Fin da quando era piccola, il suo 'Lady Blunt' rappresentava l'amico più caro che avesse.

Ogni qualvolta 'il mondo le voltava le spalle', lui era lì!

Le bastava prenderlo in mano per sentirsi confortata.

Quando poi cominciava a suonarlo, tutto attorno a lei scompariva: esistevano solo lei ed il suo Stradivari.

Quel pomeriggio si sentiva proprio a terra: Haruka l'aveva scacciata senza darle la possibilità di spiegare le sue ragioni e poi c'era il matrimonio con Seiya che incalzava.

Decise di andare nel suo studio per ritrovare il fedele amico di sempre e rilassarsi un po'.

La stanza fu subito avvolta da una melodia celestiale.

L'archetto, mosso superbamente da Michiru, toccava le corde giuste per compiacere chiunque passasse anche solo per caso da quella stanza.

D'un tratto, sentì bussare alla porta. Odiava essere interrotta quando era concentrata a suonare.

"Cosa c'è?" Rispose con tono seccato.

"Michi, tesoro, sono Seiya, posso entrare?"

"Nessuno può disturbarmi mentre suono, lo sai!" Poi pensò: "solo una persona può farlo e non sei certo tu!"

"Ho bisogno di parlarti, ti rubo solo cinque minuti!"

A malincuore la violinista acconsentì.

"Cerca di essere rapido e coinciso!" Tuonò Michiru con tono sprezzante. In quel momento se avesse potuto, l'avrebbe incenerito! Non sopportava quell'intrusione nel suo paradiso personale.

Seiya cominciò ad alterarsi! Alle volte quella donna era davvero insopportabile ma l'amore che provava per lei gli dava la pazienza per affrontare tutti i suoi capricci.

"Ti ricordi di mio fratello Yaten? Arriva da Londra nel tardo pomeriggio con la sua ragazza. Pensavo di andarlo a prendere all'aeroporto e di andare a cenare a Shibuya, in quel ristorante che ti piace tanto: 'il Cedros'!"

Lo sguardo di Michiru si addolcì: "scusami per prima, è solo che mi sento un po' nervosa!"

"Spero solo che il tuo nervosismo sia dovuto al matrimonio!"

"E a cosa se no?" Si affrettò a chiarire la violinista.

Seiya la guardò dritta negli occhi, in cuor suo sapeva che l'incontro con Haruka l'aveva turbata profondamente e temeva che questo avrebbe mandato a monte il loro matrimonio.

Il suo sguardo era talmente profondo che Michiru non riuscì a reggerlo.

"Partiamo alle 19, ok? Tu intanto preparati!"

Le alzò il mento con pollice e indice e la baciò sulle labbra.

Quando Michiru rimase sola, iniziò a piangere. Il senso di colpa la divorava! Avrebbe tanto voluto ricambiare i sentimenti di Seiya ma la persona di cui era innamorata era un'altra e averla rivista le aveva dato il coraggio di prendere un'importante decisione: l'avrebbe riconquistata ad ogni costo!

L'Aeroporto Internazionale di Narita, era un via vai di gente in arrivo ed in partenza.

Michiru non sopportava quella confusione, non quella sera!

Sarebbe volentieri rimasta a casa a riposare, ma non aveva potuto rifiutare l'invito di Seiya, dal momento che suo fratello Yaten tornava a casa per il matrimonio ed era ansioso di conoscere la sua futura cognata.

Il tabellone partenze/arrivi dell'aeroporto, indicava che il volo BA0005 della British Airways, proveniente da Londra Heathrow, era in orario. Sarebbe atterrato per le 19,30.

"Amore, puoi passarmi lo zaino?" Chiese dolcemente Makoto al suo ragazzo.

"Ecco,a te!" Rispose lui porgendole la borsa.

"Appena scesi dobbiamo effettuare il controllo passaporti, ritirare i bagagli e poi c'è la dogana. I soliti quaranta minuti. Meno male che ormai siamo abituati."

La ragazza sorrise. Era entusiasta per quel viaggio. Non vedeva l'ora di conoscere tutta la famiglia del suo fidanzato.

"Ti piaceranno!" Aveva detto lui. "I miei fratelli sono una forza! La loro musica è fantastica!"

E poi c'era la famosissima Michiru Kaioh. Adorava la sua musica, le sapeva regalare emozioni uniche.

"Posso organizzare la festa per 'il suo addio al nubilato'?" Aveva chiesto Makoto a Yaten

"Che domande mi fai? Lo devi chiedere a lei!"

"D'accordo, lo farò senz'altro!"

