7° CAPITOLO
"Ma che pizza!" si lamentò Tang-Po.
I cinque Eva erano fermi da ormai venti minuti, niente si muoveva, nessuna comunicazione dal ponte di comando.
"Questo silenzio non mi piace. Dev'essere successo qualcosa" disse Shinji.
"Ragazzi" arrivò loro la voce di Kaji "mi sentite?"
"Signor Kaji?" esclamarono sorpresi Shinji e Asuka, che non si aspettavano di sentire proprio lui.
"Si. Sono io. Ascoltate bene adesso: il nemico è dentro la base. Si tratta di un Angelo con sembianze umane. Si fa chiamare Legato Blue Summers. Il suo obbiettivo è il Terminal Dogma e ha già cominciato la discesa. Dovete fermarlo assolutamente".
"Ma che fine hanno fatto il maggiore Katsuragi e la dottoressa Akagi?" chiese Giovanni.
Kaji non sapeva che dire: comunicare ai ragazzi che erano morte sarebbe stato un colpo terribile per loro.
Ma le parole di Kirishima aveva infuso all'uomo una strana sicurezza, era fiducioso che tutto si sarebbe risolto per il meglio, che Misato, Ritsuko e quegli altri poveretti non erano perduti.
Si mantenne sul vago: "Per il momento non ci sono. Ma ora non pensateci, dirigetevi verso il Terminal Dogma. Le paratie sono già aperte, devo solo schiudere il portello blindato che collega il Central Dogma con il Geo-Front".
"D'accordo" dissero Asuka e Shinji.
Kaji trafficò alla consolle di Shigeru, non era molto pratico di quei comandi, ma li trovò abbastanza rapidamente.
Nel Geo-Front i piloti videro l'enorme portello blindato, posto dietro l'edificio a forma di piramide, che si apriva lentamente.
Intanto, all'ingresso dell'ascensore AR, le guardie lasciate li da Kaji facevano la guardia.
"Cosa facciamo?" chiese uno dei tre.
"Non lo so. Possiamo solo aspettare qui. Le paratie blindate si sono aperte, l'ascensore è sceso fino al Terminal Dogma, ma ora sembra stia risalendo".
"Vorrei sapere cosa sta succedendo. Ehi, non avete sentito qualcosa?"
La guardia puntò il mitra in direzione della galleria che avevano davanti, anche se sembrava non esserci niente.
Gli altri due si guardavano in giro sospettosi, le armi pronte.
La prima guardia fece qualche passo in avanti, si guardò intorno: silenzio e oscurità regnavano sovrane.
Dopo una decina di secondi disse: "Bah, sarà stata solo un…" si interruppe all'improvviso.
"Cosa ti…" chiesero le altre due guardie, che rimasero però a bocca aperta: alle spalle del loro compagno era apparso dal nulla un uomo con un cappotto bianco, che lo aveva toccato con una mano sulla spalla.
Gli occhi della guardia toccata divennero di colpo bianchi, la pelle paonazza, e infine cadde a terra morto.
"Stupidi Lilin" disse Legato "Non siete in grado di usare al massimo il frutto della conoscenza. Che spreco".
Spaventate le altre due guardie spararono contro Legato.
I proiettili lo raggiunsero, e penetrarono anche il suo corpo.
Ma Legato non solo non trasalì neppure, ma in pochi secondi le ferite si richiusero, il sangue uscito rientrò in esse e perfino il vestito tornò integro.
Legato sorrise leggermente e con velocità eccezionale si pose davanti alle altre due guardie, terrorizzate, le toccò e gli fece fare la stessa fine del loro compagno.
Legato si apprestò a salire sull'ascensore che in quel momento si fermò davanti a lui.
"Che umiliazione" pensava Legato "essere costretto a prendere l'ascensore come i Lilin. Rallenta di molto l'operazione. Ma dato che non posso giungere nella zona in cui è custodita Lilith con il teletrasporto, devo adeguarmi. Thoms e Rei sono già li che mi aspettano. Manca solo un ultimo passo, e poi il mio piano si realizzerà".
Mentre stava per entrare nell'ascensore, Legato si fermò, come se sentisse qualcosa.
Sorrise leggermente e disse con calma: "Sapevo che l'avresti fatto Kirishima. Una mossa giusta ma prevedibile quella di usare gli Evangelion per fermarmi. Ho già pensato a questa evenienza".
Con calma Legato estrasse dalla tasca del suo cappotto tre piccole scatole nere, sulle quali vi erano le scritte 4° A, 5° A e 9° A.
"Deve ringraziare la Nerv per aver conservato questi campioni. Andate, miei burattini. Fate il vostro dovere".
Le scatole cominciarono a vibrare, si aprirono di scatto e tre piccoli oggetti avvolti da una strana energia nera si sollevarono da esse e si infilarono nel Central Dogma risalendolo velocemente.
