7. Ora l'inverno del nostro scontento
«Io l'ho vista più da vicino di tutti voi. Naturalmente, anche in quel caso… con la mia solita classe e fascino».
È reso gloriosa estate da questo sole di York,
E tutte le nubi che incombevano sulla nostra casa
Sono sepolte nel profondo seno dell'oceano.
Ora le nostre fronti sono cinte da ghirlande di vittoria,
Le nostre armi intaccate appese come trofei,
Le nostre aspre sortite mutate in allegri raduni,
Le nostre marce tremende in danze deliziose.
La guerra del volto tetro ha spianato la fronte corrugata,
Ed ora, invece di montare destrieri bardati
Per spaventare le anime di timorosi avversari,
Saltella agilmente nella camera di una dama
Alla seducente melodia del liuto.
(Riccardo III, I, 1)
Una pioggia di tappi di sughero bombardò il malcapitato oratore, facendolo rientrare dal finestrino del treno da cui si era sporto mezzo fuori nella sua declamazione. –Piantala! –Non ne possiamo più! –Dove credi che siamo, al college? –È da due ore che ti esibisci! –Fuciliamolo, ragazzi!
–Ehi ehi ehi, è questo il modo di accogliere l'arte?– esclamò fintamente offeso l'oggetto di cotante contumelie, smessi i panni del duca di Gloucester, afferrando una bottiglia e puntandola come un moschetto, pronto a rispondere al fuoco. –Ringraziate piuttosto, non troverete un altro che vi insegni queste cose ora che tornate a casa! E ringraziate anche che non ho il tempo di lavare l'onta col vino! Tom! Dick! Harry! Stiamo per arrivare a Londra!
Appena il convoglio entrò in stazione tutti i soldati a bordo diedero in un solo urlo di trionfo, per poi sciamare in un fiume di uniformi fuori da tutte le porte e perfino dalle finestre, incontro alle mamme, alle sorelle, alle fidanzate, ai padri che erano venuti a prenderli. Le banchine della stazione si riempirono di abbracci, pacche sulle spalle, risa. Quelli che non avevano nessuno da incontrare o che comunque quella notte dovevano andare in caserma, sacco in spalla, si avviarono in un drappello sparuto fuori dai cancelli.
–E allora tu cosa fai, Tom? La licenza dura poco! Vogliamo passare la serata in un pub a vedere chi di noi finisce prima sotto il tavolo?
–Nah. Io vado a dormire presto stasera. Casa mia è in campagna e le corriere non funzionano. Me la farò tutta a piedi, ma ne varrà la pena per vedere le facce dei miei vecchi quando busserò alla porta! Erano sei mesi che non riuscivo a far avere loro mie notizie…
–Il solito irreprensibile. Io ho voglia di ubriacarmi.
–E io voglio abbordare una ragazza. Non importa chi! Basta che porti la gonna! Sono stufo di vedermi solo maschi attorno quando mi giro!
–E tu invece, signor tenentino? Vieni con noi? Sbaglio o anche tu hai una fidanzata da qualche parte?
–Eh eh eh…– L'apostrofato, dal fisico asciutto e dalla divisa impeccabile, si riempì la pipa di tabacco preso dal taschino e aspirò con gusto roteando gli occhi prima di rispondere ostentatamente: –Be', signori miei… un gentiluomo quale io sono non rivela informazioni compromettenti per una signora! Comunque la mia magione avita non è molto lontana da qui, per cui credo che questa notte mi stravaccherò allegramente a casa… ma non sia mai detto che non vi faccia compagnia nelle vostre gozzoviglie prima, se la cosa vi fa piacere! Dopotutto mi dispiacerebbe lasciarvi senza qualche festeggiamento. Dopo questa licenza probabilmente saremo tutti congedati, e chi s'è visto s'è visto…
–Eh già. Noi torniamo a sgobbare… e tu invece torni a divertirti!
–Sei stato un bel furbo. Ti sei fatto tutta la ferma come ufficiale addetto all'intrattenimento delle truppe. L'avessi VISTA una trincea.
–Te ne torni a casa con la divisa immacolata e una medaglia presa senza colpo ferire. Fossero tutti come te…
Il tenentino sbuffò dalla pipa levando gli occhi al cielo. –Be', provateci voi a cercare di far ridere i commilitoni quando intorno si sentono fischiare le bombe che possono appiattirti a metà di una battuta. A me piace credere di aver svolto un servizio utile. Chi riesce a dimenticare per un paio d'ore la sua paura di morire, poi è meno probabile che muoia davvero. E vi assicuro che non è stato facile. A parte che non è proprio vero che non abbia mai incontrato il nemico…
–Racconta.
–È successo una sera mentre stavamo trasportando le attrezzature di scena in un capannone adibito a ritrovo. Il fronte era a poche miglia. Una pattuglia di crucchi all'improvviso fanno irruzione e ci tirano un paio di sventagliate di pallottole coi mitra… sul momento pensammo che ci avessero preso per le salmerie. In ogni modo… non si erano accorti di me perché ero dietro la porta con la scatola delle spade finte. Così, mentre i miei compagni si buttano dietro le casse, io che faccio? Agguanto una spada di legno e tiro una botta tra capo e collo a quegli scalmanati. Sono caduti come Frankfurter. Per questo ho guadagnato la medaglia. «Sprezzo del pericolo nell'affrontare il nemico disarmato salvando i commilitoni».
–Ma va'. Che storia!
–Teatrale in ogni momento, tu, eh?
–Non so se hai più fortuna o faccia tosta. Dovevi stare vicino a me in trincea, scommetto che non mi avrebbero ferito.
–Il che però dimostra che gli ufficiali non combattenti NON sono necessariamente delle pappemolli, miei cari. Ma non è finita qui. Dopo abbiamo trovato un tipo nascosto in mezzo agli attrezzi, che tremava come una foglia. Un loro disertore. Era lui che stavano cercando. Ci pregò di aiutarlo a scappare, e lo facemmo. Così ho salvato anche una vita in più.
–Bravo l'eroe.
–Per questo ora dovrai offrire il primo giro da bere a tutti. Tanto sei ricco.
–Ehi, non sono soldi miei! E del resto non crediate che ora resterò in panciolle a casa. Devo tornare a Oxford e prendermi la laurea, o il nonno mi disereda. Dopodichè potrò finalmente dedicarmi alla mia carriera…
–Vuoi diventare una stella del palcoscenico anche nella vita, eh?
–Non so immaginare chi potrebbe non desiderarlo. L'ho sognato fin da quando ero alto così.
–Avrai tutte le ragazze ai tuoi piedi.
–Me ne basterebbero un paio di centinaia. Forza, che ne dite di entrare in quel locale là? Scommetto che fanno un'ottima birra… sono tanto di buonumore che invece del primo giro potrei offrirvene due!
–Però ti diamo un consiglio… vacci piano! Tra le donne, la bottiglia e la vita da artista avrai tanti di quei grattacapi che finirai per perdere quella tua bella chioma bionda!
–Già, e allora chi ti filerebbe più? Addio ammiratrici!
Il tenentino, ridendo, si ravviò i capelli fuori ordinanza di cui era evidentemente molto orgoglioso. –Non c'è pericolo, gente. Non c'è pericolo! Questi me li porterò fino alla tomba!
