La mattina di Natale, bianchi fiocchi di neve cadevano fuori dalla finestra della Tana, ricoprendo con un candido velo la campagna circostante.
Hermione aprì lentamente gli occhi, senza capire inizialmente dove si trovasse. Poi, come una doccia fredda, gli eventi della sera precedente le piombarono addosso, facendola rabbrividire.
Affondò la faccia nel cuscino gemendo: aveva baciato Piton!
Se ieri la cosa le sembrava incredibilmente meravigliosa, ora invece la terrorizzava.
Non sapeva che cosa fare; solo di una cosa era certa: non ne avrebbe fatto parola con nessuno, nemmeno con Harry e Ron… povero Ron, chissà che duro colpo sarebbe stato per lui, dopo il fallimento della loro storia, gli serviva solo sapere che era stato rimpiazzato…da Piton!
La ragazza a quel pensiero scosse la testa, fece un respiro profondo e si alzò dal letto: il freddo la investì di colpo, facendola tremare. Doveva essere parecchio tardi, perché Ginny non era nella stanza.
Quando scese giù in cucina, trovò tutto l' Ordine della Fenice riunito attorno al tavolo. Harry e Ron le corsero incontro preoccupati "Hermione! Come stai? Cosa ti hanno chiesto? Come è andata?" la ragazza non fece in tempo ad aprire bocca, che si trovò soffocata tra le braccia dei suoi migliori amici.
"A Buon Natale comunque!" le disse Ron allegramente; sembrava un'altra persona rispetto al giorno prima: un caldo sorriso gli illuminava il volto finalmente rilassato.
"Ragazzi fatela respirare!" urlò Molly "Ben alzata tesoro, giusto in tempo per il pranzo! Devi aver fatto parecchio tardi ieri sera…" Hermione all'idea della sera prima, divenne rossa di colpo.
"Hai fame cara?" chiese la signora Wesley, tornando subito dolce.
"Da morire!"
Si sedettero a tavola, ed Hermione notò che al suo posto c'era una busta bianca sigillata.
"E' da parte del Ministero." Rispose Lupin allo sguardo interrogativo della ragazza.
"Hanno già i risultati?" chiese lei sorpresa.
"Dai aprila! Io e Harry abbiamo già ricevuto il regalo di Natale da parte loro." Disse Ron elettrizzato.
Hermione deglutì; e se qualcosa era andato storto? Impossibile, lei era innocente…
"Qualcosa non va?" chiese Lupin preoccupato.
"Non, no. E' tutto a posto." Aprì la busta con mani tremanti: dentro c'era un biglietto di carta bianca con una frase scritta con eleganti lettere dorate e il timbro del ministero 'Assolto da tutte le accuse.' Sospirò: di colpo il Natale le parve più bello.
"Innocente?" chiese il rosso cercando di leggere il biglietto.
"Certo! Che ti aspettavi? Non ho ancora in programma di uccidere qualcuno." Rispose stizzita la ragazza. Tutti scoppiarono a ridere.
Si sa quindi chi è il colpevole?" chiese lei. Di nuovo calò il silenzio.
"Non è stato accusato nessuno." Rispose atono il signor Weasley. "Tutti erano presenti ad Hogwarts e tutti hanno parlato sotto Veritaserum, o sotto ordine di Silente( per le creature magiche), ma nessuno risulta colpevole a quanto pare."
-Quasi tutti- pensò Hermione con un brivido; dunque Piton aveva avuto successo. Il cerchio si stringeva sempre più intorno a lui.
"Ci sono diversi modi per entrare a Hogwarts senza essere scoperti…" disse Harry, lanciando uno sguardo eloquente a Sirius e Lupin.
"Silente conosce quei passaggi Harry, sono sicuro che sta prendendo in considerazione l' idea che qualcuno sia riuscito a intrufolarsi al castello da lì. Solo che così trovare il colpevole sarà molto più difficile. Oggi il ministero sta interrogando gli abitanti e i negozianti di Hosgmade, ma di certo non sarà facile riuscire a rintracciare qualcuno in questo modo." Disse Lupin.
"Chi potrebbe mai conoscere quei passaggi?" chiese Ron.
"Sicuramente qualche ex-alunno di Hogwarts. Sarebbe troppo presuntuoso dire che i Malandrini erano gli unici a usufruirne, anche se non abbiamo mai beccato nessuno." Disse Sirius.
"Molti Mangiamorte erano studenti ad Hogwarts, e ora che ci penso durate il 3 anno Piton ha scoperto la mappa, quando è venuto nella Stamberga Strillante." Disse Ron, poi guardando Hermione aggiunse in fretta "Magari non è stato lui ma lo ha detto a qualche altro Mangiamorte."
Tutti erano pensierosi "E' possibile si… ma Piton ha sostenuto l'interrogatorio come tutti e se non ha rivelato nulla di scomodo lì allora c'è da stare tranquilli." Disse Lupin, seguito da uno sbuffo di Sirius.
"Non esiste un modo per eludere il Veritaserum?" chiese Harry.
"Non che io sappia." Rispose il professore.
Hermione parve sorpresa, eppure Lupin sembrava sincero in quel momento.
