Capitolo 7

Dalla cucina veniva un buon odore di caffè appena fatto. Andy si stiracchiò ed affossò il naso tra i capelli di Sharon era così buono il suo odore. La sentì muoversi.

"Sei sveglia?" sussurrò. "Mmm". Andy cercò le sue labbra e la baciò dolcemente. Sharon scese con la mano lungo il torace "Si" sorrise mordicchiandogli il labbro e si accoccolò.

La voce di Emily la bloccò. "Andy – urlò la ragazza – the o caffè". Lui baciò sulla fronte Sharon "Caffè Emily grazie" e fece per alzarsi, Sharon lo seguì.

La cucina era super affollata. Ricky era appoggiato al tavolo mentre Rusty cercava il latte nel frigo. "E voi cosa ci fate qui" Sharon li guardò da sopra gli occhiali.

"Ciao mamma anche noi siamo contenti di vederti" rispose per tutti Ricky. Provenza ghignò, finalmente qualcuno che le teneva testa.

"Emily ma non dovevi iniziare le prove" ora era la mamma che parlava ed era quella mamma che non accettava bugie. "Uff senti con tutto quello che è successo, ho rinunciato alla Cenerentola, non c'ero con la testa" e guardò verso Flynn.

Da quando sua figlia era così preoccupata per Andy. "E voi che scusa avete" lo sguardo diretto ai ragazzi. "Oddio Sharon – rispose Rusty – eravamo preoccupati che scusa vuoi che avessimo". Sharon restò muta.

Tao e Sanchez risero in silenzio … il capitano era accerchiato, Provenza batté le mani "Questa giornata merita solo per aver ridotto al silenzio la strega cattiva, grazie ragazzi grazie ".

Emily lo fulminò. Sharon sorrise "E' solo arrabbiato per questa" ed indicò la maglietta. Provenza alzò gli occhi al cielo e sbuffò.

Rusty guardò Provenza, sapeva che l'umore del vecchio tenente non era legato solo alla maglietta, poteva leggere sul volto di tutti la tensione, nonostante cercassero di essere allegri, sapeva che stavano bluffando.

Se non fosse stata una cosa seria il tenente Tao non sarebbe stato li e Sanchez sarebbe da sua madre, era difficile che lasciasse l'anziana donna da sola, si era una cosa seria.

Il cellulare di Andy prese a suonare, gelando tutti per un attimo, Sharon guardò verso di lui cercando di restare calma. "Ah – sospirò Andy – è Nicole".

Sharon si rilassò e si portò una mano agli anelli ben nascosti sotto la maglietta.

"Piccola, ciao scusa se non ti ho chiamata ma … il lavoro" si fermò. "Immagino papi, ho sentito del poliziotto ucciso, lo conoscevi?" temeva la risposta.

Andy si passò una mano tra i capelli, poteva mentire per non preoccuparla ma aveva imparato che le bugie non pagano "Si era stato un mio collega – decise di sorvolare sul resto – quindi puoi immaginare che non abbiamo un attimo di respiro".

Erano tutti attenti alla conversazione, Sharon poteva percepire la tensione del marito, gli mise una mano sul braccio e subito lo sentì rilassarsi. Emily sorrise.

"Papi, visto che non siete potuti venire questo fine settimana abbiamo pensato di fare una grigliata sabato, ci sarete?".

"Tesoro forse è meglio se per un po' non vi sto intorno – gli si strinse la gola ma doveva proteggerli – non sono molto di compagnia e poi fino a che non prendiamo il bastardo …" perché era cosi difficile.

Provenza incontrò gli occhi del capitano e vi lesse quello che c'era nei suoi, rabbia e disperazione.

Emily guardò Andy poteva capire quanto stesse soffrendo, perché suo padre non era come lui. Sapeva che anche Andy era stato un alcolizzato ma ora cercava di rimettere a posto i cocci rotti della sua vita, sua madre lo amava anche per questo.

Poteva percepire nella voce dell'uomo tutto l'amore che aveva per la figlia, Nicole era fortunata. Andò da lui e l'abbracciò. Andy sorrise e la strinse forte.

Tao fu il primo a rompere il momento "Flynn se vuoi vedere Nicole, si può organizzare, vero capitano?".

Rusty e Ricky guardarono verso Sharon … perché si doveva organizzare, cosa era successo ancora?.

"No Mike è troppo pericoloso lo sai anche tu con quel bastardo la fuori, siamo un bersaglio troppo facile, non voglio che Nicole ed i bambini corrano rischi".

