Grazie, ma...

Hai mai sentito il bisogno di ringraziare qualcuno per ciò che ha fatto per te, ma allo stesso tempo di chiedergli di non farlo mai più?


Riavvolgiamo le lancette dell'orologio di alcuni minuti. Ino aveva appena rilasciato la sua tecnica del capovolgimento spirituale, ed aveva fatto ritorno nel proprio corpo.

Si era ritrovata appoggiata ad un albero, con Naruto ed Hinata in piedi di fronte a lei. Accortasi che la sua amica si era finalmente svegliata, Hinata si era affrettata ad aiutarla a rimettersi in piedi, mentre Naruto aveva chiamato Chōji e Shikamaru informandoli che la tecnica di Ino si era finalmente conclusa.

Ino fece una smorfia, sentendosi stranamente più affaticata del solito dall'utilizzo della propria tecnica. Ringraziò Hinata per l'aiuto, e con la coda dell'occhio vide Toraku legato ed imbavagliato al suolo.

Come lei, Toraku era ritornato in sé, ma malgrado i suoi sforzi, non riusciva a liberarsi di Chōji, il quale si era seduto su di lui per impedirgli di muoversi. Toraku era visibilmente imbarazzato da quella situazione, e con lo sguardo lanciò una supplica silenziosa ad Ino, mentre Naruto se la stava facendo addosso dal ridere.

"Naruto-kun, per favore... non fare così tanto rumore!" Hinata lo pregò sottovoce, cercando di calmarlo. L'ultima cosa di cui avevano bisogno era di attirare ancora di più l'attenzione, e Naruto aveva la brutta abitudine di essere un maestro nel farlo. "S-sveglierai tutti quanti!"

Naruto si strinse la pancia, cercando di restare diritto in piedi. "Hahaha, scusa Hinata! Ma guardalo, è legato come un salame!"

Il viso di Toraku diventò di un colore rosso scuro, ed il ragazzo cercò con ancora più vigore di liberarsi dalla considerevole stazza di Chōji. Hinata dovette reprimere una risatina, dato che quella situazione le sembrava decisamente divertente. Tuttavia si ricompose nuovamente e riportò la propria attenzione a Naruto.

"Penso che possiamo liberarlo, Naruto-kun. P-può esserti sembrato che lui volesse provocarti, ma sono sicura che non era assolutamente nelle intenzioni di Toraku-san. N-non avresti dovuto lasciare che Chōji-san e Shikamaru-san lo legassero in quel modo!" Dentro di sé, Hinata non era stata troppo infastidita dal gesto di Toraku, dato che come risultato della sua provocazione, Naruto si era involontariamente riferito a Hinata come "sua", cosa che le aveva fatto accelerare il battito cardiaco.

Naruto trasse un sospiro di derisione, passandosi l'indice sotto il naso. "Hn, lo credi davvero? Bhè, sono sicuro che non gli importerà troppo di restare legato ancora per un po', dato che tanto male non gli farà."

Toraku lanciò un'occhiata torva a Naruto, ma non disse nulla. Chōji, intanto, si era finalmente alzato, e si stava chinando per alzare la sua preda e caricarsela in spalla per trasportarlo più facilmente. Ma prima che potesse farlo, Ino si era messa di fronte a lui, e con un movimento fluido, aveva tagliato le corde che imprigionavano Toraku.

"Diamine... quindi tutta la fatica che abbiamo fatto per catturare questo tizio è stata inutile..." Si lamentò Shikamaru, prima di borbottare qualcosa del tipo 'Donne problematiche e incomprensibili'.

Ino roteò gli occhi. "Dacci un taglio, Shikamaru. So quello che faccio."

La Yamanaka aiutò Toraku ad alzarsi, e lui cominciò a sfregarsi i polsi finalmente liberi. Si strappò di bocca il bavaglio, e le sorrise.

"Grazie... Felice di sapere che c'è qualcuno di cui possa fidarmi." Prima che Ino potesse rispondergli però, si voltò improvvisamente e puntò un dito accusatore a Naruto.

"E tu...! Perché non hai spiegato loro la situazione invece di lasciare che mi legassero in quel modo?!"
"E dove sarebbe stato il divertimento in quello?" Domandò Naruto, sorridendo con compiacimento.

"Sì, forse tu ti stavi divertendo..." Toraku brontolò tra sé e sé, stiracchiandosi la schiena. "Non devi prendertela così tanto per ogni cosa, sai?"

