Capitolo 06: Il custode dell'equilibrio

Dark fu il primo a uscire dalla stanza.
"Allora piaciuto il film?" chiese la voce del nuovo apprendista di Malefica, che stava sorridendo.
"Quel tipo ora comincia veramente a darmi sui nervi!" esclamò Sora, evocando il Keyblade.
Ma Dark lo bloccò con il braccio.
"Perché?" chiese Riku.
"Mi dispiace, ma non voglio che lo attacchiate. Questa è una mia questione!" disse deciso Dark, per poi rivolgersi al nemico.
"Immagino sarai contento ora, vero?"
"Si. Mi sono divertito a vedere come soffrivi. Deve essere stato sconvolgente per un bambino assistere alla morte dell'unica persona che avrebbe potuto cambiare la sua vita. Come anche per il piccolo omicidio che hai commesso."
"Come osi parlare di omicidio?" chiese Kairi. "Sei forse cieco? Quel tipo aveva appena fatto fuori una bambina!"
"Zitta, Kairi!" urlò Dark, zittendola.
"Hai ragione…" continuò. "Non mi sono mai perdonato per quello che ho fatto. Ancora oggi quel ricordo non è altro che l'unica fonte di dolore che ho…"
"Allora consolati: presto aggiungerò ai tuoi ricordi anche l'eliminazione dei tuoi nuovi amici. Non vedo l'ora!"
"Mi dispiace." disse Dark.
"Come?"
"Mi dispiace per te. Vedi, tu hai deciso di giocare con il fuoco…" continuò, evocando i Keyblade. "Ma a giocare con il fuoco ci si scotta!" e detto questo, punto i Keyblade verso l'alto.
Pochi secondi dopo, dai due Keyblade partirono due raggi, uno bianco e uno nero, che si fusero per poi perforare il soffitto del castello, fino a raggiungere il cielo e disperdersi intorno al mondo.
"Cosa stai facendo?" chiese il custode delle tenebre.
"Ti sto tagliando ogni via di fuga" rispose Dark. "Sto per escludere questo mondo dai varchi oscuri. Nessuno di noi potrà andarsene, nemmeno con la Gummiship".
"Come sarebbe a dire che non possiamo usare la Gummiship?" chiese Paperino.
"Uh, uh…" rise il custode delle tenebre. "Quindi sei disposto a sacrificare anche i tuoi amici pur di eliminarmi. Interessante…"
"Ti sbagli." si limitò a rispondere Dark. "Loro potranno andarsene. Rimarremmo solo noi due."
Mentre diceva questo, si levò il cappuccio e si tolse gli occhiali, che distrusse con mano destra, e rivelando così l'azzurro pieno dei suoi occhi.
"Mi stai prendendo in giro? Vorresti combattere contro di me senza vedere?" chiese l'avversario, leggermente sorpreso.
"Non ho mai detto questo. Vedi, nelle tue conoscenze manca una parte fondamentale sul mio conto. Tu sai che esistono due categorie di custodi, vero?"
"Che domande fai? Certo che lo so: quegli della luce e quegli delle tenebre!"
"Aspetta… Che cosa vuoi dire, Dark?" chiese il Re.
"Vi chiedo scusa…" rispose Dark. "Ma ciò che sto per fare vi farà scappare da me."
"Come puoi dire una cosa del genere?" esclamò Sora.
"Sora! Tu, Riku, Kairi e il Re siete tutti custodi della luce. Mentre quel ragazzo è un custode delle tenebre. Io invece non appartengo a nessuna di queste categorie"
A sentire questo, il ragazzo sgranò gli occhi. "Come sarebbe a dire che non appartieni a nessuna categoria?"
Dark non rispose.
Mise la mano in tasca e tirò fuori l'oggetto che negli ultimi tempi continuava a rivedere.
Si trattava di quell'oggetto che era apparso al posto della bambina, il cuore a cinque punte, diviso perfettamente a metà tra il bianco e il nero.
Dall'altra tasca tirò fuori una catenina di metallo, nella quale fece passare l'oggetto, formando così un ciondolo.
"È arrivato il momento…" disse a bassa voce, mettendosi intorno al collo il ciondolo.
"Di cosa stai parlando?" chiese Sora.
"Dovete sapere una cosa. Il fatto di usare due magie in contemporanea non è difficile per un custode normale, sia che appartiene alle tenebre che alla luce… è impossibile. E non è nemmeno l'unica cosa strana che posso fare. Vedete, io posso usare il potere della luce…" e nella sua mano destra si materializzò una sfera di luce.