"Adesso basta – intervenne Ricky – volete dirci cosa sta succedendo qui, c'è di più oltre la morte del vostro collega".

Andy si sciolse dall'abbraccio di Emily ed andò alla terrazza. Sharon lo seguì.

"Oh amore" lo abbracciò, affondò il viso nella sua schiena. Andy si girò e la strinse a se. Aveva bisogno di sentirla , aveva bisogno del suo calore. "Sharon mi dispiace, mi sento cosi inutile, sono così arrabbiato che … spaccherei tutto" sorrise. "Ah conosco il tuo temperamento tenente – lo baciò veloce – ricordi … ".

"Mmm come potrei dimenticare anni e anni di gestione della rabbia, un certo capitano del FID era ossessionato su quei corsi". Le accarezzò dolcemente la schiena, perché stava così bene quando l'aveva tra le sue braccia ….

Rientrarono. Sharon guardò i figli e decise che meritavano almeno una piccola spiegazione.

"Ci sono cose che non potete sapere, c'è un indagine in corso. Abbiamo dormito qui tutti insieme perché è meglio se nessuno della squadra resta da solo – guardò Andy – ora noi dobbiamo andare al lavoro, ci sono altre domande" concluse Sharon sperando di essere stata abbastanza chiara.

"No mamma nessuna"come al solito Ricky parlò per tutti.

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Brenda era già nella sala omicidi, seduta alla scrivania di Provenza. Dall'aspetto della donna si poteva capire che non aveva dormito molto. Stava mangiando nervosamente un muffin al cioccolato, la testa a Gabriel. Avevano lavorato bene insieme, nonostante quello che era successo. Lei lo aveva voluto con se al nuovo lavoro. Sapeva che non era stato facile per lui. Perdere la fiducia dei colleghi, ma soprattutto essere tradito dalla donna con la quale aveva pensato di trascorrere il resto della sua vita.

Era stato un colpo per tutti quando il capitano Raydor aveva scoperto che la talpa era lui, Brenda scosse la testa ripensando a questo. Aveva detestato quella donna in quel momento, ma lei aveva fatto solo il suo lavoro.

Avrebbe messo la mano sul fuoco per i suoi uomini, era cresciuta con loro, ed ora c'era qualcuno che voleva ucciderli per colpa sua. Dio questo non poteva accettarlo, nessuno doveva pagare per qualcosa che aveva commesso lei … ma cosa. Si prese la testa tra le mani.

La vide così quando entrò. La donna che aveva fatto confessare tanti assassini ora era li, indifesa. Si dimenticò delle loro discussioni passate e provò tanta tenerezza.

"Le si avvicinò, posò una mano sulla spalla "Brenda – era la prima volta che la chiamava per nome – andiamo nel mio ufficio – poi rivolta a Julio – perché non porta un the al vice capo".

Sykes rise al pensiero di Sanchez che prepara un the "Ci penso io capitano" e si diresse verso la sala pausa.

Le due donne entrarono nell'ufficio di Sharon mentre tutti presero posto alle loro scrivanie. Brenda sorrise quando si accorse che dal vetro dell'ufficio la visuale migliore era sulla schiena di Flynn …

"Sharon – erano andate oltre ai vecchi rancori – mi dispiace, so che è colpa mia per quello che sta succedendo, so che in passato non ho rispettato molto le regole pur di assicurare i colpevoli alla giustizia e …". Lei la bloccò "Siamo cambiati tutti Brenda e ... si pure io come avrai notato. Quando ero al FID la linea da rispettare era più netta, ora ho capito che non sempre lo è, che è facile oltrepassarla, ma non fraintendermi io la rispetto quella linea" risero insieme.

Tao bussò alla porta. "Capitano stavo facendo una ricerca sui vecchi casi – poi rivolto a Brenda – capo si ricorda la tata uccisa .. l'agente Mayers - Brenda annuì – ho scoperto che aveva un fratello". "Un fratello e come mai all'epoca nessuno lo menzionò" chiese Brenda stupita.

"Era minorenne e viveva con la madre, porta il suo cognome, ma, adesso viene il bello è un avvocato … penso che dovremmo convocarlo". Brenda si girò verso di lui "Tenente ottimo lavoro e grazie mille". Tao sorrise da quanto non sentiva quella frase, come ai vecchi tempi

Appena furono nuovamente sole Brenda decise che aveva aspettato troppo per pagare la sua curiosità femminile, Fritz era stato completamente inutile, quindi decise di sferrare l'affondo.

