C'è un'altra cosa che ho presto in prestito per scrivere questa storia. Di tanto in tanto compaiono i nomi e alcune delle creature presenti nella famosa serie di videogiochi di Monster Hunter. L'idea mi è venuta proprio perchè Hiro Mashima ha realizzato anche un altro manga sull'argomento, Monster Hunter Orage, che è molto carino e vi suggerisco di leggere. Non ho altro da drivi: buona lettura e vediamo chi conosce il famigerato mostro che sta per apparire in questo capitolo!

Inizio autunno

L'estate trascorse veloce per Natsu ed Erza, impegnati a giocare e a seguire gli insegnamenti dei loro draghi guardiani. Ben presto le foglie cominciarono a cambiare colore e a cadere, formando a terra un manto variopinto. Il sottobosco scricchiolava sotto i loro piedi quando i due bambini passeggiavano per la foresta, come quel giorno d'inizio autunno.

- Allora Erza come vanno i tuoi incantesimi? - Domandò il bambino, pieno d'aspettativa. Erza era ansiosa di imparare la magia dei draghi del cielo, ma Natsu era ancora più impaziente di lei. Fino a quel momento si era esercitato combattendo tutti i giorni contro Igneel e non vedeva l'ora di potersi allenare con un altro dragon slayer. - Hai imparato a mangiare l'aria? - Continuò il bambino come se fosse la cosa più naturale del mondo, ma Erza si ritrovò ad aggrottare le sopracciglia - Che vuoi dire? -

- I dragon slayer come me possono mangiare il fuoco, quelli del cielo non mangiano l'aria? -

Soltanto allora la bambina intuì a cosa si stava riferendo: anche Grandeeney le aveva spiegato una cosa simile. Ogni dragon slayer può usare il proprio elemento per alimentarsi e recuperare le energie, una tecnica che usano anche i draghi. Per sua sfortuna un adepto della magia del cielo non poteva mangiare semplicemente l'aria come se nulla fosse. - Posso solo mangiare l'incantesimo di un altro, se usa l'aria. -

- Ohh... Beh, meglio di niente. Ah! Ora che mi ricordo Igneel mi ha detto che nemmeno io posso mangiare tutti gli incantesimi ma solo quelli di fuoco. Però ha detto anche che c'è una magia proibita: se mangi un altro elemento puoi usarlo per un po' ma l'effetto ti avvelena. -

Erza annuì: anche Grandeeney si era raccomandata seriamente di non mangiare incantesimi di altro tipo.

- Ma puoi fare qualche altra magia? -

- Sta a vedere! - La bambina gli schioccò un occhiolino, poi inspirò profondamente e soffiò fuori con tutta la forza e la magia che aveva. Le foglie depositate a terra schizzarono in aria formando un piccolo turbine e tornarono a depositarsi ondeggiando, quasi come se stessero danzando. Non era ancora un ruggito potente come quello di Natsu, ma era già un progresso: nessun essere umano sarebbe mai riuscito a fare altrettanto senza essere prima iniziato alle arti della magia.

- Grandeeney mi sta anche insegnando un incantesimo che guarisce, ma non mi riesce ancora bene ... - Erza provò a stendere le mani e a raccogliervi un po' d'energia ma tutto ciò che ottenne fu una piccola luce che non durò più di un istante.

- Sei ancora scarsa ... -

- NATSU! -

- Ma è vero! - Ridacchiò il bambino - Non diventerai mai forte come me! -

- Ho appena iniziato! Diventerò più forte di te! -

- Naa ... Impossibile! Le femmine sono sempre meno forti dei maschi! -

Quando Erza provò a sferrargli un pugno per dimostrare il contrario, Natsu la bloccò afferrandola per una mano e se la tirò dietro, ridacchiando come se nulla fosse. - Non perdere altro tempo, vieni! -

- Dove mi porti oggi? -

- Alle terme! -

Erza scosse la testa, domandandosi chi avesse mai costruito delle terme in mezzo alla foresta, ma Natsu era così entusiasta mostrargliele che non poteva di certo dirgli di no.

