Il tempo di ritornare alla sua stanza e Santana era già senza fiato e assolutamente agitata. Brittany e lei avevano portato il loro flirtare ad un livello superiore. Beh, forse Santana non aveva fatto niente di diverso dal solito, ma ora Brittany stava davvero ricambiando. Poco prima era successo molto di più di quanto Santana si aspettasse, ma – di nuovo – Santana aveva flirtato decisamente più del solito. Anche soltanto ripensare alla mano appoggiata sulla coscia di Brittany sotto al tavolo di nascosto la faceva avvampare. Non era in grado di dire se Brittany l'avesse effettivamente apprezzato o no, poiché era rimasta tranquilla per la maggior parte della cena, ma Santana non era riuscita a levarle la mano di dosso. E poi durante il film, quando il braccio di Brittany era letteralmente caduto sul grembo di Santana, lei non avrebbe potuto essere più felice. Era la prima volta che Santana aveva sentito che Brittany si stava veramente mettendo in gioco.

Adesso, mentre si infilava il suo semplice bikini nero, non poteva fare a meno di essere un po' in ansia. Dopo tutto ciò che era accaduto, era, a dirla schiettamente, arrapata. Era preoccupata, anche. Non era certa di quanto si sarebbe potuta controllare. Una piccola parte di lei si augurava segretamente che il corpo di Brittany non fosse niente di speciale. Era conscia che, se Brittany fosse stata sexy anche solo la metà di quanto Santana si aspettava, sarebbe stato davvero difficile per Santana non provarci. Tutto questo la rendeva super-ansiosa, perché sapeva che affrettare troppo le cose avrebbe potuto rovinare tutto.

Santana si guardò un'ultima volta allo specchio prima di mettersi una canotta bianca larga e di dirigersi al piano di sotto.

Le ci volle un po' più di tempo del previsto per trovare la particolare stanza che Brittany le aveva descritto, dato che c'erano varie piscine nel resort. Sgranò gli occhi quando, alla fine, capitò nella stanza giusta: il soffitto era completamente fatto di vetro, offrendole una vista perfetta della notte stellata. Ancora più impressionante, tuttavia, era l'effettiva dimensione della vasca idromassaggio. Avrebbe potuto giurare che fosse addirittura una piscina. Forse era un poco più piccola di una piscina, ma non era la solita vasca rotonda che si aspettava. In fondo alla stanza ce n'era una piccola e quadrata con delle panche su tre lati; però sul quarto, quello di fronte al quale si trovava Santana, l'acqua fluiva in un rettangolo un po' più grande, innalzandosi al livello della parte bassa di una piscina. Non era esageratamente grande, ma era molto più grande di qualsiasi idromassaggio che Santana avesse mai visto.

"Ehi!" la richiamò Sam dall'angolo della stanza, tenendo Alex sulle sue spalle. Santana era stata così distratta dall'ambiente da non accorgersi nemmeno di lui.

"È meraviglioso," gli disse Santana.

"Vero," rise lui. "Non ho mai visto una vasca idromassaggio così grande!"

"Avevo il dubbio che fosse una piscina," gli confessò.

"Anch'io," concordò, mentre Santana cominciò ad avvicinarglisi nell'angolo. Alcune sedie sdraio erano allineate lì e Sam stava seduto su una di quelle.

"Brit è appena andata a prendere degli asciugamani," le disse Sam. "Tornerà subito." Santana annuì.

"Mi piace la tua maglia," le disse Kate, desiderando solo un motivo per parlare con la ragazza più grande. Avrebbe sempre voluto avere una sorella maggiore, ecco perché voleva così tanto bene a Brittany.

"Grazie," Santana sorrise alla mini versione femminile di Sam di 9 anni. "Quel costume è davvero carino!" La bambina bionda diede uno sguardo al proprio costume blu e rosa e fece un gran sorriso, imbarazzata.

"Possiamo entrare in acqua adesso?" implorò Alex quando Sam lo mise a terra.

