- L'aura di McCoy era bellissima… Come avorio venato di bianco puro…- disse Kirk
- La tua è ancora più bella – rispose quietamente il vulcaniano.

6. Fusione a tre

Dopo circa un chilometro avvistarono il corpo, seminascosto da tronchi e alghe portati dalle mareggiate.
Era completamente nudo, a faccia in giù sulla sabbia; la risacca continuava a bagnarlo ad ogni ondata.
Spock si lasciò cadere immediatamente accanto al corpo, toccandogli la tempia con due dita.
- E' vivo, ma…- si accigliò, facendo preoccupare ancor più il capitano.
- Giriamolo e portiamolo all'asciutto –
Lo trascinarono indietro.
Era coperto di sabbia e per prima cosa Kirk gli ripulì la faccia e il torace, mettendo in evidenza il volto pallidissimo e dei segni violetti sul petto e sul ventre.
- Spock, cos'ha? Cosa sono questi segni?-
- Non sono sicuro, ma credo che sia stata una medusa-fuoco –
- Ma… non dovrebbero essere molto più a sud? –
- Evidentemente la corrente l'ha spinta fino a qui –
- Perché diavolo è nudo? –
- Ho visto i suoi vestiti più in là. Forse voleva fare un bagno in "libertà", non ne ho idea…-
- Portiamolo al campo e chiamiamo aiuto ! –
- Aspetta… se ricordo bene ci sono dei pericoli immediati. Il veleno, oltre ad essere molto urticante, contiene una potente neurotossina, che crea un forte shock cerebrale. Bisogna agire subito. Prendi delle pietre nere e calde e applicale a rotazione sui segni più gravi, poi ricopri il resto del corpo di sabbia calda. La parte urticante del veleno è termolabile e così attenueremo il dolore. Io cercherò di ridurre lo shock. –
Il vulcaniano posò le dita lunghe e ossute sul volto dell'amico e chiuse gli occhi, concentrandosi; la sua consapevolezza parve ritrarsi dal mondo reale.
Jim si ritrovò di colpo solo di fronte al corpo esanime di McCoy.
Grandi chiazze rosse che sfumavano in filamenti sottili decoravano il torace e le gambe dell'amico in un orrido disegno, mentre si formavano alcune bolle.
Anche le zone intime non erano state risparmiate, rosse e gonfie; doveva essere dolorosissimo.
Gli sembrò impossibile che quel corpo nudo, pallido ed esanime appartenesse al suo amico.
Ebbe paura; per un attimo fu sopraffatto dalla visione dell'enorme vuoto nella sua vita se le ultime tracce di colore fossero sparite dal volto già cinereo, poi si riprese con uno sforzo.
Le sue mani tremavano mentre cercava delle pietre scure e piatte da posare sulle macchie più grandi; poi cominciò a ricoprirlo di sabbia calda e secca, come una coperta, iniziando dall'inguine, ricordando quant'era pudibondo l'amico.
Il vulcaniano era ancora concentrato e assente, ma Kirk vide una goccia di sudore solcargli la fronte e scendere leggera lungo la guancia incavata, per poi cadere sulla sabbia dorata.
Spock, sudare? Oh mio Dio… Che razza di sforzo stava facendo? Che danno aveva subito McCoy?
Quando ebbe finito di ricoprirlo di sabbia dorata lo guardò in faccia; allungò una mano per spostargli alcune ciocche bagnate dalla fronte e di colpo venne risucchiato nel contatto mentale.
Il mondo esterno sparì e gli sembrò di precipitare al buio per un tempo incredibilmente lungo.
Poi sentì la sua mente stabilizzarsi e riconobbe la presenza di Spock, splendente e ordinata come un diamante.
- Spock? – chiamò in qualche modo.
- Jim? Come hai fatto a entrare nel legame? –
- Non lo so, ho toccato la fronte di Bones… Come va? –
- Ho ritrovato la sua consapevolezza, si era ritratta parecchio dalla sfera cosciente a causa dello shock. Ma non riesco a riportarla in superficie. E' terribilmente spaventata. La neurotossina deve avergli provocato incubi spaventosi. –
- Posso fare qualcosa? Posso contattarla io? –
- Prova –
La presenza scintillante si ritrasse leggermente e Jim potè vedere oltre: un'ombra scura che tremava, come un bambino rannicchiato in un angolo.
Si avvicinò ma la presenza sembrò farsi più piccola nel tentativo di rintanarsi.
- Bones – provò a chiamare.
Il tremore si fermò.
- Sono io, Jim –
- Paura, orrore…- sembrò dire, o emanare.
- Bones… Non aver paura. I tuoi amici sono qui –
- No,no, fuggire…-
