Capitolo 6

Era trascorsa una settimana da quella sera.

Sette lunghissimi giorni, durante i quali Haruka non aveva dato cenno di voler partire: sembrava essere tornata quella di una volta, anche se tra loro continuava ad aleggiare una strana tensione, un qualcosa che la portava sempre a chiedersi come comportarsi in sua presenza. In quei giorni sembrava che la bionda tollerasse benissimo la presenza di Toy, arrivando addirittura a scambiare qualche parola con lui.

Ogni mattina entrava in cucina augurandole buongiorno, prendeva il suo caffè, informandosi di come avrebbe trascorso la giornata e poi usciva, salutandola, evitando di sfiorarla anche solo per sbaglio. E mentre Haruka sembrava completamente a suo agio con questo atteggiamento, lei non sapeva come interpretarlo: le era sembrata così disperata e invece ora…

Certo era felice che non fosse partita, ma dall'altro lato la sua totale non curanza davanti alla presenza di Toy, non poteva negarlo, la infastidiva.

Poi però quando era da sola, quando lasciava la sua mente libera di ripensare alle sue labbra, alle sue mani, alle sue parole, tutto svaniva per dare spazio ai sentimenti che la tenevano legata alla bionda.

Ti desidero così tanto che se restassi qui non dormiremmo

Riusciva ancora a ricordare il tono basso e roco della sua voce…

Ricordava perfettamente la reazione del suo cuore a quelle parole…

La reazione del suo corpo

E sempre più spesso in quei giorni si era ritrovata ad afferrare il telefono per rileggere l'ultimo messaggio che le aveva inviato

Non farti toccare

La sua risposta al suo "Aspettami"

Tre semplici parole che ebbero la forza di farle battere furiosamente il cuore e che continuavano ad avere ancora quell'effetto, ogni volta che le rileggeva.

E lo aveva fatto: aveva mantenuto la sua promessa, evitando ogni contatto con Toy, riducendo al minimo anche i semplici baci e, anche se lui stava diventando irrequieto, lo percepiva, aveva tutto l'intenzione di continuare a rispettarla.

Doveva resistere ancore per poco: fra meno di un mese, Toy avrebbe avuto una promozione che lo avrebbe portato a lavorare lontano da lei e avrebbe potuto lasciarlo senza rischiare di incrinare il rapporto del padre con il suo socio.

La verità era che lasciarlo adesso significherebbe compromettere la sua carriera, perché lui l'amava e fargli del male proprio in quel momento, le sembrava davvero di cattivo gusto, non dopo che lui le era stato vicino.

Sospirò, scrollandosi da quei pensieri che sempre più spesso l'affliggevano, impedendole di pensare con lucidità. Postò lo sguardo sulla sveglia appoggiata sulla mensola e il suo cuore iniziò a battere per l'emozione.

Come ogni mattina Haruka entrò in cucina con la sua tenuta da corsa e sorridendole disse: -Buongiorno-

Una semplice parola che aveva il potere di farla tremare, facendola sentire un'adolescente e stranamente la cosa non la infastidiva, anzi…

Ogni mattina aspettava quel momento perché le piaceva tanto quella sensazione e si aggrappava ad essa con tutte le sue forze.

-Buongiorno- rispose, bevendo dalla sua tazza, ostentando indifferenza, quando in realtà stava osservando attentamente ogni sua piccola mossa, mentre cercava di trovare un modo per sfiorarla.

Era stupido lo sapeva, ma non faceva altro che anelare un suo contatto, un suo tocco, anche solo per sbaglio. Soffermò lo sguardo sul corpo della bionda, fissando quelle gambe chilometriche, che in quei pantaloncini che indossava per correre sembravano ancora più lunghe. Il pensiero delle sensazioni provate quando quelle gambe avevano sfiorato le sue la colpì, facendole avvertire un calore immediato.

-Programmi per oggi? - chiese la bionda, continuando a darle le spalle.

-Oltre a cucinare? Niente- rispose, cercando di dissimulare l'agitazione che quei ricordi avevano risvegliato.

