At my most beautiful

Era stata Teresa ad insistere per vedere quel film. Aveva resistito testardamente per tutto il primo tempo, per poi crollare immediatamente all'inizio del secondo. Ora dormiva profondamente, la testa posata sul petto del marito.

Jane sorrise e spense la tv. Non gli importava sapere come andasse a finire il film. Preferiva guardare Teresa – gli occhi chiusi e un'espressione serena sul viso, quasi quella di una bambina. Forse la bambina che era stata un tempo – prima che la vita la segnasse con il peso dei dolori e delle responsabilità.

La cullò dolcemente, chinandosi a posarle un leggero bacio sulla fronte. Poi un altro, e un altro ancora. Sulle palpebre, sulla punta del naso, sulle labbra appena dischiuse.

Trattenne il respiro per un istante. Era come se stesse tenendo tra le braccia qualcosa di infinitamente fragile e prezioso. Qualcosa di troppo bello per essere vero.

Adagio, quasi esitando, fece scorrere una mano lungo il suo fianco, fermandola sopra il suo addome. Lo accarezzò piano con le dita, sperimentando ancora una volta l'ormai familiare impulso di abbandonarsi alle lacrime. Lacrime di gioia.

Strofinò il viso contro i suoi capelli scuri, sfiorandole la tempia con un bacio. Quindi, avvicinando le labbra al suo orecchio, sussurrò teneramente: "Sarai una madre meravigliosa, Teresa".

La udì sospirare nel sonno, mentre le sue labbra si piegavano – forse inconsapevolmente – in un sorriso.