Apparentemente, Toraku si stava riferendo al combattimento che lui e Naruto avevano avuto poco prima, mentre Naruto, lui stava facendo riferimento allo sfacciato "flirtare" di Toraku con Hinata. Anche se non era questo il caso, dato che Toraku voleva solamente essere gentile, i due furono finalmente in pace l'uno con l'altro, anche se avevano frainteso le rispettive intenzioni.

"Per favore, qualcuno può spiegarmi cosa sta succedendo?" Domandò Chōji, guardando ripetutamente prima Naruto e poi Toraku.

Shikamaru sbadigliò. "Sì, tutta questa situazione è abbastanza fastidiosa, se volete la mia opinione. È abbastanza chiaro che questo tizio non è più una minaccia, ma sono dannatamente certo di voler sapere perché è successo così all'improvviso."

Toraku stava per rispondere, ma Hinata aveva già assistito alla sua tendenza ad essere imprevedibile quasi quanto Naruto, così si fece avanti per spiegare l'intera situazione.

Ino fu in grado di fare da sola le dovute connessioni tra ciò che aveva saputo direttamente "dall'ospite" di Toraku e con ciò che Hinata stava spiegando, ma Shikamaru stava avendo un inusuale quantitativo di problemi.

"Sì, va bene e tutto il resto, ma tutta questa storia non spiega perché Naruto stava ancora inseguendo questo tizio," Il Nara obiettò, puntando un dito a Toraku.

"T-toraku-san ha f-fatto uno scherzo a Naruto-kun, e hanno c-cominciato a litigare un po' tra loro. N-non è niente di s-serio, comunque." Hinata stava balbettando, principalmente perché aveva nuovamente ripensato all'improvviso sfoggio di gelosia da parte di Naruto.

Shikamaru aveva capito che quella non era la storia completa, ma decise di lasciar perdere, volendo evitare ulteriori seccature.

Toraku sembrò ricordarsi improvvisamente di qualcosa, e si rivolse a Shikamaru e Chōji. "Oh, stavo quasi per dimenticarmi! Volevo scusarmi con voi due per ciò che è successo durante il nostro primo incontro. Non era mia intenzione farvi del male, ma è una specie di mio problema." Si stava inchinando in avanti in segno di scusa, e i due chūnin potevano affermare con abbastanza certezza che era sincero, a prescindere dal fatto che loro lo perdonassero o meno. I due amici e compagni di squadra lo studiarono per alcuni secondi, decidendo se potevano fidarsi di lui o meno.

Chōji era sempre stato una persona fiduciosa nel prossimo, ma Shikamaru non era ancora così propenso a lasciarsi andare, dato che la sua natura di valutare tutte le possibilità aveva cominciato a manifestarsi. Poteva facilmente dedurre che Ino ormai si fidava di lui, ma lui non era pronto a cedere così facilmente.

Toraku sembrò rendersene conto, e si inchinò nuovamente. "Quando verrà dato un posto in cui stare a me e ai miei genitori, potrò avere l'onore di invitarvi a cena? Non solo mi sarà data la possibilità di rimediare per le mie azioni precedenti, ma avremo anche l'opportunità di conoscerci meglio. Sono nuovo del villaggio, e mi piacerebbe avere degli amici. Ovviamente, la mia offerta è aperta a chiunque di voi voglia accettare, non solo a loro due."

Chi altri pensava col proprio stomaco più di Chōji? Il quale accettò immediatamente. Naruto, che poteva essere goloso tanto quanto il suo amico, si era mostrato aperto a quell'idea con quasi la stessa velocità. Con Hinata che aveva accettato per la sola ragione che Naruto sarebbe andato, Shikamaru si sentì leggermente più a suo agio con quei tre presenti, e sentì che avrebbe almeno potuto essere educato e accettare, anche se solo per potere tenere meglio d'occhio Toraku.

Ino era felice di vedere Toraku essere così amichevole con tutti, ed anche se le dava fastidio dover tenere segreto ciò che legava lui e Naruto, lei era felice di vedere che Toraku desiderava avvicinarsi a Naruto. Anche lei accettò l'invito a cena, e Toraku ne sorrise di gratitudine.

"Bene, ora che ci siamo occupati anche di quello..." Shikamaru disse a voce alta, attirando l'attenzione di tutti, "Possiamo fare ritorno all'ufficio dell'Hokage per incontrare Kakashi-sensei. Io e Chōji dobbiamo fare rapporto, quindi verremo con voi. Tanto non è che facessi conto di dormire stanotte..."

Tutti i giovani stavano andando alla torre, ma Naruto e Hinata erano rimasti indietro per avere un po' di privacy.

