A/N: Morte di un personaggio. Chiedo scusa se qualcuno possa sentirsi infastidito e preferisca non leggere oltre.
Un lenzuolo copriva il corpo riverso a terra accanto all'auto grigia. Intorno un silenzio irreale. Le luci lampeggianti diffondevano un bagliore quasi spettrale.
Un agente toccò il braccio di Taylor che si portò una mano alla fronte e scosse il capo come a domandarsi il perché di tutto questo. "Sono arrivati capo" disse l'agente indicando la Squadra d'elite della polizia di LA.
Si girò e gli fissò negli occhi restando muto. Gli erano vicini ma lui non sapeva cosa dire, come poteva dopo quello che aveva visto sotto quel lenzuolo.
Sharon fece per avvicinarsi al corpo ma Andy la trattenne mentre fece cenno a Provenza e Tao di procedere. I due tenenti si chinarono sul corpo e "Oh mio Dio" urlò Provenza.
Tao ebbe un fremito della mascella mentre con le mani tremanti coprì nuovamente il viso e restò li immobile a fissare l'asfalto.
Lei era il capitano, doveva vedere ma il braccio di Andy le stringeva la vita e le impediva di muoversi, avrebbe dovuto dargli un ordine ma stranamente le sue labbra non articolarono alcun suono …. Era come muta.
"Chi l'ha trovato?" chiese Tao ripresosi. "Una pattuglia, una telefonata anonima" rispose Taylor risvegliatosi dal torpore in cui era sprofondato dopo aver visto il corpo.
Non era stato sicuramente ucciso li, non c'era sangue e le ferite sul cadavere facevano presupporre che di sangue ce ne dovrebbe essere stato parecchio.
Sharon fissò Taylor, nessuno ancora aveva fatto un nome come se non pronunciarlo avrebbe reso il tutto solo un incubo dal quale si sarebbero svegliati di li a poco.
"Chi?" chiese allora temendo la risposta, sia che fosse stata Brenda o Julio il dolore sarebbe stato uguale.
Taylor sapeva che spettava a lui, era l'ufficiale più alto in carica in quel momento ma con lo sguardo cercò Provenza. L'anziano tenente annuì.
"Capitano è …. Pope".
Pope …. Pope …..Pope … Pope … Nella sua testa quel nome prese a vorticare, se non fosse stato per la stretta di Andy ….
"Capitano non è un bello spettacolo" disse Tao vedendo che cercava di liberarsi dal braccio del marito.
Le fu impedito di rispondere quando due paramendici sollevarono il corpo e lo deposero sulla lettiga, il dottor Morales era già stato avvisato.
"C'era questo sopra il corpo" Taylor le allungò un biglietto.
-Ha sempre sostenuto la puttana bionda- lesse ad alta voce.
. Nessuno aveva voglia di parlare. Le parole del biglietto permanevano nell'aria, era tutto troppo simile alla morte di Gabriel, ma non poteva esserci alcun collegamento con quel caso.
"Lt Provenza – disse Sharon – lei e il Lt Tao tornate al MCD e ricostruite gli ultimi movimenti del capo Pope, Amy, lei rimanga qui mentre Andy ed io andiamo all'obitorio".
Sapeva che Provenza non era contento di come aveva distribuito gli incarichi ma lei aveva bisogno di avere al suo fianco suo marito. Solo con lui sarebbe riuscita a restare lucida, era tutto così strano.
Alla luce di quella morte sembrava così improbabile la pista che stavano seguendo. Tutto era così assurdo ed allo stesso tempo così terrificante.
L'unica cosa reale era che Pope era stato assassinato da un nemico a cui non riuscivano a dare un volto ma che erano certi era lo stesso che aveva in mano Brenda e Julio e che stava giocando con le loro vite.
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Morales gli stava aspettando appoggiato alla porta. L'autopsia era appena terminata. Era il suo giorno libero quando gli avevano telefonato ma sapeva che era il solo che poteva farlo. Non aveva mai avuto grande simpatia per quell'uomo come sapeva anche il resto della squadra ma glielo doveva.
Vide Flynn aprire la porta e dietro di lui il capitano. Si tenevano per mano quasi a sostenersi a vicenda. Che strana la vita, pensò, mai due persone erano così diverse eppure così compatibili.
"Dottor Morales la causa?" chiese Andy, non riusciva a dire altro. "Chi lo ha ucciso è un vero sadico, lo ha torturato e poi l'ha lasciato morire dissanguato, è stata una morte lenta e dolorosa, non ho mai visto nulla di simile, scusate - disse portandosi una mano allo stomaco cercando di trattenere un conato - non è un bello spettacolo non lo ho ancora ricomposto".