Makoto Kino era una ragazza determinata dal carattere indipendente, forte e coraggioso. Aveva perso i suoi genitori quando era piccola ed aveva passato la sua infanzia in un orfanotrofio.

Aveva conosciuto Yaten Kou in un locale notturno dove faceva la cameriera, ed era stato subito colpo di fulmine, tant'è che i due avevano subito deciso di trasferirsi a Londra per trovare fortuna.

"Ma quanto ci mettono?" Michiru era ormai al limite della sopportazione dopo più di un'ora di attesa! Ancora due minuti e avrebbe mandato tutto al diavolo!

"Eccoli!" Riprese Seiya.

Dopo i saluti e le presentazioni di rito si diressero a Shibuya per andare a cenare.

"Porca troia!" Esclamò Toshio dopo aver appreso le ultime novità del caso portate da Haruka.

"Già!" Riprese il commissario mentre era alla scrivania intenta ad accendere il portatile.

"Adesso dobbiamo trovare più informazioni possibili su questo orfanotrofio. Rei Hino mi ha accennato che si trovava a Maebashi, nelle prefettura di Gunma a nord di Tokyo e che all'epoca dei fatti era noto come 'il Planetario dei bambini'. Cerchiamo in rete e poi organizziamo il sopralluogo. Magari, andando lì, uscirà qualcosa riguardo quel ragazzino che chiamavano 'Giove'!"

"D'accordo capo! Mi metto subito al lavoro!"

Quando Toshio fu uscito dalla stanza, Haruka presa dallo sconforto, si lasciò cadere sulla spalliera della sedia girevole, alzò il viso verso il soffitto, chiuse gli occhi ed incrociò le braccia.

Cominciò a riflettere sulle parole di Rei: "è tornato per vendicarsi!" "Ci mancava solo questa!" Pensò mentre si arruffava i capelli.

"Allora, dimmi tutto!" La voce squillante e allegra della profiler Setsuna Meiou, la distolse dai suoi pensieri.

"Oh, dottoressa... È lei!"

"Non ti ho detto che dobbiamo darci del tu?"

"Si, scusami!"

"Sembri stanca. Quando mi hai chiamato al telefono avevi un altro tono."

"Pensavo di essere ad una svolta per risolvere il caso ma mi sbagliavo!"

"Ok, dimmi tutto!"

Haruka raccontò per filo e per segno tutto quello che aveva saputo da Rei Hino aggiungendo il fatto che non era riuscita a trovare nessun tipo di informazioni legate al caso che riguardava la morte della mamma del presunto assassino.

"È come se il fascicolo si fosse dissolto nel nulla! So per certo che tutto sia avvenuto all'inizio degli anni 80 perché ho trovato su internet una foto con un trafiletto che parlava della vicenda, ma per il resto nessuno sa niente."

La dottoressa, dopo un attenta analisi disse: "Se è vera tutta la storia, ci troviamo di fronte ad una persona con un intelligenza superiore, molto attenta perché capace di vagliare tutte le possibili situazioni che potrebbero intralciare il suo lavoro e adattarsi di conseguenza. È possibile che abbia previsto la tua intenzione di andare ad indagare sull'omicidio di sua madre e abbia fatto sparire il fascicolo prima che tu andassi a prelevarlo! Non mi stupirei se adesso avesse cambiato strategia, cioè non più divinità e pianeti ma qualcosa di diverso che gli permetta comunque di completare la sua missione."

"Che intendi?" Chiese il commissario con tono curioso.

"Secondo il racconto della miko, 'Giove' si vuole vendicare dei suoi ex amici perché lo hanno tradito, giusto? È possibile che non mandi più il preavviso ma che agisca direttamente sulle vittime prescelte, oppure che si metta in contatto direttamente con te! Magari ti vuole sfidare apertamente dal momento che hai mandato a monte il suo piano originale."

"Bene! Sarò qui ad aspettarlo!"

"Oh, si è fatto davvero tardi!" Disse ad un tratto la profiler. "Che ne diresti di andare a cenare insieme? Se non sbaglio abbiamo una cena in sospeso."

"D'accordo!" Disse Haruka. "Avverto il mio collega e andiamo. Ti spiace se passo da casa a fare una doccia?"

"No, vengo con te, così partiamo direttamente da lì! Ti voglio portare in un posto molto carino a Shibuya: il Cedros, lo conosci?"

"Si, ci sono stata un paio di volte!"

"Ok, allora è deciso!"

"Posso offrirti qualcosa da bere?" Chiese gentilmente la bionda alla psicologa mentre poggiava la giacca sulla spalliera di una sedia.