"Hey, Hinata..." la chiamò lui, puntando gli indici uno contro l'altro, "Vuoi venire con noi? So che la torre dell'Hokage è sulla strada per casa tua, e dopo che avrò finito con Kakashi-sensei, speravo di poterti accompagnare a casa. Voglio dire, va bene se tu non vuoi-"

"N-no! Voglio dire, s-sarei davvero felice s-se tu mi accompagnassi a casa, Naruto-kun!" Rispose lei, arrossendo vistosamente.

Ognuno di loro stava andando lì per le proprie ragioni; Shikamaru e Chōji dovevano fare rapporto dopo il loro improvviso cambio di programma durante il turno di guardia, Toraku doveva riunirsi coi suoi genitori, Ino e Naruto avevano ricevuto una chiamata per una missione, e Hinata stava andando con tutti loro semplicemente perché Naruto glielo aveva chiesto.

A pensarci bene, Hinata giunse alla conclusione che quella sarebbe stata la fine del loro appuntamento, cosa che in parte la rattristava ed in parte la agitava. Certamente era stata un'esperienza che nessuno di loro avrebbe potuto aspettarsi, ma alla fine, Hinata si era trovata bene nonostante tutti gli imprevisti. Ma ciò che la rendeva veramente estatica... era che quella notte non era ancora finita. Forse Naruto avrebbe voluto parlarle davanti al cancello frontale di casa sua per un po', e poi le si sarebbe avvicinato sempre più e poi...

Hinata arrossì come un pomodoro maturo al solo pensiero di Naruto che voleva baciarla, e dovette sforzarsi per tenerlo nascosto agli altri. Sarebbe stata pronta per un passo così grande nella loro relazione? Forse Hinata stava pensando troppo, ma non era necessariamente una cosa cattiva, giusto? In effetti, quell'idea cominciava a spaventarla un po'. E se Naruto avesse voluto baciarla così di punto in bianco? Forse in passato Hinata sarebbe stata pazza di gioia per una cosa del genere, ma ora che era stata ad un vero appuntamento con lui, si rendeva conto che voleva che quel suo gesto fosse una cosa nata dal cuore, che lui lo volesse perché cominciava a tenere a lei almeno una frazione di quanto lei teneva a lui. Se questo significava che avrebbero dovuto aspettare più a lungo per baciarsi, allora le sembrava giusto aspettare.

'Naruto-kun mi è sembrato nervoso quando mi ha chiesto di venire con lui...' Pensò tra sé e sé. 'Vorrà davvero... no, è solo la mia immaginazione.' Questi pensieri cominciavano a diventare troppo stressanti per la principessa Hyūga, per cui cominciò a giocherellare facendo toccare insieme le punte dei propri indici, come spesso faceva quando aveva bisogno di calmarsi.


Una volta raggiunto l'ufficio dell'Hokage, Naruto fu naturalmente il primo a fiondarcisi dentro. Era impaziente di scoprire quale sarebbe stata la sua nuova missione, ma per una ragione differente dal solito. Anziché essere in fibrillazione per la missione, voleva fare in fretta per uscire da lì il prima possibile, così da poter accompagnare Hinata a casa. Per l'opinione di Naruto, la serata aveva già subito fin troppi contrattempi, e voleva assicurarsi di concludere almeno in bellezza l'appuntamento e poterlo così considerare un successo.

"Okay, Kakashi-sensei... Sono qui, e ho portato Ino con me proprio come avevate chiesto. Cosa dobbiamo fare?"

Con la coda dell'occhio, Naruto poteva osservare Mitzuru seduta sulla scrivania, e a giudicare dal suo comportmanto pareva essersi calmata. Cosa che rappresentava davvero una sorpresa per Naruto, dato che era stato lui stesso a rivelarle accidentalmente il triste fato del resto del suo clan. Era quasi come se non le fosse stato detto niente, dal modo in cui si stava atteggiando. La cosa gli fece desiderare che Sasuke avesse reagito al suo stesso modo, e gli diede speranza che forse, al loro prossimo scontro, l'Uchiha avrebbe cambiato il suo modo di pensare.

"Ci arriveremo tra un minuto, Naruto," Rispose Kakashi, "Ma prima voglio che tu mi spieghi al meglio delle tue capacità ciò che è successo questa notte. Voglio lasciarmi alle spalle meno lacune possibile, quindi non tralasciare alcun dettaglio."

Aveva sotto controllo il villaggio, come sostituto provvisorio di Tsunade, solo da poco tempo, e già era sicuro del perché non avrebbe mai voluto quel lavoro fin dal principio. Tutta la burocrazia di cui occuparsi, le scartoffie da compilare... erano abbastanza da fargli girare la testa. Aggiungiamolo poi al tempo drasticamente ridotto che poteva dedicare al suo piccolo hobby di lettura, Kakashi si era ritrovato a sperare in un rapido ritorno di Tsunade sempre di più col passare dei giorni.