-Abbiamo ospiti? -

-Toy- mormorò, notando il corpo di Haruka irrigidirsi al suono di quel nome e, anche se la cosa non le faceva onore, quel segno di fastidio, anche se minimo, le fece davvero piacere. Negli ultimi giorni era sembrata completamente indifferente alla presenza di Toy e la cosa l'aveva ferita molto.

-E dimmi devi cucinare per tutto il giorno? È forse affamato il tuo ragazzo? -

Ed ecco che quel piccolo spiraglio di fastidio era già sparito

-Devo fare la spesa-

-Dovresti rilassarti un po'-

-E cosa mi proponi? -

-Vieni a correre con me- affermò, voltandosi finalmente verso di lei, guardandola negli occhi.

-Cosa? -

-Correre… ti ricordi come si fa? - rispose, avvicinandosi al tavolo -correvamo spesso insieme al liceo-

Facevamo un sacco di cose insieme al liceo

Avrebbe voluto dirle, ma preferì tacere. A quei tempi ogni occasione, ogni scusa era buona per trascorrere del tempo insieme. Aveva addirittura accettato il suo invito a farle compagnia durante la sua corsa mattutina della domenica, l'unico giorno che aveva per riposarsi.

Sussultò quando avvertì le dita calde della bionda sulle sue spalle.

-Sei così tesa- la sentì mormorare dietro di lei, facendole battere forte il cuore. Persa nei suoi pensieri non si era accorta che si era avvicinata.

Chiuse gli occhi, pregandola in silenzio di non smettere di sfiorarla. Rimase immobile godendo appieno di ogni minimo brivido che quel contatto le stava regalando. Non sapeva se la bionda avesse notato la reazione del suo corpo e la cosa in quel momento non le interessava, sapeva solo che le emozioni che le regalavano quelle dita erano uniche e che ne aveva un disperato bisogno.

Restarono entrambe in silenzio mentre le dita di Haruka continuavano a sfiorarla delicatamente, mandandole scariche lungo la schiena. Chiuse gli occhi quando avvertì il corpo di Haruka tendersi verso di lei, le labbra avvicinarsi al suo orecchio e la sua voce sussurrare: -Quante volte ti ha sfiorato? -

Avvertì il cuore balzare nel suo petto, battendo furiosamente, aprì la bocca per rassicurarla, per dirle che non gli aveva permesso di toccarla. Che aveva tutta l'intenzione di assecondare quella sua richiesta.

-Scusa… non volevo…-

Sentì le dita abbandonare la sua pelle, mentre la bionda si allontanava da lei.

-Haruka? - mormorò, alzandosi per voltarsi verso di lei

-Mi ero ripromessa di non farlo, e invece…-

-Va tutto bene- cercò di tranquillizzarla, anche se non riusciva a capire fino in fondo la sua reazione -non devi preoccuparti io non…-

-Devo andare…-

-Aspetta! Haruka! -

Senza pensarci un attimo, afferrò il suo telefono e con mani tremanti digitò un'unica parola, sperando con tutto il cuore che sarebbe bastata per farle capire i suoi sentimenti

Mai

Nessuna risposta

Non che lei si aspettasse una risposta, del resto cosa le avrebbe dovuto rispondere, sperava almeno che l'avesse letto.

Non l'aveva più rivista

Aveva aspettato a casa per circa un'ora, con la speranza che sarebbe tornata e avrebbero parlato, ma come al solito la bionda aveva deciso per l'ennesima volta di andarsene, evitando di affrontare quella situazione che stava diventando impossibile da gestire.

-Come stai tesoro? -

-Bene- rispose, afferrando la tazza che la madre le aveva offerto -Tu come ti senti? -

-Sto bene, non devi preoccuparti-

Lei sapeva però che non era la verità: sua madre sembrava sempre stanca, anche se cercava in tutti i modi di mascherarlo.

-Hai preso le tue medicine? -

-Sì non devi preoccuparti, ci tengo a stare bene-

-Lo so mamma, lo so- mormorò, stringendo la tazza tra le mani.

