Capitolo 7: Si raccoglie ciò che si semina

Non ebbi notizie di Santana per tutto il giorno. Le mandai messaggi e la chiamai, ma non ricevetti una risposta. A questo punto, non sapevo cosa pensare. Era calda e fredda allo stesso tempo. Un minuto pensavo di farcela e poi mi ritrovavo a raccogliere i pezzi del mio cuore sparsi sul pavimento. Forse era a lavoro. Avevo un'audizione oggi. Il mio agente mi chiamò questa mattina con i dettagli. Un tour mondiale come backup dancer per Justin Timberlake. Un altro sogno della mia vita ad un passo. L'ultima volta che successe, ero accecata da una rottura. Non avrei lasciato che succedesse ancora. Avrei risolto le cose con Santana dopo. Questa audizione aveva bisogno della mia completa attenzione.

Entrai nell'atrio dove centinaia di ballerini stavano facendo stretching e ripassando le loro routine. Presi dalla borsa le mie scarpe prima di fare stretching. Mi sono esercitata con una nuova routine da quando venni rifiutata l'ultima volta. Ero pronta. La differenza tra le due audizioni era che non avrei saputo i risultati per due giorni. Accesi il mio Ipod per rilassarmi perché ero veramente molto nervosa.

Un paio d'ore dopo il mio numero venne chiamato per salire sul palco. La musica partì e così feci io. Feci ogni mossa perfettamente come avevo provato. Non ci furono disastri o cadute. Ballai su Cry Me A River di Justin Timberlake e misi tutte le mie frustrazioni verso Santana in essa. Rese tutto più passionale. Quando ebbi finito i giudici mi ringraziarono e uscii dall'auditorium e nelle strade della città.

Dopo essermi fatta una doccia e aver mangiato, decisi che era tempo di sistemare il tutto. Andai al bar dove lavorava Santana. Provai nella mia testa cosa le avrei detto così che non avrebbe potuto portarmi a dimenticare o balbettare. Come mi avvicinavo, vidi una coppia uscire dal bar. Aspetta un momento. Sembrò che la mia gola si stesse chiudendo e il mio cuore stava scoppiando fuori dal petto. Era Santana con un'altra ragazza. Stavano ridendo e si tenevano per mano. Santana la portò tra le sue braccia e le baciò il collo. Potei sentire lacrime cadere sulle mie guance e non cercai di fermarle. Santana abbracciò la ragazza e guardò oltre le sue spalle beccandomi. I nostri occhi entrarono in contatto e la vidi irrigidirsi. Iniziai a camminare all'indietro e poi mi girai sui tacchi e corsi fino al mio appartamento non fermandomi per tutto il tragitto. Mi accasciai sulla porta seppellendo la mia testa nelle mani mentre singhiozzavo.

/

Il giorno dopo, non ero né triste né ferita. Ero furiosa. Ero stanca dei giochi. Ero stanca di lei che un minuto diceva di volermi e poi mi sbatteva fuori dalla porta. Avevo chiuso. Per quanto duro potesse essere, dovevo lasciarla andare. La amavo tantissimo, ma non potevo lasciare che lo vedesse. Pensavo di poter scalfire la sua corazza, ma non era così. Il pensiero di lasciarla andare mi uccideva. Non volevo lasciarla andare, ma non sapevo cosa fare.

Mi stavo preparando per uscire a correre quando sentii bussare alla porta. Aprii per trovare una Santana con aria imbarazzata lì in piedi. Un'ondata di rabbia mi colpì e le sbattei la porta in faccia.

"Brittany! Non fare così!" Urlò attraverso la porta mentre ci sbatteva. "Su, apri!" Accesi lo stereo per bloccare i suoni. Non volevo vederla ora. Continuò a bussare e urlare più forte. Iniziavo a preoccuparmi che i vicini avrebbero chiamato la polizia così, riluttante, aprii la porta.

"Cosa?" chiesi furiosamente.

