Una volta entrati nel locale/discoteca, i quattro amici rimasero subito a bocca aperta; i loro sguardi stupiti e curiosi stavano studiando ogni singola parte del posto, animato da persone che stavano ballando tra di loro allegramente, altre sensualmente. Notarono subito anche la presenza di alcune ragazze e altri ragazzi, tutti ballerini del locale, con indosso così pochi indumenti che non lasciavano molto all'immaginazione.

Kurt scosse la testa, voltandosi verso Santana con un sorriso imbarazzato.

"Potevi dircelo che la tua intenzione era quella di portarci in uno strip bar, Santana."

La mora strabuzzò gli occhi "Che fesserie vai dicendo Hummel! Non è colpa mia se non sei familiare con posti del genere. O forse preferisci quel locale barboso che è lo Scandals?"

"Oh no, affatto. Questo posto è…vivace! So già che questa non è l'ultima volta che metto piede qui!" rispose Kurt guardandosi intorno con un'espressione meravigliata.

Santana gli sorrise compiaciuta "Puoi giurarci!" gli disse, voltandosi poi verso Rachel, che stava sempre scrutando il posto, i suoi occhi e la sua bocca spalancati, la fronte leggermente corrugata.

La latina posò allora una mano sul braccio della diva, ottenendo così la sua attenzione.

"Ehi, tutto ok?" le chiese con tono preoccupato.

Rachel annuì, mostrandole un piccolo sorriso.

"Sì, sto bene. E' solo che…beh, non mi aspettavo che questo posto potesse essere così…stravagante, ecco!"

"E' un locale gay, Rachel. E' scontato che debba essere stravagante!" ridacchiò Santana, passando inconsciamente una mano sulla schiena dell'altra ragazza.

La diva sentì un brivido correre lungo la sua schiena, proprio nel punto in cui Santana la stava accarezzando; chiuse gli occhi per qualche secondo, inspirando profondamente.

Poi, la voce di Dave interruppe la dolce tortura che Rachel stava subendo.

"Che ne dite se andiamo a sederci da qualche parte e beviamo qualcosa nel frattempo?"

"Ottima idea. Vado a prendere io da bere per tutti" rispose Santana indicando il bar.

Kurt e Dave annuirono, ma Rachel fermò la cheerleader prendendola per una mano "Vuoi che venga con te?" le domandò.

La mora le sorrise "Non preoccuparti. Vai con loro" disse così, poggiando quindi una mano sulla guancia sinistra di Rachel, dandole un breve bacio sulla fronte "Grazie comunque."

La diva rimase imbambolata nello stesso punto per alcuni secondi, guardando Santana dirigersi verso il bancone.

Dio, se erano morbide quelle labbra.

Dio, se il profumo di Santana era l'odore più buono, più straordinario che Rachel abbia mai sentito.

La diva sospirò, toccandosi distrattamente la fronte.

"Rachel? Rach? Raaacheeel? Oh Dio, l'abbiamo persa" disse Kurt portandosi una mano davanti alla bocca, con David che ridacchiava dietro di lui.

###

Erano tutti e quattro seduti su un divanetto bianco, dopo aver bevuto gli shots che Santana aveva preso, adesso stavano parlando e scherzando tra di loro.

La latina era accanto a Rachel, il suo braccio appoggiato sul divano, dietro la diva. Pochi centimetri e avrebbe potuto toccare Rachel.

Ma aveva bevuto troppo poco per tentare qualcosa di azzardato, per quanto piccolo potesse sembrare il gesto.

Sospirò, guardando verso la pista da ballo, dove uomini e donne di ogni età stavano facendo un ballo di gruppo. Santana scosse la testa, un mezzo sorriso sul suo volto.

Ma poi il dj mise un'altra canzone, e subito la ragazza si accorse di Rachel e del suo saltellare allegramente sul divano.

"Adoro questa canzone! Andiamo Santana!" disse la diva prendendo la mano della cheerleader e alzandosi, facendo così alzare anche Santana che rise.