-Ora perché non mi dici cosa ti affligge? Nell'ultima settimana sei venuta praticamente tutti i giorni… non che mi dispiaccia ma non è da mia figlia-

-Va tutto bene mamma, davvero- balbettò, appoggiando la tazza sul tavolo

-Come va con la tua coinquilina? -

-Haruka, mamma. Si chiama Haruka! -

-Sì lo so-

-Perché questa domanda? -

-Quando è tornata ho creduto che non ti avrei visto molto… sai prima di partire stavate sempre insieme… e ho creduto che…-

-Va tutto bene, solo che ho qualche difficoltà a gestire lei e Toy nella stessa stanza-

-Oh Michiru, non ti facevo così ingenua- sorrise la madre -Haruka è sempre stata…come dire… molto protettiva nei tuoi confronti ed è normale che per Toy questo suo atteggiamento sia un problema-

Guardò la madre sorpresa dalle sue parole: in effetti non aveva mai pensato quella prospettiva. Non doveva essere facile per nessuno dei due la presenza dell'altro.

-Non ci avevi pensato? Beh cara basterà chiarire le cose con entrambi-

Chiarire le cose...

Non c'era proprio nulla da chiarire… era tutto fin troppo chiaro…

Haruka era ormai al limite e lei non sapeva come fare con Toy.

Si era cacciata in un bel guaio e, se si fermava a pensare, non poteva fare altro che accusare se stessa e nessun'altro.

Era lei l'unica colpevole dell'intera situazione.

Con questa consapevolezza che non faceva altro che tormentarla, salutò sua madre e fece ritorno a casa.

Chiarire le cose…

Come poteva spiegare ad Haruka di cosa aveva bisogno, come poteva chiederle di comprenderla quando neanche lei riusciva a capire cosa stesse facendo e, allo stesso modo, come poteva spiegare a Toy che per tutto quel tempo non aveva fatto altro che mentirgli, che la persona che amava non era lui.

-Scusi? -

Si voltò per trovarsi davanti una ragazza che la fissava.

-Abita qui Haruka Tenou? -

-Haruka? - ripeté sorpresa, fissandola.

-Ho suonato il campanello ma… questo è l'indirizzo- affermò, controllando su un foglietto di carta che poi conservò nella tasca dei jeans.

-Forse non è ancora tornata- rispose, continuando a fissarla, mentre si chiedeva chi fosse.

-Quindi non ho sbagliato, abita qui- affermò la ragazza, guardandosi intorno mentre si toglieva gli occhiali da sole -Tu devi essere Michiru, io sono Sabri- disse la ragazza, porgendole la mano.

La strinse con riluttanza, continuando a fissarla mentre una strana sensazione si faceva strada dentro di lei.

-Come hai detto che ti chiami? - aveva usato un tono antipatico, ne era consapevole, ma proprio non era riuscita a trattenersi: quella ragazza non le piaceva.

-Sabri- rispose, senza scomporsi, continuando a sorriderle come se fossero amiche, facendola infuriare ancora di più.

Ricordava di questa Sabri, Haruka l'aveva nominata quando le aveva detto di averla chiamata, però non aveva intuito che fossero così amiche, tanto da spingerla a venirla a cercare.

Si voltò senza aggiungere altro, troppo presa dai suoi pensieri e aprì la porta, facendola accomodare. Si guardò intorno e subito fu consapevole della sua presenza: non sapeva spiegarsi come, sapeva solo che lei era lì.

-Haruka hai visite- annunciò, appoggiando le chiavi sul tavolino, fermandosi a guardarla, quando con sguardo confuso uscì dalla cucina, bloccandosi quando i suoi occhi si fermarono sulla ragazza.

-Che ci fai tu qua? - domandò la bionda, lanciando uno sguardo verso di lei per poi tornare a concentrarsi sull'altra.

-È questo il modo di salutarmi? - protestò, avvicinandosi alla bionda ancheggiando vistosamente -sei davvero scortese-

Strinse forte le mani in un pugno quando vide il corpo snello della bruna stringersi forte a quello di Haruka, stringendola in un abbraccio che ebbe la capacità di farla arrabbiare. Vide le labbra della bionda tendersi in un sorriso mentre la stringeva forte a sé, ricambiando quello che era ben oltre un semplice abbraccio.

-Non volevo essere scortese-

Una strana voglia di afferrarla per i suoi lunghi capelli neri e allontanarla con la forza dal corpo di Haruka la invase, costringendola a stringere ancora più forte le mani.