"Possiamo parlare?" chiese con una vocina.

"Oh, quindi adesso vuoi parlare? Prego, vai. Il palco è tuo. Parla."

"Mi dispiace," disse mentre entrava nel mio appartamento.

"Sei perdonata. Puoi andare ora."

"Fermati," disse. "Pensavo di essere stata chiara quando ti ho detto che non potevamo essere niente di più che amiche. Io non ho relazioni."

"Fai sesso con tutti i tuoi amici?" Non disse niente. "Cosa vuoi da me Santana? Ho provato a darti tempo per lasciarmi entrare, poi lo fai e fai sesso con me, non dici niente e poi fai sesso con qualcun altro?"

"Mi dispiace, Brittany. Non avrei dovuto venire a letto con te. È stato un errore. Mi dispiace." Guardò il pavimento.

"È troppo tardi per le scuse. Puoi tornare dalla tua altra fidanzata ora."

"Non sono andata a letto con lei." Disse guardandomi negli occhi.

"Sì, okay. Molto convincente dopo che ti ho visto con le sue mani sul tuo culo ieri sera."

"Dio, Brittany SMETTILA!" Urlò. "Ti sto dicendo che non ci ho fatto sesso. E quando abbiamo fatto sesso non mi ricordo te che mi butti fuori dal letto o che chiedi cosa significhi. Ho pensato che fossimo sulla stessa pagina."

"Tu hai detto di volermi! Non mi aspettavo che andassi in giro con altre ragazze la sera dopo!" Mi stavo arrabbiando sul serio adesso. Stava cercando di girare intorno al discorso. "Tutto quello che volevo eri tu. Tutto quello che dovevi fare era lasciarmi entrare. PERCHÈ NON MI LASCI ENTRARE?!" Urlai praticamente.

"PERCHÈ HO PAURA!" Urlò di rimando. "Ecco. L'ho detto."

"Di cosa hai paura Santana?" chiesi rigidamente. Si raggelò. Aprì la bocca per dire qualcosa, ma la richiuse velocemente. Feci un paio di passi verso di lei così che le ero davanti. "Dimmelo."

"Ho paura che tu mi vedrai e mi lascerai. Ho paura che non sarò abbastanza per te. Diciamolo, sei stata con un RAGAZZO per anni e poi il secondo che me ne vado, tu torni da lui. Che cosa succederebbe se litigassimo e tu facessi la stessa cosa?" Era come la sera prima quando era in piedi nuda davanti a me. Sembrava così vulnerabile che quasi mi arresi. Quasi.

"Santana, che cosa? Non ti lascerei mai. Sei più che abbastanza per me." Dissi guardando nei suoi occhi.

"Lo dici ora, ma lo farai. Tutti lo fanno." Scosse la testa e guardò il pavimento.

"Non io. Se solo mi lasciassi entrare, non ti lascerei mai. Lo prometto."

"Non fare promesse che non puoi mantenere."

Mi lamentai diventando frustrata. "Lasceresti te stessa provare qualcosa per due secondi?"

"No! Tu non lo sai. Non c'eri. Non capisci," disse scuotendo la testa.

"Allora fammi capire."

"Io... non posso."

"Questo è il tuo problema, Santana. La gente non rimane perché tu la spingi via. Non la lasci prendersi cura di te. Presto o tardi, non avrai più nessuno da spingere via."

"Perché non puoi arrenderti come tutti?" Disse agitandosi.

"PERCHÈ TI AMO!" urlai passandomi le mani tra i capelli. "Ti amo Santana. Sam non mi interessa più. Non mi ha mai fatto sentire come fai tu. Mai." Le dissi prendendo le sue mani.

"No," disse rigidamente togliendo le mani dalle mie.

"Io ti amo. Te lo dirò ancora e ancora finché non mi crederai," ripetei.

"No! Basta! Dio, perché non puoi lasciarmi stare?" Si girò per uscire dalla porta.