"Va bene, va bene," rise Sam, tenendo i bambini per mano e incamminandosi verso la piscina. Santana si voltò a guardare quando il piccolo mise l'alluce nell'acqua per ritrarlo immediatamente con un piccolo "Ahia!"

"Te l'avevo detto che era calda!" gli gridò dietro Kate, correndo verso il bordo.

"Ehi, vai piano," la richiamò Sam. Lei annuì e rallentò fino a camminare. Non appena raggiunse il bordo, Kate immerse lentamente il corpo nell'acqua, ridacchiando nel frattempo. Santana rise nel vedere la bambina tentare di sedersi su un gradino e finire con la testa sott'acqua. Si tirò su velocemente e si sistemò seduta sulle ginocchia. Sam seguì sua sorella in acqua e tese le braccia perché vi saltasse Alex.

"Ho portato gli asciugamani!" chiamò Brittany, facendo girare verso di lei tutti i presenti nella stanza.

Santana spalancò la bocca non appena la vide nel suo costume con una fascia rosa chiaro e slip turchesi. Diede un'occhiata al suo corpo perfetto e scosse la testa.

"Mi stai prendendo per il culo," mormorò a voce così bassa da sentirsi solo lei. Brittany aveva un aspetto assolutamente perfetto. Persino meglio di quanto Santana avesse immaginato. Aveva gli addominali, Cristo. Il suo petto, le sue gambe, la sua pancia. Ogni cosa di lei metteva Santana in agitazione.

"Ehi," le sorrise Brittany, avvicinandosi. Buttò gli asciugamani su una sdraio.

"Ciao," anche Santana le rivolse un sorriso. "Mi piace il tuo costume da bagno," le disse, riuscendo velocemente a frenare la lingua dal fare un commento sul suo corpo.

"Ah, grazie," Brittany sorrise ancora e camminò verso l'idromassaggio. "Vieni?" domandò a Santana mentre si immergeva in acqua proprio accanto a Sam. Brittany si accertò di scegliere il posto che lasciava comunque a Santana la possibilità di sedersi di fianco a lei.

I pensieri di Sam non erano molto dissimili da quelli Santana. Gli era mancata Brittany, tutto di lei. Ma fino a quel momento non si era reso conto di quanto gli fosse mancato il suo corpo.

Ad essere sinceri, anche a Brittany piaceva il corpo di Sam. A chi non sarebbe piaciuto? Era solido come la pietra. Ma non appena Santana si sfilò la sua canotta, la mente di Brittany si ritrovò ovunque fuorché sul corpo di Sam. Quando Santana si voltò verso Brittany, già in acqua, si sentì sollevata nel constatare di non essere l'unica a sembrare in imbarazzo.

Mentre Santana si abbassava nella vasca, con l'acqua calda che lentamente la circondava, Brittany cercò di trattenere i propri occhi dal vagare sulla ragazza accanto a lei. Santana era grata che i getti d'acqua fossero accesi, non per via della bella sensazione, ma perché le bolle d'acqua oscuravano la visione della maggior parte del corpo di Brittany al suo fianco. Non sarebbe stata in grado di guardarla, standole così vicino, ma senza poterci fare niente.

"Guardate quanto a lungo riesco a trattenere il respiro!" li richiamò Alex, catturando l'attenzione di tutti prima di immergere la testa sott'acqua per otto miseri secondi.

"Alex," rise Sam appena si immerse. Quando tornò fuori dall'acqua, Sam gli spiegò: "Ehi, non andare sotto a lungo, capito? Le sostanze chimiche sono forti, questa non è una piscina."

"Ma sembra una piscina," obiettò Alex.

"Non sembra una piscina," gli disse Kate con tono sicuro. Brittany fece una risatina e anche Santana rise.

"Mi piacciono i tuoi capelli," disse Alex a Santana. Sam si mise una mano in faccia, un po' imbarazzato dal suo fratellino.

