A Willow sembra ancora strano che il Sunnydale High sia stato ricostruito. Era abituata al fatto che non ci fosse più un liceo lì. E invece l'hanno riedificato. Hanno ragione, bisogna andare avanti. E lei è pronta a ricostruire sulle macerie della sua vita distrutta, un nuovo futuro, se non proprio felice, quantomeno sereno. Con Spike. Almeno per ora.
Suona la campanella per la fine delle lezioni, e i ragazzi cominciano ad uscire. Willow cerca Dawn con lo sguardo. Eccola, le fa un cenno per farsi notare, Dawn saluta gli amici e le va incontro.
«Ciao Will! È successo qualcosa? Come mai sei qui? Ti manda Buffy?»
«No. Per la verità vengo per conto di qualcun altro. Spike mi ha chiesto di venirti a prendere, perché vuole parlarti e.. bè, è giorno, lui non poteva venire...»
Willow si incammina, e Dawn la segue. La ragazzina è un po' stupita. «[Prima Willow aiuta Spike quando è completamente impazzito, e neanche Buffy era riuscita a fare niente. Poi Spike mi telefona per chiedermi dov'è Willow. E ora la usa anche come messaggera...]» Dawn non ci vede chiaro: «E perché Spike vuole parlarmi? Ma... sta bene, ora, vero? Non è mica impazzito di nuovo?»
«No, si è completamente ripreso, a parte le ustioni che ancora gli fanno un po' male.»
«E dove sta, adesso?»
«In questo momento, nella mia stanza all'università.»
«Ah.» Dawn non ne è troppo sorpresa «E.. come mai?»
«È venuto da me ieri sera, e si è.. trattenuto. Vedi, Dawn... io e lui abbiamo deciso di... provare a stare insieme.»
«Vuoi dire insieme *insieme*?»
Willow annuisce.
«[Allora avevo ragione. C'era qualcosa che non andava!] Ma io credevo che tu e Tara… e lui e Buffy…»
«Io e Spike non ci amiamo, se è questo che vuoi sapere. Ma io non potrò mai più stare con Tara, e lui non potrà mai stare con Buffy, e abbiamo visto che stando insieme ci.. aiutiamo a vicenda a superare la solitudine e... il dolore. Non ci facciamo illusioni. Però, per ora, stiamo bene, per cui...»
Willow sorride come se fosse la cosa più normale del mondo, ma in effetti aveva un po' paura di come l'avrebbe presa Dawn. La ragazza rimane silenziosa per tutto il resto del tragitto. Arrivate, Willow la saluta.
«Dove vai?», le chiede Dawn.
«Penso che dovreste stare un po' da soli, avete un sacco di cose di cui parlare. Sarò qui in giro, se mi cercate.»
Dawn entra e rimane qualche momento sulla soglia, per abituare gli occhi all'oscura penombra della stanza. Spike è in piedi, davanti al letto. Deve essersi alzato appena l'ha vista, per andarle incontro, ma qualcosa l'ha bloccato, ed è rimasto fermo lì, e le sorride, quasi timoroso.
«Ciao, Dawn. Grazie di essere venuta.»
«Willow ha detto che volevi parlarmi.»
«Sì. Io... ecco... Mi sei mancata, briciola.»
E a lei è tanto mancato sentirsi chiamare così. Corre ad abbracciarlo, e lui le accarezza i capelli. Quando Dawn si stacca per guardarlo in faccia, Spike si passa veloce una mano sulla guancia, ma lei ha notato lo stesso i suoi occhi lucidi.
«Credo di avere.. un sacco di cose da raccontarti, vero?», le dice lui, serio, nonostante il sorriso che non riesce a togliersi dalla faccia.
«Bè, tanto non ho nulla da fare!»