E così, Naruto raccontò tutto a Kakashi, assicurandosi del fatto che il suo maestro capisse che era stato Toraku ad iniziare tutto, anche se Kakashi sapeva intrinsecamente che l'orgoglio di Naruto aveva quasi sicuramente giocato un ruolo fondamentale nei fatti. Prima che il biondo ninja potesse andare avanti oltre con piccole bugie innocenti su chi aveva battuto chi, Ino s'intromise per raccontare ciò che era successo alla squadra 10, tutto, a partire dal dopo battaglia al parco fino all'immobilizzazione dell'allora ancora sconosciuto ninja dai capelli tigrati. Ovviamente tralasciò di parlare del suo incontro con l'ospite di Toraku, data la presenza di alcune persone per le quali tale conoscenza doveva restare un segreto. La donna seduta alla scrivania, in particolare, dava ad Ino una strana sensazione, come se già fosse a conoscenza di ciò che le era successo.

Kakashi emise un lungo sospiro, dopo aver scritto nel proprio rapporto i dettagli più importanti e aver lasciato alla propria memoria quelli che riteneva superflui. "Lieto di esserci sbarazzati di questa seccatura così in fretta. Ora, riguardo la vostra missione..."

Era diventato improvvisamente serio, e si era avvicinato ai due giovani ninja. "Lo scontro con qualsiasi nemico è altamente improbabile, ma data l'importanza politica di questa missione, gli assegnerò il rango B. Dovete scortare la qui-presente Mitzuru, e la sua compagna di squadra Tsushika fino al Paese del Ferro così che possano parlare con Tsunade-sama riguardo a tutto ciò che è successo qui, questa notte. Mitzuru deve inoltre parlare con l'Hokage dei fatti che riguardano il suo clan."

"Ma Kakashi-sensei, perché hanno bisogno della nostra scorta fino a lì se sono shinobi della Foglia proprio come lo siamo noi?" Domandò Naruto. "E la nonna non dovrebbe già sapere tutto di loro, essendo lei l'Hokage e tutto il resto?"

Kakashi scosse il capo. "Temo di no. Dato il livello di segretezza della loro missione, uno speciale sigillo fu applicato sulla memoria di tutti gli abitanti del villaggio dal Quarto Hokage in persona. Questo include anche Tsunade-sama e ogni altro Shinobi della Foglia che era fuori dal villaggio all'epoca, tutti furono rintracciati dagli Anbu e obbligati a sottoporsi alla procedura di sigillo."

"Mio padre ha fatto una cosa del genere?" Chiese Naruto, mostrandosi più interessato. "Di che tipo di missione si trattava se tutti quanti hanno dovuto dimenticarsi di chi ci andava? A cosa è dovuta tutta questa segretezza?"

Ino si portò una mano al viso e si pizzico tra gli occhi. "Basta con tutte queste domande, Naruto! Come fa Kakashi-sensei a rispondere se tu non lo lasci nemmeno parlare?"

"Vedi, Naruto..." Kakashi cominciò prima che Naruto potesse ribattere, "In normali circostanze, avresti ragione nel dire che loro non hanno bisogno di alcuna scorta. Ma tu e Ino sarete lì anche per garantire per la storia di Tsushika e Mitzuru. Tsunade-sama non si lascerebbe mai avvicinare da strani ninja che si offrono di trafficare con la sua testa. Lei ha un sigillo applicato sulla sua memoria, proprio come lo avevo io, e c'è bisogno che voi due siate là per dire all'Hokage che tutto questo è la verità e fare in modo che tutto sia chiaro, senza fraintendimenti."

"Immagino che abbia senso," Rispose Naruto. "Tuttavia, che cos'è questo sigillo tanto per cominciare? Non ho mai sentito di un Hokage che abbia usato una cosa del genere per una missione, a prescindere dalla sua importanza."

"Temo che questa informazione debba rimanere segreta per ora, Naruto." Kakashi era addolorato nel dovergli rispondere in quel modo, ma c'erano ancora alcune cose da sistemare prima che la verità potesse essere divulgata apertamente. Naruto pregò in silenzio il suo vecchio maestro per alcuni secondi, ma Kakashi era irremovibile.

"Okay, ma perché ci vado anche io?" Domandò Ino. "Se Naruto garantirà per queste persone, c'è bisogno davvero che ci sia anche qualcun'altro?"