"Sì, scappa come fai di solito." Si fermò sui suoi passi. "Se continui a scappare dall'amore allora non sei niente tranne che una codarda."

"Bene. Allora sono una codarda," disse voltandosi per un attimo e poi uscì.

Sbattei la porta e calciai il divano con violenza. "Cazzo."

/

Mi tenni occupata il giorno dopo non volendo pensare... a lei. Quinn continuava a tenermi compagnia per la maggior parte del giorno. Non la vidi per un po' quindi dovetti andare da lei e dirle tutto. Espresse compassione, ma cambiai velocemente argomento. Stavamo pranzando in un ristorante diverso dal solito perché stavo evitando... lei. Il mio telefono suonò nel mezzo del nostro pranzo e io tremante risposi.

"Sì. Okay. Sì. Grazie mille! Okay. Ricevuto. Le parlerò presto. Arrivederci." Dissi al telefono. Lentamente chiusi la chiamata mettendo il telefono in tasca. Mi incantai scioccata. Quinn mi guardò confusa.

"Stai bene? Chi era?" chiese diventando preoccupata.

"Ce l'ho fatta," le dissi.

"Fatto cosa?" chiese prendendo un boccone della sua insalata.

"Sono una ballerina di Justin Timberlake," dissi senza emozioni, ancora in shock.

"OH MIO DIO!" Quinn saltò. "Congratulazioni Brittany!" Disse abbracciandomi. L'intera tavola calda ci guardò come se avessimo dodici teste. Si mise in piedi sulla sedia. "Ehi tutto voi! Lei è appena diventata una dei ballerini di Justin Timberlake!" Annunciò mentre tutte le persone applaudirono e io diventai cinque sfumature di rosso. "Sono così contenta per te! Oh mio Dio! Dobbiamo uscire stasera per festeggiare!" Disse battendo le mani. "Allora cosa succede ora?" Chiese risedendosi.

"Devo essere a Los Angeles per le prove dopodomani quindi… me ne vado. Domani." Dissi un po' amareggiata.

"Mi mancherai così tanto, ma non c'è nessuno che si merita questo più di te," disse prendendo la mia mano sul tavolo. "Odio chiederlo, ma cosa farai a proposito di... lei?" chiese sussurrando l'ultima parte.


Tina era più seccante del solito. Era al telefono con qualcuno e stava saltando su e giù come un idiota.

"Dio Chang, qual è il tuo problema?" le chiesi dopo che agganciò.

"Oh, umm..."

"Beh..." dissi seccata.

"Si tratta di Brittany." Disse cauta.

"Oh."

"Ha ottenuto un lavoro come ballerina di Justin Timberlake."

"Wow...umm è fantastico." Sapevo che avrebbe fatto qualcosa di fantastico per la sua carriera. E adesso non ha me a trattenerla qua. Anche se, non vorrei che se ne andasse. Non così, ma cosa avrei dovuto dirle?

"Andiamo tutti al Club Jones dopo a festeggiare se vuoi venire."

La sbeffeggiai. "Sì certo. Siccome io e lei siamo in ottimi rapporti,"

"Santana, ricomponiti. Seriamente. Dille come ti senti. Sii sincera per una volta. Tutti sappiamo che provi sentimenti per lei. È tempo di metterti il passato alle spalle. So che ha fatto schifo ed è doloroso per te, ma hai qualcosa di speciale davanti a te, ma sei troppo codarda per farci qualcosa." Codarda. Quello bruciò la prima volta e lo rifece ora. Sono una codarda. Troppo fifona per accettare l'amore di qualcuno. Si merita di meglio. Inoltre, penso di aver causato troppi danni per solo pensare che mi possa perdonare.


Quella sera, Quinn ed io arrivammo al nostro solito locale dove incontrammo Mike, Tina e Rachel. Tutti si congratularono con me e la gente ci offriva shottini a destra e a manca. Era una delle migliori serate che avevo mai trascorso a New York. Tutti sembravano così felici e stavamo tutti festeggiando insieme.