"Si, uno Scotch con ghiaccio, grazie!"

"Arriva subito!"

"Certo che hai davvero una casa molto carina, curata nei minimi dettagli. Complimenti!"

"Grazie! Sei gentile." Disse mentre le porgeva il bicchiere.

"Figurati."

Setsuna allungò la mano per accarezzarle la guancia e poggiò il viso nell'incavo del suo collo.

"Sai Haruka, tu mi piaci molto! Dal primo momento in cui ti ho vista mi sono sentita subito attratta da te!"

Il commissario rimase a bocca aperta! Non si aspettava certo quella dichiarazione!

In quel momento, l'immagine di Michiru comparve prepotente nella sua mente.

"Sono lusingata..." Disse mentre la allontanava da se. "... Ma sono innamorata di un'altra persona."

"È Michiru Kaioh, vero? Lei sta per sposarsi! Per il tuo bene ti consiglio di dimenticarla!"

Haruka la fissò, poi girò le spalle e si diresse verso il bagno per fare la doccia.

"Posso organizzare la tua festa di addio al nubilato?" Chiese candidamente Makoto alla futura sposa.

"Ma tu guarda cosa mi tocca sentire!" Pensò Michiru mente era intenta a scegliere cosa prendere da bere. "Sei gentile, grazie! Se ti fa piacere fallo pure."

"Evviva!" Esclamò Makoto. "Hai visto cucciolotto, mi ha detto di si!" Disse rivolgendosi al fidanzato.

"Come farai ad organizzare quel tipo di festa se non conosci le sue amiche? Sono proprio curioso!" Le chiese Yaten con tono scherzoso.

"Eh eh, lascia fare a me! Michiru ho bisogno che tu mi dia i numeri di telefono delle tue amiche!" Disse seria, rivolgendosi alla violinista.

Tutti scoppiarono a ridere!

"Ah, è questa la tua strategia? Brava, sei in gamba!" Scherzò il fidanzato dandole una pacca sulla spalla.

"Grazie! È per questo che mi ami, vero?"

"Certo!" E le diede un bacio.

Michiru li guardava incantata. Sembravano così innamorati e poi erano davvero una bella coppia. Avrebbe voluto anche lei essere libera di amare Haruka ma non poteva.

In quel momento sentì la mano di Seiya stringere la sua. Lo guardò, gli sorrise e gli diede una carezza sulla guancia. La violinista sapeva che lui la amava profondamente per questo non se la sentiva di lasciarlo.

D'un tratto la sua attenzione fu attirata da una coppia appena entrata in sala.

Lei era bellissima ed altissima. Aveva lunghi capelli scuri, un corpo perfetto ed un viso angelico. Lui era biondo e... aveva qualcosa di familiare. Assomigliava a... Si scostò leggermente per vedere meglio e si accorse di chi si trattava: "non è possibile! È Haruka! Ed è in compagnia di quella donna che ho incontrato nel suo ufficio!"

Con un gesto brusco, si liberò della mano di Seiya, tant'è che questi si voltò verso di lei per capire cosa fosse successo e, vedendola intenta a fissare qualcosa, cercò di capire cosa avesse rapito la sua attenzione.

Si irritò molto nel vedere chi la ragazza stesse guardando con tanto interesse: "ancora lei!" Pensò.

Facendo finta di niente chiese a Michiru: "cosa c'è? Chi hai visto?"

"Nessuno!" si affrettò a negare.

"Prego accomodatevi." Disse il cameriere facendo strada.

Haruka era sulle spine. Quello che era successo a casa sua l'aveva turbata molto.

Era consapevole del fatto che Michiru si stesse per sposare ma non riusciva proprio a dimenticarla e di conseguenza non riusciva ad iniziare una nuova storia.

"Qualcosa ti turba?" Chiese Setsuna con aria di chi già sapeva la risposta.

La bionda alzò lo sguardo, la fisso e stava per cominciare a parlare quando, scostando leggermente lo sguardo vide la violinista seduta a tre tavoli di distanza: "Michi... E che cazzo! Allora è una congiura!"

Si coprì il viso con le mani per un attimo, poi tornò a guardarla: era bellissima! Indossava un abitino nero, molto semplice ma al contempo elegante, di poco sopra il ginocchio impreziosito da una cintura dorata che metteva in evidenza la sua linea perfetta.

Ogni volta che la vedeva sembrava sempre più bella.

"Haruka, ci sei? Sembri incantata!" La voce della profiler la riportò alla realtà.

"Si, scusami! Cosa stavi dicendo?" Cercò di darsi un contegno. Aver visto Michiru in quel momento, le aveva provocato una forte eccitazione che non riusciva a controllare.

