Qualche giorno dopo, la nave che accompagnava Ao, Choujiro e Hana raggiunse il paese di Mizu.
Ao, rapidamente, pagò il capitano della nave e, in seguito, i tre shinobi si misero silenziosamente in marcia verso Kirigakure.
Qualche tempo dopo, raggiunsero il villaggio.
Un forte turbamento si impadronì della giovane. Non sapeva perché, ma le sembrava di scorgere nei volti delle persone risentimento...
Probabilmente ricordavano tutti quello che era stato il regno di Yagura...
O forse era solo una sua paura?
Rapidamente entrarono nel palazzo di Kirigakure e raggiunsero lo studio della Mizukage.
-Ao, Choujiro, potete andare. Non ho più bisogno di voi.- dichiarò la donna sollevando lo sguardo dal foglio che stava leggendo.
I due shinobi annuirono e si allontanarono discretamente.
Le due giovani, per alcuni istanti, si studiarono,come due belve pronte alla lotta.
-E così sei tu una delle guardiane del mio predecessore.-dichiarò la Mizukage con tono sarcastico e la fissò negli occhi.
Hana non rispose. Lo sguardo della Mizukage era quello di una tigre che studiava la preda, pronta ad aggredirla e a divorarla...
E in quel momento la preda era lei!
Ne era sicura. Mei non avrebbe esitato a ucciderla, se non avesse avuto qualche interesse particolare...
Ma quale era?
-Tuttavia, per catturare le due guardiane sopravvissute ho bisogno di un elemento interno al loro gruppo.-dichiarò tra i denti la Mizukage.
-Le altre due guardiane sono vive? E così sono riuscite a sopravvivere alla fine del regno di Yagura...-pensò la kunoichi con sorpresa. Dunque, quelle stupide non erano poi così idiote...
Sapevano pensare a qualcosa che non fosse la loro inutile sete di sangue...
-Sì. Tu sei stata una guardiana di Yagura e, di sicuro, conoscerai molto meglio le loro debolezze. Del resto, sei stata tu quella che ha ucciso una sua compagna e inscenando un suicidio? Te ne do atto, sei stata davvero lungimirante.- mormorò Mei e, con sarcasmo, mimò un applauso.
Ad un tratto un sorriso beffardo si aprì sulle sue labbra.
-Ah, ma siediti. Sei mia ospite.-dichiarò ironicamente.
La ragazza obbedì e appoggiò lo zaino sulle ginocchia.
-Non è solo per questo che ti ho chiamato.-esordì ad un tratto la giovane kage ritornando seria.
Tacque e, per alcuni istanti, guardò la kunoichi.
-L'immagine della mia patria è stata compromessa dal regno dello Yondaime Mizukage e, affinché essa sia riabilitata, ho bisogno di mandare un rappresentante diplomatico in ogni villaggio. E quell'ufficiale sarai tu.-affermò la Godaime Mizukage.
Hana aggrottò le sopracciglia, seppur impercettibilmente. Era una posizione che le avrebbe conferito un enorme potere, ma era era sicura che la sua interlocutrice aveva uno scopo preciso...
-La tua vita è subordinata al raggiungimento di quello che è un mio obiettivo: se raggiungerai lo scopo, avrai salva la vita e un posto di potere, se fallirai... beh, sarai condannata a morte per crimini contro la comunità di Kirigakure.- replicò la giovane kage e un sorriso beffardo piegò le sue labbra vermiglie.
L'altra giovane rimase immobile. Il compito che le si mostrava era piuttosto arduo, tuttavia era l'unica occasione che aveva per salvarsi la vita...
E poi quel potere le avrebbe dato forse una chiave di accesso per arrivare a quell'uomo...
-Non mi rimane altra scelta.-constatò prudentemente la giovane. Tuttavia, se fosse stata abile, avrebbe potuto volgere la situazione a suo vantaggio...
Doveva giocare bene le sue carte...
-Mizukage, ha per caso un villaggio con cui le preme stringere una alleanza preferenziale?-chiese poi la giovane.