Legato entrò con calma nell'ascensore e cominciò a scendere.
Intanto nel Geo-Front i cinque Eva attendevano che il portello si aprisse per permettere loro di scendere lungo il Central Dogma tramite dei montacarichi.
"Pronti all'azione" disse Asuka.
Quando il portello si aprì, gli Eva si avviarono verso di esso, ma all'improvviso i piloti sentirono uno strano rumore, come se qualcosa di molto grosso si stesse avvicinando a forte velocità dal basso.
Istintivamente indietreggiarono.
E di un tratto videro i tre oggetti avvolti da energia nera, che nel frattempo erano diventati giganteschi, mettersi a mezz'aria davanti a loro.
"Ma che diavolo sono?" chiese Tang-Po.
I tre oggetti neri cominciarono ad assumere una strana forma, ciascuna diversa, e infine l'energia che li avvolgeva sparì.
"Ma quelli…, quelli sono…" Asuka e Shinji erano stupefatti.
Davanti a loro si erigevano il 4°, il 5° e il 9° Angelo.
"N-non può essere" balbettò Shinji "questi Angeli li avevamo già sconfitti e i loro corpi erano stati smantellati dalla Nerv! Come possono essere qui di nuovo interi?"
"Non ci capisco più nulla! Ma li abbiamo già sconfitti. Possiamo rifarlo" affermò Asuka.
"Non credo" si inserì Giovanni.
"Eh?! Perché?"
"Io ho letto i rapporti sulle battaglie contro questi Angeli. E in tutti e tre i casi li avete sconfitti per caso o in condizioni particolari".
Shinji ci rifletté sopra: Giovanni aveva ragione.
Il 4° Angelo Shinji lo sconfisse solo perché in quel momento si era scagliato incurante di tutto contro di esso, l'Angelo lo aveva infilzato, bloccando cosi le sue fruste energetiche e permettendogli di colpirlo al nucleo. Ma era stato un caso. L'Angelo per un pelo non colpì l'Entry Plug. Oppure se avesse mirato ad un altro punto, come la testa, avrebbe distrutto l'Eva-01.
Il 5° Angelo era stato sconfitto anch'esso per un pelo con l'operazione Yashima, che certo in quel momento non si poteva ripetere.
E il 9° Angelo lo avevano battuto abbastanza facilmente solo perché i tre Eva tentavano di raggiungere la superficie attraverso lo stesso condotto usato dal nemico, e si erano ritrovati sotto il suo unico punto debole, il grande occhio da cui colava quel liquido corrosivo.
Si, questi tre Angeli li avevano sconfitti per caso o in condizioni particolari.
E poi Shinji notò una cosa: il nucleo del 4° Angelo aveva un colore strano, era sempre rosso, ma un rosso molto scuro, spento.
"Anch'io ho letto quei rapporti" disse Jean-Luc "ma adesso siamo in cinque. Non dovremmo avere troppi problemi".
Come in risposta un bagliore partì dalla fessura perimetrale del 5° Angelo.
"Attento Jean-Luc!" gridò Shinji, che con il suo Eva-01 si lanciò contro l'Eva-00 Beta per farlo spostare.
Appena in tempo: mentre i due Eva si gettavano a terra, il punto in cui si trovava l'Eva di Jean-Luc esplose.
"Ti devo un favore mon ami. Come lo…"
"Questo Angelo utilizza come arma un fascio di particelle accelerate, che sono visibili solo di notte. Il raggio con la luce del sole è invisibile. Quello che ti colpisce non lo vedi arrivare".
Shinji si mise una mano sul petto ricordando il dolore che gli provocò quell'Angelo la prima volta che provò ad affrontarlo.
"Non restiamo qui fermi. Spostiamoci!" gridò Tang-Po.
I cinque Eva si sparpagliarono, mentre i tre Angeli cominciarono ad attaccare.
Il 5° Angelo distruggeva tutti i punti dove i ragazzi cercavano di ripararsi, e mentre correvano da un punto all'altro il 4° Angelo cercava di tagliarli a pezzi con le fruste energetiche, mentre il 9° tentava di infilzarli con la punta delle sue zampe. Entrambi mancavano il bersaglio per poco.
Dal ponte di comando Kaji osservava il tutto allibito: "Ma come ha fatto questo Legato a far rivivere quegli Angeli?"
"Non li ha fatti rivivere" disse Wolfwood alle sue spalle.
"Come?"
"E' cosi" si inserì Kirishima "Legato non li ha fatti risorgere, ha solo rianimato i resti partendo da campioni conservati dalla Nerv e utilizzando al massimo le capacità rigenerative proprie di ogni Angelo. Ma quelli che vedi sono solo corpi vuoti, privi di anima, burattini nelle mani di Legato".