Cercò di distrarsi leggendo il menù.

"Cosa prendi?" Il tono di Setsuna era gentile.

"Per me una bistecca ai ferri! Non amo la cucina giapponese!"

"E da bere?"

"Un 'Daiginjo Manotsuru Sake' del 2004 andrà bene!"

"Ma è vino bianco. Va bene lo stesso?

"Si, si! Va bene!"

Aveva bisogno di bere. Non importava cosa! Voleva stordirsi, per non pensare a niente.

Averla vista in quel posto, vestita in quel modo e in compagnia della sua famiglia le aveva procurato sensazioni contrastanti: voleva scappare ma nel contempo rimanere per godere della sua, seppur lontana, presenza.

Michiru, intanto, fremeva nel vedere l'amore della sua vita tanto in confidenza con quella donna che aveva odiato dal primo momento.

"In che rapporti saranno? Sicuramente staranno insieme! Quella stronza non ha perso tempo a rimpiazzarmi!"

I pensieri si affollavano nella mente di Michiru. Aveva una gran voglia di andare da loro e gridare in faccia a quella donna che Haruka era sua, di mettersi da parte, ma non poteva!

"Amore, è tutto ok? Sembri strana." La voce di Seiya la riportò alla realtà.

"Si, è tutto a posto, sono solo stanca." Gli rispose continuando a fissare l'oggetto del suo interesse.

"Cameriere, posso avere un'altra bottiglia di questo meraviglioso vino?" Chiese la bionda biascicando le parole.

"Non ti sembra di esagerare? Forse per stasera hai bevuto abbastanza!" Setsuna cominciava a preoccuparsi.

"Ma cosa dici? Sto benissimo!" Poi l'attirò a se e la baciò sulla bocca lasciandola di stucco.

"Grazie, sei gentile a preoccupati per me!" Le disse. Poi aggiunse: "Puoi scusarmi, ho bisogno del bagno." Si alzò e si diresse alla toilette.

Il gesto del commissario non era passato inosservato a Michiru che furente, in preda ad un attacco di gelosia, disse: "vado a rifarmi il trucco. Fa così caldo qui!"

Seiya lanciò uno sguardo al tavolo di Haruka e si accorse che non c'era, quindi si rivolse alla violinista e le chiese: "vuoi che ti accompagni?"

"No, non è necessario!" Detto questo si allontanò.

Mentre si dirigeva in bagno, sentiva il cuore in gola. Voleva proprio dirgliene quattro a quella stronza! Come osava baciare un'altra donna?

Aprì con esitazione la porta della toilette e dentro non vi trovò nessuno.

Poi, subito sentì lo sciacquone in uno dei bagni e il suo cuore perse un battito quando la vide venire fuori.

Haruka era ubriaca e non si accorse subito della presenza di Michiru. Poggiò la mano sul marmo antistante al lavandino, come per reggersi, e si allentò il nodo della cravatta. Poi alzò il viso per specchiarsi e, dopo aver aperto il rubinetto, si sciacquò il volto.

"In che rapporti sei con quella donna? La ami?"

La voce della violinista la fece voltare.

"Michi, cosa ci fai qui? Sei venuta a salutare una vecchia amica?"

"Ma cosa dici? Sei ubriaca!"

"Io ubriaca?" Si mosse verso di lei barcollando.

Michiru, per paura che cadesse, le andò incontro e le due finirono l'una nelle braccia dell'altra.

Ci fu un lungo momento di silenzio. Entrambe stavano godendo di quel contatto.

"Dovresti tornare di là dal tuo ragazzo!" Disse Haruka mentre la teneva stretta a se.

Non ci fu risposta da parte di Michiru che, per contro, si strinse di più a lei.

La bionda, allora, la allontanò da se. Sapeva che la situazione poteva diventare pericolosa, dal momento che aveva bevuto e si sentiva particolarmente eccitata.

"È così forte il legame che hai con quella donna da non volermi nemmeno toccare?" Gridò la violinista mentre le lacrime cominciavano a rigarle il volto. Si coprì il viso con le mani e cominciò a piangere, poi si voltò per andarsene ma Haruka la fermò afferrandola per il braccio e attirandola a se. La guardò per un attimo e la baciò. La passione le travolse!

Mentre le loro lingue giocavano a fare la lotta, la bionda spinse la violinista in uno dei bagni e, dopo averla bloccata al muro e averle scoperto il torace, cominciò a baciarle il collo per poi dare la stessa attenzione al seno destro. Leccò e succhiò il capezzolo fino a renderlo turgido.