"e allo stesso tempo posso usare le tenebre." continuò, facendo materializzare nell'altra mano una sfera d'oscurità.
I custodi, compreso l'avversario, guardarono sorpresi le due sfere.
"E non è finita qui." disse, avvicinando le due sfere.
"No, aspetta, non fare pazzie!" esclamarono insieme gli altri custodi.
Dark si fermò.
"Mi dispiace, ma come ho già detto, è arrivato il momento. Questa è la mia battaglia, e utilizzerò tutti i miei poteri. Fusione degli elementi!" urlò, facendo scontrare tra di loro le due , Riku, Kairi, Paperino, Pippo, Re Topolino e il custode delle tenebre dovettero mettersi la mano davanti agli occhi per non rimanere venne immediatamente avvolto dalle due sfere, che divennero una sola, che continuava a cambiare colore dal nero al bianco, come se stesse pulsando.
"Che razza di potere è questo?" chiese il ragazzo.
"Questo è il potere che mi rende diverso da tutti gli altri custodi." rispose Dark, da dentro la sfera.
"In passato Master Xehanort mi aveva individuato non per la mia forza, ma per la grande quantità di energia negativa che contenevo. E allo stesso modo i guerrieri della luce mi avevano individuato per l'energia positiva. Non ti sei chiesto come sia potuto accadere una cosa del genere?"
"Ma anch'io potevo usare il potere delle tenebre!" si intromise Riku.
"Per te era diverso. Tu usavi il potere dell'Heartless di Xehanort, ma non era realmente tuo. Tu appartieni alla categoria della luce, come Sora, Kairi e il Re."
In quel momento la sfera cominciò a diventare più grande, e i due colori opposti ora cominciavano ad apparire insieme, come dei fulmini.
"Ciò che sto facendo mi cambierà per sempre." continuò. "Non tornerò mai più come prima, ma ero pronto da tempo a questo momento."
E in quel preciso istante la sfera si infranse, come se fosse stato vetro colpito da un martello.
Dark atterrò lentamente con gli occhi chiusi, sotto lo sguardo sorpreso di tutti i presenti.
Ad uno primo sguardo sembrava uguale a prima, ma il primo particolare che si notava era il colore dei capelli: dal marrone di prima, ora erano un perfetto mix di bianco e nero.
Poi Dark aprì gli occhi.
A quella vista il custode delle tenebre arretrò.
"Tu… tu non sei umano…" fece, quasi impaurito.
Ora gli occhi di Dark non erano più azzurri, ma quello destro era nero, mentre il sinistro bianco.
"Sorpreso?" chiese Dark, con la stessa voce di sempre, ma diffondendo paura nei presenti.
"Chi sei realmente?" chiese l'avversario.
"Vuoi sapere chi sono realmente?" ripeté Dark. "Va bene, te lo rivelerò." Continuò, avvicinandosi.
"Io sono il custode dell'equilibrio."
Nella stanza il silenzio calò come una doccia fredda.
Da una parte c'erano i custodi della luce, che erano rimasti decisamente sorpresi, e non potevano nasconderlo, spaventati dal cambiamento di Dark, mentre dall'altra c'era il custode delle tenebre, che per la prima volta mostrava segni di paura.
"Custode dell'equilibrio? Non mi prendere in giro, non esistono custodi di quel tipo! Ti sei limitato a fare qualche piccolo cambiamento al tuo corpo per spaventarmi, ma non ci sei riuscito!"
"Mi dispiace deluderti…" intervenne il Re. "Ma in realtà l'esistenza di un custode dell'equilibrio è già stata dimostrata in passato. Si dice che il custode che riceve questo potere sia in grado di usare in modo perfetto i due elementi più potenti, cioè la luce e le tenebre. Questo custode porterà la pace o la distruzione nell'universo. Solo che erano millenni che non appariva più, e si era cominciato a pensare che fosse solo una leggenda. Ma direi che non ci sono dubbi: Dark è un custode dell'equilibrio!"
"Grazie per la spiegazione, vostra Maestà." disse Dark. "E scusatemi per ciò che sto per fare."
Prima che il gruppo potesse realizzare quelle parole, Dark li punto contro le mani, dalle quali uscirono due raggi dei colori opposti.
I custodi della luce dovettero chiudere nuovamente gli occhi.
Quando li riaprirono si ritrovarono sulla Gummiship, nello spazio, e a occhio, piuttosto lontani dal castello dell'oblio.

"Non avevi detto di aver chiuso tutti i varchi oscuri?" chiese il ragazzo.