"Quei ragazzi hanno un solo modo per batterli: farli a pezzi letteralmente, perché dato che quelli sono Angeli-zombie, colpirli al nucleo non serve a nulla" spiegò Wolfwood.
"Uccide le persone con un solo tocco, si teletrasporta, può rianimare i corpi morti, compresi quegli degli Angeli: ma si può sapere cos'è Legato? Un Angelo d'accordo, ma che tipo di Angelo?" chiese Kaji.
Ma Kirishima sembrava non ascoltarlo, era concentrata su qualcos'altro.
D'un tratto disse: "Wolfwood, dobbiamo andare subito al Terminal Dogma. Legato sta per agire. Andiamo. Kaji, chiedi agli Eva di raggiungerci".
"Ma…" Kaji non finì di parlare perché Kirishima e Wolfwood scomparirono.
Ripresosi dallo stupore, l'uomo contattò i piloti.
Era molto difficile evitare gli attacchi degli Angeli-zombie.
I ragazzi erano in difficoltà, mentre Tang-Po fremeva: "Ora basta, non ne posso più di scappare! All'attacco!"
Tang-Po attivò le braccia potenziate del suo Eva e si scagliò contro il 9° Angelo, che tentava di fermarlo con le zampe.
Ma i thailandese evitava tutti gli attacchi muovendosi con grande velocità.
Raggiunse il nemico e cominciò a riempirlo di pugni. La loro potenza era tale che il corpo dell'Angelo vibrava moltissimo.
"Prendi questo stronzo! E anche questo! E questo!" gridava scatenato Tang-Po.
Di scatto però l'Angelo girò verso Tang-Po uno degli occhi racchiusi in un triangolo che si trovavano sul suo corpo. Dal centro dell'occhio partì un getto di liquido arancione.
Tang-Po lo evitò allontanandosi dal nemico , ma alcune gocce caddero sull'armatura del suo Eva corrodendola e aprendovi dei buchi.
"Merda! E' acido!"
Poi un bagliore proveniente dall'alto attirò la sua attenzione, il ragazzo capì subito cos'era, gridò: "Cazzo!" e si spostò.
Il punto su cui si trovava esplose, mandandolo a gambe all'aria.
"Tang-Po, tutto bene?" gli chiese Giovanni.
"Si, si" rispose adirato.
"Avete notato una cosa mes amis?" si inserì Jean-Luc "Il nemico a forma di piramide non osava far fuoco contro Tang-Po quando era vicino al suo compagno. Credo che…"
"Ho capito cosa vuoi dire" gli rispose Asuka "combattere in maniera ravvicinata il 4° e il 9° Angelo e contemporaneamente farci scudo col loro corpo dal 5°".
"Exactement!"
"E' alquanto rischioso, certo quei due non vorranno collaborare, ma in effetti dobbiamo fare qualcosa, continuare ad evitare gli attacchi non serve a nulla" disse Shinji.
"Ragazzi, ci siete?" giunse loro una voce via radio.
"Signor Kaji, finalmente. Qui è un casino" gli rispose Giovanni.
"Lo immagino, ma il pericolo più grande in questo momento si trova dentro la base. Dovete immediatamente scendere nel Terminal Dogma e fermare Legato".
"E come facciamo con questi qui?"
"Capisco la situazione, ma se non fermiamo Legato, anche se ammetto di non sapere cosa vuole fare, di sicuro succederà qualcosa di terribile all'intera umanità".
"Ma si può sapere chi è questo Legato?" chiese Asuka.
"Non lo so bene neppure io. Ma è molto potente e…"
"E cosa?"
"E sembra che Rei sia con lui".
Shinji e Asuka rimasero senza parole: Rei era con il nemico? Perché? Cosa aveva fatto a quella ragazza cosi dolce e innocente?
Giovanni interpretò bene il loro silenzio e disse: "Asuka, Shinji, andate voi. Ci penseremo noi tre a distruggere questi qui".
"Sei sicuro?" chiese poco convinto Shinji.
"Si. Ho capito che volete molto bene a Rei, e che se dovesse succederle qualcosa senza che voi abbiate fatto niente per impedirlo, ci soffrireste troppo. Per cui andate, non preoccupatevi per noi. I nostri Eva sono più potenti dei vostri".
Shinji e Asuka si guardarono attraverso la finestra olografica, la ragazza disse: "Grazie" e subito si diressero verso il portello che conduceva all'interno della base.
"Bene. Forza ragazzi, copriamoli!" gridò Giovanni.
I tre Eva cominciarono a mettersi in bella mostra davanti ai tre nemici, ad agitarsi per attirare la loro attenzione.
Gli Angeli risposero tentando di colpirli, e non appena Shinji e Asuka si calarono dentro il portello, i tre ragazzi cacciarono le loro armi e urlando caricarono i nemici.