"Credimi, preferirei un medico con più esperienza per questa missione," Spiegò Kakashi. "Ma un ninja di tipo sensoriale è la mia seconda scelta, aggiunta al fatto che tu hai ricevuto anche un addestramento nelle arti mediche da Sakura. Dovrete evitare ogni possibile conflitto, per cui la tua abilità di perlustrare in anticipo il percorso sarà estremamente utile per evitare gli scontri. Ora, vi incontrerete di fronte al cancello principale alle 8 e mezza e Ino, tu sarai a capo di questa missione-"

"COOOSA?" Naruto lo interruppe. "Com'è che è lei al comando? Io posso essere un caposquadra bravo quanto lei!"

"Perché, tecnicamente, lei è un chūnin, mentre tu sei ancora un genin," Rispose Kakashi.

Naruto si imbronciò. "Grazie per avermelo ricordato. Se è tutto, io me ne vado." La sua mente era ancora un turbinio di domande, principalmente riguardo alla segretezza di Kakashi, ma era arrivato alla conclusione che avrebbe dovuto comunque aspettare fino alla prossima volta. D'altra parte, ora che questa faccenda era sistemata, poteva andare a incontrasi con Hinata.

Non appena Naruto lasciò la stanza, Ino fu pronta. "Kakashi-sensei... C'è una cosa di cui vorrei parlarle riguardo ad una cosa che è successa tra me e Toraku... ma per parlarne, dobbiamo essere in privato."

Kakashi aveva già pensato a quella possibilità, ma la cosa lo aveva comunque colto di sorpresa. Ciò che era successo era ovvio, e Kakashi scosse il capo. "A dire il vero, non sarà necessario. Mitzuru sa già di qualunque segreto che tu possa rivelarle."

Gli occhi di Ino si spalancarono. "Volete dire che... lei è..."

"Sì," Rispose Mitzuru. "Io sono il jinchūriki di Ryu, delle Scaglie Tempestose. Lui è una delle quattro Bestie Sacre, proprio come lo è Lao."

"Questo risponde a molte domande, allora. Significa quindi che l'altra donna che scorteremo al Paese del Ferro è anche...?"

Kakashi annuì. "Sì. Lei è proprio come Toraku e Mitzuru. È un problema per te?"

Ino alzò le mani di fronte a sé in segno di difesa. "No, per nulla! Sarà un onore accompagnarvi da Tsunade-sama, ma..."

"Ma cosa?" Mitzuru volle sapere, sporgendosi in avanti.

"Come pensate che reagirà Naruto quando scoprirà la verità?" Ino era preoccupata per il suo amico, il sorriso sul suo viso era ora sparito completamente.

"Penso che Naruto accoglierà dei nuovi jinchūriki al villaggio a braccia aperte," Rispose Kakashi, mostrandosi sicuro di sé.

Ino sbuffò. "Sapete di cosa sto davvero parlando, Kakashi-sensei. Voglio dire... quando scoprirà di avere sempre avuto una famiglia per tutti questi anni, senza che nessuno gli abbia mai detto niente a riguardo..."

Kakashi sospirò. "È difficile dirlo, Ino. Naruto è cresciuto molto negli ultimi anni, ma questa è una cosa che non ha mai vissuto prima d'ora. Non posso dirlo con certezza, ma ho la sensazione che Naruto si abituerà gradualmente all'idea."

"Lo spero davvero, Kakashi-sensei... Per il bene di Naruto."

Ino si scusò uscendo dalla stanza, e si diresse a casa, lasciando così Kakashi e Mitzuru di nuovo da soli.


"Deve aver fatto davvero una buona impressione su Toraku per far sì che Lao abbia voluto incontrarla," Mitzuru disse a voce alta, genuinamente sorpresa. "Un'altra cosa da aggiungere alla lista delle sorprese avute oggi, immagino."

Si alzò dalla scrivania e si diresse verso la porta. "Andrò a parlare con Tsushika riguardo alla missione prima di andare a dormire; domani sarà una giornata piena di impegni." Senza preavviso, fece l'occhiolino a Kakashi e se ne andò.

Shikamaru e Chōji le passarono di fianco, completamente ignari di ciò che era appena successo. Kakashi fu rapido nel far sparire il sorrisetto stupido che senza dubbio gli si era stampato in faccia, anche se sarebbe stato comunque nascosto sotto la sua maschera. Tuttavia, sembrava che Shikamaru lo stesse guardando in modo strano, prima di lasciar perdere qualunque cosa avesse in mente.

Qualunque cosa fosse, sarebbe comunque stata solo una seccatura...