Vide le gambe lunghe, fasciate in un jeans strettissimo di Sabri sfiorare quelle nude di Haruka, il seno schiacciato in una maglia aderente sfiorare quello della bionda, coperto solo da una semplice canotta…

Si costrinse a voltarsi perché vederla letteralmente avvinghiata all'altra era insopportabile.

-Vedo che sei in forma-

-Forse è meglio se vai a metterti qualcosa addosso- ringhiò, tornando a guardarle.

-Per me stai benissimo così- si oppose Sabri, facendo un passo indietro per lasciar vagare il suo sguardo sul corpo di Haruka.

Che sfacciata

La bionda abbassò il viso sul proprio corpo per poi spostarlo su di lei, fissandola confusa.

-Sta per arrivare Toy, vuoi che ti trovi così? - disse, cercando di mascherare la verità sulla sua reazione.

-Toy? - chiese la bruna, tornando ad avvicinarsi ad Haruka

-È il fidanzato di Michiru-

-Oh…- mormorò, scambiandosi uno strano guardo con la bionda

-Che stupida, non vi ho presentato… Michiru lei è Sabri… Sabri lei è…-

-Conosce già il mio nome, a quanto pare le hai parlato di me, peccato che io di lei non abbia mai sentito parlare-

-Veramente io…-

-Sappiamo entrambe che Haruka è molto riservata, non parla delle persone a cui tiene- disse, guardandola con uno sguardo di sfida, mentre accarezzava il petto della bionda con un gesto fintamente involontario.

-O semplicemente non c'era niente di così importante da dirmi- controbatté a denti stretti, mentre la voglia di strangolarla si fece impellente. Con un sorriso stampato sulle labbra aveva insinuato che quello che c'era tra lei e Haruka era molto più importante del loro rapporto.

-Ok sarà meglio che io vada a vestirmi...- affermò la bionda, afferrando la mano di Sabri per scrollarsela di dosso -…Michiru posso parlarti un attimo… tu aspettaci in cucina, arriviamo subito- continuò, rivolgendosi verso la bruna, facendole segno di accomodarsi nell'altra stanza.

Seguì la bionda per le scale senza dire una sola parola, rischiava di aggredirla e non voleva dare spettacolo, non quando non riusciva a capire neanche lei la sua reazione.

-Non sapevo che sarebbe arrivata- affermò la bionda fermandosi davanti alla porta della sua camera e voltandosi per guardarla -non l'ho invitata io, non so neppure come abbia scoperto dove abito-

-Non devi giustificarti con me, questa è casa tua-

-Non mi sto giustificando…- mormorò la bionda, fissandola negli occhi -volevo solo… lascia perdere- si voltò e afferrò la maniglia della sua porta -dammi cinque minuti, mi preparo e poi ce ne andiamo-

-Vai via? -

-Sta per arrivare Toy… è meglio che la porti fuori-

-Non andartene… se restiamo soli come faccio…- si bloccò prima d lasciarsi fuggire il resto della frase.

-Come fai…cosa? -

-Nulla… solo non andartene… restate qui…c'è cibo abbastanza per tutti…-

-Cosa stavi dicendo Michiru… ti ha fatto del male? - chiese, voltandosi per guardarla con preoccupazione -Cazzo se ha osato sfiorarti lo ammazzo! -

-Non ha fatto nulla-

-Non mentirmi-

-Hai letto il mio messaggio? -

-Sì-

-Allora sai già la risposta…-

-Michiru…io…- mormorò, sfiorandole la guancia.

-Resta qua okay? - bisbigliò, afferrandole le dita e stringendole forte -sarà più facile per me tenerlo calmo…-

Aveva chiesto di Haruka di restare a cena solo perché sapeva benissimo che restare da sola con Toy avrebbe significato dargli false speranze, ora però cominciava a credere di aver sbagliato ad insistere così tanto: quella vipera non aveva fatto altro che restare appiccicata ad Haruka, e vedere la loro confidenza era più difficile che tenere a freno gli ormoni impazziti di Toy. La curiosità di sapere come si erano conosciute, fino a che punto si conoscevano la stava divorando dentro.

