LA SCOMMESSA
by Lady Memory
Una piccola storia spensierata, completamente AU e OC, scritta per il piacere di giocare con le parole. Da non prendere assolutamente sul serio.
Consueto disclaimer: Ovviamente, i personaggi di questa storia non mi appartengono. Un ringraziamento a JKR per averli inventati e per averci dato il permesso di continuare a farli vivere.
6. I migliori amici di una strega non sono i diamanti
Hermione non si stava divertendo affatto. Le settimane successive alla litigata in sala professori erano state un vero inferno. Adesso che aveva sfidato pubblicamente Snape, non aveva più scampo. E anche se era soddisfatta del consenso che aveva raggranellato – praticamente tutti i colleghi le ammiccavano con aria da cospiratori ogni volta che la incontravano nei corridoi – sapeva che avrebbe dovuto fare i salti mortali per vincere la scommessa.
Sospirò. I suoi giorni erano pieni di sospiri ultimamente. Sospiri in classe quando i ragazzi la facevano diventare matta, sospiri sul calderone che rispondeva gorgogliando lieve, sospiri in Sala Grande quando guardava la faccia irritata di Severus e notava che non riusciva a finire il piatto. Era così magro, poverino! Poi si riprendeva e cercava di convincersi che era un bastardo e l'aveva offesa. Ma in realtà, la sua rabbia era sfumata molto presto. Il problema era che lei non aveva lo spessore mentale di un cucchiaino come Ron. Lei riusciva a mettersi nei panni degli altri. E questa volta il tentativo andava alla grande.
Così, stanchissima ma tristemente determinata, quella sera Hermione si mise all'opera davanti al suo calderone. Ormai era sola, sola davanti a un mucchio di libri che aveva raccattato nella sezione proibita. Irma Pince non aveva esitato un secondo a darle il permesso, anzi le aveva addirittura sussurrato, "Siamo tutti con te, Granger! Per l'onore della scuola!"
La cosa l'aveva fatta sentire ancora peggio. E quindi, ecco un'altra serata barcollante a leggersi libri di secoli prima, scritti in un astruso latino o in un gaelico demenziale. Aveva dovuto creare un incantesimo Traductor per capirci qualcosa…
Sospirò e girò la pagina con estrema cura. Poteva sbriciolarsi tra le sue mani, e ci sarebbe mancato solo quello! Era un manuale per pozionisti del 1650, a giudicare dalla data impressa in numeri latini. Ma in realtà, era un manuale per enigmisti. Ogni parola andava valutata accuratamente, ogni verbo nascondeva un'insidia, ogni aggettivo un possibile effetto letale. E l'ignoto compilatore sembrava divertirsi un mondo ad avvisare i suoi lettori delle tragiche conseguenze eventuali.
Hermione strinse i denti. I libri erano sempre stati suoi amici. Doveva solo trovare il modo di farsi amico anche questo. Esausta, la sua mente cominciò a ripetere quelle frasi in sottofondo come un ritornello.
I libri erano sempre stati suoi amici. Doveva solo trovare il modo di farsi amico anche questo. I libri erano sempre stati suoi amici. Doveva solo trovare il modo di farsi amico anche questo.
Ed ecco l'illuminazione! Con un sorriso astuto, Hermione si chinò a parlare con la pila di carte che si portava dietro ogni giorno. Poi si allontanò con aria indifferente, facendo finta di aver da fare all'altro lato della stanza. Con la coda dell'occhio, vide che tre dei tomi più grossi si erano sollevati ed avevano zampettato sulle loro rilegature fino a circondare l'antico manuale. Quindi, si erano inclinati verso di lui e adesso sembravano immersi in una fitta conversazione, fatta di pagine fruscianti e battiti di copertine.
Ma lei era troppo stanca. Con un ennesimo sospiro, un singulto di felice abbandono, poggiò per un attimo la testa sul ripiano dove erano raccolte le innumerevoli fialette dei suoi inutili tentativi e scomparve in un sonno profondo… giusto in tempo per sentirsi tirare la veste da qualcosa di molto insistente.
Si girò sonnacchiosa ed irritata, e spalancò gli occhi per la sorpresa. Un grosso volume aveva agganciato la punta della sua copertina al suo vestito e la stava strattonando gentilmente per svegliarla. Tutti gli altri libri si erano alzati in circolo e battevano ritmicamente le copertine, come per un applauso. In mezzo al cerchio, con aria bizzarramente vittoriosa – ma come potevano dei libri avere un'espressione? – c'erano gli altri due grossi tomi che sospingevano delicatamente avanti l'antico manuale, che sembrava molto timido. Poi Hermione capì: rischiava di disfarsi da un momento all'altro.
Intenerita, lo raccolse tra le braccia e cominciò a cullarlo. Il manuale era evidentemente beato. E lentamente, molto lentamente, aprì le sue pagine fino a rivelarle una nota scritta in un inchiostro nero reso violaceo dagli anni.