Dopo aver lasciato la torre dell'Hokage, Naruto trovò Hinata ad aspettarlo appoggiata al muro di fianco alla porta. La faccia di lei era estremamente rossa, e di quel colore era rimasta sin da quando lui aveva cominciato ad accompagnarla a casa. Lui non poteva saperlo, ma per tutto il tempo in cui lei era rimasta ad aspettarlo, non aveva fatto altro che pensare a cosa avrebbe fatto se Naruto avesse tentato di baciarla. Per così tanti anni lui le era sembrato irraggiungibile, ed ora che lui la stava accompagnando a casa dopo il loro primo appuntamento, Hinata non riusciva a pensare ad altro. Il suo viso diventò ancora più rosso dopo alcuni minuti, quando Naruto le si era avvicinato e le aveva preso la mano.

Ma qualcosa era strano. Naruto sembrava diventare sempre più serio ad ogni suo passo, e non aveva ancora proferito parola, cosa decisamente fuori dall'ordinario per il giovane uomo dalla bocca larga. Hinata si sentiva sempre più a disagio, e stava per chiedergli se ci fosse qualcosa che non andava. Tuttavia Naruto la batté sul tempo.

"Hinata... Non ho voluto dire niente quando eravamo con gli altri, ma volevo parlarti riguardo a ciò che hai fatto prima, questa sera. Quella deve essere stata una delle cose più stupide e avventate che io abbia mai visto! Proprio come quella volta in cui tu-"

Si bloccò di colpo, e lasciò andare la mano di lei. La sua bocca era diventata una linea sottile mentre i ricordi dolorosi dell'invasione di Pain riaffioravano nella sua memoria, ma era Hinata quella a sentirsi davvero ferita. Il suo tono era duro e severo, e quando aveva lasciato andare la sua mano, lei aveva quasi cercato di prenderla di nuovo, sentendo la mancanza del suo calore.

Hinata era spaventata. Spaventata dal fatto che Naruto andasse avanti dicendole che non avrebbe mai potuto stare con una ragazza così impulsiva e avventata, e che quella sarebbe stata la loro ultima notte insieme. Di fatto, quella paura era cresciuta così tanto, che Hinata era pronta a voltarsi e scappare via invece di stare ad ascoltarlo, ma la voce di Naruto la fermò.

"In tutta la mia vita, solo altre quattro persone hanno fatto una cosa del genere per me..." Disse lui con calma, guardando per terra.

Dov'era il Naruto che Hinata conosceva? Lui era la prova vivente della gioia di vivere e della volontà di fare l'impossibile, e vederlo così triste le stava spezzando il cuore. Lui era il sole, ma nubi oscure stavano oscurando la sua luce. Hinata voleva esserci per lui, stargli vicino e dirgli che tutto sarebbe stato a posto. Non sapeva come fare però, così per il momento, doveva accontentarsi di ascoltarlo.

"I primi due sono stati i miei genitori... Sono morti salvandomi la vita, ed il villaggio dal Kyubi." Stava sorridendo; anche se era un ricordo triste, lui era orgoglioso del loro sacrificio, era orgoglioso di essere loro figlio.

"Poi c'è stato Iruka-sensei, che mi ha salvato la notte in cui ho rubato la pergamena proibita dal Terzo Hokage. L'ultima volta fu durante la mia prima missione veramente importante come membro del Team 7, quando Sasuke mi ha protetto da un attacco mortale."

"Naruto-kun..." Hinata lo chiamò, facendo un passo verso di lui. Sembrava fragile, lì in piedi sotto la luce della luna, come se dovesse rompersi se qualcuno gli si fosse avvicinato troppo.

"Potrebbe sembrare una cosa brutta, ma non mi sono mai sentito tanto felice come quando sono successe quelle cose," Spiegò Naruto. "Non mi sono mai sentito così... accettato, come se là fuori ci fossero davvero persone che tenevano a me." All'improvviso guardò Hinata negli occhi, e lei poté sentire la sua grande sicurezza cominciare a ritornare.

"Ma allo stesso tempo, ero inorridito. E sai il perché?" Non attese che Hinata gli desse risposta prima di continuare a parlare. "Perché mi sentivo come se io stesso li stessi uccidendo con le mie mani, che loro stessero morendo perché io non ero forte abbastanza."

Gli occhi di Hinata si spalancarono. Era molto simile a ciò che Toraku aveva detto poco prima quella stessa sera.

"Come pensi che si sarebbe sentito Naruto se tu fossi morta per proteggerlo? Non c'è mai stato nessuno a cui tenevi che sia morto? Morto perché stava cercando di proteggerti? Ti senti come se fossi tu quello che li ha uccisi… con le tue stesse mani."