"Sharon quanti anni sono che ci conosciamo?" voleva prenderla alla larga per non metterla sulla difensiva, era la sua tattica infondo.

Sharon non era un sprovveduta però, aveva visto Brenda in azione. "Circa 6-7 anni o forse più perché" non riusciva a capire doveva voleva andare a parare."Be sono stupita – ora avrebbe fatto l'affondo – ho lasciato te ed il tenente Flynn a detestarsi a vicenda ed ora … vi ritrovo cosi .." non le veniva nemmeno il vocabolo appropriato.

Sharon rise .. quella donna era tremenda … "Ed ora andiamo d'amore d'accordo … - sorrise maliziosamente – be abbiamo appianato le nostre divergenze se cosi si può dire".

"Ho notato cara che avete appianato, anche se appianato non è la parola più giusta, da quanto uscite insieme" ecco lo squalo aveva morso. Sharon si passò nervosamente una mano tra i capelli, la situazione stava sfuggendo di mano "Da un po' ma non credo che questo possa .."

Brenda capì che aveva esagerato "Scusami ma, sono solo felice per voi, mmm … Andy Flynn, se non fossi follemente innamorata di mio marito credo che ci avrei fatto un pensiero sopra". Sharon la guardò sgranando gli occhi attraverso gli occhiali.

"Be non stupirti – continuo Brenda incurante dello sguardo – l'ho sempre ritenuto un uomo … sexy … per favore non dirlo a Fritz" rise.

La tensione si era allentata ed ora anche Sharon rise. "Ottimi gusti capitano" disse Brenda tra le risate.

Stavano tutti spulciando vecchi file alla ricerca di qualche possibile sospetto, quando Andy si alzò improvvisamente e prese la giacca. Provenza lo guardò "Flynn cosa succede?". Ma lui non lo stava ascoltando.

Sharon osservò la scena ed uscì immediatamente dall'ufficio, Brenda dietro di lei. "Andy" chiamò. Lui si girò veloce "Devo andare, poi vi dico" e prese per l'ascensore. "Tenente Flynn gli ordini, non da solo".

Ma lui era già all'ascensore. Sharon riuscì a raggiungerlo. "Tenente ho detto non da solo". Lui le prese la mano "Sharon devo andare da solo, un informatore ha qualcosa su Gabriel, fidati". La sua mano non lo mollava "Ti prego non da solo, vengo con te".

"Andrà tutto bene ti chiamo appena finito" le accarezzò la guancia e la baciò delicatamente. Le porte si chiusero e lei restò li cercando di soffocare le lacrime.

Provenza era dietro di lei "E' un idiota ma sa quello che fa, andrà tutto bene capitano".

Ritornarono nella sala, Brenda notò gli occhi lucidi della sua nuova amica, se potevano chiamarsi così ora, ma non disse niente. Tornarono ognuno ai propri lavori.

Il tempo sembrava non passare mai, Sharon continuava a guardare l'orologio ed il cellulare. "E' da poco che è uscito" disse Brenda immaginando dove fosse la testa del capitano. "Scusa lo so non dovrei mescolare lavoro e …" non riusciva a continuare. "Evviva sei un essere umano anche tu". Sharon sorrise.

Era pomeriggio inoltrato quando Andy ritornò. Provenza gli si avvicinò "Spero che tu abbia delle ottime informazioni, hai lasciato quella donna a struggersi dall'ansia per tutto il giorno, sei un idiota Flynn" disse tra i denti. "Per favore Louie, forse abbiamo fatto un passo avanti" e si spostò in mezzo alla sala per avere l'attenzione di tutti.

Sharon uscì dall'ufficio, non sapeva se essere arrabbiata o sollevata, l'unica cosa che sapeva è che lui era li davanti a lei e stava bene. "Allora tenente – disse con tono più duro di quello che voleva – queste informazioni".

Andy la guardò dritto negli occhi, sapeva che era in collera, ma avrebbero parlato dopo. "Secondo il mio informatore si vocifera che sia uno del nostro ambiente".

Brenda guardò Tao, l'avvocato Santiago, alle luce delle nuove informazioni di Flynn era il sospettato principale, dovevano interrogarlo.

Sharon non distolse mai gli occhi da Andy per tutto il tempo. "Bene tenente se il suo informatore è attendibile, credo che potremmo avere un primo sospettato, ora se volete scusarmi ho bisogno di bere qualcosa … un the" ed andò alla sala pausa.