"Ehi, a tutti! Allora, stasera io e i miei amici stiamo celebrando una nostra amica che ha ottenuto il posto di ballerina per Justin Timberlake." Mike annunciò e il pubblicò festeggiò. "Penso che debba venire qua e farci vedere cosa sa fare. Non è vero?" La folla ruggì. "Brittany Pierce porta il tuo culo quassù." Sorrisi e mi unii a lui sul palco salutando la folla. "Allora, qualcosa di speciale su cui vuoi ballare?" chiese. Guardai tra la folla e vidi Santana sul retro. Incrociammo lo sguardo. "Brittany?" Mike chiese.

"Sì, ho una performance speciale per voi." Dissi fissando gli occhi con quelli di Santana.

"Fantastico!" Disse Mike prendendo il microfono e lasciando il palco.

Sussurrai qualcosa al DJ e annuì. What Goes Around Comes Around di Justin Timberlake partì.

*Hey girl, is he everything you wanted in a man?

You know I gave you the world

You had me in the palm of your hand

So why your love went away

I just can't seem to understand

Thought it was me and you babe

Me and you until the end

But I guess I was wrong

Mi mossi con la musica senza togliere gli occhi da Santana. Volevo che sapesse quanto mi aveva ferito.

Don't want to think about it

Don't want to talk about it

I'm just so sick about it

Can't believe it's ending this way

Just so confused about it

Feeling the blues about it

I just can't do without ya

Tell me is this fair?

Feci qualche brusco movimento con le mani e i piedi. La folla era molto coinvolta dalla performance, ma completamente inconsapevole della ragione di essa. Finii la strofa girandomi lentamente.

Is this the way it's really going down?

Is this how we say goodbye?

Should've known better when you came around

That you were gonna make me cry

It's breaking my heart to watch you run around

'Cause I know that you're living a lie

That's okay baby 'cause in time you will find...

What goes around, goes around, goes around

Comes all the way back around

What goes around, goes around, goes around

Comes all the way back around

What goes around, goes around, goes around

Comes all the way back around

What goes around, goes around, goes around

Comes all the way back around

Vidi Santana spostare lo sguardo da me. Sapevo che aveva capito. Era difficile capire le sue espressioni facciali perché era così buio ed era troppo lontana.

Now girl, I remember everything that you claimed

You said that you were moving on now

And maybe I should do the same

Funny thing about that is

I was ready to give you my name

Thought it was me and you, babe

And now, it's all just a shame

And I guess I was wrong

Don't want to think about it

Don't want to talk about it

I'm just so sick about it

Can't believe it's ending this way

Just so confused about it

Feeling the blues about it

I just can't do without ya

Can you tell me is this fair?


Sapevo cosa stava facendo Brittany. Incrociò il suo sguardo col mio appena la musica partì. Era incazzata e sapevo che avevo esaurito tutte le mie chance con lei. Dovevo lasciarla andare.

Il modo in cui si muoveva era così pieno di passione. Come se avesse messo tutte le emozioni nella danza. E credetemi, le sentivo.

Is this the way it's really going down?

Is this how we say goodbye?

Should've known better when you came around

That you were going to make me cry

Now it's breaking my heart to watch you run around

'Cause I know that you're living a lie

That's okay baby 'cause in time you will find

What goes around, goes around, goes around

Comes all the way back around

What goes around, goes around, goes around

Comes all the way back around

What goes around, goes around, goes around

Comes all the way back around

What goes around, goes around, goes around

Comes all the way back around

Finì la canzone sulle sue ginocchia. Il pubblico applaudì forte. Era una ballerina fantastica. Si meritava di vivere il suo sogno.

"Sai che era per te. Hai veramente incasinato il suo cuore," Tina disse freddamente. La guardai e basta. "Allora cosa farai a riguardo?"

"Vado a casa," dissi lasciando il bar e Brittany.