"Va bene, va bene!"

You shout it loud,

but I can't hear a word you say

I'm talking loud, not saying much

I'm criticized, but all your bullets ricochet

you shoot me down, but I get up

Arrivate sulla pista da ballo, cominciarono subito a muoversi lentamente al ritmo della canzone.

C'era distanza tra di loro, ma non troppa. I loro sguardi erano fissi l'uno sull'altro.

I'm bulletproof, nothing to lose

fire away, fire away

ricochet, you take your aim

fire away, fire away

you shoot me down, but I won't fall

I am titanium

you shoot me down, but I won't fall

I am titanium

Durante il ritornello Rachel mostrò un sorriso enorme a Santana, cominciando quindi a cantare a squarciagola ogni verso.

La latina rise, prendendo le mani della diva e saltellando insieme a lei; non aveva paura di sembrare sciocca o una bambinona: si stava divertendo troppo.

Cut me down, but it's you who'll have further to fall

Ghost town and haunted love

Raise your voice, sticks and stones may break my bones

I'm talking loud, not saying much

Quando la musica tornò più lenta, Santana smise di saltellare e lasciò le mani di Rachel, prendendola però per i fianchi gentilmente.

La castana rimase impietrita per un secondo, poi, guardando la mora intensamente negli occhi, mise le sue mani attorno al suo collo.

La distanza tra di loro adesso era minima, Rachel poteva sentire il seno di Santana contro il suo. Arrossì, distogliendo lo sguardo da quello della cheerleader, che la guardò con un'espressione curiosa sul suo volto.

Senza pensarci, prese delicatamente il mento di Rachel, facendole alzare la testa.

"Stai bene?" domandò ad alta voce per farsi sentire.

La diva annuì e basta, mordicchiandosi il labbro inferiore. Gli occhi di Santana seguirono il gesto con interesse, tornando poi a guardare Rachel negli occhi.

I'm bulletproof, nothing to lose

fire away, fire away

ricochet, you take your aim

fire away, fire away

you shoot me down, but I won't fall

I am titanium

you shoot me down, but I won't fall

I am titanium
I am titanium

La musica era tornata a un ritmo molto più veloce, ma le due ragazze non se ne accorsero. I loro corpi si muovevano sempre lentamente, i loro occhi costantemente fissi gli uni sugli altri.

Le mani di Santana erano adesso sulla schiena di Rachel, accarezzandola centimetro per centimetro, stringendo poi con delicatezza la diva a sé.

L'unica distanza ancora presente era quella tra le loro labbra.

Stone hard, machine gun

Fired at the ones who run

Stone hard, as bulletproof glass
You shoot me down, but I won't fall

I am titanium

You shoot me down, but I won't fall

I am titanium

You shoot me down, but I won't fall

I am titanium

You shoot me down, but I won't fall

I am titanium
I am titanium

Mentre la canzone stava per finire, le paranoie di Santana erano appena cominciate. Sarebbe bastato pochissimo per baciare Rachel, pochi centimetri le separavano. Ma non fece nulla, continuò solamente a guardare la diva, in attesa di una sua mossa.

Santana si sentiva troppo codarda per fare una cosa del genere. Ne andava della loro amicizia, e non aveva certo intenzione di rischiarla per una cotta.

Sì, una cotta, come no.

La latina scosse leggermente la testa, staccando lo sguardo da quello di Rachel, che la guardò ansiosa.

Santana si allontanò quindi completamente da lei, abbassando lo sguardo e passandosi una mano tra i capelli.

"Che cos'hai? Stai bene?" le chiese Rachel prendendole una mano, cercando il suo sguardo.

"Sto bene, ho solo bisogno di bere qualcosa" replicò la cheerleader con un mezzo sorriso forzato "Tu vuoi qualcosa?" "Sì, dell'acqua, grazie."