Allora Kirk avvicinò la propria alma fino a toccare quella dell'amico e in qualche modo la penetrò.
Fu un'esperienza sconvolgente.
Aveva avuto diversi contatti mentali con Spock, ma evidentemente il vulcaniano aveva sempre mantenuto degli schermi alzati, o per lo meno sotto controllo.
McCoy, invece, non aveva controllo di nulla ed era terrorizzato.
Immagini della vita dell'amico, della figlia, di se' stesso visto con i suoi occhi… E le emozioni, una marea di emozioni forti e incontrollate, fra le quali spiccava la loro amicizia e la paura di perderli. La sua peggior paura.
La consapevolezza di Kirk rischiò di essere annientata, sommersa da quella marea grezza e potente, quando qualcosa si frappose fra lui e l'ondata, come uno schermo di energia azzurrognola e trasparente.
Spock, ovviamente. Aveva avuto sempre il controllo della situazione.
- Jim – lo chiamò – tutto bene? -
- Sì, sono solo un po' scosso. Entrare nell'intimità così profonda di Bones… Spock, aiutami a contattarlo senza essere sopraffatto -
- Cosa vuoi fare? –
- Rassicurarlo. Emanare emozioni positive finchè non riuscirà a riconoscerci. Puoi farlo?-
- Sì, posso. Dovrei essere io a tentare, data la mia maggiore esperienza, ma credo che tu sia più adatto di me ad … emanare emozioni. Stai attento –
Lo schermo scintillò leggermente e si aprì come un piccolo spiraglio.
L'aura di Kirk si spinse delicatamente all'interno, emanando pensieri e immagini positive. Sereni paesaggi, suoni dolci e fruscianti, ma soprattutto scene di loro tre insieme nei loro momenti migliori, tra battibecchi e risate e filosofie da strapazzo attorno ad un fuoco.
I pensieri di terrore si attenuarono, l'ombra nera smise di tremare e si schiarì, fino ad assumere una calda sfumatura avorio venata di bianco.
Era bellissima, si accorse Kirk.
- Jim? – chiese la presenza di McCoy.
- Sono qui, Bones – Kirk emanò l'equivalente mentale di un sorriso.
- Spock? –
- Eccomi, Leonard. Siamo qui. Non aver paura. Erano solo incubi dettati dall'alcaloide di una medusa-fuoco che ti ha colpito in acqua -
- E' stato… terribile. Ora sto meglio. Grazie –
Di colpo Kirk si ritrovò nel suo corpo, esausto e con un senso di nausea.
Scivolò sulla sabbia calda, ansimando, mentre Spock allontanava la mano dal viso del dottore.
Questi aprì gli occhi azzurri e li fissò.
- Avete creato una fusione mentale a tre… non era mai successo. E' stato molto… strano–
- Come ti senti? - chiese Spock con insolita dolcezza.
- Bene, tutto sommato. Gli incubi son passati, ma non credo di poter muovere un solo dito…-
- Non preoccuparti di questo, riposa – gli disse Kirk, posandogli una mano sulla spalla insabbiata .
- Spock – disse il dottore, guardando il primo ufficiale con occhio professionale – non ha un bell'aspetto –
Kirk si voltò verso il vulcaniano e si accorse che aveva il volto pallido; le guance scavate esaltavano i tratti alieni del suo volto.
- E' stato uno sforzo non indifferente raggiungere la tua consapevolezza e schermare anche quella di Jim. Mi riprenderò a breve –
Smentendo le sue parole barcollò leggermente e scivolò seduto.
- Come avete fatto a capire che stavo male? – chiese McCoy.
Spock e Kirk si guardarono per un istante.
- Eravamo in meditazione, sul promontorio, e improvvisamente la sensazione di qualcosa di sbagliato, di urgente ha pervaso le nostre menti. – rispose Spock
- Entrambi? Eravate in una fusione mentale? –
- No, però eravamo in contatto. Jim era riuscito a proiettare la sua mente verso l'esterno e a percepirmi. Un grande risultato, per un umano. Tuttavia la sensazione ha invaso le nostre menti separatamente –
- Io non ho mai fatto parte del vostro Legame! –
- Tu sai del nostro Legame? –
- Certo che lo so, da anni! Sono vostro amico, nonché vostro medico, e non sono cieco. Tante volte ci ha salvato! Ma io? Yawn…- sbadigliò – perché improvvisamente ho tanto sonno? Non riesco a tenere gli occhi apert…-
Si addormentò di colpo.
- È l'effetto della neurotossina; contiene una specie di oppiaceo fortemente sedativo. Credo che dormirà per qualche ora, lo aiuterà a riprendersi – spiegò Spock.