"Infatti non ho usato un varco oscuro. Ma un varco dell'equilibrio. Ovviamente solo io posso aprirli, quindi è inutile che ci provi. E se credi che te ne aprirò uno sei decisamente sulla strada sbagliata."
"Hai intenzione di tagliarmi a metà come il mio predecessore?"
Dark sorrise.
"Tagliarti a metà? Devo ammettere che l'idea non mi dispiacerebbe. Ma, purtroppo per te, ho in mente qualcosa di peggiore. Sono sicuro che su questo mondo ci troviamo solo noi due."
"E con questo?"
"Con questo posso usare liberamente tutto il mio potere. Non avrò rimpianti per ciò che sto per fare, perché se tu dovessi sopravvivere, porteresti solo rovina nell'universo. Perciò è mio compito da custode fermati ora, a qualunque costo e in modo definitivo!"
"Povero illuso. Io sono molto più potente del custode che hai eliminato!"
"E io sono diventato più forte da allora. Hai visto anche tu a che torture mi sottoponevo per aumentare la mia forza, no?"
"Si, è infatti ti considero piuttosto stupido per questo. Sei l'unica persona che sarebbe capace di rischiare la vita solo per questo."
Detto questo, il custode delle tenebre partì all'attacco, evocando la spada e puntando verso Dark, che rimase fermo.
Fu il Portafortuna a muoversi da solo, parando l'attacco.
E nello stesso istante, il Lontano Ricordo partì all'attacco.
L'avversario riuscì a schivare per un soffio il colpo, procurandosi però un taglio sulla fronte, dal quale cominciò ad uscire sangue.
"Quindi è questo il potere di cui ti vanti tanto? Poter usare i Keyblade telepaticamente? Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più!"
"Mai fidarsi delle apparenze, si dice nel nostro mondo." Replicò il custode dell'equilibrio.
"Cosa vuoi dire?"
"Quello che ho detto" rispose Dark, materializzando dal nulla una sfera di luce, che colpì in pieno stomaco l'avversario, allontanandolo di diversi metri.
"Grrr…" ringhiò l'avversario, rialzandosi per poi lanciare una sfera d'oscurità verso Dark.
Purtroppo per lui, questa svanì nel nulla ancora prima di raggiungere l'obbiettivo, e senza che i due Keyblade intervenissero.
"Dovresti imparare dagli errori del tuo predecessore. E dire che credevo di essere stato piuttosto chiaro sul fatto che non posso venire nemmeno sfiorato da quei miseri colpi."
"Ti credi tanto forte, vero?"
"Io forte? No, semplicemente dico le cose come stanno. Non mi reputo invincibile, tantomeno l'essere più potente dell'universo."
"Sai soltanto parlare, ma non fai niente! Ti sei solo limitato a respingere alcuni miei attacchi, niente di più!"
"Da come parli sembra che tu non aspetti altro che io ti elimini."
"Perché so che non sei in grado di farlo!"
"Stupido è chi sottovaluta l'avversario. E anche chi si sopravaluta."
"Quindi ti sei appena dato dello stupido."
"È qui che ti sbagli: io non ti sto sottovalutando, tantomeno mi sopravaluto. Semplicemente sto portando a termine il mio obbiettivo."
Il custode delle tenebre si stufò di rimanere ad ascoltare, e partì direttamente all'attacco, tirando un pugno in pieno volto a Dark, che non lo schivò.
"Dov'è finita tutta la tua sicurezza adesso, eh?" chiese lui, con un ghigno stampato sul volto.
"Ti senti meglio ora?" rispose Dark, levando con la mano il pugno, mentre un fiotto di sangue cominciava a scendere dalla bocca. "Era da tanto che volevi farlo? Da quando ti ho fatto fare la figura dell'idiota a scuola, no?"
"Non ti sopporto più! Hai sempre quell'aria da presuntuoso, da so tutto io! Non riesco a sopportare le persone come te!"
Dark rimase in silenzio.
"Sei uno stupido" si limitò a dire.
"Come?"
"Sei uno stupido. Hai confuso il dolore con presunzione, arroganza, orgoglio… Non hai capito niente. Sei diventato un custode delle tenebre solo per avere più potere, per diventare qualcuno… ed è per questo che ti disprezzo. Lo ammetto, se non fossi stato un custode molto probabilmente anch'io avrei desiderato avere più potere. È nella natura umana. Ma arrivare a stringere un patto scellerato solo per ottenerlo… questo non posso accettarlo! Tu sei disposto anche a distruggere la Terra se sarà necessario, vero?"
"Se mi sarà d'ostacolo lo farò senza indugi"
"Se le cose stanno così, allora non mi lasci altra scelta."
