CAPITOLO SETTE - ATHENS CITY ACADEMY OF THE PERFORMING BARDS
Quando abbiamo combattuto al fianco di Elena di Troia, ho creduto che alla fine te ne saresti andata con Perdicus, ero quasi contenta, per voi due, ma lui aveva altri progetti, e tu sei rimasta con me. Oggi ho dato per scontato che mi avresti seguita in questa nostra nuova avventura, contro un ciclope, per giunta, invece mi hai chiesto quanto fosse lontana Atene.
Lo hai sempre detto che avresti voluto studiare lì, questa è la tua occasione, giovane e coraggioso bardo, non sarò certo io a fermarti, tutto il contrario. Ma voglio che tu sappia quanto ci tengo a te… cinque anni sono tanti, ragazzina, potremmo anche non rivederci mai più, anche se mi stai assicurando che tornerai, sedute una di fronte all'altra, in questa locanda affollata e rumorosa, che mi sembra deserta mentre ti guardo negli occhi per dirti addio.
"Anche se fossi circondata da un esercito intero, noterei comunque la tua assenza.", ti rispondo con dolcezza. Mi viene in mente l'unica storia che ricordo, di quando ero piccola. "È la storia di due orfani, che decisero di andare in cerca delle loro famiglie, e parla delle loro avventure e della loro ricerca. Ma la parte finale è quella che ricordo meglio…", ti annuncio con un nodo che mi cresce nella gola. "E quando il primo uomo giunse alla fine del suo viaggio, si ritrovò…"
"…all'inizio.", concludi con me, con il sorriso più dolce che ti abbia mai visto sul volto. "La famiglia che aveva cercato, stava viaggiando accanto a lui. La sola famiglia che avesse mai conosciuto, di cui avesse mai avuto bisogno, era proprio accanto a lui.", i tuoi occhi s'illuminano di commozione, mi ero offerta di accompagnarti, ma forse è il caso che mi allontani adesso. "Grazie per essere stata la mia famiglia, sei come una sorella per me. Ora va' a prenderti il tuo sogno.", vorrei abbracciarti forte, ma ho paura che non ti lascerei più andare, così mi alzo, scorgo le tue lacrime, ma mi allontano senza voltarmi. Buona fortuna giovane bardo. Spero davvero che tornerai, quando avrai concluso i tuoi studi. Abbiamo ancora tante storie da raccontare, tante avventure da vivere insieme…
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Hah, non credevo fosse così facile falsificare una carta ufficiale! Penso, fiera di me, mentre faccio conoscenza con gli altri partecipanti alla gara. Siamo un gruppo colorito, devo ammetterlo, speravo ci fosse qualche ragazza, ma a quanto pare il padre di Orion ha ragione, le femmine 'come si deve' racconterebbero solo storie di lavori domestici…
Twickenham è balbuziente, se solo riuscisse a rilassarsi un po', sono convinta che le sue storie sarebbero davvero appassionanti. Euripides è alquanto pomposo e ricercato…. e devo ammettere che spesso non capisco proprio nulla di quello che vuole dire… lo definirei…. criptico! Stallonus avrebbe bisogno di uno di quei decotti che a volte Xena mi prepara e che mi fanno venire sonno!
Chissà come se la sta cavando Xena con quel ciclope, mi domando mentre scorgo da lontano Orion che discute di nuovo con suo padre.
Orion è un caro ragazzo ed ha anche molto talento, purtroppo suo padre gli sta sempre col fiato sul collo e non gli permette di essere sé stesso e di raccontare le storie come vorrebbe lui. Sono sicura che gli voglia bene, ma così lo costringe ed Orion ne soffre.
Quando ho cominciato a raccontare loro le avventure di Xena, erano increduli, l'intera Grecia ha una visione così distorta di lei, beh… distorta del presente, nessuno crede che sia cambiata, solo le mie storie raccontano questa sua evoluzione.
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Accetto di buon grado un'altra notte alla locanda del villaggio, che i cittadini mi offrono come ringraziamento per averli liberati dal ciclope molesto. Al solo pensiero di affilare la mia spada davanti al fuoco di un campo desolato, senza l'ormai familiare tuo chiacchiericcio, mentre scrivi le tue pergamene, mi viene malinconia, suppongo che dovrò abituarmici, prima o poi. Ah sto diventando una smidollata! Sorseggio la mia bevanda al bancone della taverna, quando sento nominare l'accademia da qualche avventore poco lontano, domani c'è l'esibizione finale, prima dell'ammissione…
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"Fa' i bagagli e vattene.", m'invita in tono anche troppo gentile la segretaria che ho preso in giro falsificando il mio invito. Che cosa credevo di fare? Prenderli per il didietro all'infinito? Avrei dovuto saperlo che sarebbe finita così. I miei amici sono tutti addolorati per la mia espulsione, è commovente il fatto che nessuno di loro si senta tradito, visto che in pratica ho imbrogliato anche loro. Tutto d'un tratto Twickenham se ne esce con un'idea, si riunisce con gli altri e poi mi chiedono di restare almeno per assistere alla loro competizione.
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Oltre l'ultima fila, nell'angolo più appartato del piccolo teatro, mi nascondo, curiosa ed emozionata di assistere al tuo esame, il cappuccio del mio mantello a nascondere il mio volto. Non riesco a vederti tra i partecipanti, poi eccoti entrare dalla porta principale… ti è sempre piaciuto dormire fino a tardi, anche in mezzo ad un assalto. Sorrido, ripensando a quella volta in cui abbattei quel gruppo di cacciatori di taglie convinti di avermi fatto la pelle. E invece scopro che hai imbrogliato per entrare e che ti hanno scoperto, molto furba, se avessi chiesto il mio aiuto, o se solo ti avessi accompagnata come mi ero offerta di fare, non ti saresti trovata in questo guaio, fortuna che Gastacius non bada troppo alle formalità.
"Questa è la storia di due amiche, s'incontrarono nel momento più difficile, impararono come prendersi cura l'una dell'altra…"
Ero sicura, che non si sarebbe pentito di averti dato una seconda possibilità. Sono commossa per il modo in cui racconti di me, Gabrielle, diventerai un grande bardo… lo sei già, per me. Buona fortuna, ragazzina.
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Assistere alla storia di Spartacus narrata da Orion… Homer… il Bardo Cieco, è stata un'esperienza magnifica, sono sicura che diventerà molto conosciuto in Grecia, forse la sua fama arriverà fino a Roma! Penso, mentre scorgo il didietro di Argo poco più a valle, ed una figura amata e familiare che le cammina accanto, vorrei gridare il suo nome, dirle di aspettarmi, ma forse potrei farle una sorpresa, così comincio a correre giù per la collina e penso che mi sentirà arrivare, e allora addio sorpresa, ah ma che importa, in fin dei conti?
"Ciao"
"Allora, chi ha vinto?"
"Io."
"E cosa ci fai qui?"
"Beh… so che suonerà stupido, ma ho realizzato che mentre loro raccontano avventure, tu ed io possiamo viverle!"
"Beh… è bello averti di nuovo con me."
"Questa potrebbe essere una grande storia!", esclami col tuo solito entusiasmo. Ti passo un braccio sulle spalle e per poco non perdi l'equilibrio mentre ti avvicino a me, ma che importa, in fin dei conti?
"Lo sarà, Gabrielle, lo sarà!"
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