SETTE
Sostava davanti alla porta dell'appartamento di Castle già da qualche minuto, si era precipitata in macchina dopo il colloquio con il capitano con intenzioni bellicose, avrebbe almeno potuto dirglielo di persona, no? Salutarla come si deve!, ma lei non voleva essere salutata, non voleva che lui se ne andasse! aveva pensato di urlargli contro tutta la sua frustrazione, magari picchiarlo con il primo oggetto che le fosse capitato a tiro. Poi quando si era ritrovata in quel corridoio, il solo pensiero di poterlo rivedere l'aveva paralizzata.
Le ritornò in mente l'ultima immagine che aveva di lui, inerme nel letto d'ospedale, con una maschera d'ossigeno che gli copriva quasi per intero il viso lasciandogli scoperti gli occhi più tristi che gli avesse mai visto, e lei era fuggita quasi vergognandosi di avergli fatto subire quella presentazione inopportuna del suo ex. Ora se lo sarebbe trovato davanti nel pieno delle sue facoltà fisiche e mentali, e che facoltà!, a cui in verità non era mai stata indifferente e finalmente riusciva ad ammetterlo a se stessa senza quella vocina interiore che cercava di razionalizzare alzando muri e muretti in cui lei alla fine si andava sempre a nascondere crogiolandosi nella solitudine.
Si decise a bussare trattenendo il respiro, la porta si aprì e comparve Martha "ciao Martha"
"oh ciao Katherine, che bello rivederti! Prego entra" la fece accomodare continuando a parlare senza sosta scusandosi per il caos, che effettivamente regnava nel loft, ma stava provando una scena molto impegnativa e aveva bisogno di atmosfera. Kate si guardò intorno "cercavo Castle, avrei bisogno di parlargli", era rimasta vicino alla porta non osando fare altri passi all'interno della casa, udì la voce di Martha che nel frattempo era sparita da qualche parte dell'appartamento "finalmente!" poi riapparve un po' più concentrata sulla sua ospite "finalmente uno dei due si è deciso a parlare, si può sapere cosa è successo? No non me lo dire, sono affari vostri", le prese le mani guardandola negli occhi, lei li abbassò leggermente un po' imbarazzata, "Richard non è qui Katherine, è partito ieri, non mi ha detto dove andava", vide la delusione dipingersi sul volto della giovane donna "ma domani sarà qui no?, c'è la festa…" Martha le poggiò una mano sulla spalla "non credo che avesse intenzione di presenziare a quella festa, è un regalo per il distretto da parte sua, non una sua celebrazione", "oh, capisco" ora era proprio a terra, ma non si diede per vinta "Martha io devo parlare con lui, non ti ha detto proprio nulla, qualcosa per capire dove fosse diretto?" nella mente di Kate si affollarono immagini di aerei che decollavano per destinazioni lontanissime, treni che sfrecciavano veloci
Nel frattempo la rossa si era concentrata cercando di ricordare qualche particolare "ah ecco, non so se possa esserti utile, ma ha detto che aveva bisogno di silenzio, chi lo capisce, per quello non bastano un paio di tappi…, e poi che voleva ringraziare come si deve un saggio amico…"
Il viso di Kate si illuminò e le venne spontaneo abbracciare Martha "Grazie, grazie!" scappò via come se avesse il fuoco alle calcagna.
Due ore dopo era sul sentiero per la Baita di Jethro, il cuore a mille, la testa completamente vuota. Jethro la vide da lontano e la accolse con un sorriso soddisfatto, sembrava volesse dire, ce ne hai messo di tempo Kate!
"Detective Kate, bentornata!"
"Bentrovato anche a te Jethro, è bello rivederti senza avere pericolosi criminali alle calcagna" gli sorrise, quell'uomo spigionava calma e serenità da tutti i pori, era quasi terapeutico parlare con lui
"ma non credo che tu sia tornata qui per rivedermi, lui è dietro la baita, vicino al lago, sta raccogliendo della legna per me" lo abbracciò forte, oggi abbracciava tutti, neanche fosse ad una sessione di terapia di gruppo, "Grazie!" sparì velocemente dietro la casa.
La giornata era fantastica, la neve brillava illuminata dal sole, gli alberi erano ancora carichi del manto bianco, il lago anche sembrava un topazio incastonato nella seta bianca, anche l'aria era finissima e odorava di legno.