"Che cosa vuoi fare, mostro?"
Quella parola fece scendere il silenzio totale.

"Maledizione… Che cos'hai intenzione di fare, Dark?" esclamò Sora, mentre la Gummiship viaggiava alla massima velocità possibile per raggiungere nuovamente il castello dell'oblio.
"E soprattutto come ha fatto ad allontanarci così tanto insieme alla Gummiship?" disse Kairi.
"Credo sia uno dei suoi poteri. Ma non abbiamo tempo per discuterne ora." rispose il Re. "Tra pochi minuti dovremmo essere nuovamente al castello."

Dark rimase in silenzio.
"Che c'è mostro? Ora che ti ho chiamato per ciò che sei realmente non riesci più a muoverti?"
Lo derise l'avversario.
"Sei solo un mostro. Soprattutto ora che hai cambiato aspetto!"
"Hai ragione."
Il custode delle tenebre rimase spiazzato.
"Come?"
"Hai ragione, sono un mostro, non lo nego."
"Vuoi ancora fare finta di non avere sentimenti?"
"No, ma ora so cosa devo fare."
"Cioè?"
"Adempierò al mio compito di custode. Vuoi vedere quale sia il mio reale potere? Bene, ti accontenterò."
"Cosa vuoi dire?"
"Ciò che ho detto. Forse se non avresti osato tanto ti saresti potuto salvare, ma ora è troppo tardi."
Detto questo, Dark mise le mani davanti a se.
"Fuoco! Ghiaccio! Tuono! Terra! Aria!" e davanti a lui apparvero cinque sfere, ognuna contenente un elemento.
"Cosa? Cinque magie diverse insieme?" esclamò incredulo il custode delle tenebre.
"Luce! oscurità!" continuò Dark, facendo apparire altre due sfere.
Poi, muovendo leggermente le mani, quest'ultime si unirono, cambiando forma e ricreando una versione gigante del ciondolo di Dark.
"Fuoco, Ghiaccio, Tuono, Terra, Aria! Unitevi a Luce e Oscurità!"
Detta questa frase, i cinque elementi si andarono a fissare ognuno su una delle cinque punte del ciondolo gigante.
"N-No, aspetta, cos'hai intenzione di fare?" chiese l'avversario, indietreggiando.
"Non ti è ancora chiaro? Ho unito le magie più potenti, nonché i cinque elementi ai due elementi maggiori."
"N-No, non ci credo! Nessun essere vivente può riuscire a controllare tutti gli elementi insieme!"
"Lo hai detto tu stesso: sono un mostro." replicò Dark, preparandosi ad attaccare.
"Fermo! Così morirai anche tu!"
"Se è destino che io muoia oggi, così sarà. Se è destino che io sopravviva, così sarà."
"E questo mondo?"
"È disabitato, e lo sai meglio di me."
"No, aspetta, ti supplico, non farlo!" urlò ormai disperato l'avversario.
"È troppo tardi. E anche volendo, non posso più annullare l'attacco. Per te è finita in ogni caso!"
Il custode delle tenebre non rispose subito, ma impugno la spada.
"Bene! Se le cose stanno così, allora ti eliminerò prima che sia il tuo stesso attacco a farlo. Muori!" urlò, lanciandosi all'attacco.
"Addio." fece Dark, facendo partire il suo attacco.

"Eccoci!" disse Sora, avvistando il castello dell'oblio.
"Finalm- ma che cosa succede?" chiese Paperino, guardando gli strumenti di bordo, che sembravano impazziti.
In quello stesso momento, dal mondo di fronte a loro cominciarono a uscire raggi d'oscurità e di luce.
"Presto Paperino, allontanati!" ordinò il Re.
"Ma Maestà, Dark è ancora-"
"Non possiamo fare più niente. Se rimaniamo troppo vicini, verremo cancellati!"
Questo bastò a motivare Paperino a invertire istantaneamente la rotta della Gummiship.
Nel frattempo i raggi aumentavano d'intensità.
Poi, senza nessun preavviso, il mondo del castello dell'oblio esplose.
La forza d'urto fu tale che la Gummiship venne sbalzata via.
Le stelle più vicine al castello vennero inglobate dall'esplosione, sparendo all'interno, mentre quelle poco distanti vennero allontanate dalla loro orbita, andandosi a scontrare tra di loro e creando una catena di esplosioni.
Poi tutto finì com'era cominciato.
Ma del castello dell'oblio, e di coloro che erano all'interno, non era rimasto nulla.
Nemmeno un granello di polvere.