-Certo ed è Kumogakure. Lì si concentrerà la maggior parte del tuo lavoro, ma, ogni volta che lo riterrò necessario, ti manderò anche in altri villaggi.- rispose l'altra.
La kage aprì un cassetto della scrivania e le consegnò un foglio.
-Firma qui.-le ordinò e la ragazza obbedì. Le seccava non potere leggere il contenuto del foglio, ma doveva essere prudente...
-Molto bene.- dichiarò la Mizukage e ripose il documento nel cassetto.
-Prima che te ne vada, voglio sapere il tuo vero nome. Perché sono sicura di una cosa: Hana Mizuno non è il tuo vero nome. Per una donna così abile nel cambiare il proprio volto, non deve essere un problema cambiare il proprio nome.-dichiarò poi con freddezza.
La giovane kunoichi sussultò, colta di sorpresa. Dunque, la Mizukage sapeva anche questo di lei?
Come era possibile?
Si era rivelata una donna attenta ai dettagli...
-Ha indovinato, Mizukage. Il mio vero nome è Kaileena Kobura.- rispose la donna.
-Molto bene. Ora puoi andare.- dichiarò la giovane kage apparentemente impassibile.
La giovane chinò la testa in segno di rispetto e, discretamente, si allontanò.
Rimasta sola, la kage rifletté. Era sicura che le parole della sua interlocutrice fossero sincere, ma il suo successore detestava i possessori di innate...
Come era riuscita quella ragazza a celare il suo potere?
E come era possibile l'esistenza di una Kobura lontana da un clan così unito?
-Non importa. Scoprirò anche questo di lei.-si disse e, rapidamente, cominciò a scrivere alcune parole su un foglio.
Alcuni secondi dopo, uscì dallo studio e salì sul terrazzo del palazzo.
-Avete bisogno di qualcosa Mizukage?-domandò il custode della voliera scorgendo la figura della donna.
-Sì. Prendi uno dei tuoi animali e mandalo a cercare Ao.-rispose Mei consegnandogli il messaggio.
L'uomo, presto seguito dalla giovane, entrò nella voliera e, con delicatezza, prese un falco dai trapezi e gli legò il messaggio alla zampa.
Poi, sempre seguito da lei,uscì dalla struttura e lasciò libero l'animale.
Mei ringraziò l'uomo e rientrò nello studio.
Alcuni minuti dopo, un pacato bussare risuonò nello studio.
-Entra, Ao e siediti.-ordinò pacatamente la giovane donna.
-Mizukage, c'è qualcosa che non va?-domandò l'uomo sedendosi su una delle sedie che fronteggiavano la scrivania della donna.
-Ao, hai notato qualcosa di strano quando hai dovuto usare il tuo Byakugan per individuare la nostra preda?-domandò Mei.
-No, Mizukage. Perché mi fa questa domanda?-chiese il jonin perplesso.
La Mizukage, rapidamente, gli espose il contenuto del colloquio tra lei e Kaileena.
-Cosa? Come è possibile? -esclamò sorpreso il jonin.
-Non lo so Ao, tuttavia intendo scoprirlo. Voglio premunirmi contro qualsiasi evenienza.-dichiarò la donna.
-Come intende procedere?-domandò il jonin.
-Vedi Ao, io penso che lei assuma farmaci per annullare la veneficità del suo sangue, ma, per avere conferma a questa mia supposizione, ho necessità di farle delle analisi mediche molto approfondite. In questo modo potrò capire come è riuscita a nascondere a Yagura la sua abilità innata per tanti anni.-rispose la donna.
-Quando ha intenzione di cominciare le analisi mediche?-chiese il ninja.
-Tra qualche giorno. Tuttavia conto anche sulla tua presenza. Sei un ninja sensitivo e puoi scoprire qualsiasi sua menzogna.- rispose Mei.
Ao, senza parlare, annuì e, dopo che ebbe ottenuto il consenso della donna, si allontanò dallo studio.