"Ti ringrazio," gli rispose Santana con voce dolce, toccando delicatamente i suoi capelli leggermente mossi. "A me piacciono i tuoi," sorrise. Il bambino biondo fece un sorrisetto imbarazzato, coprendosi i capelli con le mani. "Saresti super carino con una cresta," gli disse. Lui la guardò confuso, non sapendo cosa fosse una "cresta".

"No, niente cresta," Sam scosse la testa.

"Vieni qua," disse ridendo Santana al bambino, facendogli un cenno. Alex le nuotò vicino, dato che era troppo basso per camminare, e si aggrappò con le mani alle ginocchia di Santana. "Oh, ciao," gli sussurrò lei quando il bambino le si piazzò proprio in grembo. Sam e Brittany ridacchiarono, mentre Kate guardava attentamente.

"Alcuni calciatori fighi tengono i capelli in questo modo," Santana gli spiegò mentre si bagnava le mani e iniziava a spingere verso l'alto e in mezzo alla testa i capelli di Alex che stavano ai lati.

"Io gioco a calcio!" Alex le rivolse un gran sorriso. Brittany fece una risatina, ma si chiese se Santana pensasse veramente che quei tizi fossero attraenti.

"Davvero?" disse Santana ridendo. "Allora sarai perfetto!" Quando finì di sistemargli i capelli, lo mise in piedi sul sedile. Gli indicò di fronte a lui una finestra che, a causa della luce, faceva da specchio.

"Wow!" strillò Alex guardando il suo nuovo aspetto, da figo. "Sam! Guardami!"

"Stai benissimo, piccoletto," gli sorrise. "Chi l'avrebbe mai detto che le creste non fossero sempre da scemi?" aggiunse ridendo.

"Mi piace un sacco," intervenne Brittany.

"Grazie, Sana!" disse Alex, gettando le sue braccine intorno al collo di Santana. Tutti e tre risero al tentativo molto carino di Alex di pronunciare il suo nome, mentre Kate tirò Santana per il braccio che aveva libero.

"Puoi farmi?" domandò la ragazzina.

"Che audace," respirò Brittany nell'orecchio di Santana. Lei, scioccata, si girò verso Brittany, mordendosi il labbro per frenare una risata. Allora la gamba nuda di Brittany si strofinò non-del-tutto-innocentemente contro quella di Santana, facendole contrarre la muscolatura. Lei si fermò, si riconcentrò su Kate e sorrise alla bambina.

"Non ti posso fare una cresta, ma suppongo di poterti fare una treccia, se vuoi?" le propose Santana.

"Sì per favore!" disse sorridendo Kate.

Mentre Santana iniziava a passare le dita fra i capelli di Kate, Brittany non poté fare a meno di sorridere. Era un lato nuovo di Santana, che Brittany non aveva ancora visto: era davvero dolce coi bambini, che finivano per gravitarle intorno. Sembrava anche del tutto naturale. Brittany si rese conto che si trattava semplicemente di un lato di Santana che non aveva ancora visto, ma sapeva che era solo uno dei tanti. Voleva conoscere più lati di lei, lati che in pochi potevano vedere. Non solo la Santana sfrontata, sicura di sé che aveva potuto conoscere quella settimana, ma anche il lato vulnerabile. Quello sciocco. Quello timido. Quello passionale. Quello di chi-ha-dormito-solo-tre-ore. Quello della Santana che balla. Che ride-così-tanto-da-piangere. Che piange-così-forte-che-ride. Voleva vederli tutti. Santana sembrava un incessante mistero. Ogni volta che pensi di essere sul punto di risolvere il mistero, compare una nuova traccia o una prova che distrugge completamente la tua percezione.

"Brit," la richiamò Sam interrompendo il flusso dei suoi pensieri. "La tua spalla è tutta rossa." Brittany abbassò lo sguardo sulla sua spalla sinistra, rossa e leggermente gonfia.