Si detestava quando reagiva cosi, detestava quando non riusciva a controllare i suoi sentimenti ma quando si trattava di Andy era sempre cosi, quell'uomo sarebbe stata la sua morte. Sorrise mentre sentì le prime lacrime sulle guancie … tutta la tensione della giornata ora prendeva il sopravvento …

Due braccia l'avvolsero, sapeva che era lui, avrebbe voluto abbandonarsi in quell'abbraccio ma era troppo arrabbiata. Lui le sfiorò dolcemente con il naso i capelli odorando del loro profumo. Poteva entrare qualcuno ma non gli importava, non in questo momento. Aveva letto nei suoi occhi quanto l'aveva fatta preoccupare "Perdonami sono un idiota, un emerito idiota".

"Umm" bofonchiò lei, non doveva cedere. Andy la strinse più forte a se poteva sentire il calore della sua schiena sul suo torace. Con le labbra spazzolò delicatamente il collo procurandole un sospiro.

"Tenente siamo al lavoro" disse cercando di non perdere il controllo, cosa sempre più difficile ora la stava baciando sotto il lobo dell'orecchio …. sapeva che si sarebbe sciolta presto.

"Lo so, ma ho fatto arrabbiare il mio capitano ed ora devo chiedere scusa" riprese a baciarla ancora ed ancora scendendo lungo la linea del collo.

Lei reclinò la testa aumentando l'accesso al suo collo. Andy lo prese come una resa, la girò e si impadronì delle sue labbra. Poteva sentire le sue guancie bagnate tra le mani, era stato uno stupido …

"Andy non farlo più, non posso sopportare un'altra giornata come oggi, se ti fosse successo qualcosa, io non posso vivere senza di te". Lo baciò disperatamente, non poteva staccarsi da lui. Si lasciarono solo quando la necessità di respirare si fece pressante.

"Perdonami" riuscì solo a dire stringendola più forte a se. Sharon si sciolse tra le sue braccia.

Provenza era sulla porta, sapeva quanto il suo collega fosse innamorato, ma sentire il suo capitano lo mandò in crisi. Si allontanò e li lasciò soli.

"Sei pronta per tornare di la" chiese mentre con la mano disegnava dei cerchi delicati sulla sua schiena. "No, ancora un po' per favore" affondò il viso nel suo torace voleva sentire il suo odore.

Stettero cosi finché non fu evidente a tutti e due che dovevano tornare alla sala omicidi. Un'altra giornata era passata, avevano una pista ma era tutto da provare. Era tardi ci si doveva organizzare per la notte.

Sharon pensò in quel momento che aveva i ragazzi a casa. Tao la informò che avrebbe passato la notte con la sua famiglia, la scorta era già stata predisposta da Pope.

Andy si avvicinò a Sharon "Credo che sia meglio se stasera torno a casa mia, tu hai i ragazzi, Provenza e Julio potrebbero stare da me, che ne dici è la soluzione migliore. I ragazzi hanno bisogno di averti tutta per loro, hai visto com'erano quando abbiamo lasciato stamattina".

Perché quest'uomo era così perfetto, perché aveva sempre ragione "Non è meglio è necessario che è diverso, mi chiami dopo" non voleva lasciarlo andare via. Era la prima notte da quando erano sposati che avrebbero trascorso separati, sapeva che sarebbe accaduto ma sperava non cosi presto e non per questo motivo.

"Ti chiamo quando sono a letto cosi dormiamo insieme" le sussurrò. "Ok" mentre le loro mani si sfioravano.

L'agente Howard entrò in quel momento, Brenda andò da Sharon "Noi andiamo, domani se possibile, vorrei interrogare l'avvocato Santiago, si capitano, sempre secondo le regole …". Sharon rise.

"Flynn sei sicuro di non voler andare con il capitano lei oggi era ..". Andy sorrise a volte il suo amico era proprio un tenerone "Tutto bene, ci sono i ragazzi hanno bisogno di stare da soli con lei e lei ha bisogno di loro, andiamo ma non ho birre a casa quindi se volete organizzarvi – poi verso Sanchez – Julio ti muovi, andiamo" disse. "Da quando sei cresciuto Flynn". Andy sorrise e guardò verso Sharon "Da quando ho lei".

Sharon li vide allontanarsi, prese la sua borsa, salutò Sykes e si diresse al parcheggio. Salì in macchina, doveva andare tutto bene, lo avrebbero preso. Mise un cd di musica classica e si diresse a casa.

Continua

(so che ci sono cose che ho lasciato in sospeso, ma non volevo mettere troppa carne al fuoco … come sempre spero che la lettura sia piacevole. Grazie a tutti)