Mi sentivo veramente una rock star stasera. La gente mi lodava e gente che non conoscevo mi chiedeva autografi e foto. Comunque, sentivo che mi mancava qualcosa. Tina ed io ci stavamo intrattenendo al bar, mentre la gente continuava a venire da noi.

"Sei come una celebrità!" Tina disse dopo che feci un paio di foto con un gruppo di ragazze. Risi. "Se ne è andata, lo sai?" Disse Tina seriamente.

Annuii e presi un sorso della mia acqua. "Immaginavo."

"Immagino che non importi comunque visto che te ne vai," Tina scrollò le spalle.

"Tutto quello che deve fare è dirmi come si sente e chiedermi di restare."

"Butteresti tutto all'aria se lei ti chiedesse di rimanere?" Chiese Tina a occhi sgranati.

"In un battito," le dissi. "Se dovessi scegliere tra lavoro dei sogni e ragazza dei sogni, ragazza dei sogni ogni volta." Annuì. "Ma dato che si rifiuta di mostrarmi qualsiasi cosa di reale, immagino che il lavoro dei sogni vinca sta volta."

/

Il giorno dopo

"Okay, allora sei sicura di avere tutto?" Chiese Quinn mentre mi aiutava a prendere la mia valigia dal suo bagagliaio.

"Sì. Sono sicura," dissi poggiando le borse sul marciapiede del terminale.

"Okay." Mise l'ultima borsa sul marciapiede. "Immagino che questo sia un arrivederci." Mi portò in un abbraccio. "Mi mancherai così tanto Brittany." Tirò su col naso.

"Aww Quinnie. Non piangere. Farai piangere anche me," dissi stringendola più forte mentre lacrime scesero sulle mie guance. Mi ritrassi dall'abbraccio e asciugai i miei occhi. "Dio, guardaci. Siamo un disastro." Risi.

Rise anche lei e si asciugò il mascara colato. "Fai vedere al mondo cosa sai fare, Pierce," disse prendendo la mia mano.

"Ti voglio bene," dissi lasciandola andare.

"Ti voglio bene anche io."

Presi la mia valigia e mi incamminai in aeroporto dopo aver salutato tristemente un'ultima volta Quinn. Non ricevetti ancora nessuna notizia da Santana quindi la mia decisione era finale. Sarei salita sull'aereo e l'avrei lasciata indietro. Era il mio turno di essere in controllo di questa relazione o come voleva essere chiamata. Tuttavia, il mio cuore soffriva per lei e pregai che magari, sarebbe tornata in sé tipo ora.


Avevo la serata libera quindi decisi di avere un appuntamento con me stessa e una vasca di gelato. Stupidi reality tv erano il mio guilty pleasure e di solito mi perdevo gli episodi per colpa del lavoro. Ero nel mezzo di un episodio di Real Housewives del New Jersey quando Tina entrò e si sedette vicino a me. Mi fissò mentre mettevo una gigante cucchiaiata di gelato in bocca.

"Che c'è?" le chiesi.

"Sei patetica," disse roteando gli occhi.

"Wow. Okay," dissi seccata.

"Seriamente starai seduta qui e non farai niente?"

"Non sto non facendo niente. Ho una cosa importante da recuperare." Indicati la tv.

"Se ne va stasera e potrebbe non tornare per anni. È adesso o mai più." Alzai le spalle. Sbuffò e si alzò dal divano prendendo il telecomando e spegnendo la tv.

"Che cazzo, Chang?" sbottai.

"Non ce la faccio più a guardarti fare così. Apri gli occhi, Santana!"

"Sono aperti."

"Stai zitta, Santana. Sei stupida se la lasci andare. So che provi sentimenti per lei." Non dissi niente. Non volevo sentire questo adesso. Non posso avere la mia festa pietosa? "Sii sincera con me per una volta. La ami?" roteai gli occhi. "Non ruotare gli occhi. Dimmelo."

"Non sono affari tuoi, Tina."