Rachel la guardò quindi voltarsi dalla parte opposta e dirigersi nuovamente verso il bancone. Sospirò, scuotendo la testa e coprendosi il volto con entrambe le mani.

"Eravate parecchio vicine, a quanto ho visto" urlò Kurt per farsi sentire, sbucando da dietro di lei, David poco distante da lui.

"Stavamo ballando, Kurt. Ovvio che eravamo vicine" disse la diva alzando gli occhi al cielo, girandosi verso Kurt.

Lui di tutta risposta rise "No, Rachel. Vi stavate spogliando con gli occhi!"

Lei lo guardò imbarazzata, poi sbottò "C-che sciocchezze vai dicendo! Come t-ti vengono certe idee in mente!"

"Rachel, eravate attaccate col Super Attak, in parole povere. E non sono l'unico che si è accorto della vostra innegabile tensione sessuale, non è vero David?" disse Kurt voltandosi verso Dave, il quale stava guardando entrambi con un'espressione divertita.

"Cavolo se è vero!" replicò il ragazzo annuendo "Anche se…"

"Anche se?" chiesero contemporaneamente Rachel e Kurt.

David sospirò, gesticolando verso il bancone "Sembra che un'altra persona stia cercando un modo per 'incollarsi' a Santana."

Rachel e Kurt si girarono nella direzione del bancone.

La diva inspirò profondamente, fissando con occhi pieni di rabbia la scena che stava avendo luogo davanti a lei e i suoi amici: Santana insieme ad un'altra ragazza. Una bionda tutta tette e gambe chilometriche, una sgualdrina che ci stava provando spudoratamente con la latina, passando un dito lungo il suo braccio, lentamente.

Rachel poteva benissimo vedere da quella distanza che la sgualdrinella con le fattezze da modella voleva solo una cosa da Santana.

Forse era il modo in cui le fissava le tette? Forse era il modo in cui stava prendendo la mano di Santana per poggiarla poi sulla sua coscia?

Rachel aveva visto abbastanza.

Senza pensarci, prese il bicchiere che Dave teneva in mano e bevve in lunghi pochi sorsi il contenuto, facendo una faccia schifata subito dopo, porgendo il bicchiere vuoto nelle mani di David. Lui guardò tristemente il bicchiere di plastica, poi rivolse lo sguardo verso Rachel; ma lei si era già allontanata, lasciando così i due ragazzi da soli.

"Pensi che starà bene?" Dave domandò preoccupato a Kurt.

"Per ora se la caverà. Domani, tuttavia, sarà un altro discorso" sospirò il ragazzo, scuotendo la testa. Poi, prese la mano di Dave, sorridendogli.

"Dai, ho voglia di ballare!"

###

Rachel stava ballando da sola, l'alcool bevuto in fretta stava già provocando degli effetti indesiderati. Le girava la testa e non aveva la minima cognizione del tempo, ma non le importava.

Così come non le importava che una sconosciuta si era avvicinata a lei, cominciando a ballare vicinissima, fino a che i loro corpi vennero a contatto.

La diva sentì le mani di questa sconosciuta, una mora con gli occhi azzurri, passare per la sua schiena, andando sempre più giù, raggiungendo quindi il fondoschiena di Rachel.

La castana però non si sentiva a suo agio.

Sebbene fosse ubriaca, sentiva che la situazione era sbagliata, completamente.

Si staccò, cercando di aumentare la distanza. Ma la mora insisteva a toccarla lì, così Rachel aprì bocca per dirle di smetterla, ma fu preceduta.

"Ehi tu! Togli subito quelle luride zampe dal culo di Rachel!" urlò Santana a pochi metri da loro, con due bicchieri in mano.

La diva si allontanò del tutto dalla sconosciuta, che fece alcuni passi verso Santana, portandosi le mani sui fianchi.

"Perché non te ne torni nelle fogne, stronzetta? Vai a rompere da qualche altra parte."

La cheerleader si lasciò scappare una risatina divertita, porgendo i bicchieri nelle mani di Rachel, che la guardò preoccupata.