Michiru si sentiva completamente preda di quella passione che le bruciava dentro. Intrecciò le mani con i capelli biondi dell'altra e sentì la lubrificazione vaginale cominciare a manifestarsi e bagnare le mutandine. Chiuse gli occhi e tirò la testa indietro. Haruka alzò il viso e la guardò per un attimo poi, infilò le mani sotto la gonna e le tirò giù gli slip, si chinò a raccoglierli e disse: "queste le tengo come souvenir!" Le mise nella tasca dei jeans e riprese a baciarla.

Mentre la baciava, toccava quasi con violenza il seno sinistro facendola gemere.

D'un tratto, le allargò le gambe, si sistemò fra di esse e cominciò a massaggiarle le natiche con i palmi delle mani spingendola verso il suo bacino. La sollevò, la fece accomodare su uno di quei fasciatoi che servono a cambiare i bambini, si chinò e, dopo averle baciato l'interno coscia, cominciò a stimolarle il clitoride con la lingua.

La stanza si riempì di gemiti e respiri affannosi. Michiru si sentiva finalmente viva. Il piacere che Haruka le stava donando era qualcosa che le pervadeva l'anima.

Quando il diametro delle piccole labbra aumentò fino a spingerle fuori dalle grandi labbra, La bionda infilò la lingua dentro la vagina e, mimando il movimento del pene, le fece raggiungere l'orgasmo.

Quando Haruka si sollevò, la violinista, ancora scossa dall'intenso piacere che aveva provato, la baciò e poi l'abbracciò rimanendo stretta lei per qualche istante. Poi la scostò, le accarezzò la guancia e le disse: "ti amo Haruka! Ti amo tanto!"

La bionda sentì il suo cuore scoppiare per la gioia! Si poggiò con la testa sul suo petto e la strinse a se.

"Michiru, sei dentro? È tutto ok?"

La voce di Makoto le fece trasalire.

La violinista tenendo sempre stretta a se Haruka rispose: "si, sono stata poco bene! Scusami con i tutti. Arrivo subito!"

"Hai bisogno di qualcosa?" Le chiese con tono preoccupato.

"No, grazie!"

Quando Makoto fu uscita, Haruka guardò negli occhi la violinista. Era rimasta un po' delusa da come Michiru aveva giustificato la lunga permanenza in bagno. Certo, non poteva pretendere che dicesse la verità, stava per sposarsi!

La aiutò a scendere dal fasciatoio e le disse: "esco per prima! Tu intanto rivestiti!"

Michiru la guardò sconvolta: "e mi lasci così? Io ti ho aperto il mio cuore, ti ha dato la mia anima! Io ti amo!"

"Ho commesso un grave errore, perdonami!" Detto questo uscì dal bagno lasciando la violinista disperata.

All'uscita della toilette, trovò Seiya che, preoccupato per la sua ragazza, aveva deciso di aspettarla fuori.

Quando il musicista vide uscire Haruka con gli abiti in disordine realizzò cosa era successo.

La guardò fissa negli occhi e con tono tutt'altro che tranquillo disse: "te lo dico chiaramente ed una volta per tutte: stai lontano da lei!"

La bionda sorrise, poi si voltò verso di lui e rispose dicendo: "altrimenti cosa fai? Che ti piaccia o no, io e Michiru ci apparteniamo! Puoi accettare la cosa oppure no! A te la scelta!" Lo lasciò lì e raggiunse Setsuna al tavolo.

Seiya la seguì con lo sguardo. L'odio per quella donna cresceva sempre di più!

"Sei qui?" La voce dolce di Michiru lo distolse dai suoi pensieri.

"Ero preoccupato per te! Makoto mi ha detto che sei stata male."

"Si." Rispose tenendo lo sguardo basso.

"Ti senti meglio adesso?"

"Non proprio! Ti spiace se torniamo a casa?" Il tono della sua voce era triste, sembrava avesse pianto.

"No, certo che no! Andiamo!" La prese per mano e i due si diressero al tavolo.

"Come ti senti?" Chiesero con tono preoccupato Makoto e Yaten quando li videro arrivare al tavolo.

"Non tanto bene, la porto a casa!" Rispose Seiya.

Intanto Haruka, aveva continuato a bere tant'è che Setsuna aveva deciso di portarla a casa dal momento che ormai era ridotta uno staccio e non si reggeva nemmeno in piedi.

Così, dopo aver pagato il conto, la fece appoggiare a se per aiutarla a camminare. Le due, così abbracciate, passarono proprio davanti al tavolo di Michiru che impotente e presa dalla disperazione cominciò a piangere sulla spalla di Seiya.