Appena Severus Piton spalancò la porta del salotto, ruzzolarono per terra Ron, i gemelli Weasley e Ginny, i quali evidentemente stavano origliando con il capo appoggiato sulla porta per udire qualcosa. Ron si aggrappò sulla gamba di Harry per rimettersi in piedi, ma il suo peso fece solo sbilanciare Harry che barcollò pericolosamente. Piton, istintivamente, lo afferrò saldamente per la vita, evitando che cadesse a terra anche lui.

«Perdonami, Harry!» urlò Ron, agghiacciato.

Harry tentò di allontanarsi da Piton il più velocemente possibile, sottraendosi dalla sua presa. «…grazie» mormorò, senza pensarci. Si sentiva così strano, non gli piaceva l'idea che Piton lo toccasse.

«Se non stai attento a quello che fai, Weasley, la prossima volta ti ritroverai il signor Potter, qui, con la testa schiacciata sull'angolo di un mobile»

«Mi scusi, signore» fece Ron, avvampando visibilmente.

«E per quanto ne so in una società rispettabile l'origliare è considerato assai maleducato. Se ritrovo tutti voi in una medesima situazione ne passerete delle belle, ve lo garantisco»

Harry aiutò Ginny a rialzarsi e lei arrossì a malapena per quel gesto. I gemelli continuavano a ridere come fossero impazziti. La signora Weasley e Hermione invece erano affacciate sulla soglia della cucina e osservavano la scena. Hermione era furiosa, mentre la signora Weasley pareva accigliata.

«Ve l'avevo detto che non era una buona idea!» brontolò la ragazza.

«Che succede qui?»

Era la voce di Sirius. Harry lo vide scendere le scale spossato, con la faccia di chi si è appena svegliato. Cercò di spazzolarsi i capelli arruffati con le dita e teneva ancora gli occhi socchiusi per il sonno. Appena posò lo sguardo su Piton, le sue pupille si dilatarono e una smorfia di disgusto si dilagò sul suo viso. Ora pareva più sveglio che mai e se ne stava all'erta. Anche Piton cambiò atteggiamento. Tenne la mano sulla sua bacchetta, come se temesse che Sirius potesse lanciargli qualche maledizione.

«Che ci fa lui qui?» chiese, adirato.

«Si dà il caso che questo tugurio sia il Quartier Generale dell'Ordine della Fenice, Black. Ho tutto il diritto di stare qui»

«Fai parte dell'Ordine solo perché Silente l'ha espressamente voluto. Nessuno ti vuole realmente qui, Piton, e faresti meglio ad andartene subito»

Piton serrò la mascella e guardò Sirius malevolmente. Cercò di controllarsi il più possibile. «Sono qui per informare Potter che avrà delle lezioni private di Occlumanzia assieme a me a partire da venerdì»

«Occlumanzia?» chiese Sirius, confuso.

«A quanto pare nemmeno tu non ti sei applicato granché a scuola, Black. Occlumanzia, sì. La difesa magica della mente contro la penetrazione esterna»

«E perché dovresti insegnarglielo?»

«Ordini di Silente»

«Beh, io sono il suo padrino e non ho nessuna intenzione di permettere che Harry si rovini le vacanze per delle stupide lezioni!»

«Conosci le ragioni della sua fuga, Black. Imparare l'Occlumanzia preverrà che Potter possa venir posseduto dal Signore Oscuro. Lo renderà più sicuro di sé, e spero proprio che la sua presunzione non peggiori più di tanto. Tuttavia questo eviterà ulteriori sconvenienti da parte del tuo venerato ragazzo. Potter necessita di imparare l'Occlumanzia il più presto possibile. O vorresti lasciarlo in balia a lui, per caso?»

Sirius rimase zitto, non sapendo cosa dire. «Se usi queste lezioni per maltrattare Harry, Piton, non dubitare che ti verrò a cercare»

«Oh, non ne dubito affatto. L'unica cosa che so è che il Ministero ti catturerebbe ancor prima che tu metta piede dentro i giardini di Hogwarts»

«Posso entrare tranquillamente a forma di cane»

«Non essere sciocco, Black. Sai bene che da cane non puoi fare molto contro di me.»

«Ne parlerò con Silente e cercherò di fargli cambiare idea»

«No, Sirius» parlò Harry, improvvisamente. I due si girarono verso di lui e lo guardarono stupiti. «Se l'Occlumazia…»

«Occlumanzia, Potter» lo corresse Piton velocemente.

«Oh, sì…se l'Occlumanzia può fermare Voldemort dal possedermi, allora voglio seguire queste lezioni»

«Ne sei sicuro?» chiese Sirius, allarmato e persino un po' deluso dal rassegnamento da parte del suo figlioccio.

«Sì»

«Il ragazzo è molto più saggio di te, Black» intervenne Piton, con un sorriso di scherno. «Potter vi spiegherà tutto anche senza il mio intervento, o così spero. Ora con il vostro permesso, me ne vado, sono piuttosto di fretta. Al contrario del tuo, Black, il mio tempo libero non è illimitato»

Sirius gli lanciò uno sguardo brutale. Divenne rosso in volto e Harry notò la sua mano scivolare verso la bacchetta. Piton fece per andarsene, con il nero mantello da viaggio che ondeggiava alle sue spalle.

«Ah, a proposito di cani» disse dolcemente Piton, «sapevi che Lucius Malfoy ti ha riconosciuto l'ultima volta che hai arrischiato una gita? Idea furba, Black, farti vedere in un bel posto sicuro... ti ha dato una scusa inattacabile per non uscire più dalla tana, vero?»

Sirius levò la bacchetta.

«No!» urlò Harry, e balzò al di là del tavolo frapponendosi tra i due. «Sirius, non farlo!»

«Mi stai dando del codardo?» ruggì Sirius, cercando invano di spostare Harry.

Piton lo squadrò, attentamente. Non sembrava intenzionato a tirar fuori la bacchetta per difendersi, eppure lo minacciava con quello sguardo senza fondo.

«Be', sì» disse Piton.

«Harry, stanne - fuori!» scandì Sirius, spingendolo via con la mano libera.

«Va bene, adesso basta!» urlò la signora Weasley, rossa in volto dalla rabbia. «Vi comportante come dei ragazzini! Smettetela! Tutti e due! Adesso!»

La voce minatoria della signora Weasley fece riscuotere Sirius e Piton. Sirius arrossì, a disagio, conscio di aver perso il controllo. Abbassò velocemente la bacchetta e posò lo sguardo su un Harry sconvolto e preoccupato. Chiuse gli occhi per un momento, respirando a fondo, cercando di calmare l'ira che ancora ribolliva in lui.

«Professor Piton, davvero non vuole una tazza di tè prima di andare?» chiese la signora Weasley, sentendosi in colpa per il comportamento sconsiderato di Sirius.

«Sono a posto così, grazie» disse, con un cenno. «Credo sia meglio che vada, ora. Arrivederci»

Tutti i Weasley, incluso Harry, mormorarono un fievole saluto e osservarono Severus Piton uscire dalla porta d'ingresso, con il mantello nero che gli svolazzava attorno.