Certo non l'aiutava la presenza di Toy che le stava appiccicato, né l'aiutava il fatto che Haruka si fosse appartata con lei, impedendole di sentire cosa si stessero dicendo.

-Come mai così silenziosa-

-Non ho nulla da dire- mormorò, continuando a dedicarsi alla cena. Da quando aveva iniziato a preparare la cena, Haruka e la bruna si erano sedute in salotto senza nemmeno degnarle di una parola. Ogni tanto le sentiva ridere e la cosa la imbestialiva.

-Stai bene? - le chiese, avvicinandosi a lei e poggiandole le mani sui fianchi

-Sto benissimo- rispose, reprimendo la voglia di allontanarlo da lei. Avvertiva il suo petto sfiorarle la schiena e non riusciva a non pensare alla bionda seduta a pochi metri da lei.

-Sembra carina- le sussurrò all'orecchio, facendola rabbrividire.

-Ti piace? - chiese, staccandosi da lui per guardarlo negli occhi.

-Non volevo dire questo- specificò, liberandola dalle sue mani -dico solo che… sembrano così affiatate- continuò, lanciando uno sguardo verso le due.

-Che vuoi insinuare? - borbottò, seguendo il suo sguardo e gelandosi sul posto, quando vide le dita della bionda sfiorare delicatamente il viso dell'altra e poco dopo scoppiare in una risata che non aveva mai sentito.

-È solo che non l'ho mai vista così…- disse titubante, avvicinandosi di nuovo a lei -dovresti essere felice per lei. Sabri sembra davvero una brava ragazza-

-Ma se non la conosci nemmeno! - protestò, continuando a guardare le due parlare e ridere, morendo dentro ogni secondo sempre di più.

Aveva giocato con i suoi sentimenti, si era lasciata prendere dalla paura, l'aveva praticamente spinta tra le braccia di un'altra e ora… faceva male.

-Sei gelosa? -

Si voltò con uno scatto verso Toy per guardarlo negli occhi.

Era gelosa…

-Non essere stupido- cercò di usare un tono sicuro, ma non era sicura di esserci riuscita. Percepiva lo sguardo di Toy fermo su di lei e non aveva il coraggio di guardarlo perché sapeva benissimo che avrebbe capito.

Si era cacciata proprio in un bel guaio e non sapeva come uscirne.

-Michiru? -

-Non essere ridicolo Toy, sono solo preoccupata per lei-

-Non mi hai mai raccontato come vi siete conosciute-

-Al liceo- si limitò a rispondergli, avvicinandosi ai fornelli, fingendo di essere impegnata mentre dentro pregava che non insistesse su questa storia.

Era sorpresa di quella bruttissima sensazione che provava ogni volta che le vedeva insieme e non era sicura di riuscire ad affrontare quella discussione, non quando non era lucida e distaccata.

-Perché sembri sulla difensiva? -

-Non mi aveva parlato di lei- mormorò, pregando di essere convincente, doveva assolutamente cercare di cambiare argomento.

-Non devi esserne gelosa- cominciò con tono dolce -devi essere felice per lei- le appoggiò una mano sulla spalla, facendola voltare verso di lui -se lei sta bene con Sabri, tu devi accettarlo- le sfiorò il viso -non devi sentirti sola. Ci son io con te-

Chiuse gli occhi incapace di guardarlo, di leggere in quegli occhi che la scrutavano con tutto l'amore che provava per lei. Quelle parole dette per farla sentire meglio ebbero la capacità di farla sentire una persona orribile. Avvertiva un nodo alla gola e gli occhi bruciare, mentre le risate delle due diventavano sempre più difficili da accettare. La paura di averla persa l'attanagliava così forte da renderla incapace di respingere le labbra di Toy che, con gentilezza e amore, sfiorarono le sue. Si lasciò fuggire un sospiro di disperazione quando le sfiorò le labbra con la lingua.

Nella sua mente non faceva altro che risentire la risata di Haruka che non ricordava di aver mai sentito in sua presenza. Si ritrovò a chiedersi perché mai la bionda preferiva l'altra a lei.