"Già," alzò le spalle, ma non appena lo fece, fece una piccola smorfia.

"Va tutto bene?" le domandò, preoccupato. Il viso di Brittany mostrò la risposta, però.

"Non so perché faccia così male. Non mi ricordo di essere caduta o qualcosa del genere," gli disse.

"È l'osso? O il muscolo?"

"Non è l'osso," scosse la testa.

"Dai, vieni qui," le disse, poggiando le mani sulla schiena di Brittany. Lei, che sentiva davvero dolore, lo assecondò e si alzò in piedi davanti a lui. Sam iniziò a massaggiarle dolcemente le spalle, attento a non porre troppa pressione sul suo muscolo contratto.

"Va bene così?" le chiese.

"Sì," mormorò lei, con gli occhi chiusi. Qualunque cosa lui stesse facendo era così piacevole per la sua spalla, che si dimenticò di tutto ciò che stava succedendo intorno, inclusa la ragazza in bikini di fianco a lei.

Mentre finiva la treccia di Kate, Santana osservò Sam appoggiare le mani sulla schiena di Brittany. Lui sembrava innocente, sembrava onestamente solo aiutando la sua amica che aveva una contrattura. Tuttavia Santana sapeva che non gli stava dispiacendo e, a giudicare dall'espressione sul volto di Brittany, nemmeno a lei.

"Tutto a posto," disse Santana a Kate, che balzò a guardarsi nel riflesso della finestra. La ragazzina sorrise nel vedersi. "Ti piace?" le chiese Santana. La bambina annuì velocemente un po' di volte, aggiungendo "grazie," prima di nuotare dall'altra parte.

"Oh!" sorrise Brittany aprendo gli occhi. "Sei proprio carina!" aggiunse.

"Grazie," mormorò Kate.

"Posso andare laggiù?" domandò Alex indicando la parte più ampia della vasca idromassaggio.

"Solo per un istante," gli rispose Sam. "È tardi, avevo detto a mamma che vi avrei riportati su per quest'ora. Andateci per un attimo, poi dobbiamo tornare su."

Santana s'illuminò in volto al pensiero di rimanere da sola con Brittany.

"Ti ringrazio per essere stata così gentile con loro," disse Sam rivolgendosi a Santana e continuando a massaggiare le spalle di Brittany. Spostò la mano dalla spalla destra, così da poter concentrare entrambe le mani sulla spalla sinistra, dolorante.

"Ahi," sussurrò Brittany.

"Scusa!" le disse in fretta, accorgendosi di aver esercitato troppa pressione.

"Non fa niente," gli rispose, riconoscente perché almeno Sam stava cercando di rendersi utile. "Ah!" improvvisamente Brittany si ricordò. "Ho sentito che la discoteca è aperta domani sera, o forse era la sera dopo. Ma presto sarà aperta, così potrete vederla!"

"Bello!" Sam fece un gran sorriso. Santana, di nuovo, osservò il corpo di Brittany, ora al di sopra del livello dell'acqua, e se la immaginò a ballare. Cercò subito di levarsi di testa il pensiero, col cervello che le diceva di frenare i bollenti spiriti.

"Alex, Alex fai attenzione!" Sam si fermò di colpo, togliendo le mani da Brittany. Suo fratello stava cercando di arrampicarsi fuori dalla vasca idromassaggio, forse per potercisi poi tuffare dentro. "Lascia che ti aiuti!" gli disse Sam, camminando nell'acqua quanto più velocemente riusciva. Alex si fermò e lasciò che suo fratello lo issasse sul bordo. "Scusa piccolo," gli disse quando Alex gli lanciò uno sguardo sconfitto. "Non volevo che ti spaccassi la testa!" sospirò Sam quando il labbro di Alex cominciò a tremolare. "Penso sia ora che andiamo a letto." Alex incrociò le braccia, ma non fece obiezioni. "Kate," chiamò Sam, "vieni e prendi un asciugamano. Tempo di andare a nanna."

