Capitolo 7 – Naked As We Came
Scuoto la testa basita.
La scena è veramente assurda.
Kendall sta ancora borbottando qualcosa mentre armeggia dietro il telone di plastica.
Immagino stia curando le piantine.
Due paia di occhi azzurri mi fissano in attesa.
Uno impassibile e l'altro decisamente no.
"Shay.." dico e non so se è una risposta implicita alla domanda di Siobhan o un'introduzione.
"Immaginavo." commenta asciutta Mrs S.
"Cosima, per favore..." mormora Shay e io mi dispiaccio per lei.
Se ha pensato che Delphine fosse psicotica non ha ancora visto niente.
Pensa a quando incontrerà Sarah... o Alison.
Presumo che a questo punto sia quasi inevitabile.
Faccio un cenno a Siobhan, che abbassa la pistola.
"Che ci fai quì?" chiedo alla mia ex che ora rimpiange di non essersi accontentata di restare tale.
"Ti ho seguita!" mi dice iniziando a spostarsi in maniera impercettibile dalla pistola e dalla sua proprietaria.
"Pensavi davvero che dopo quello che mi hai detto e lo stato in cui ti ho vista, potessi lasciar perdere?"
Non riesco ad impedirmi di commentare.
"Sì, l'ho pensato. E magari ora vorresti averlo fatto, eh?"
"No." dice in fretta lei e non posso fare a meno di sorridere alla sua caparbia ostinazione,
anche se non credo che sia un'affermazione del tutto vera.
Chiunque sarebbe stufo di questo teatrino.
Sospiro e mi assicuro di avere l'attenzione di mrs S quando estraggo il biglietto da visita stropicciato dalla tasca.
"Delphine ti ha detto che potevi chiedere a me. Che se lo ritenevo giusto, ti avrei detto tutto."
Shay annuisce. Siobhan non commenta, ma percepisco rispetto a poco fa, come uno slittamento dell'atmosfera.
Chissà perché sono da sempre certa che S sappia molto più di tutti noi.
"So che rischio di essere ripetitiva ma devi essere sicura di voler entrare in questa cosa, Shay.
Se ti racconto le cose come stanno dopo non si torna indietro."
Lei si guarda dietro la spalla sinistra, verso l'imponente figura bruna.
Forse pensa che è già un filo tardi per quello.
Quando risponde nella sua voce non c'è traccia di esitazione e per un attimo intravedo il soldato che deve essere stata.
"Sono sicura."
Annuisco e mi avvicino al tavolo dei computer.
Accendo il proiettore e il fascio di luce colpisce il muro dietro di me.
Digito velocemente e l'immagine si forma a caratteri cubitali sulla parete.
"Tre, due, quattro, bi, due, uno..." inizio scandendo bene le parole
"E' un organismo vivente, di proprietà della DYAD, nella figura di Aldous Leekie che ne ha acquisito il brevetto.
E' stato creato e sviluppato in laboratorio, fino a che non è stato possibile impiantarlo in un utero umano."
Shay aggrotta le sopracciglia. Quello che ha sentito è ancora difficile da afferrare, così la tolgo da ogni impiccio.
" 1... sono io." dico.
Lei sgrana gli occhi e a momenti le cade la mascella in terra. Lo capisco che non sa se credermi.
A volte non lo so neanche io se credermi.
Apro una serie di fotografie e le indico una ad una.
Scorrono una dietro l'altra accompagnate dalla mia voce.
"Sarah Manning... Cosima Niehaus... Alison Hendrix... Rachel Duncan... Beth Childs..."
esito un momento e riparto "Katja Obinger... Arianna Giordano... Jennifer Fitzsimmons...
siamo solo alcune di un lotto di produzione del Progetto Leda. In poche parole, cloni."
Mi fermo di botto quando mi accorgo che Shay sta piangendo.
"Mi dispiace..." mormora. E' sopraffatta e io che non mi aspettavo questa reazione,
non posso che guardarla senza sapere cosa altro dire.
"Penserai che sia mostruoso..." inizio ma non so bene come continuare.
Improvvisamente Shay mi butta le braccia al collo e mi stringe con forza.
"E' mostruoso quello che vi hanno fatto." dice e continua a tenermi stretta quasi volesse cancellare tutto il resto.
Da sopra la sua spalla io cerco Siobhan. Ha un'espressione indecifrabile ma ad un certo punto abbassa lo sguardo.
Tutte e tre siamo grate a Kendall che si affaccia da dietro la sua personale nube di fumo e commenta con tono ruvido
"Se il momento strappalacrime è finito, potremmo ordinare da mangiare? Muoio di fame!"
