Capitolo 7
"Non puoi rovinare l'immagine di padron Sesshoumaru!"

Avevamo lasciato Jaken mentre strillava come un ossesso e gli altri due mentre camminavano tranquilli anche se il buon Inuyasha era un po' irritato.
Per essere corretta questo capitolo dovrebbe illuminare tutti sui pensieri del nostro amato botolo e del caro puffo tontolone che invece che essere tutto blu ha una colorazione verdastra. Questa differenza di colorazione però potrebbe essere attribuita a uno di quegli strani intrugli che il grande puffo si diverte un mondo a preparare nel suo laboratorio ma questo è un argomento che è meglio non approfondire. Torniamo ai pensieri dei due simpaticoni!
Come ho già detto nei capitoli precedenti Jaken era veramente disperato o meglio lo era all'inizio. Dopo che Inuyasha lo aveva colpito era andato avanti a lamentarsi per una decina di minuti poi aveva deciso che era più utile stare zitto e cercare di trovare un modo per mantenere l'immagine del suo padrone ad un livello decente. Non poteva permettere che quello sciocco mezzo demone rovinasse la reputazione del sommo Sesshoumaru, il suo padrone non glielo avrebbe mai perdonato e tutti quanti sappiamo che il puffo cade in depressione molto facilmente.
Ce lo vedete mentre, completamente ignorato da Sesshoumaru e consapevole di averlo deluso, sprofonda in un profondo baratro che si apre esattamente sotto di lui? In questo momento Jaken si immaginava perfettamente la scena e tutto quello che riusciva a pensare era che doveva assolutamente impedire che ciò accadesse.
Con questa idea nella mente Jaken era andato dritto da Inuyasha e lo aveva colpito con il bastone. La reazione di Inuyasha? Il classico pugno in testa accompagnato da qualche strillo.
"Tu stupidissimo mezzo demone! Smettila di comportarti come uno straccione! Smettila di strillare e parla solo quando è necessario! Devi avere un'espressione gelida!"urlò Jaken al povero Inuyasha che lo guardava confuso mentre la piccola Rin, perplessa, si metteva a ridere.
"Si può sapere che diavolo stai dicendo sgorbio?"strillò Inuyasha.
"Non ti permetterò di rovinare l'immagine di padron Sesshoumaru!"disse Jaken cominciando a camminare per poi aggiungere "E ora cammina e fai quello che ti ho detto!"
Inuyasha cominciò a camminare perplesso senza sapere cosa dire o cosa fare.
La scenata di Jaken aveva scioccato non poco Inuyasha che, strano a dirsi, aveva cominciato a riflettere.
E' inutile che rileggiate quello che ho appena scritto, vi posso assicurare che non avete le allucinazioni ho scritto proprio riflettere.
Questo evento storico più unico che raro si spiega perché, a quanto pare, l'essere nel corpo di Sesshoumaru cominciava in qualche modo ad influenzarlo. Non temete non diventare come il fratello, non arriverà mai a competere per il titolo di Mr-sono-il-più-perfido-crudele-e-glaciale-essere-vivente-che-sia-mai-esistito-e-che-mai-esisterà questa è una prerogativa del caro Sesshy.
Dopo questa breve parentesi torniamo a Inuyasha.
Nonostante molti possano credere che nel cranio del mezzo demone al posto del cervello ci sia una mosca che gironzola allegra e spensierata per tutto quell'enorme vuoto, nella testa del botolo c'è un cervello. Resta inattivo per la maggior parte del tempo ma comunque c'è.
Ora il suddetto cervello stava attraversando una delle rare fasi di attività.
Inuyasha stava pensando a Kagome e ai suoi amici lasciati in balia di Sesshoumaru.
Era estremamente preoccupato per Kagome o forse sarebbe meglio dire che era in preda a una delle sue crisi di gelosia. Riusciva quasi a immaginarsi la ragazza tra le braccia del fratello e questo lo faceva impazzire.
Per questo assurdo motivo aveva accelerato improvvisamente il passo e a nulla erano valse le grida di Rin che gli chiedeva di rallentare perché non riusciva a stargli dietro. Voleva solo raggiungere il fratello e riprendersi il suo corpo.
Doveva sbrigarsi o era certo che il fratello gli avrebbe rovinato la vita questa volta in modo irreparabile, quello che non sapeva era che il buon Sesshoumaru non se la passava per niente bene.
Questo pensavano il puffo e il botolo mentre il loro viaggio continuava.