I due amici si guardarono al di sopra della montagnetta di sabbia che era il corpo addormentato di McCoy.
- Spock… Anche McCoy è nel Legame! Tu lo sapevi?-
- No, ma di recente ho avuto qualche sospetto -
- Come è potuto successo?
- Credo dipenda dal fatto che la sua mente ha custodito il mio Katra quando sono morto sull'Enteprise. Frammenti della mia coscienza sono rimasti in lui. –
- E' passato un sacco di tempo! Come mai si manifesta ora? –
- La nostra amicizia si è rafforzata negli anni, così come le esperienze condivise. E McCoy è la persona più empatica che conosca. Credo che sia questo a fare di lui un ottimo medico –
- Spock! Meno male che non può sentirti, sarebbe più scioccato dal tuo riconoscimento che dagli incubi della medusa -fuoco! –
- Allora spero che non glielo dirai…- un accenno di sorriso ammorbidì i lineamenti tirati dalla stanchezza.
Si godettero per qualche istante il calore del sole, riprendendosi dallo sforzo.
- E' stato sconvolgente entrare in contatto con la parte più intima della mente di Bones, nonostante siamo amici intimi da tanti anni. Per te, è sempre così? – chiese Kirk.
- Non so cosa hai provato esattamente, ma la risposta è sì. Venire a contatto con le emozioni dell'ego umano, così potenti e sconnesse, è sempre difficile. –
- L'aura di McCoy era bellissima… Come avorio venato di bianco puro…-
- La tua è ancora più bella – rispose quietamente il vulcaniano.
- Tu… vedi la mia aura quando ci tocchiamo telepaticamente?- Kirk rimase senza fiato.
- Certo. Anche tu hai visto la mia, no? –
- Era un diamante purissimo, perfetto e scintillante, ma tiepido al tatto –
- Grazie. Un'aura di questo tipo per un vulcaniano è considerata di grande pregio. Anche se in un vulcaniano puro e ben addestrato dovrebbe essere… freddo – un accenno di ironia emerse nella risposta.
- Sono contento che non lo sia. Come è la mia? –
Il vulcaniano impiegò qualche istante a rispondere.
- E'… diversa da qualunque altra abbia mai visto. Il colore dominante è il rosso scuro, cupo e normalmente opaco, ma si accende spesso dall'interno di bagliori che la trasformano in una specie di rubino. Qualche volta ha delle venature dorate –
- Tu mi vedi così? – Jim era senza parole, - Spock, ma tu…-
Si interruppe e si schiarì la voce.
Si guardarono in silenzio; Spock, come la sera prima, aveva abbassato tutti gli schermi della logica e del controllo e il suo sguardo era pieno di emozioni, k'ho-nar *.
Kirk sentì il cuore accelerare e si accorse che le loro auree si stavano di nuovo espandendo fino a sfiorarsi.
- Ecco, adesso la tua aura è venata d'oro – disse il vulcaniano, sommessamente.
Kirk deglutì.
- Ho capito, succede quando ci tocchiamo nel Legame –
- Sì, lo so –
- E' questo che provano i vulcaniani quando creano un Legame per la vita? Questo che hanno provato i tuoi genitori, i tuoi nonni, Zar e Wynn? –
- …Sì –
- Spock, è meraviglioso. Grazie –
- Non è merito mio –
Kirk guardò verso McCoy.
- E ora? Cosa succederà con Bones? –
- Non lo so, non so se la cosa si ripeterà o meno. –
- A me non dispiacerebbe…E' bello sentirvi sempre insieme a me. –
- Anche a me, anche se le emozioni di Leonard sono una vera sfida per il mio autocontrollo…-
Kirk ridacchiò, spostando i capelli dalla fronte dell'amico addormentato.
- Anche io mi sento sfinito –
- Vuoi dormire? Resterò io a vegliare -
- No. Credo che dovremmo fare uno sforzo e tornare al campo. Riposeremo lì, tutti quanti. –
- Ma Jim, tu sei esausto e il campo è distante almeno tre chilometri… -
- E' un ordine, non discuta, signor Diamond! –
- Sì, capitano –
- Prendiamo McCoy per le spalle e…-
Ma Spock si era già alzato con il dottore in braccio, senza alcuno sforzo apparente.
Rimase per un istante così, la tunica che svolazzava alla brezza, la sabbia dorata che scivolava via dal corpo nudo e abbandonato dell'amico, illuminato dal sole, contro il cielo blu di Risa.
Una bellezza struggente.
Come una Deposizione del Cristo di Michelangelo.

-

*k'ho-nar : sentirsi completamente esposto

Vi prego, lasciate una traccia del vostro passaggio: noi scrittori viviamo di questo! Altrimenti dovrò riprendere a mangiare...