I due bambini si incamminarono così lungo il fianco delle montagne ai confini della foresta, prendendo un sentiero tutto in salita in mezzo ai cespugli e ai sassi, una stradina che probabilmente frequentavano solo le capre e gli stambecchi. Ormai quando, Erza non ce la faceva più a muovere nemmeno un passo, i due sbucarono finalmente su un altopiano di roccia. Di qui e di là c'erano diverse pozze che emanavano una nebbiolina tiepida. Alcune erano così calde che l'acqua all'interno bolliva, ma altre lo erano di meno a tal punto che un intera famiglia di macachi le aveva scelte per rilassarsi. Erza non aveva mai visto delle scimmie più buffe di quelle, con il pelo tutto bagnato e le facce rosse. Sull'altopiano c'erano anche numerosi ruscelli che scorrevano tra la roccia e le incrostazioni di calcare e sali che decoravano le sorgenti. Per finire, da un lato c'era una parete di roccia grigia a fargli da protezione ma dall'altra nient'altro che uno strapiombo, che si apriva su di un panorama mozzafiato: da lì era possibile vedere tutta la foresta.

- Guarda! - Esclamò Natsu, leggendo letteralmente nella testa dell'amica ed indicando di sotto - Lì si vede casa mia! La vista qui è fantastica ma la cosa migliore è fare il bagno! - Erza si riscosse di colpo e smise di ammirare lo spettacolo sotto di lei per girarsi di nuovo in direzione della pozze, da dove i macachi li fissavano con aria imbronciata.

- Ma è occupato ... -

- Non ti preoccupare per le scimmie! A loro ci penso io! - Natsu non perse un secondo di più per mettersi a sbracciare e a strillare. Voleva spaventare i macachi e farli scappare ma non ottenne il risultato desiderato. Un paio di scimmie si mise subito imitarlo, un'altra gli scioccò una linguaccia ed il resto del branco scoppiò a ridere, coinvolgendo anche Erza.

- Non prendetemi in giro! - A quel punto Natsu decise di passare all'attacco ma solo per essere travolto da una gragnola di sassi e spruzzi d'acqua. Quando il bambino si buttò nella pozza per colpire le scimmie, tutte quante si precipitarono fuori, saltandogli addosso e sulla testa. In men che non di dica l'intera sorgente divenne un putiferio, con il piccolo dragon slayer che correva dietro ai macachi e quelli che se la ridevano di lui, saltando da tutte le parti. Anche Erza, che stava ridendo a più non posso, si ritrovò ad un certo punto con le scimmie che la spingevano e finì seduta in mezzo ad un ruscello.

- Ora mi avete rotto! - Alla fine Natsu si coprì di fuoco e scagliò una fiammata in aria infuriato come non mai. I macachi erano dispettosi ma non stupidi ed a quel punto capirono finalmente che era ora di darsela a gambe. Potevano pure prendersela con due bambini indifesi, ma un mago era un'altra storia.

- Scappate! Scappate! - Natsu li inseguì fino all'imbocco del sentiero, aspettando che sparissero in mezzo ai cespugli e che il silenzio tornasse sulle fonti. - Tzè, odio le scimmie. -

- Ma se sembravi uno di loro! - Anche Erza provò ad imitare il modo in cui si era messo a sbracciare e Natsu avvampò come un peperone - Almeno io non mi sono fatto buttare nell'acqua! Come vuoi diventare più forte di me se ti battono perfino le scimmie? -

In un certo senso la sua osservazione era esatta, visto che Erza era ancora seduta in mezzo ad un ruscello, ma la bambina non aveva alcuna intenzione di accettare la sconfitta. Incrociò le braccia per darsi più contegno e ... - Lo hai detto tu che fare il bagno qui è fantastico. -

- Lo hai fatto di proposito? - E purtroppo Natsu era così ingenuo da credere a tutto quello che gli veniva detto. Igneel non gli aveva ancora insegnato che non era saggio mostrarsi così sciocchi davanti ad una femmina, ma per fortuna nemmeno Grandeeney aveva ancora insegnato ad Erza come avvantaggiarsi della stupidità dei maschi.

- Ma se vuoi fare il bagno è meglio che ti butti nelle sorgenti! Forza! - La bambina non fece nemmeno in tempo a rialzarsi prima che Natsu la tirasse di nuovo in piedi per una mano, rischiando di farla scivolare sulla roccia bagnata. - Di qu! - Fu allora che Natsu si fermò di colpo, guardandosi attorno con aria sospettosa. Erza colse subito che c'era qualcosa che non andava nel suo sguardo ma quando provò a chiedergli cosa stava succedendo Natsu la zittì alzando una mano. Il piccolo dragon slayer aveva sentito uno strano odore nell'aria ma non riusciva a decifrare bene né da dove venisse né a cosa appartenesse. Aveva qualcosa di simile alle nuvole dei temporali, ma il cielo era sereno e quindi non poteva trattarsi di un acquazzone in arrivo.