Sharon strinse più forte la mano di Andy. "Qualche indicazione sul luogo dove …" Morales non la lasciò finire "Qui a LA, un luogo isolato. Non è passato molto tempo dalla morte al momento del ritrovamento del corpo, direi due ore al massimo, non può essere un luogo troppo lontano dalla città".
Non avevano nessuna voglia di vederlo ma sapevano che dovevano farlo, si fecero forza ed entrarono.
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Tao gli aveva appena aggiornati. Pope aveva partecipato, la mattina, ad una riunione con il sindaco e poi aveva preso l'intero pomeriggio libero per problemi personali. Tutti avevano pensato per i figli, il suo divorzio, anche se era passato molto tempo non era stato facile ed i rapporti con i ragazzi erano rimasti tesi. Quindi nessuno si era stupito di non averlo più visto.
L'assassino doveva sapere dei suoi programmi, doveva sapere quando poteva colpire. Doveva avere qualcuno all'interno che lo teneva informato, oddio perché le cose si ripetevano sempre.
"Credo che per questa sera non possiamo fare altro, adesso ce ne andiamo a casa, ognuno a casa propria – disse guardando verso Andy – la giornata è stata lunga e nei prossimi giorni dobbiamo essere lucidi non possiamo permetterci di fare errori – notando gli sguardi perplessi – è un ordine signori".
Non avevano ancora cenato ma nessuno dei due aveva fame. Avevano solo bisogno di sentirsi vivi, avevano bisogno l'uno dell'altro.
Andy chiuse la porta e poi la prese tra le braccia. Lei si lasciò avvolgere, solo lì si sentiva sicura. Non avevano bisogno di parole avevano solo la necessità di essere solamente loro due.
Sharon chiuse la porta della stanza e poi cercò la bocca di Andy, voleva perdersi in lui, nei suoi baci, nel suo corpo. Fu un bacio carico di passione.
"Ti voglio" le disse con voce roca mentre le slacciava la camicetta. "Si" gli sussurrò aiutandolo a sfilarla. La gonna, senza che se ne accorgesse era già scesa a terra. La distese sul letto "Sei bellissima amore mio". Si spogliò lasciando a terra gli indumenti, poi si distese sopra di lei.
Le catturò la bocca, divorandola mentre con le mani la toccò delicatamente lungo il collo fino a scendere al seno, procurandole un gemito. Presto le labbra sostituirono le mani tracciando una scia di fuoco sulla pelle.
Ogni follicolo del suo corpo la reclamava, lei era sua. La bocca tornò ad impossessarsi delle sue labbra marchiandola. Voleva divorarla, era cosi dolce così bella così sexy ed era sua solo sua.
Sharon gli allacciò le gambe intorno alla vita attirandolo ancora più vicino, i loro corpi erano avvinghiati, i loro respiri erano accelerati.
"Andy ti voglio dentro di me" disse con voce roca mentre lui la toccava facendola morire di piacere. "Aspetta amore abbiamo tempo" si chinò su di lei ed iniziò ad accarezzarle i seni a baciarli. Assaporò quella sensazione meravigliosa e in un sussurrò appassionato "Ti amo" dimostrandoglielo ad ogni bacio ad ogni carezza.
I baci si susseguirono lasciandola senza fiato. I seni le dolevano dal desiderio mentre con le dita la accarezzava in mezzo alle gambe stuzzicandola senza pietà.
"Ti prego" mormorò ancora cercando i suoi occhi marroni. Le sue carezze la spingevano inesorabilmente verso l'oblio invitandola a muovere i fianchi per cercare un ritmo più intenso, ma lui rallentò proprio nel momento in cui stava per perdersi e quando lei cercò di toccargli la mano per invitarlo ad accelerare il movimento si fermò.
Le labbra gonfie per i baci ardenti si incurvarono in un sorriso che gli fece perdere il controllo. Si impadronì ancora una volta della sua bocca spingendo a fondo la lingua come avrebbe fatto di li a poco entrando in lei.
La sentì abbandonarsi e capì che erano ormai vicini all'essere una cosa sola. "Andy voglio sentirti dentro di me, amami" gli chiese disperatamente.
Fu dentro di lei con una unica spinta strappandole un gemito. Si tirò indietro e poi spinse di nuovo. Le loro bocche si cercarono e subito le loro lingue iniziarono una danza, stuzzicandosi, assaporandosi.
Quando il desiderio si fece più intenso, più profondo ogni cosa intorno a loro perse ogni valore. Quando un gemito roco le uscì dalle labbra, Andy le baciò la gola.
I loro respiri ansimanti erano l'unico rumore nella stanza. I movimenti dei loro corpi si fecero più intensi, più frenetici, più profondi e quando raggiunsero l'apice restarono avvinghiati fino a che l'ultimo spasmo li abbandonò.
Andy l'attirò contro di se coprendola con il lenzuolo, le baciò dolcemente la fronte mentre lei si abbandonò sul suo torace.