Si aggrappò a Toy, stringendo forte la sua camicia per non affogare nel mare di sensazioni che stava provando. Per non lasciarsi travolgere dalla consapevolezza di averla persa.

Avvertì la lingua di Toy invaderle la bocca stuzzicando la sua, mentre le dita si facevano strada sulla sua pelle calda… fu sul punto di tirarsi indietro, di spingerlo per farlo allontanare quando all'improvviso sentì una forza allontanare Toy da lei. Aprì gli occhi e le mancò il respiro quando vide Haruka che teneva Toy bloccato al muro.

-Allora mi spieghi cosa sta succedendo? -

Era strano vederla seduta sul divano di casa sua.

Sabri rappresentava un periodo della sua vita che non aveva creduto possibile far coincidere con Michiru e invece eccola in casa sua, mentre a pochi metri da loro Michiru preparava la cena.

-Come mai sei venuta? -

-Oh Haruka…- sospirò, sorridendo bonariamente -credi davvero di distrarmi con così poco-

-Non voglio parlarne- affermò, distogliendo lo sguardo. La verità era che si sentiva una stupida e trovava praticamente impossibile che lei riuscisse a capire cosa l'avesse spinta ad accettare la situazione. Sabri l'aveva sempre spinta a far valere i suoi sentimenti, a combattere per la persona che amava. Era stata lei a convincerla a tornare e ora non poteva dirle come stavano realmente le cose.

Forse perché nemmeno lei lo aveva capito.

-Okay… sono venuta a trovare degli amici e siccome non ti fai sentire ho deciso di venire io da te-

-Amici eh? - chiese la bionda, guardandola con malizia – e dimmi ci sarà anche…-

-Non ci sarà nessuno. Mi sbagliavo, avevi ragione okay? -

-Ce l'ha piccolo? -

Sorrise vedendola arrossire per quella domanda: fu un attimo, un leggerissimo rossore che fu subito spazzato via dalla sua irruenza.

-Al contrario è davvero dotato, peccato che non lo sappia usare-

-Ci sei stata a letto? -

-No… in discoteca-

La guardò stupita da tanta spudoratezza per poi scoppiare a ridere -sei incredibile…almeno ti è piaciuto? -

-Ti ho appena detto che non sa usarlo… ho dovuto provvedere da sola-

Si guardarono un istante per poi scoppiare a ridere: le erano mancati questi momenti con lei. Sin da quando si erano incontrate si era sempre mostrata una ragazza allegra e solare, capace di farle dimenticare qualsiasi cosa l'affliggesse.

-Sono contenta che sei venuta- ammise, sfiorandole la guancia quando le scostò un capello dal viso -mi sei mancata-

Stare con Sabri era un po' come quando trascorreva i pomeriggi in compagnia di Usagi, con l'unica differenza che la prima era più smaliziata della bionda.

-È davvero bella, sai- mormorò, facendosi improvvisamente seria -dovresti lottare per prendertela-

-Non è così facile… c'è lui ora-

-Non possiamo mica darle torto-

-Cosa intendi? - chiese, guardandola guardinga.

-È davvero un bel tipo, questo non possiamo negarlo-

-Ti piace? -

-Perché a te no? - domandò, lanciando uno sguardo verso la cucina -secondo me è anche ben messo-

-Oh ma dai, smettila-

-Chissà se ci starebbe se ci provassi con lui-

-Ma cosa stai dicendo? -

-Pensaci… è davvero un ottimo piano… lui la tradisce così lei può lasciarlo…-

-Lo faresti davvero? -

-Vuoi che lo faccia? -

-No- rispose senza esitazioni, non voleva in nessun modo coinvolgere anche lei in tutta questa storia, già complicata.

-Mi vuoi dire cosa è successo? -

-Ci siamo baciate- mormorò, evitando il suo sguardo -ci siamo baciate… ma non è cambiato nulla-

-Lei ti vuole Haruka, non devi arrenderti-

-Non mi va di parlarne ora- affermò, alzandosi all'improvviso.

-Ma dove vai? -

Non le rispose, si limitò a dirigersi in cucina perché non aveva più voglia di restare da sola con lei.