Per fortuna il bambino colse giusto in tempo un rumore di ciottoli che precipitavano lungo la montagna e si fece precipitosamente indietro, trascinando l'amica con sé. L'attimo dopo un mostro atterrò con un tonfo terrificante in mezzo alle sorgenti. QQQuando si girò puntando i suoi occhi rossi ed il suo ghigno contro di loro, Erza non riuscì a trattenere un grido di terrore: non aveva mai visto una bestia simile. Aveva qualcosa di scimmiesco, proprio come i macachi di prima ma era molto, molto più grande. Sulla testa faceva sfoggio di un paio di grosse corna e sulla schiena aveva una criniera arruffata e di un color oro brillante. Dietro di lui una coda leonina si muoveva lentamente come quella di un predatore pronto a balzare sulla sua vittima.

Nemmeno Natsu, aveva mai incontrato una bestia come quella ed ignorava il motivo per cui fosse lì e li stesse attaccando, ma non perse lo stesso nemmeno un istante di tempo per mettersi tra il mostro ed Erza: non poteva permettergli di avvicinarsi alla sua amica che non conosceva ancora nessun incantesimo in grado di proteggerla. - Scappa. -

Tuttavia Erza era così terrorizzata che non riuscì nemmeno a processare l'ordine che aveva appena ricevuto.

Il mostro fu il primo a rompere gli indugi, lanciandosi alla carica contro i due bambini e Natsu reagì altrettanto in fretta correndogli incontro con i pugni alzati e coperti di fiamme. Gli assestò un colpo in mezzo al petto ma senza alcun risultato: il mostro contrattaccò con una delle sue grandi zampe mandandolo a sbattere contro la roccia che faceva da contorno alle fonti. Un colpo del genere avrebbe tramortito qualunque avversario, ma Natsu non era un bambino comune. Durante i suoi allenamenti aveva ricevuto così tanti colpi da Igneel che ormai occorreva qualcosa in più per batterlo. Si tirò rapidamente fuori dalle macerie e questa volta scagliò una fiammata. Non si aspettava di certo che il mostro replicasse spalancando a sua volta la bocca e scagliando un raggio elettrico. Le fiamme vennero disperse in un secondo e Natsu investito dalla scarica scivolò per terra, annerito e facendo fumo da tutte le parti. A quel punto il mostro richiuse la bocca, ringhiò un'ultima volta e si girò in direzione di Erza, che lo stava ancora fissando impietrita dal suo posto. Nonostante Natsu le avesse ordinato di scappare, la bambina era così spaventata da non riuscire nemmeno a muovere un passo. Sapeva che doveva andare via di lì e in fretta, ma il suo corpo si rifiutava di risponderle. Quando il mostro sollevò una zampa, pronto a schiacciarla, l'unica cosa che Erza riuscì a fare fu quella di chiudere gli occhi.

- SCAPPA! -

Per fortuna il colpo non la raggiunse. Erza riaprì gli occhi ma solo per scoprire che Natsu si era miracolosamente rimesso in piedi ed aveva aggredito il mostro saltandogli sulla schiena. Il bambino non aveva abbastanza forza per competere contro di lui, questo era vero, eppure aveva ancora qualche carta da giocare ed intendeva usarle tutte.

- Vattene Erza! -

Natsu si strinse più forte alla criniera del suo avversario appiccandole il fuoco con il suo soffio rovente. La bestia reagì immediatamente, ululando di rabbia e di dolore e ad agitandosi come se fosse impazzita. Il piccolo dragon slayer piantò le unghie ancora più a fondo nella pelliccia per evitare di farsi sbalzare via, ma alla fine la creatura ebbe la meglio e riuscì a strapparlo con una delle sue grandi zampe, scagliandolo di nuovo in mezzo alle rocce. A quel punto le fiamme si spensero quasi subito, ottenendo l'unico risultato di lasciare il mostro con la schiena bruciata ed ancora più furioso di prima. La bestia ruggì, picchiandosi i pugni sul petto come un gorilla infuriato e poi cominciò a brillare, raccogliendo tra le zanne tutta l'elettricità di cui era capace. Un altro colpo di quelli e non solo Natsu sarebbe stato spacciato, ma con lui anche la piccola Erza. Se l'elettricità avesse incontrato l'acqua delle sorgenti di sicuro l'effetto sarebbe stato letale. Non c'erano molte alternative. Natsu si issò di nuovo in piedi, respirando a fatica e pregando che Igneel non scoprisse mai quello che stava per fare - Fatti avanti bestiaccia! -

Il mostro non si fece ripetere l'invito e ruggì con tutta la forza che aveva, scagliando fuori la sua elettricità ma Natsu questa volta era pronto ad accoglierla. Il bambino inspirò profondamente risucchiando con la bocca tutta la scossa, come se fosse stata una semplice voluta di fumo. Il suo avversario si fermò a fissarlo, con aria confusa, ma non fece nemmeno in tempo a capire cosa stesse per succedere. Quando anche Natsu ruggì lo fece liberando non solo un'enorme fiammata, ma anche tutta l'elettricità che aveva appena ingoiato.