I respiri si fecero più lenti, più regolari. "Ti amo" le sussurrò. "Ti amo" gli rispose prima di chiudere gli occhi ed addormentarsi tra le sue braccia. L'unico posto dove voleva essere.
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Il magazzino era freddo, aveva perso ormai la cognizione del tempo. Poteva vedere Julio, legato, steso vicino a lei. Non sapeva nemmeno lei quando il loro carceriere era venuto a fargli visita, se di visita si poteva parlare.
Non aveva mai parlato, si era limitato solo a portargli da mangiare e bere, il minimo indispensabile per tenerli in vita, pensò.
Dovevano aver fiducia, gli stavano sicuramente cercando. Ma perché erano lì ? cosa voleva da loro ? se solo avesse potuto sentire la sua voce magari lo avrebbe riconosciuto … e se non fosse stato solo ?
Era inutile dovevano cercare di scappare. Guardò verso Julio, sapeva che era ferito …. Oh mio Dio cosa potevano fare …
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Sharon seduta alla sua scrivania guardò attraverso il vetro … chi sarà il prossimo? Non voleva nemmeno pensare a quello che sarebbe potuto accadere nelle prossime ore e nei prossimi giorni.
Tao aveva ricostruito i movimenti di Pope ma restava scoperto un buco di mezz'ora e in quei trenta minuti si era consumato il rapimento.
Ma perché lui era stato ucciso mentre, aveva la certezza, Brenda e Julio erano ancora vivi?. Vide Provenza portarsi una mano alla fronte come per cercare di nascondere l'impotenza che provava in quel momento.
Andy si alzò dalla sua scrivania, mise una mano sulla spalla del collega e poi si avvicinò a Tao.
"Mike puoi controllare per favore questi dati, c'è qualcosa che non mi torna" chiese porgendogli un foglio.
Tao lesse e lo guardò stupito "Mi stai chiedendo di fare un controllo sul capo Russel, Andy il capitano ne è informato?".
Fece per rispondere quando la voce di Sharon si levò sopra la sua "Informato di cosa Lt Flynn?". Ora era nei guai, quando sua moglie usava il rango c'erano solo problemi per lui ….
Si girò verso di lei con lo sguardo più candido possibile come un bambino innocente "Capitano è solo un sospetto, volevo solo esserne sicuro prima di …". Lei non lo lasciò finire "Prima di cosa?".
"Siamo tutti convinti ormai che all'interno del dipartimento ci deve essere stata una spia. Quello che mi ha fatto pensare è che non poteva essere un semplice agente perché come avrebbe potuto sapere degli spostamenti di Pope. Quindi doveva essere qualcuno molto vicino a lui e sicuramente un ufficiale. Così sono andato per esclusione, lo ammetto, ed il nome tra tutti che aveva più vantaggi dalla morte di Pope era Russel".
Sharon lo guardò allibita "Forse era il caso che prima di chiedere a Mike ne parlassi con me" disse piccata.
Ecco il dado ormai era stato tratto, l'aveva ferita un'altra volta "Chiedo scusa capitano".
Sharon lesse nei suoi occhi la stanchezza e la frustrazione ma questa era la seconda volta che la scavalcava ed ora non poteva lasciar correre "Lt. Flynn nel mio ufficio" si girò e si incamminò verso la porta.
Era da venti minuti che erano chiusi dentro quando improvvisamente la porta si aprì ed un Lt. Flynn furioso ne uscì. Senza nemmeno uno sguardo ai colleghi si allontanò dalla sala omicidi.
Provenza fece per seguirlo ma Sharon lo bloccò "No tenente, lo lasci andare ha bisogno di calmarsi è solo arrabbiato con me".
"Cosa è …." chiese temendo la risposta. "Gli ho fatto presente che il nostro matrimonio non gli da la facoltà di non rispettare i ruoli e si, lo so, ho sbagliato e me ne pento ma mi ha fatto perdere la pazienza".
"Capitano nessuno ha mai pensato di prevaricarla e tanto meno Andy, è questo caso è la morte di Pope. Vado da lui".
Quando arrivò nel parcheggio la macchina di Flynn era ancora lì … la portiera aperta, le chiavi a terra e sangue sull'asfalto.
Prese il cellulare "Tao ha preso Andy raggiungetemi nel parcheggio".
Mike chiuse il cellulare, incrociò lo sguardo di Sharon "Capitano ha preso Andy".
Inginocchiata vicino alla chiazza di sangue non riusciva a distogliere lo sguardo dall'asfalto sotto di lei. Le dita toccarono quel liquido rosso scuro ancora caldo …. Mio Dio era tutta colpa sua se solo non avessero discusso ora lui sarebbe li con lei ….. un singhiozzo ruppe il silenzio.
Continua
Grazie a tutti aspetto recensioni.
