Non mia.
Clarke bussò alla porta. Non le importava fosse notte fonde. Non le importava che ora fosse. Lei sapeva che Octavia non era addormentata. Glielo aveva detto pochi giorni prima, le aveva detto che non riusciva a dormire bene da qualche giorno, ma Clarke sapeva che era più di qualche giorno. Octavia le aprì in pochi secondi. Indossava solo un paio di pantaloni di tuta nera stropicciati e un top sportivo del medesimo colore. I capelli le ricadevano sciolti sulle spalle e aveva gli occhi leggermente lucidi. Per un secondo si chiese se non l'avesse svegliata e i sensi di colpa iniziarono ad annidarsi nel suo stomaco. Proprio mentre stava per scusarsi, Octavia si spostò invitandola ad entrare.
Nessuna delle due ragazze disse nulla mentre Clarke entrava. Si guardarono un attimo negli occhi, occhi che parlavano da se, occhi che avevano tante cose da dirsi, occhi che avevano sofferto abbastanza per capirsi. Entrambe sapevano per quale motivo Clarke era lì, Octavia non lo avrebbe mai ammesso, ma nessuna delle due avrebbe potuto vivere senza l'altra. Non accadeva spesso, ma quando accadeva era un'esplosione. L'una sapeva esattamente cosa voleva l'altra, si capivano con un solo sguardo, un solo gesto. Clarke sapeva perfettamente tutti gli stati d'animo di Octavia e come trattarla quando si trovava in ciascuno di essi; Octavia sapeva benissimo quali gesti faceva Clarke quando era in ansia, quando era felice, quando era preoccupata, quando era triste o eccitata e sapeva benissimo quando aiutarla e quando lasciare che la bionda combattesse da sola. Qualcuno avrebbe potuto chiamarlo amore. E forse lo era. Ma nessuna delle due era pronta per ammetterlo. Avevano sofferto e il loro passato faticava ad andarsene dalle loro menti. Perché? Perchè Octavia? Clarke non riusciva a capirlo. Lei sapeva solo che aveva bisogno di Octavia e che Octavia aveva bisogno di lei. E avrebbe fatto di tutto per Octavia.
Sanno entrambe cosa succederà. Octavia le fa un piccolo sorriso prima di avvicinarsi. Clarke le prende le mani, succede spesso quando sono sole. E poi Clarke annuisce in accordo e quasi si sente esplodere come la prima volta quando Octavia fa scontrare le loro labbra. All'inizio è un bacio innocente, senza nulla di malizioso. Presto però diventa sempre meno casto e non importa più nulla. A nessuna delle due importa più chi geme prima. A nessuna delle due importa più la possibilità di essere scoperte. A nessuna delle due importa più dei loro passati.
I loro corpi si muovono insieme e le mani di Clarke iniziano a tremare mentre cerca di togliere i pantaloni ad Octavia, cercando di slacciare il bottone con la mano sinistra mentre con la destra la cinge da un fianco. Mentre allo stesso tempo la bruna toglie la camicia di Clarke. E presto nessuna delle due ha più nulla addosso se non le mani esperte dell'altra. Sapevano entrambe che sarebbe stato tutt'altro che romantico. Sarebbe stato pieno di urla e gemiti. Sarebbe stato rude, animalesco. E sapevano entrambe che andava bene così. Sapevano che avevano bisogno di quello. Piacere. Era l'unica cosa a cui potevano pensare di aspirare in quel momento. Presto la bruna avrebbe preso il comando. Clarke sapeva che l'avrebbe fatto, e anche se non lo avrebbe mai ammesso la eccitava vedere Octavia sopra di lei. Non sarebbe durato poco. Spesso durava tutta la notte. Nessuna delle due si stufava mai dell'altra. Si sarebbero addormentate assieme, il braccio di Octavia a circondare il busto di Clarke, e la mano di Clarke stretta in quella di Octavia. Ma la mattina successiva Clarke sarebbe sgattaiolata fuori dal letto prima del risveglio della sua amante. Octavia non sapeva mai precisamente quando la bionda se ne andava. L'unica cosa di cui era certa era che al suo risveglio avrebbe trovato un piccolo biglietto al posto della bionda. Diceva sempre le stesse parole.
"Sei sensazionale"
E Octavia avrebbe sorriso leggendolo. Aspettando pazientemente la prossima sera in cui una delle due si sarebbe presentata dall'altra, per un motivo o per un altro. Avrebbe riposto il bigliettino all'interno del suo baule, insieme a tutti gli altri e si sarebbe goduta per un po' l'odore della bionda ancora presente nel letto, prima di uscire e tornare ad essere la persona tagliente che era. La bionda sarebbe uscita e avrebbe indossato di nuovo la maschera da leader che non avrebbe mai voluto indossare. Ed entrambe si sarebbero pentite di non riuscire più ad essere le persone che erano prima di tutto quel dolore.