La bestia riuscì a stento a coprirsi gli occhi per proteggersi dalla luce accecante, poi l'incantesimo del piccolo dragon slayer investì lui e le sorgenti alle sue spalle.

Ci fu un'esplosione incredibile.

Pezzi di pietra, gocce d'acqua bollente e vapore schizzarono da tutte le parti ed il mostro perse l'equilibrio, scivolando di sotto lungo il precipizio con un verso lancinante, così forte da perforare i timpani. Ci fu il rumore di un paio di tonfi, mentre il suo corpo sbatteva lungo la montagna e poi giù, nel fondo della valle, ma alla fine il silenzio tornò sulle sorgenti. Natsu rimase ancora qualche istante fermo al suo posto, ansimando, poi crollò anche lui. Ormai aveva consumato così tanta energia da non riuscire più nemmeno a reggersi in piedi ma era contento: non solo era riuscito a battere il suo avversario ma aveva anche difeso Erza.

- Natsu! - La bambina ci mise un po' a costringere le gambe che le tremavano a rimettersi a funzionare, ma quando arrivò accanto all'amico lo trovò con un sorriso ebete stampato sulla faccia.

- Ha ... Hai visto? - Gorgogliò Natsu - Ho vinto! Però mi sento un po' ... Non credo di stare bene ... - Il bambino rideva nonostante tutto ma Erza non riusciva a capire davvero cosa ci fosse di divertente in tutto quello che era appena successo. Il suo amico era così malconcio che a vederlo in quello stato non riuscì oltre a trattenere le lacrime. Voleva aiutarlo ma quando provò a richiamare la magia che Grandeeney le aveva insegnato per guarire le ferite, la luce sulle sue dita si spense di nuovo dopo qualche secondo senza sortire alcun effetto.

- Perché quella faccia? - Continuò ancora Nastu, cercando di calmarla - È tutto a posto! -

Eppure Erza non poteva accettare quello che era appena successo. Si era comportata da vera codarda. Possibile che dovesse essere così debole? Così fragile? Perché gli altri erano sempre costretti a proteggerla? Non voleva vedere mai più qualcuno ridotto in quello stato a causa sua!

Erza stava ancora cercando disperatamente di attivare la sua magia quando una raffica fece increspare tutta la superficie delle sorgenti termali, scompigliandole i capelli.

- Che cos'è successo qui? -

- Grandeeney! - La bambina alzò gli occhi al cielo implorante, con le guance coperte di lacrime e la dragonessa non esitò oltre ad atterrare accanto a lei. Non conosceva i dettagli dello scontro che i due bambini avevano avuto poco prima, ma non le occorse molo per intuire dall'odore di Natsu, che doveva aver inghiottito qualche strano incantesimo e che adesso stava soffrendo degli effetti collaterali provocati da quel veleno.

- Sali sulla mia schiena. - Grandeeney si accucciò, ripiegando le grandi e soffici ali e fece cenno ad Erza di salire, mentre con una delle sue zampe afferrava il piccolo Natsu, ormai quasi completamente incosciente.

- Dove porti mio figlio? - Tuonò un'altra voce dall'alto rivelando il fatto che anche Igneel si era precipitato sul posto e che adesso stava sorvolando le sorgenti volando in circolo; per lui non c'era abbastanza spazio per atterrare.

- Mi dispiace vecchio bestione ma non credo che tu saresti in grado di rimediare a tutti questi danni! - Ruggì l'altra dragonessa, assicurandosi che Erza si fosse aggrappata bene alla pelliccia sul suo collo. - Non avresti dovuto insegnargli una tecnica così pericolosa! - E Grandeeney spiccò il volo senza aggiungere altro, lasciandosi il drago di fuoco alle spalle.