"Va bene," lei era d'accordo. Santana fece caso a quanto la bambina si comportasse bene. A nove anni Santana di sicuro avrebbe fatto i capricci.

"Scusateci ragazze," disse Sam a Brittany e Santana. "Qualcuno è stanco," aggiunse indicando Alex.

"Io no!" si difese Alex.

"Non tu, io," cercò di ritrattare Sam. Prese in braccio il fratellino e Kate per la mano, dirigendosi verso la porta tutti avvolti da asciugamani. "Ci vediamo domani."

"Ciao Sam," lo salutarono le ragazze all'unisono. Non appena Sam uscì dalla stanza, Brittany si risedette sulla panca, assicurandosi di mettersi a distanza di tocco da Santana. Raggiunse il suo obiettivo: sedendosi premette una gamba sul lato di quella di Santana.

"Non sono mai stata qui dentro da sola," ammise.

"Non sei da sola," la corresse Santana.

"Lo so, intendevo che non sono mai stata qui senza degli estranei."

"Non sono un'estranea?" chiese Santana.

"Un pochino," scherzò Brittany. Ma era seria: non sapeva poi molto di lei, però allo stesso tempo una strana parte di lei sentiva come se l'avesse conosciuta per anni. "Ad esempio, non sapevo che fossi così brava coi bambini."

"Non ti avevo detto che sono una maga con i bambini?"

"No," Brittany rise piano.

"Oh beh, sì," disse Santana facendo una pausa. "No, mi piacciono i bambini. Sono semplici. Non rendono le cose complicate."

"Già," concordò Brittany. "Hai già avuto modo di passare del tempo con Lincoln?"

"Non ancora."

"Secondo me gli piaceresti molto," ammise Brittany, augurandosi segretamente che Lincoln potesse avere la possibilità di conoscerla. Santana le sorrise prima di notare la spalla gonfia.

"Cristo, la tua spalla," disse sollevando la mano dall'acqua e posandola gentilmente sulla sua pelle. Brittany per poco non ebbe dei brividi al contatto. "Stai bene?"

"Sì, fa solo un po' male," rispose.

"Vuoi che ti…" Santana non concluse la frase, dando però una strizzatina leggera alla spalla di Brittany per far capire cosa le stava proponendo.

"Non sei obbligata," le disse Brittany.

"No, nessun problema, vieni qui." Brittany sorrise, prima alla generosità della ragazza, poi all'idea delle sue mani sulla propria schiena. Si alzò di fronte a Santana, che era ancora seduta sulla panca nell'acqua e allungava le mani per toccarle le spalle. Le strinse piano un po' di volte e domandò: "troppo forte?"

"No, è perfetto," sospirò Brittany, sentendo già sollievo nella spalla. "E poi, audace," sorrise.

"Ho creato un mostro," Santana si mise a ridere e Brittany si unì a lei. Passarono alcuni minuti tranquilli con Santana che premeva delicatamente i muscoli delle spalle di Brittany. Le sue braccia stavano iniziando a stancarsi e lei desiderava di più.

"Sarebbe più comodo se ti sedessi," le suggerì Santana.

"Sì, va bene," annuì Brittany.

"Qui," disse Santana, aprendo le gambe abbastanza da lasciare a Brittany spazio a sufficienza per sedercisi in mezzo. Tirò gentilmente le spalle dell'altra ragazza per farle capire che andava bene.

"Sei sicura?" domandò Brittany, con la voce che tradiva un po' di agitazione. "Sì," la assecondò, quando Santana la tirò leggermente di nuovo. Si sedette sul bordo della panca, così non si stavano toccando più del lieve sfioramento dei suoi fianchi contro le cosce di Santana, e ovviamente le mani di Santana sulla sua schiena. Santana voleva chiudere il divario fra di loro e premere la sua pancia contro la schiena della ragazza, ma sapeva che avrebbe potuto spaventarla. Le sue mani rallentarono, allontanandosi dalle spalle e muovendosi su e giù lungo la schiena. Brittany si sentì in colpa, dato che era solo la sua spalla ad essere dolorante, ma le mani di Santana sulla sua pelle erano troppo piacevoli per fermarle.