"Va bene, se non puoi essere onesta con me allora devi andartene. Non posso vivere con te così. Smettila di scappare. Mi dispiace che siano morti e che tua nonna ti abbia cacciato di casa. Ma era quasi 7 anni fa, Santana. È tempo di crescere. È tempo di andare avanti."

"Non puoi buttarmi fuori! Sono in affitto anche io! E non ho mai dimenticato una rata!" Urlai.

"Allora dimmi. La ami?"

"SÌ!" Urlai. "La amo, okay? La amo così tanto che non posso pensare a nessun altro con lei, tranne me. Ho provato a fare sesso con altri dopo di lei e non ci riuscivo. Non mi sembrava giusto. La amo così tanto che mi terrorizza. Tutto ha senso quando è intorno. Mi UCCIDE che mi abbia lasciato così. Non volevo ferirla. Ero egoista e una cazzona, ma è troppo tardi ora. È andata."

"Non è troppo tardi Santana" Si addolcì Tina. "L'ultima cosa che mi ha detto è che se tu le chiedessi di rimanere lei lo farebbe."

"Ma sta salendo su un aereo adesso."

"Il suo aereo non parte prima di un'ora. Vuoi stare con lei, Santana?"

"Sì. Ma non potrei chiederle di mollare un suo sogno."

Tina rise. "Tu sei il suo sogno Santana. Un'altra cosa di cui abbiamo parlato. Lavoro o ragazza dei sogni. Ha detto ragazza, ogni volta. Possiamo andare a prenderla adesso se è quello che vuoi. Sta a te, ma te ne pentirai per il resto della tua vita se non lo fai."

Deglutii e ci pensai per un minuto. Non volevo spendere un altro minuto senza questa ragazza. Ma ero nervosa che non mi volesse più.

"Prendi la palla al balzo, Santana. Non pensare. Buttati e basta."

Feci un respiro. "Okay. Andiamo a prenderla."

Tina saltò su e corse alla sua borsa.

"Aspetta... dovrei cambiarmi? Ho gelato dappertutto."

Tina rise. "Non abbiamo tempo. Ti amerà comunque anche col gelato al cioccolato sulla felpa."

"Dove state andando ragazze?" chiese Mike entrando.

"All'aeroporto. Santana sta per riprendersi la ragazza." Tina disse felicemente.

"Guido io," si offrì Mike.

"Okay, andiamo! Dobbiamo andare!" Disse Tina.

/

Mike andò spedito fino all'aeroporto. Tina ed io saltammo giù dal furgone e corremmo a tutta velocità dentro l'aeroporto.

"Qual è il suo volo?" Chiesi a Tina guardando i monitor con i voli in lista.

"Questo," disse Tina indicando uno dei voli per LAX. "Non si sta imbarcando ancora quindi abbiamo tempo. Dobbiamo comprare un biglietto però, così puoi arrivare dov'è lei."

"Cazzo. Ho lasciato la mia carta di credito a casa," dissi tristemente.

"Rilassati. Faccio io. Possiamo ottenere un rimborso prima di andarcene così non mi costerà niente."

"Okay."

Tina ed io ci sedemmo in fila per un tempo che sembrava un'eternità. Il mio cuore stava battendo forte, Dio speravo di prenderla in tempo. Alla fine prendemmo un biglietto dopo che la cavolo di impiegata ci mise il suo tempo.

"Okay, io ti lascio qua," disse Tina. " Buona fortuna."

"Grazie Tina. Mi dispiace di essere stata così idiota," dissi abbracciandola.

"Possiamo parlarne dopo. VAI!"

Corsi attraverso l'aeroporto. La fila per i controlli di sicurezza era super lunga. Stavo iniziando a farmi prendere dal panico.

"Il volo 143 per LAX si sta imbarcando ora." Una voce disse dagli altoparlanti.

"Cazzo! È il suo volo." Castigai me stessa.

