare quello che aveva sentito e per non ammettere di essere incredibilmente gelosa di Andy.
Il tenente Flynn bussò alla porta, con il sergente Eliot che lo fissava. "Posso entrare capitano, ho dei rapporti da farle firmare."
"Entri pure tenente." Disse lei gelida.
"Grazie. Ciao tesoro come stai? Ma cos'ha Eliot, mi sta fissando come un mastino." Disse lui chiudendo la porta.
"Di cosa aveva bisogno?"
"Volevo vederti e scusarmi per non aver pranzato con te, ma avevamo troppi rapporti da completare. Stasera ceniamo insieme, ti va?"
"Ok." Disse lei annuendo.
"Bene allora io vado … non vorrei che girassero voci …"
"Mi devi dire altro Andy?"
"No, perché?"
"Sei sicuro?! A proposito delle voci che girano …"
"No tesoro, perché cosa è successo?!"
"Dimmi tu cosa è successo, Andy! Cosa ti avevo detto questa mattina? Non dovevi essere professionale e impeccabile? Avanti tenente aspetto una spiegazione!" Disse lei in tono Darth Raydor.
"Ehi, mi stai interrogando? Non ho fatto niente di male e mi sono comportato bene!" Disse lui scusandosi.
"Andy, te lo chiedo per l'ultima volta, mi devi dire qualcosa?"
"Senti Sharon, perché non mi dici cosa vuoi sapere?"
"Benissimo." Disse lei alzandosi: "Voglio sapere cosa è successo veramente tra te e il tenente Paris?" Silenzio. "Ebbene tenente, sto aspettando." Disse incalzandolo.
"Aspetta un momento, non è successo nulla. Come al solito, lei ci ha provato e io sono stato professionale, come ti aveva promesso."
"Davvero?"
"Sì, certo.
"E poi?"
"Niente, lei continua a fare la svampita, ma detto tra noi è una vera stronza!" Disse lui alzando la voce.
"Qui il vero stronzo sei tu!" Disse lei puntandogli il dito "Lo sai che girano voci che la tua nuova fiamma sia il tenente Paris? Lo sai che lei va in giro a dire che tu l'hai baciata e che sei attratto da lei?" Disse lei alzando ancora di più la voce.
"Ma non è vero!" Urlò Flynn.
"Invece è quello che dice in giro! Sei un bastardo! Mi hai presa in giro e mi ha trattata come una delle troiette che ti scopi ogni tanto, vero? Sei soddisfatto?" Urlò lei arrabbiata.
"Aspetta Sharon, parliamone con calma…" Disse lui cercando di calmare gli animi.
"Non ho più niente da dirti, spero ti sia divertito a prendermi in giro!" Disse lei con le lacrime agli occhi.
"Ma io non ti ho preso in giro, io ti amo veramente!" Disse lui.
"Vattene Andrew Flynn, vattene via!"
"Sharon aspetta …"
I toni si erano alzati e il sergente Eliot entrò nell'ufficio senza bussare:" Capitano tutto a posto? Volevo sapere se lei sta bene."
"Grazie sergente, è tutto ok. Il tenente Flynn stava andando via."
"Ma capitano …"
"Abbiamo finito tenente, è meglio che lei vada." Disse lei in tono Darth Raydor. Il tenente Flynn uscì con il volto scuro e andò via.
"E' tutto ok signora?" Chiese Eliot gentilmente.
"Senta sergente io adesso devo andare via, ci vediamo domani mattina per la retata dei B52, solito protocollo, può pensare lei al resto dei files?"
"Certo capitano, ci penso io, non si preoccupi."
"Grazie. Ci vediamo domani mattina. Buona serata sergente." Disse lei prendendo la sua borsa e andando via.
"A domani capitano." Disse lui.
Mentre lei andava verso il parcheggio, chiamò Gavin, sperando che le rispondesse. Si misero d'accordo per trovarsi in un locale che lui aveva scoperto, molto alla moda. Gavin aveva sentito dal tono, che la sua amica era proprio a terra e doveva tirarla su di morale.
Si incontrarono e presero un tavolo dove cominciarono ad ordinare da bere. Lei era silenziosa, aveva un'aria triste. Dopo il secondo gin tonic, lui volle sapere il motivo di quell'incontro, perché non era solo per bere qualcosa. Lei gli raccontò di quanto accaduto con Andy e poi scoppiò a piangere.
"Oh mio dio, tesoro, ma tu sei follemente innamorata di quello stronzo!"
"Gavin ti prego."
"Sì cara, credimi, ma è così. Tu sei gelosa da morire! Ma sei sicura che sia andato tutto come mi hai raccontato? Perché io lo rovino il tuo tenente testa calda!"
"Gavin lascia perdere …"
"Ma guardati, ti è colato tutto il mascara …"
"Vado un momento in bagno, se mi vuoi scusare …" Disse lei prendendo la borsa e andando verso il bagno delle donne.
Entrando sentì che in uno dei bagni c'erano due ragazze, una stava piangendo e vomitando e l'altra cercava di consolarla.
"Avanti Ruby, cerca di tranquillizzarti."
"Tu non capisci, io ho fatto di tutto, ma lui non mi vuole. Cosa c'è che non va in me?"