"Ascoltami bene, perra. Te lo sto dicendo nel modo più gentile possibile. Levati. Dalle. Palle. Comprendi? Vai a molestare qualcun'altra, magari sarai più fortunata. O forse no, considerando che potresti sembrare una parente della famiglia Addams."

Le due ragazze erano vicine, Santana, che era più alta di lei, la guardò con un'espressione di sfida, le sopracciglia inarcate e le braccia incrociate.

La ragazza di fronte a lei la guardò a bocca aperta, poi alzò gli occhi al cielo, girandosi dall'altra parte, borbottando "Non ne vale proprio la pena."

La latina, soddisfatta, la guardò andarsene, scuotendo la testa.

"Hija de puta…" mormorò, voltandosi poi verso Rachel "Tutto ok?"

La diva rimase semplicemente a bocca aperta, lasciandosi poi scappare una piccola risata amara.

"Sei incredibile, Santana" disse scuotendo la testa, per poi dirigersi verso l'uscita.

Santana guardò confusa nella direzione in cui Rachel stava andando via, perdendola di vista dopo che la ragazza buttò in un cestino i bicchieri.

La cheerleader decise allora di seguirla, camminando velocemente verso l'uscita.

Una volta fuori, cominciò a guardarsi intorno cercando Rachel, trovandola poi seduta su un marciapiede in un angolo piuttosto buio. Camminò a passo svelto verso di lei, furiosa e molto confusa per la sua reazione di pochi minuti prima.

"Vuoi dirmi cosa c'è che non va?" sbottò la latina, fermandosi davanti all'altra ragazza.

"Va tutto bene Santana. Va tutto alla grande" replicò Rachel con tono pacato.

Santana sbuffò, esasperata "Non è vero! Non è vero che 'va tutto bene', Rachel! Andiamo, spiegami cosa diavolo avrò mai fatto per farti incazzare in questo modo! Ti ho anche salvata da quella specie di ippopotamo!"

La diva scattò in piedi, palesemente arrabbiata.

"Non mi pare di averti chiesto di 'salvarmi' da quella ragazza! Mi hai lasciata lì da sola, mentre tu, con la scusa di andare a prendere da bere, ti sei messa a flirtare con qualche sgualdrinella bionda di cui magari ignori il nome!" obiettò puntando il dito contro la mora.

Quest'ultima rimase a bocca aperta, ma non disse nulla. Non aveva idea di cosa dire.

"Perciò scusami se vederti con un'altra in quel modo mi dà la nausea. Scusami se sono stata così stupida da credere che volessi trascorrere la serata con me. Ma come puoi permetterti di fare scenate del genere?" domandò Rachel abbassando la voce, avvicinandosi a Santana.

Cercò i suoi occhi, ma la latina aveva lo sguardo rivolto verso il pavimento.

La diva aveva paura di fare la domanda che stava per fare, ma ormai sapeva che era troppo tardi per continuare ad agire con cautela.

"Santana, eri…gelosa?"

Santana alzò finalmente la testa, incontrando così gli occhi di Rachel. Quest'ultima rimase stupita quando vide gli occhi lucidi dell'altra ragazza.

Fu ancor più sorpresa nel vedere una lacrima scendere sulla guancia destra della cheerleader, la quale non fece nulla se non distogliere lo sguardo, incrociando le braccia.

Rachel sorrise tristemente, facendo due passi e ritrovandosi così davvero vicina a Santana.

Poggiò dolcemente una mano sulla sua faccia, asciugando quella singola lacrima. La latina poggiò a sua volta la guancia sul palmo di Rachel completamente, chiudendo gli occhi e sospirando.

"Non capiresti" sussurrò la mora scuotendo leggermente la testa "anche se ti dessi una spiegazione, non capiresti."

Senza aggiungere altro, Santana si staccò.

"Manda un SMS a Kurt. Torniamo a casa."

Un passo in avanti, due indietro.