Rimasi in fila per altri 10 minuti. La mia ansia aumentava. Avevo paura che l'avrei persa. Solo allora, fu come se l'universo fosse dalla mia parte. Venne aperta un'altra fila per i controlli ed io corsi all'inizio. Siccome non avevo valige, passai molto velocemente. Corsi fino a dove stavano imbarcando ignorando i miei polmoni che bruciavano. Non la vedevo da nessuna parte. Mi stavo agitando. C'erano così tante persone. Potevo dire che erano tutti ballerini. La gente stava salendo sull'aereo quando guardai alla mia sinistra e la vidi alzarsi dalla sedia rimettendo il suo telefono in tasca. Corsi veloce da lei.

"Brittany!" urlai.

Si bloccò e guardò verso di me. "Cosa vuoi Santana?"

"Non andare," dissi camminando verso di lei.

"Hai avuto la tua chance, Santana. L'hai rovinata," disse severamente.

"Per favore. Per favore non lasciarmi. Tutti se ne vanno."

"Perché? Dammi una buona ragione per cui io dovrei rimanere," disse fermamente guardandomi direttamente negli occhi.

Chiusi gli occhi e feci un respiro profondo. "Perché ti amo anche io." Mi guardò scioccata.

"Ultima chiamata per il volo 143 per LAX," l'annunciatore disse nell'altoparlante.

Si guardò attorno nervosamente. "Cosa?" chiese.

"Ti amo, Brittany. Da quando ti ho incontrato. Non posso prometterti che non ti ferirò o che sarà facile, ma posso prometterti che farò del mio meglio. Ho bisogno che tu sia paziente con me perché se devo essere onesta, non so cosa sto facendo. Per favore. Rimani."

"Mi ami?" chiese con lacrime agli occhi. Annuii sorridendole. "Dillo di nuovo."

"Ti amo," dissi e realizzai solo ora che stavo piangendo. Gettò le borse per terra e fece collidere le sue labbra con le mie. Stavamo piangendo entrambe mentre ci baciavamo piano e appassionatamente.

"Ti amo anche io," sussurrò sulle mie labbra.

"Quindi significa che rimani?" chiesi staccandomi da lei e guardandola negli occhi.

Annuì. "È da pazzi. Non ho neanche un posto dove vivere perché ho rescisso il mio contratto d'affitto. E ho dato le dimissioni, ma sono sicura che posso riavere il posto. Tutti i miei mobili sono da Quinn e io-"

La baciai fermandola. "Shh," dissi. "Non importa. Ne verremo fuori. Puoi stare da me." Mi baciò fermamente sulle labbra prima di ritrarsi e guardandomi con un sopracciglio alzato. "Cosa?" chiesi.

"Cosa è successo alla tua maglia?" chiese sorridendo scherzosamente.

"Oh, um, stavo mangiando gelato al cioccolato prima di venire qua. Ero un disastro e non mi importava molto di star sbrodolando su me stessa. Non avevo tempo per cambiarmi." Arrossii.

"Awwww. Sei venuta qui con una maglietta di cioccolato addosso?"

Ero definitivamente di sei sfumature di rosso ora. "Sì. Mi ami ancora?"

"Hmmm. Non so. Forse dovrei andare a fermare l'aereo." Mi stuzzicò. "Sto scherzando. Ti amo ancora anche con la tua maglietta sporca di cioccolato." Ridacchiai e lei mi baciò succhiando il mio labbro inferiore.

"Brittany, vieni?" un uomo uscì e chiese.

Lei scosse la testa. "No. Sono troppo innamorata per andare altrove."

Lui annuì e le porte che portavano all'aereo si chiusero. Lei avvolse le sue braccia attorno a me e i baciò di nuovo.

"Su. Andiamo a casa," dissi prendendo la sua valigia, la sua mano e il suo cuore.


*Per la traduzione di What Goes Around Comes Around di Justin Timberlake vi rimandiamo all'amico Google ;)

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Al prossimo capitolo!