Hinata si sentì egoista, proprio come si era sentita quella volta che si era messa in mezzo tra Naruto e Pain. Sentì che era colpa sua se ora Naruto si sentiva inadeguato, ma allo stesso tempo non rimpiangeva ciò che aveva fatto per lui. Se fosse servito per salvare la vita di Naruto, Hinata avrebbe rischiato la propria un migliaio di volte ancora.

Lei stessa si sentiva attanagliata dal dubbio su cosa fare o dire dopo, ma Naruto sembrava avere già un'idea migliore. La abbracciò all'improvviso, stringendola forte al suo corpo.

"Hinata, non so come potrò mai ringraziarti abbastanza per ciò che hai fatto per me, ma devi promettermi una cosa; non rischiare mai più la tua vita in quel modo! Dovrei essere io a proteggerti, proprio come devo proteggere questo villaggio, ma fin'ora l'unica cosa che sono riuscito a fare è stato metterti in pericolo. Mi fa sentire come un vero idiota."

Emise un profondo sospiro. "Che razza di uomo sono, se lascio che le persone a me vicine siano sempre in pericolo?"

Hinata non riuscì più a trattenersi, e una parte della giacca di Naruto si inzuppò nelle sue lacrime. Erano lacrime di gioia. Sentire che Naruto teneva così tanto a lei, e che era così spaventato al solo pensiero di perderla, la faceva sentire felice. Certo, lui non provava per lei ciò che lei provava per lui, ma ci stavano lavorando, e per la prima volta nella sua vita, Hinata si sentiva veramente vicina a Naruto.

"Naruto-kun... Mi dispiace, ma non posso farne a meno. Ho passato così tanto tempo a nascondermi e ad aver paura, quando invece avrei potuto esserti vicino quando avevi bisogno di me... So che ciò che ho fatto è stato pericoloso, ma se non l'avessi fatto, lo avrei rimpianto per il resto della mia vita. Ho dovuto ignorare ciò che mi diceva la testa, e seguire ciò che diceva il mio cuore."

Dopo le sue parole, Hinata poté sentirlo ridere tra sé e sé, ed il suo viso arrossì ancora di più. "M-mi spiace se quello che ho detto è sembrato stupido, ma-"

"No, non lo era per niente, Hinata. Sembrava qualcosa che direi io. Quel giorno, tu mi hai detto che mi hai sempre seguito, e che volevi camminare al mio fianco. Ma forse ora... Comincio a rendermi che conto che tu mi sei sempre stata vicino per tutto il tempo." Disse sorridendo all'improvviso, e cominciando di nuovo a ridere. "Ecco. Ora chi è che sembra stupido?"

Naruto abbassò lo sguardo per vederla meglio, e sentì il fiato mancargli in gola. Gli occhi di Hinata erano leggermente arrossati dal suo pianto, ma nonostante ciò, era comunque così... bella. Gli occhi di lei gli fecero dimenticare di tutto ciò che lo circondava, di tutte le difficoltà della sua infanzia. Tutte le malignità, la rabbia, e l'odio che aveva dovuto sopportare quando era bambino sembrarono svanire nell'aria dal momento in cui aveva incrociato il suo sguardo con quei bellissimi occhi bianchi di lei. Se avesse dovuto descriverli in una sola parola, l'unica che gli veniva in mente era 'amorevoli'.

Restarono immobili per alcuni minuti, entrambi troppo in pace l'uno con l'altra per poter anche solo pensare di porre fine a quel momento. Hinata gli pareva come una fragile bambola di porcellana nelle sue braccia, come qualcosa che voleva proteggere perché non si rompesse. Respirò a fondo il profumo dei suoi capelli, lasciando che riempisse le sue narici.

Il cuore di Hinata batteva forte, il calore del corpo di Naruto la faceva sentire protetta e al sicuro. Le sembrava come se tutti i suoi problemi l'avessero lasciata in pace, e per la prima volta, si sentiva veramente e completamente libera.

Purtroppo però, non potevano starsene lì per tutta la notte, e dopo che Hinata si era riasciugata gli occhi, proseguirono la loro passeggiata fino a casa della Hyuga. Naruto le aveva di nuovo preso la mano, ma Hinata, essendo particolarmente di buon umore, aveva abbracciato il suo braccio, e lo stingeva come se la sua vita dipendesse da ciò. Ed entrambi, insieme, avevano dei sorrisi stupidi dipinti sui loro volti.

"Grazie per avermi concesso di accompagnarti a casa, Hinata," Naruto disse con sincerità, grattandosi la nuca. "Scusa se il nostro appuntamento non è andato esattamente secondo i piani!"