"Ho una domanda," mormorò Brittany in un respiro.

"Hm?" chiese Santana, concentrandosi sulla sensazione della pelle di Brittany. Anche se aveva le mani bagnate, sapeva che Brittany aveva la pelle più morbida che avesse mai toccato.

"Pensi davvero che quei calciatori siano fighi? Quelli con la cresta?"

"Cosa vuoi dire?" a Santana scappò una risata leggera. "Tipo, se stavo mentendo o se davvero penso che siano fighi?"

"Voglio dire, sei, uh, attratta da loro?" riprovò Brittany.

"Ah," sospirò Santana. "Intendi perché sono lesbica."

"No! Volevo solo-"

"No," Santana rise piano, "Sto scherzando. Tutto a posto. Posso ancora dire se un ragazzo è attraente, esattamente come le ragazze etero possono dire se una ragazza è attraente," Santana fece questo esempio, prestando attenzione a non inserire Brittany fra le etero. "Non sono attratta da loro, però: la differenza è quella."

"Oh," Brittany sospirò e la sua mente prese il volo. Forse si trattava di quello. Forse, semplicemente, si rendeva conto che Santana era molto attraente. Perché lo era. Probabilmente Santana era la ragazza più attraente che Brittany avesse mai incontrato. Forse si trattava solo di quello, semplicemente riconoscere che fosse attraente. Non significava che fosse attratta da lei, giusto?

Ma il desiderio di scivolare un po' più indietro e contro Santana non sparì e, alla fine, cedette. Le gambe di Santana si contrassero quando Brittany spostò la schiena verso di lei, a premere contro il petto di Santana. Brittany seppe subito che le piaceva il corpo di Santana contro il suo. Forse più di quanto avrebbe dovuto.

"Come va la tua spalla?" sussurrò Santana, soprattutto perché stava proprio faticando a tirar fuori le parole.

"Va meglio, grazie," le sorrise. "Non sei tenuta a farlo," aggiunse.

"No, mi piace," disse Santana, facendosi ancora più vicina all'altra ragazza. La sua testa stava sopra alla spalla destra di Brittany.

"Anche a me," ammise Brittany.

"Davvero?" chiese Santana, il suo caldo respiro che scivolava giù per il collo di Brittany, causandole la pelle d'oca lungo la schiena. "Non ho avuto l'occasione di dirtelo prima," disse con dolcezza Santana, spostando le mani più in basso sulla schiena. Iniziò a massaggiarla con i pollici appena sotto la fascia del costume, le altre dita appoggiate sul davanti. "Hai un corpo pazzesco. Dev'essere tutto quel ballare," aggiunse, cercando di mantenere il suo commento almeno un po' amichevole.

"Grazie," rispose Brittany in un fiato, sentendo il calore salirle in volto. Voleva dirle quanto splendido fosse anche il suo corpo, ma era stata a stento in grado di tirar fuori quel "grazie".

Il tocco di Santana divenne un po' più morbido e molto più audace. Stava facendo tutto il possibile per impedire alle sue labbra di atterrare sul collo della ragazza, ma sembrava impossibile. Toccarla in quel modo, col corpo seminudo premuto sul suo, flirtando. Era davvero troppo. All'improvviso perse tutto il controllo di sé e le sue labbra si diressero dritte verso il punto in cui il collo di Brittany si congiungeva con le spalle. Le sue labbra lo sfiorarono e lo stomaco di Santana fece un balzo.

Brittany rimase senza fiato e tutta l'aria che aveva nei polmoni svanì immediatamente. Santana l'aveva davvero… baciata? Quasi subito, Santana staccò le labbra dalla sua pelle, spostando la testa dal suo collo. Le mani scivolarono via dalla sua schiena lentamente.