Mentre Sharon era allo specchio per sistemarsi il trucco, aveva riconosciuto la voce della ragazza: era il tenente Paris! Con fare indifferente si avvicinò al bagno e ascoltò la loro conversazione, la porta era leggermente aperta.
"Hai bevuto troppo e adesso ti senti un po' giù, vedrai che domani sarà tutto diverso."
"Noooo, io ho l'ho baciato e lui mi ha detto che non lo dovevo fare più! Uaahahhhh!"
"Dai Ruby, ti tengo io i capelli, stai calma."
"Lui me lo ha detto, sta con quella donna … e non cerca nessun' altra! Perché non mi vuole?! Uaaahhh!"
"Rimani qui, prendo dei tovaglioli …" La ragazza uscì dal bagno e prese dei tovaglioli bagnandoli ai lavandini.
"Tutto ok ragazze?" Chiese Sharon candidamente.
"Sì, ha bevuto troppo. L'uomo dei suoi sogni l'ha rifiutata e ora vomiterà tutta la sera. Io l'avevo avvisata di lasciare perdere, se uno di dice già una volta che non è interessato e tu insisti, alla fine ci rimani male. Comunque grazie per l'interessamento." Rientrò nel bagno, mentre Ruby continuava a vomitare.
-Ti sta bene tenente Paris, spero che tu possa vomitare tutta la notte, così la smetterai di importunare Andy! Oh mio dio, Andy! L'ho trattato malissimo, devo andare da lui, devo parlagli e chiarire tutto quanto! - Sharon uscì dal bagno e corse da Gavin.
"Vedo che ora va meglio tesoro." Disse Gavin sorridendo.
"Gavin devo andare via, ti ringrazio per avermi portato in questo nuovo locale, non sai quanto sia fantastico, però ora devo andare. Lascia perdere Andy, non fare nulla, sistemo tutto io. Ti richiamo, grazie Gavin!" Lo baciò sulla fronte e scappò via. Lui rimase a guardarla e sorrise, sorseggiando il suo quarto gin tonic.
Lei tornò alla macchina e si diresse a casa di Andy. Arrivata, vide che non c'era la macchina nel vialetto, quindi pensò di andare a prenderlo ai suoi incontri AA. Arrivò e parcheggiò, cercò la macchina di Andy e una volta trovata, si appoggiò ad essa, aspettando che lui arrivasse.
Dopo una quarantina di minuti, lui arrivò. La guardò sorpresa.
"Cosa ci fai qui?" Chiese lui arrabbiato.
"Ti stavo aspettando, volevo parlare con te." Disse lei.
"Abbiamo parlato fin troppo!"
"Ascoltami, per favore." Supplicò lei. "Lo so che ti ho trattato male e ti ho giudicato ancora peggio. Volevo scusarmi per tutto quello che ti ho detto, sono stata una stupida e ti prego di perdonarmi."
"Cosa ti ha fatto cambiare idea?"
"Ho verificato alcuni fatti e … ok, ok, sono maledettamente gelosa di te! Non sopporto il fatto che quella troietta del tenete Paris ti possa aver baciato e toccato, sono gelosa, ok?!" Silenzio." Mi dispiace, scusami, sono giunta a delle conclusioni affrettate perché mi sentivo tradita e presa in giro e soprattutto … perché non volevo perderti." Silenzio. "Non dici nulla?"
"Allora sei innamorata di questo povero tenente …" Lei lo abbracciò e lo baciò. Quando di staccarono dal bacio lei disse: "Non sai quanto mi sei mancato. Baciami Andy."
Lui non se lo fece ripetere e la baciò con passione, le sue mani cominciarono a scendere lungo la sua camicetta, fino alla gonna. Lei gli disse:" Allora accetti le mie scuse?"
"Scuse accettate capitano, ma per farti perdonare …"
"Andiamo a casa tua." Disse lei con occhi pieni di passione. Presero le macchine e andarono a casa di Andy. Quando entrarono, lui chiuse la porta e la spinse contro il muro, le sue mani cominciarono a vagabondare per il corpo di lei. Lui la baciò con passione e cominciò a slacciarle la camicetta. Lei lasciò la borsa per terra e iniziò a slacciare i bottoni della camicia di Andy, gli tolse la giacca e gli sfilò la camicia. Mentre si spostavano verso la camera da letto, lei si tolse i tacchi e sfilò la gonna che Andy aveva già aperto. Lei gli slacciò la cintura dei pantaloni e lui si tolse le scarpe e le calze. Sfilò i pantaloni e poi la prese in braccio e la depose delicatamente sul suo letto. L'ammirò nel suo completo di pizzo nero e le tolse le calze autoreggenti. "Che gambe capitano! Tu mi vuoi morto!"
"No, voglio che ammiri anche tutto il resto …" Disse lei sorridendo.
"Sei bellissima amore mio, non sai quanto ti voglio."
"Ti voglio anch'io Andy." Disse lei mormorando di piacere. "Mi hai perdonato?"
"Ti perdono tutto amore mio!"
"Ti amo!"
Fecero l'amore per tutta la notte, felici di essersi ritrovati e il mattino dopo li trovò abbracciati l'uno altro.