Hinata sorrise. "Non devi scusarti, Naruto-kun. Ciò che è successo non è stato colpa tua, e mi sono comunque divertita!"

"Sì, ma vorrei comunque che fosse andato in maniera più simile a come l'avevo immaginato."

Uno sprazzo di fiducia in sé stessa, colpì Hinata, e prima che potesse rendersene completamente conto lei stessa, aveva colmato la distanza che li divideva, si era messa in punta di piedi, e gli aveva dato un bacio sulla guancia.

"Non sei chiamato il ninja più imprevedibile della Foglia senza un valido motivo, allora!" Sorrise sommessamente, e prima che Naruto potesse risponderle, si era affrettata a rientrare nella proprietà del suo clan, lasciandolo lì fuori, shockato.

Naruto alzò una mano e la posò dove le labbra di lei erano appena state, sentendo ancora un lieve tepore residuo. Senza dire una parola, si girò, e cominciò a dirigersi verso casa sua. Ma il calore sulla sua guancia decise di allargarsi, lentamente ma inesorabilmente fino a quando non aveva ricoperto tutto il suo corpo, dentro e fuori. Naruto sentiva l'impellente bisogno di dargli sfogo.

E così fece, urlando la propria felicità. Urlò cosicché tutti quanti al villaggio potessero sentirlo, mentre festeggiava rumorosamente per il resto della strada verso casa.


Hinata ridacchiò con sé stessa quando sentì il suo grido di gioia attraversare l'aria notturna, e sospirò appoggiandosi al portone di ingresso. Che importava se non era andata come lui aveva programmato? Hinata aveva amato quell'appuntamento.

Fece alcuni passi verso casa, ed incontrò Neji, il quale sembrava aver passato tutta la serata a preoccuparsi.

"Bentornata a casa, Lady Hinata. Spero che Naruto si sia comportato bene questa sera." Era naturale che lui si sentisse un po' ansioso. Dopo tutto, le buone maniere non erano mai state sulla lista delle priorità di Naruto.

Hinata annuì felicemente. "Certo, fratello Neji, non c'è nulla di cui tu debba preoccuparti. Naruto-kun è stato un vero gentiluomo, e ho passato una splendida serata. Sono un po' stanca, e penso che andrò a letto ora. Spero che tu possa passare una nottata piacevole." Si inchinò in segno di saluto a suo cugino, e si diresse verso la propria camera da letto.

Neji la osservò andarsene. Un sorriso tentò di incurvargli le labbra, ma lui lo trattenne per via della forza dell'abitudine. Hinata gli era sembrata abbastanza felice, ma forse una chiacchierata con Naruto non avrebbe fatto male, giusto per assicurarsi che il biondo si attenesse ai suoi standard di comportamento.

Hinata era cambiata molto nel corso della guerra. Aveva difeso la vita di Neji in più di un'occasione, proprio come lui aveva fatto per lei, cosa che lui non avrebbe mai pensato di fare alcuni anni prima. Ma anche dopo averla vista maturare così tanto, non poteva fare a meno di sentire il bisogno di proteggerla. Forse era a causa del fatto che sentiva che non si sarebbe mai potuto perdonare completamente per ciò che le aveva fatto durante il suo primo esame di selezione dei chūnin, ma a Neji non importava se quella era la ragione oppure no. Lui aveva trovato un nuovo obbiettivo nel tenere al sicuro Hinata, e nel vederla felice era felice anche lui.

Neji era un giovane scaltro, uno che di solito non prendeva parte alle buffonate infantili dei suoi amici. Tuttavia, ogni tanto sentiva il bisogno di lasciarsi un po' andare, e passare da Naruto il giorno successivo per 'interrogarlo' e 'innervosirlo' riguardo al suo appuntamento con Hinata, sembrava un meraviglioso anti-stress.

'Comunque...' Pensò ridendo tra sé e sé, 'se salta fuori che Naruto non si è comportato secondo gli standard del nostro clan, vorrei avere una possibilità con lui prima che Hiashi-sama venga a scoprirlo.'

In quel momento, nel suo appartamento, Naruto sentì un inspiegabile brivido salirgli lungo la schiena.


Nota dell'autore

Scusate se ci ho messo così tanto. Non sono morto, e continuerò con la riscrittura. Piccole differenze, a cominciare dal titolo, molto più orientato su ciò che avviene tra Naruto e Hinata rispetto a prima. Vi sono altre differenze, ma preferisco lasciare a voi lettori il divertimento di trovarle. E se siete nuovi lettori, bhé c'è poco da trovare...