"Io… scusami," Santana scosse la testa, sotto shock per quello che aveva appena fatto e anche per l'essersi scusata. "Non volevo…"

"Va tutto bene," rispose Brittany subito. Poteva ancora sentire le labbra sul suo collo, il posto in cui preferiva essere baciata. Non era in grado di spiegare perché il suo cuore battesse così velocemente, più di quanto avesse mai fatto, o perché – lo poteva giurare – le sue mani stessero sudando benché sott'acqua, oppure l'insieme di panico e calma che stava sentendo.

"Scusami," mormorò di nuovo Santana, in imbarazzo e arrabbiata con se stessa. Forse aveva rovinato tutto.

"Ehi, basta," disse Brittany, alzandosi e voltandosi verso Santana. "Va tutto bene, te lo assicuro." L'istante stesso in cui staccò il corpo da quello di Santana, si accorse di quanto le mancasse già. Voleva tornare a sedersi e rimettersi appoggiata a lei. "È stato- è stato piacevole," balbettò, concedendosi di essere onesta con Santana e con se stessa.

"Sì?" le chiese Santana, tirando un sospiro di sollievo mentre guardava un'imbarazzata Brittany. Era il suo lato che preferiva, pensò fra sé e sé. Era il lato che faceva arrossire Brittany quando qualcosa le piaceva ma non era sicura che fosse appropriato che le piacesse.

Appena Brittany si rese conto del modo in cui poteva essere interpretato ciò che aveva detto, entrò nel panico.

"Facciamo un gioco," disse impulsivamente pentendosene subito.

"Un gioco?" domandò Santana, confusa.

"Sì, dai," le rispose Brittany incamminandosi verso la parte più ampia della vasca.

"Quale gioco?" domandò di nuovo, aggrottando le sopracciglia.

Brittany rispose col primo gioco acquatico che le venne in mente: "Marco Polo."

"Solo in due?" chiese Santana, confusa. Ma Brittany non aveva appena ammesso che le era piaciuto quello che era successo?

"Sì, ci gioco sempre in due," mentì Brittany.

"Come vuoi," Santana scrollò le spalle, accettando di fare qualunque cosa lei desiderasse. Dopotutto l'aveva in pratica appena assalita con le labbra, quindi qualunque cosa avesse voluto, Santana si sarebbe adeguata.

Camminarono fino a dove lo specchio d'acqua era più ampio e Brittany si sentiva sempre più scema. Chi gioca a Marco Polo in due? Perché non era mai capace di pensare a qualcosa di scaltro da dire? Faceva sempre così e la cosa la frustrava a non finire. Però voleva ringraziare Santana per prestarcisi, facendola sentire molto meno scema di quanto di norma si sentisse quando faceva una cosa del genere.

"Cavolo, sto andando a fuoco," mormorò fra sé e sé e riferendosi all'acqua ancora bollente che anzi sembrava diventare persino più calda nel lato laddove era più profonda.

"Sì, decisamente," Santana le lanciò un sorrisetto, flirtando. Tirò un sospiro di sollievo quando Brittany scoppiò a ridere e scosse la testa, per niente turbata dal suo essere senza filtro. Era sorprendente quanto sembrasse calma in quel momento, in confronto ad appena mezzo minuto prima.

"Comincio io," disse Brittany, decidendo che fosse giusto così, visto che l'idea scema era stata sua. Avrebbe potuto restarsene seduta a farsi massaggiare la schiena da Santana. Magari guadagnandoci anche un po' di baci sul collo, in più.

Santana annuì e Brittany s'immerse nell'acqua, contando fino a 10. Questo Santana non se lo aspettava, che andasse sott'acqua, ma non appena si rese conto che Brittany le stava dando la possibilità di spostarsi, tutto acquistò senso. Santana arretrò in un angolo lontano e poco dopo Brittany riemerse dall'acqua. Santana avrebbe giurato che osservarla sollevarsi dall'acqua con grazia sembrava una scena da un cavolo di film.