- Non avrei dovuto, eh? - Ridacchiò Igneel sorvolando ancora le fonti e scorgendo la sagoma del mostro precipitato oltre il burrone: un rajang. Perfino il drago ne aveva incontrati pochi durante la sua lunghissima vita, ma quegli incontri erano stati più che sufficienti per insegnargli che si trattava di bestie estremamente pericolose e violente. Nessuno sapeva cosa facessero i rajang per vivere, se non gli appartenenti a quella stessa specie, ma tutta la foresta tremava al suono del ruggito di quei vagabondi e gli animali correvano al riparo per evitare la loro furia selvaggia. Forse era vero, non era stato saggio insegnare a Natsu anche quella tecnica proibita, ma aveva pur sempre dato i suoi frutti. Se a otto anni era già capace di abbattere un rajang a diciotto cosa sarebbe mai diventato? Igneel si lasciò sfuggire un ultimo risolino, fiero di suoi figlio, prima di allontanarsi anche lui, seguendo la scia Grandeeney.

Quando quella sera Natsu si svegliò gli girava così tanto la testa e si sentiva lo stomaco così sottosopra che perfino tenere gli occhi aperti era un'impresa.

- Natsu! - Ma la dolce voce di Erza lo convinse lo stesso a spalancare le palpebre. La bambina era seduta accanto a lui con gli occhi lucidi ma stava sorridendo, felice per il fatto che si fosse appena ripreso.

- Non provare a muoverti. - Gli intimò un'altra voce ed il bambino realizzò soltanto allora che si trattava del ruggito cupo di Grandeeney e che adesso si trovava steso nella sua caverna. - Dopo tutta quell'elettricità che hai ingoiato il tuo corpo ci metterà un paio di giorni a smaltire l'effetto. Devi stare a riposo e soprattutto non mangiare niente! -

Non mangiare niente? Natsu strabuzzò gli occhi. Che punizione era mai quella? Certo si sentiva un po' strano con lo stomaco ma c'era pur sempre spazio per un pezzetto di carne ...

- Ahahaha! Non spaventarlo con quelle minacce! - La risata di Igneel giunse dall'esterno, rombando tra le pareti della caverna - Si è appena ripreso! E poi potresti anche fargli i complimenti! Figliolo sei stato davvero in gamba contro quel mostro! - Questa volta, ascoltando i complimenti del padre, il bambino si gonfiò d'orgoglio ma venne subito riscosso da una specie di terremoto. Grandeeney si era rimessa in piedi scagliandosi contro l'intruso - Non dire idiozie! Ma lo sai che pericolo hanno corso? Sarebbe stato meglio se fossero scappati! Come speri di crescere un cucciolo d'uomo se gli insegni delle cose del genere? Irresponsabile! -

- Ehi, Grandeeney attenta con quelle zanne! -

Natsu si lasciò sfuggire una risatina immaginandosi la scena di suo padre che tentava invano di sfuggire all'altra dragonessa.

- Natsu ... - Ma non riuscì a pensarci a lungo perché ben presto si ritrovò stretto tra le braccia di Erza. I suoi capelli scarlatti gli solleticavano il naso ma la sensazione non era spiacevole, sarebbe rimasto volentieri così per un bel po' di tempo. Il suo profumo aveva l'effetto di una medicina e gli alleviava la nausea. - Grazie per avermi salvata. - Singhiozzò la bambina e lui annuì, leggermente confuso dall'effetto dell'abbraccio.

- Ma ti voglio fare una promessa! - Quando Erza si staccò, Natsu si lasciò sfuggire un mugolio. La bambina aveva un'espressione terribilmente determinata - Da oggi in poi mi allenerò di più! Diventerò più forte! Così la prossima volta sarò io ad aiutarti! Imparerò anche la magia che guarisce così ti farò riprendere più in fretta! -

- Vuoi davvero farmi guarire prima? -

Erza annuì con convinzione e Natsu colse al volo l'occasione per strattonarla di nuovo giù, tenendola stretta per un braccio. Le si accoccolò accanto poggiandole la testa contro la spalla. Aveva passato tutte le notti della sua vita sotto l'ala protettiva di Igneel e per lui era praticamente impossibile l'idea di addormentarsi senza qualcosa a cui stringersi. Erza di sicuro meno calda del drago ma almeno profumava meglio del vecchio bestione squamoso.

- Buonanotte. -

- Bu ... notte ... - Farfugliò l'altra rigida come uno stecco. Natsu fu il primo a sprofondare nel mondo dei sogni ma dopo qualche minuto nemmeno lei riuscì a resistere oltre alla tentazione e socchiuse gli occhi, stringendosi all'amico.