"Non devi arrenderti" le aveva detto e lei non aveva nessuna intenzione di farlo, ma non sapeva davvero come affrontare tutta quella situazione.

Aveva provato a fare l'indifferente, a darle tempo ma non era servito a nulla: quello che provava per Michiru diventava sempre più difficile da nascondere.

Tutti i suoi pensieri si bloccarono quando i suoi occhi si posarono sul corpo di Toy appiccicato a Michiru.

Non andartene…

Risentì le sue parole…

Se restiamo soli come faccio…

La mano di Toy intrufolata sotto la maglietta…

Nulla…

Le dita di Michiru stringevano forte la camicia di lui…

Solo non andartene…

La bocca di lui che si muoveva su quella di Michiru…

Restate qui…

Non ho capito la sua richiesta, non sono riuscita a comprendere il vero significato delle sue parole…

Con uno scatto si avvicinò. Lo afferrò per la camicia scaraventandolo al muro.

-Sei un bastardo…- ringhiò, bloccandolo con un braccio.

-Ma che ti prende? - lo sguardo furioso di Toy non fece altro che aumentare la sua ostilità.

-Cosa credevi di fare? - ringhiò a detti stretti, spingendo il braccio per bloccarlo.

-Haruka? -

Si voltò per guardare il volto di Michiru, non riuscendo a decifrare il suo sguardo: aveva gli occhi spalancati e sembrava spaventata.

-Stai bene? - le chiese, voltandosi verso di lei, allentando la presa su Toy.

-Stai bene? - gli fece eco lui, strattonandole il braccio -ma per chi cazzo mi hai preso? -

-Zitto! -

-Zitto un corno! Ora stai davvero esagerando, Haruka! Toglimi le mani di dosso, altrimenti dimentico che sei una donna-

Si voltò verso di lui, inarcando le sopracciglia al suono delle sue parole -Cos'era una minaccia? -

Lo vide sorridere beffardo alle sue parole -Rassegnati, Haruka. È me che vuole e posso assicurarti che non ho nessun bisogno di costringerla. Lo vuole quanto me-

-Bastardo- lo afferrò per il colletto e lo schiacciò al muro.

-Haruka ma cosa stai facendo? -

-Ti ha costretta? - chiese, ignorando completamente la domanda di Sabri.

Voltò il capo per guardarla negli occhi ma lei abbassò il volto, rispondendo silenziosamente alla sua domanda. Avvertì una fitta dentro, lasciò andare la camicia di Toy mentre cercava di mettere un po' di chiarezza nei suoi pensieri, che stavano combattendo nella sua mente. Rimase immobile a fissarla, combattendo con l'istinto di afferrarla e scuoterla forte per costringerla ad affermare che lui l'aveva costretta, per supplicarla di dire che lei non voleva, che non le aveva mentito, che…

Spalancò gli occhi quando la consapevolezza di averle permesso di calpestare i suoi sentimenti la investì.

Quella stanza divenne improvvisamente troppo piccola, il bisogno di andare via, di allontanarsi da lei le diede la forza di fare qualche passo, distogliendo lo sguardo, non aveva la forza di guardarla.

Non voleva specchiarsi nei suoi occhi e leggervi dispiacere.

Non voleva cedere di nuovo.

-Aspetta Haruka-

Avvertì le dita tremanti di Michiru afferrarla per il braccio…

Il calore di quel titubante tocco avvolgerla immediatamente…

Il disgusto per la sua stessa reazione…

Strinse forte gli occhi quando l'immagine di quelle stesse dita stringere forte la sua camicia…

-Non toccarmi- sibilò, rimanendo impassibile.

-Fammi…-

-Ti ho detto di non toccarmi- la guardò per un istane per poi lasciare la cucina con il cuore in tumulto, perché nonostante la rabbia e la delusione, il suo cuore soffriva nel vederla in quello stato.

Aveva creduto alle sue parole, aveva davvero creduto al fatto che non…

Aprì con forza la porta della sua camere per sbatterla furiosamente quando la chiuse. Si guardò intorno non sapendo cosa fare: avvertiva l'esigenza di spaccare tutto, di sfogarsi in qualche modo. Iniziò a camminare avanti e indietro per la stanza, ripensando alle sue parole.

