L'odore della pioggia appena scesa saliva, dolce, dalla terra umida e solo lievi refoli di vento interrompevano il silenzio.
Aidan, Juza e Ryuga sfrecciavano, rapidi come leopardi, silenziosi, le menti perse nei loro pensieri.
-Lo hai salutato, sgorbio?-domandò ironicamente Juza.
La ragazza si irrigidì per un istante, poi riprese il suo controllo.
-Non capisco a cosa ti riferisci.-replicò poi pacatamente.
Gli occhi di Juza brillarono di divertimento e il suo sorriso si accentuò. Da tempo non aveva avuto occasione di prendere bonariamente in giro sua cugina...
E in quel momento l'occasione era ghiotta...
-Caro il mio sgorbio, ti si legge in faccia che...- cominciò, ma una pacca vigorosa del suo compagno lo costrinse a tacere.
Per alcuni istanti l'altro barcollò, ma poi si rimise in piedi.
-Ahio, si può sapere che ti prende? Mi hai fatto male!-si lamentò poi Juza scoccando un'occhiataccia al compagno.
Ryuga sbuffò. Era un ottimo combattente, ma perché doveva sempre mostrare il suo lato più molesto e idiota, perfino nelle missioni?
Alle volte avrebbe voluto ucciderlo...
Quando Juza si comportava da demente, lui era sicuro che toglierlo di mezzo sarebbe stato un servigio al villaggio e all'intera comunità ninja...
-Shimura, questo non è il tempo di inutile cicaleccio. Ci sono degli individui molesti che ci stanno inseguendo.-replicò il colosso.
-Ah bene... La missione comincia già a farsi complicata. Adoro queste cose.-replicò il giovane cugino di Aidan e si mise in posizione da combattimento.
La ragazza sospirò e, rapidamente, estrasse le sue tanto ninja, mentre Ryuga sguainò la katana, che brillò d'un riflesso metallico contro il sole.
A Konoha, intanto, Tobirama leggeva un rapporto arrivatogli da Suna.
-Non ci voleva.-pensò, terminata la lettura e appoggiatolo sulla scrivania. Era contento che il kazekage e i suoi soldati avessero tanto desiderio di smascherare i ladri, ma non gli piaceva che le informazioni gli arrivassero in ritardo...
Senza i dati, era costretto a prendere decisioni affrettate, che potevano costare la vita dei suoi shinobi...
E questo non gli piaceva affatto!
-No, basta.-imprecò malamente contro se stesso. Doveva pensare come Hokage, in quel momento più che in altri!
Si massaggiò le tempie, che sembrava quasi volessero esplodergli. Tutte quelle preoccupazioni gli erano crollate addosso, simili ad una valanga...
Sarebbe stato in grado di superare tutto?
-Hashirama, non stare dietro la porta come una spia. Altrimenti, potrei pensare male.-mormorò ironicamente ad un tratto, percependo il chakra del fratello maggiore oltre la porta dello studio.
Una risata fu la risposta e, dopo alcuni istanti, il più vecchio dei fratelli Senju aprì la porta ed entrò.
Si sedette su una sedia dinanzi alla scrivania e scrutò per alcuni istanti il più giovane, che fingeva di visionare alcune pratiche burocratiche.
-Ti sento agitato. Perché? Ci sono novità?-domandò lo shinobi utilizzatore di Mokuton. Suo fratello poteva ben sperare di ingannare gli altri, ma non lui...
Malgrado i loro dissapori, non aveva cessato di osservarlo...
Tobirama era dotato d'un autocontrollo formidabile, ma lui aveva notato l'irrigidimento dei muscoli di tutto il suo corpo...
E questo voleva dire solo una cosa...
Il suo burbero fratello si era abbandonato all'angoscia per alcuni istanti, prima di riprendere la sua postura fiera e dignitosa...
-Leggi questo. Poi dimmi cosa ne pensi.-rispose l'altro e gli consegnò il rapporto.
Hashirama annuì e cominciò la lettura.
Qualche minuto dopo, lo posò su un gruppo di fogli candidi, la mano tremante.
-Che ti prende?-domandò sollevando lo sguardo e scorgendo un pallore livido sul volto del suo interlocutore.
-Fanatici... La peggiore razza...-balbettò il più grande, lo sguardo perso nel vuoto.
Tobirama scosse la testa. Ancora una volta, avrebbe voluto ricordargli con quante miserie umane sarebbero dovuti venire a contatto, ma in quel momento non se la sentiva...
Hashirama in quel momento si stava ricordando di Madara Uchiha...
E quel ricordo era una ferita sanguinante nel suo cuore...
Malgrado fosse consapevole della giustezza del suo atto, soffriva tantissimo per la morte del suo amico più caro...
Il precedente Hokage, ad un tratto, scosse la testa.
-Cosa ne pensi di quello che c'è scritto nel rapporto?-domandò l'altro.
Hashirama scosse la testa e, per alcuni istanti, si accarezzò il mento.
-Le persone morte avevano un tatuaggio sul collo a forma serpentiforme e nelle loro ferite è stata trovata polvere di giada... Questo credo possa volere dire solo una cosa.-disse il più anziano.
Tobirama tacque e lo invitò a continuare.
-Evidentemente qui c'è qualche setta di fanatici, che cercano in qualche modo di spaventarci per avere il campo libero.-affermò il precedente kage di Konoha.
-La tua ipotesi è sensata, ma... perché agire solo con Suna?-mormorò l'altro e strinse i pugni.
Shodai Hokage fece per allungare il braccio, ma poi si ritrasse.
-Sei preoccupato per lei vero?-domandò dolcemente.
L'altro guerriero del clan Senju, dinanzi a quella domanda improvvisa, non rispose e sospirò.
Ben presto, i tre shinobi si trovarono circondati da una squadra di nove individui, i corpi intabarrati in shozuko neri e variamente armati.
-Che siano assassini mandati per ucciderci?-si domandò Aidan, i muscoli tesi, pronti allo scatto.
-E' abbastanza sciocco da parte di Nidaime Hokage mandare solo tre shinobi contro di noi.-mormorò il più alto e robusto di loro, armato di nagigata.
-Noi tre bastiamo e avanziamo, pagliacci in nero!-replicò spavaldamente Juza.
-Come osate insultarci? Pagherete per questo! Avanti, uccidiamoli!-ruggì ancora l'altro e si lanciò contro Juza roteando velocemente la nagigata sulla sua testa.
Dopo un po' altri due individui, armati uno di tonfa, l'altro di frusta, si lanciarono contro il giovane del clan Shimura.
Con veloci movimenti del busto e delle gambe, il giovane evitò i loro assalti frontali.
Un altro gigantesco combattente, armato di ascia, si lanciò contro Aidan menando un colpo alla testa di lei.
La ragazza, ad un tratto, parve scomparire sotto la terra.
I restanti uomini si erano lanciati contro Ryuga mulinando contro di lui le loro armi.
Il guerriero, impassibile, intercettò diversi colpi con la katana. Prima di svelare la sua vera potenza aveva intenzione di studiarli... Non poteva certo agire come quell'idiota di Juza...
E ben presto il bosco risuonò dei rumori di un combattimento violento.