"Marco," chiamò Brittany col sorriso sulle labbra.

"Polo," le rispose Santana senza muoversi. Brittany fece un passo verso di lei.

"Marco," ripeté.

"Polo," disse ancora Santana. Mentre la ragazza faceva un altro passo nella sua direzione, Santana diede un lungo sguardo al suo corpo. Forse il giochino non era stata una cattiva idea, pensò, avendo finalmente il tempo di squadrarle la metà superiore del corpo senza timore di essere vista o interrotta da qualcuno.

"Marco," ripeté ancora Brittany, avvicinandosi all'angolo di Santana.

"Polo," rispose Santana a voce più bassa. Sapeva che in teoria si sarebbe dovuta spostare, ma mentre le si avvicinava la ragazza, ebbe un'altra idea.

"Marco," disse Brittany, confusa sul perché l'altra voce non sembrava spostarsi molto o per niente.

Santana fece un passo nella sua direzione: "Polo".

Brittany sentì che la voce era più vicina di prima. "Marco," provò di nuovo.

"Polo," sussurrò Santana, a solo un paio di passi da lei. Brittany sorrise, pensando di averla quasi presa.

"Marco," disse Brittany un'ultima volta. Fece un altro passo in avanti aspettando una risposta, ma non ne ebbe. Al suo posto, sentì una lieve corrente d'acqua sfiorarle la vita. Poi sentì due braccia posarsi delicatamente sulle sue spalle. Santana era conscia di star facendo una cosa temeraria, ma qualcosa nella reazione calma che Brittany aveva avuto prima le suggeriva che poteva. Certo, Brittany era immobile, ma non era un immobile negativo. Lentamente Santana le cinse i fianchi con le gambe, facendosi praticamente sorreggere da lei nell'acqua.

Brittany tenne gli occhi ben chiusi. Quando Santana si rese conto di cosa stava facendo, prese a batterle forte il cuore. Non era sicura di che cosa l'avesse spinta a farlo, se non la sua attrazione incontrollabile per quella ragazza. Non era la prima volta che era stata attratta da qualcuna, ma non si ricordava di aver mai fatto nulla di così avventato, soprattutto con qualcuna di cui non sapeva neppure se le piacessero le ragazze. Diede un'occhiata al volto di Brittany. Non appena lo sguardo le si bloccò sulle sue labbra, rimase senza fiato.

"Polo," disse in un respiro.

Lentamente Brittany schiuse gli occhi, scioccata nel vedere quanto vicino al suo fosse il viso di Santana. Incapace di tenere a freno le mani, le appoggiò sulle cosce di Santana, che erano avvinghiate intorno alla sua vita. Santana sorrise un poco, felice nel non vederla turbata in senso cattivo.

Gli occhi di Brittany catturarono i suoi, in modo dolce e invitante, poi scesero sulle sue labbra. Le labbra di Santana erano così piene, così baciabili… Santana le inclinò un po' verso l'alto, rendendogliele raggiungibili. Poi si fermò. Non aveva intenzione di prendere l'iniziativa per una cosa così grossa senza l'approvazione di Brittany. Il cuore le batté in petto a sentire il fiato di Santana sulle proprie labbra.

All'improvviso, il peso dell'intera serata di piccoli tocchi fra di loro sembrò come esplodere dentro a Brittany. Sentì un brivido in corpo e le labbra fremere. Incapace di trattenersi oltre, cedette e lentamente chiuse la piccola distanza fra le sue labbra e quelle di Santana.


Nota del team: Woooow ve l'aspettavate? La situazione si scalda! E' stato solo un gesto impulsivo? Si pentirà Brittany? Come reagirà Santana? E Sam? Alcune di queste risposte nel prossimo capitolo. Nel frattempo, per aiutarci a pubblicare più velocemente, non dimenticate di lasciare una review, è gratis!