010. Anni

Anni prima di nascere. Anni prima di incontrarlo. Anni prima di crescere. Anni prima di diventare abbastanza adulto per poter comprendere appieno i propri sentimenti. Anni prima di ottenere l'indipendenza. Anni prima di diventare abbastanza potente per imporsi sulla scena mondiale. Tutti quei anni si erano trasformati in secoli. Secoli che per lui iniziavano a sembrare un'eternità. E lui peccava d'impazienza.
Era una di quelle persone che volevano tutto e subito. Perché normalmente era nelle sue possibilità avere tutto ciò che desiderava.
E aveva tutto tranne la persona che realmente desiderava.
Poteva in qualche modo dire di essere nato nel 1584. In quell'anno l'Inghilterra aveva fondato la sua prima colonia sul suo territorio. Virginia. In onore alla sua amata Regina. Però anche lui allora era un territorio vergine. Non era ancora stato colonizzato da nessuno. Anche se dovettero trascorrere altri anni prima che fondassero una città degna di questo nome. Poi Arthur volle che anche lui avesse una buona istruzione e fondò un'università. Anni, anni e anni. Tanti numeri che si susseguivano uno dietro l'altro. Tanti anni. La maggior parte dei quali li aveva trascorsi lontano dall'Inglese, con quel maledetto oceano che li separava. E anche quando Arthur veniva a trovarlo, dopo mesi di navigazione, trascorreva solo pochi giorni assieme a lui. Anni trascorsi in pace e quelli trascorsi in guerra. Erano sempre anni.
Sbuffò, mentre si buttava a peso morto sul divano. Arthur ci stava mettendo anni ad arrivare, a causa del aereo che era stato posticipato.
Già, adesso gli aerei avevano facilitato le loro visite. In poche ore potevano essere uno dall'altro, mentre una volta la traversata durava settimane. E di conseguenza, ora potevano vedersi più volte all'anno.
Prese un muffin al cioccolato dalla confezione che aveva comprato quella mattina, e lo mangiò in due morsi. Ingannava sempre il tempo con il cibo.
Si soffermò un attimo a pensare agli anni che avevano trascorso insieme come coppia. Stavano insieme da un secolo circa. Tra alti e bassi molto bassi. Era capitato in secolo che si trovassero più volte in disaccordo. Ma visto che economicamente lui era stato più forte, alla fine l'aveva sempre vinta. Arthur poi si arrabbiava sempre e lo accusava di imperialismo. Arthur proprio.
Ma nel Novecento lui era una giovane nazione piena di forza e voglia di espandersi. Ed in effetti ci era riuscito. Economicamente dominava il globo.
Per questo motivo Arthur gli portava rancore da diverso tempo, ma almeno ora non provava mai indifferenza nei suoi confronti. Quella l'aveva ottenuta assieme all'indipendenza.
Allungò il braccio per afferrare la lattina di Coca-cola sul tavolino e trangugiarne subito metà.
Gli ultimi vent'anni erano stati forse i più burrascosi. Tra guerre a cui aveva partecipato e aveva poi trascinato Arthur. Litigate a non finire, riunioni sempre più snervanti. Finché non aveva concluso la maggior parte dei conflitti. Ed ora invece di esportare la sua meravigliosa democrazia, si limitava ad esportare armi. Beh, l'economia non si lamentava di ciò, e quindi tutto sommato ciò andava bene. Mh, beh... Aveva causato ben due crisi economiche a livello mondiale, quindi su questo punto era meglio sorvolare. Arthur ancora gli rompeva le palle su quella del '29, e ora ne aveva un'altra da aggiungere al materiale per dannargli l'anima.
Arthur... Aveva passato così tanti anni con lui che quasi poteva perderne il conto. E in tutto quel tempo non aveva fatto altro che amarlo. Non poteva non provare altro tipo di sentimento per lui anche quando litigavano, si combattevano, si detestavano ufficialmente; lui non aveva fatto altro che amarlo. Lo avrebbe sempre fatto. Non avrebbe potuto provare un altro sentimento. Certo, accanto all'amore aveva provato nei secoli molti sentimenti diversi, ma l'amore non l'aveva mai dimenticato. Quello era sempre il sentimento portante.
- Ehi, ma ci sei allora.
Si era girato di scatto al sentire quella voce. Non lo aspettava così presto. Secondo i suoi calcoli doveva essere ancora in volo. Forse da qualche parte sopra l'Atlantico.
- Ma... Non dovevi arrivare più tardi? - era completamente sconvolto dal vederlo lì.
- Perché? Aspettavi qualcun altro ora? - lo aveva guardato male, avvicinandoglisi lentamente.
Alfred lo aveva guardato e poi gli aveva sorriso: - No, sono felice che tu sia già qui.
Lo aveva subito attirato a se, baciandolo con passione.