Non si possono amare due persone contemporaneamente, Haruka.

-Balle! Tutte cazzate! -

Io non so farlo

-Haruka? Apri per favore-

-Vattene! - urlò, bloccandosi quando sentì la porta essere aperta.

-Non è come pensi… lasciami spiegare…- dichiarò Michiru entrando e chiudendo di nuovo la porta -guardami ti prego e lasciami spieg…-

-Cosa vuoi spiegarmi? - chiese con calma gelida, impedendole di continuare -Eh Michiru? -

-Haruka…- sussurrò titubante, facendo un passo in avanti.

-Quante volte ti sei lasciata scopare? È questo che vuoi spiegarmi? -

La vide sussultare a quelle parole, vide i suoi occhi riempirsi di lacrime e tutta la sua sicurezza svanire dal suo viso.

-Non mi merito questo…-

-E io mi merito quello che mi stai facendo? -

Si fissarono dritte negli occhi senza dire niente, limitandosi a specchiarsi l'una negli occhi dell'altra, troppo sopraffatte dalla rabbia e dal dolore per dire qualcosa, quando un lieve bussare alla porta portò la bionda a distogliere lo sguardo.

-Haruka? Tutto bene? - la voce preoccupata di Sabri ruppe quel silenzio assordante che aveva invaso la stanza -Posso entrare? -

Vide gli occhi di Michiru spalancarsi, chiedendole qualcosa che lei non seppe decifrare.

-Non farla entrare- la sentì sussurrare nell'esatto istante in cui lei aprì la bocca per dirle di entrare.

Quando la porta si aprì vide gli occhi di Michiru cambiare intensità, la vide stringere forte le mani a pugno e respirare profondamente.

-Stai bene? - le chiese Sabri, avvicinandosi a lei e sfiorandole il braccio -ti sei calmata? -

Annuì distratta dallo sguardo dell'altra che fissava le dita di Sabri sul suo braccio.

-Ho interrotto qualcosa? - chiese Sabri, spostando lo sguardo da lei all'altra.

-No, Michiru stava andando- affermò, fissandola dritta negli occhi.

-Io ho bisogno di parlarti- dichiarò l'altra ricambiando il suo sguardo.

-Forse è meglio se vai dal tuo ragazzo- s'intromise Sabri, spostandosi di lato per guardarla -sono riuscita a tenerlo lontano, ma non credo ti aspetterà ancora per molto-

-Questo non ti riguarda- ringhiò, continuando a fissarla negli occhi.

-Davvero Michiru, credo che tu abbia fatto abbastanza per oggi-

La vide avvicinarsi alla porta ed aprirla -Vai da Toy e cerca di tranquillizzarlo- continuò, aspettandola accanto alla porta.

Michiru rimase immobile a fissarla, lanciandole di nuovo quello sguardo che lei non seppe decifrare, o forse semplicemente non volle capire. La vide sospirare debolmente per poi voltarsi e uscire dalla stanza, senza dire nulla. Quando Sabri chiuse la porta, si lasciò cadere sul letto, ripensando allo sguardo dell'altra.

-È meglio così- mormorò, avvicinandosi al letto.

-Non devi più farlo-

-Cosa? -

-Resta fuori da questa storia-

-Ma…-

-Davvero Sabri, stanne fuori- dichiarò, alzandosi per afferrare il casco che aveva sulla scrivania.

-Che fai? -

-Vado via-

-Non puoi andartene- cercò di fermarla -lui ha capito… se ora te ne vai gli fai capire che ha vinto-

-Non me ne frega, non posso restare e vedere quel suo sorriso trionfante-

-Se rimani e ti fai vedere indifferente, ti assicuro che non avrà nessun sorriso-

-Non so se ci riuscirò- ammise, dopo aver riflettuto sulle parole dell'altra.

Non era sicura di riuscire a cenare in sua presenza dopo quello che le aveva detto: non faceva altro che ripensare al suo sguardo.

-Ci sarò io con te-

Non sapeva se fosse la cosa giusta o meno ma il sorriso rassicurante di Sabri la indusse ad appoggiare il casco sulla scrivania e le diede la forza per affrontare quella cena