Rick aveva deciso quasi d'impulso. Rintracciare Jethro non era stato difficile, e si era presentato da lui il giorno seguente con un intero set da caccia nuovo di zecca per lui. Avevano cenato insieme e Jethro gli aveva proposto di rimanere quanto volesse. L'anziano non aveva nascosto un po' di delusione nel vederlo arrivare da solo, Rick all'inizio era stato di poche parole, poi si era rilassato ed aveva raccontato all'amico, si perché così ormai lo considerava, quello che era successo in ospedale e le sue riflessioni successive.
Jethro come, da abitudine, non fu di molte parole, ma quelle poche che disse furono in grado di ribaltare completamente la visione di Castle che ora era più confuso che mai. Come poteva pensare che quella donna non lo amasse, a lui erano bastate quelle poche ore con loro per capirlo, pochi gesti e sguardi, "voi dite che è complicato, ma non lo è, vi ho visti comunicare senza aprire bocca, con una connessione che rasenta la magia, ma è come se le parole per voi diventino macigni ingestibili, non è così Rick e tu dovresti saperlo, ci lavori con le parole".
Stava spaccando legna da un po', rivolto verso il lago, l'unico suono era quello dell'ascia che entrava nel tronco, ogni tanto si fermava a guardare il panorama, rapito dalla bellezza che lo circondava, gli erano venute in mente già due o tre idee per un nuovo romanzo da ambientare in quel posto. Si era tolto il giaccone perché il sole dell'ora di pranzo era abbastanza forte da scaldare un po' l'aria.
Non l'aveva sentita arrivare, lei aveva corso per un tratto, poi aveva rallentato non appena lo aveva scorto in lontananza, era vestita da città quindi aveva qualche problema di stabilità e di freddo. Si fermò qualche secondo a guardarlo da lontano, voleva imprimerselo bene nella mente nel caso fosse stata l'ultima volta che lo vedeva. Poi prese il coraggio a due mani e lo chiamò, lui aveva tra le braccia dei lunghi tronchi, si bloccò istantaneamente, ne fece cadere qualcuno, di certo non la aspettava.
"Hey" riuscì a dire quando riprese la respirazione corretta, lasciò cadere il resto dei tronchi e rimase a guardarla come se fosse un'apparizione, lei fece qualche passo verso di lui poi sembrò tentennare "Hey, ti trovo bene", lui abbozzò un sorriso "anche tu" si erano già incatenati con lo sguardo, poi lei sembrò riscuotersi "perché ho dovuto saperlo da Montgomery?" la voce più neutra che riuscì a trovare nella sua tempesta interiore
"Beckett…non sai quante volte ho preso in mano il telefono per chiamarti"
"ma non lo hai fatto"
"no" non le scollava gli occhi di dosso, neanche lei a dire il vero
"quello che hai detto al capitano…è quello il motivo per cui te ne vai?" ora le tremavano leggermente le mani
"pensi ci possa essere qualche altro motivo?" fece un passo nella sua direzione
"dimmelo tu Castle" lei rimase immobile
"ok" fece un grosso sospiro, lo fece anche lei, era arrivato il momento delle verità
"ho avuto molto tempo per pensare, ci ero arrivato già da solo, ma sentirlo dalla tua bocca quando eravamo in auto mi ha aiutato a capire quanto fossi egoista a pretendere di seguirti senza calcolare i rischi"
Si fermò un istante, sembrava soppesare le parole, lei aspettava, le si era formata quella rughetta sulla fronte tipica di quando era preoccupata o troppo assorta, si decise a proseguire dovette schiarirsi un po' la voce, stava per mettere tutte carte in tavola All-in Rick!
"vedi credo che la mia ricerca di spunti per nuove storie sia finita…"
"lo so Castle, ma…"
"aspetta, fammi finire, intendevo che è finita tanto tempo fa, io non ti seguo solo per i miei libri Kate, so che sai badare a te stessa, ma effettivamente non sono addestrato e non posso essere causa di pericoli solo per il capriccio di voler…voler stare con te, ma tu questo forse l'avevi già capito…"
"Rick…"
"ero io che non avevo compreso, pensavo che questa volta potevamo essere arrivati allo stesso punto, ecco non avevo idea che frequentassi quel medico…" ora aveva anche abbassato lo sguardo, le stava dicendo addio, quando avrebbe voluto dirle che l'amava, ma cosa avrebbe ottenuto? Solo fare del male a se stesso più di quanto stesse già facendo
"e poi le parole di Josh sono state illuminanti…"
"non hai capito nulla Rick, io ti avevo detto così perché volevo rimanessi in auto, perché ero preoccupata …JOSH?" gli aveva parlato quasi sopra, bloccandosi quando aveva sentito quel nome, cosa c'entrava il suo ex?
"quando è tornato per darmi il foglio di dimissioni ha ritenuto opportuno condividere con me la sua contrarietà sul fatto che ti seguissi nei tuoi casi, ha detto che alla fine anche tu eri d'accordo e che stavi pensando di chiedere a Montgomery di far finire il nostro, la nostra…quello che era" sbattè frustrato i guanti da lavoro sul tronco che stava tagliando
Kate stava montando su tutte le furie, quel figlio di…ora era lei che aveva fatto un passo verso Rick la voce tradiva un po' di tensione "ma immagino abbia tralasciato di dirti che l'avevo lasciato quella stessa mattina", fu la volta di Castle a sentirsi un perfetto idiota, "oh, e perché non me lo hai detto?", domanda semplice e diretta, bravo stava imparando a sbrogliare le matasse in cui erano così abili ad aggrovigliarsi
Lei si morse un labbro rispose con filo di voce "paura", erano vicinissimi ormai, lui le alzò il viso toccandola delicatamente sul mento "di cosa detective Beckett?" lei apri la bocca per rispondere ma non uscì alcun suono, rabbrividì dal freddo, lui prese il giaccone abbandonato sulla catasta di legna e glielo mise sulle spalle, indugiando qualche secondo prima di lasciarla andare, se era un modo per spezzare la tensione, su di lei aveva sortito l'effetto contrario, sentirlo così vicino la stava facendo impazzire, schiarì la voce e finalmente rispose "di quello che…potrei provare per te", ok usiamo pure il periodo ipotetico, così ci sentiamo più al sicuro, no?
Fu lui a completare la sua frase "che 'potresti' provare se non ci fossero più ostacoli - tipo relazioni con uomini inconsistenti e anche un po' bastardi - impedimenti materiali, equivoci… se vuoi continuo con i sinonimi, sono bravissimo!" ora si che la tensione si era rotta, si sorrisero leggermente più rilassati
"sai Beckett io le cose serie le proclamo solo quando deliro o in punto di morte quindi, non ripeterò alcuni fondamentali assunti che credo di averti già comunicato" lei lo guardò facendosi seria "mi ricordo bene Rick, ogni parola, e non passa giorno che io non ti riveda in quel bosco" le morirono le parole in gola, lui si pentì immediatamente della leggerezza con cui aveva trattato l'argomento, che in realtà non era facile neanche per lui, era il suo modo di esorcizzare quello che era accaduto, si affrettò a chiederle scusa, asciugandole una lacrima solitaria che le stava rigando la guancia "intendevo dire che mi era rimasta un'unica sola parola, che ho temuto non poterti dire mai…insomma credo che, se non ci fossero ostacoli, ovvio, potrei anche innamorarmi di te Kate, ….li potremmo rimuovere insieme, se vuoi" gli fece eco "li potremmo rimuovere insieme, Rick"
Le prese il volto tra le mani e la baciò sulle labbra, con dolcezza, le lasciò il tempo di ritrarsi se avesse voluto, ma lei non lo fece e socchiuse le labbra per invitarlo ad approfondire, fu un bacio meravigliosamente lungo, un bacio composto da mille baci, tutti quelli che avrebbero dovuto darsi tempo prima.
Quando finalmente decisero che era arrivato il momento di prendere un po' d'ossigeno si guardarono come se fosse la prima volta che si vedevano realmente, Kate sorrise e gli prese la mano stringendola forte "mi avevi promesso una passeggiata se non sbaglio", sorrise anche lui annuendo e s'incamminarono lungo un sentiero che sembrava fosse stato dipinto solo per loro.
Le loro voci arrivavano sempre più attenuate
"ti ringrazio del gesto, ma così leggero ti prenderai…"
"una polmonite? Già dato grazie, ho la maglia della salute sotto"
"quindi tornerai al distretto?"
"e tu mi vorresti come partner?"
"non vorrei nessun'altro Rick"
"potrei pensarci, in effetti, ma la festa non la annullo, si divertiranno stasera"
"mi sei mancato Rick"
"anche tu Kate…è bello qui, non è vero?…."
Intanto dalla finestra della baita Jethro sorrideva mentre preparava una bella bottiglia di vino per la serata.
FINE