"Professore, che cosa mi dice dell'…"
Tutti si voltarono a guardarla, anche se non abbastanza sorpresi: Hermione era solita dire magie e incantesimi che nessuno sapeva, trovati su un qualche libro sconosciuto dei suoi.
"E' una pozione leggendaria, nessuno conosce gli ingredienti, e io non conosco nessuno in grado di realizzarla; quindi la escluderei." Disse Lupin pensieroso.
Hermione in quel momento ebbe davvero paura, era come se tutti i pezzi del puzzle combaciassero, mancava però il pezzo più importante: perché Piton avrebbe voluto uccidere uno studente? E senza che Silente dicesse nulla, anzi sembra persino proteggerlo?
Non sapeva darsi una risposta. Non riusciva a pensare ad altro se non al fatto che quell' uomo fosse di certo il più grande Pozionista del secolo e che sprecava la sua bravura dietro a dei ragazzini ingrati in una scuola. Nulla aveva senso.
"Povera famiglia Finnigan, chissà che brutto Natale passerà senza neppure sapere chi è l' assassino del loro unico figlio." Disse Tonks sconsolata.
"Su forza, ora smettiamola di deprimerci!" gridò Molly "In fondo è Natale anche per noi e grazie al cielo siamo tutti sani e salvi. Godiamoci il tacchino!"
"Hai ragione Molly, ha un aspetto splendido." Disse Sirius battendo le mani.
Il pranzo scorse in tutta tranquillità: mentre Hermione raccontava ai suoi amici sconvolti l'interrogatorio della sera prima, gli altri mangiavano e chiacchieravano allegramente.
Il sig. Weasley parlava con Lupin e Kingsley di nuovi leggi del Ministero sui rapporti Mago\Babbani; Sirius e i gemelli come al solito parlavano di Quidditch ; Charlie raccontava a Bill e Fleur di una nuova specie di draghi trovati nella Foresta Nera, e Tonks Ginny e Molly parlavano di come fosse cupa e triste Diagon Alley, nonostante le vetrine fossero colorate e addobbate per le feste.
Il pomeriggio volò in fretta, mentre tutti scartavano i regali: Hermione, con sua grande sorpresa, ricevette più vestiti che libri. Forse anche gli altri si erano accorti che era una semplice ragazza di 17 anni.
Nonostante l' atmosfera allegra che aleggiava nel salotto egli Weasley, lei era silenziosa e distaccata. Approfittò di una partita a scacchi magici tra Harry e Ron, per sedersi su un divanetto a leggere un libro, ma la sua mente non riusciva a concentrarsi sul testo, e si ritrovò a leggere la stessa riga per la terza volta di seguito. Chiuse il libro di scatto, sospirando.
"Ehi ragazza, tutto a posto?" chiese Sirius colpendola di sorpresa e sedendosi accanto a lei sul divanetto.
"Ehm certo! Che cosa ti fa pensare il contrario?"
"E' tutto il giorno che ti osservo, e mi sei sembrata strana, assente."
"Che spirito di osservazione!" fece lei sarcastica.
"Bè se non ti va di parlarne allora scusami." Disse lui alzandosi.
"No aspetta…non devi scusarti. In effetti c'è qualcosa che mi assilla."
Sirius tornò seduto e la guardò con curiosità, aspettando in silenzio che la ragazza iniziasse a parlare. – Forse Sirius è la persona adatta con cui parlare quando hai problemi di cuore- pensò Hermione.
"Vedi, c'è una persona…" iniziò titubante.
"Ah, la nostra piccola grifoncina ha lasciato il libri per qualcosa di più interessante vedo…" fece lui sorridendo malizioso.
-Forse no- pensò lei stizzita – soprattutto prendendo in considerazione il soggetto del mio interesse-
"Allora chi è? Un Grifondoro del tuo anno?" chiese lui ansioso.
Di bene in meglio…- pensò
"Ehm, no. Nessuno dei due."
Sirius parve rabbuiarsi "Ah. Ron lo sa?"
"Perché dovrei dirglielo?" scattò subito lei.
"Bè, pensavo che voi tre vi diceste tutto." Sembrava davvero dispiaciuto.
"No, non tutto. Comunque con questo…ragazzo, sto vivendo una cosa strana. Ci siamo odiati per molto tempo, ma dopo un po' le cose tra noi sono cambiate, le circostanze ci hanno portato a guardarci on occhi diversi, più obbiettivi; fino a che…ci siamo baciati. E' stato un errore ma io ora non so come comportarmi." Finì lei disperata.
"Bè, la situazione mi sembra piuttosto complicata; mica ti sarai presa una cotta per Malfoy?" chiese sospettoso.
"Sirius!" urlò la ragazza, facendo sobbalzare Leo, appollaiato sul trespolo là vicino.
"Ok, ok. No perché dalla descrizione dei fatti mi sembrava lui…" abbozzò un mezzo sorriso.
"No, non è del mio anno…comunque è un Serpeverde se ti può far sentire meglio."
"Neanche un po' Hermione…ma ora che ci penso bene, le Serpeverde erano le più 'disponibili' quando frequentavo scuola io." Fece malizioso.
"Sirius!" stavolta Leo volò via, in cerca di un posto più tranquillo dove riposare.
Sirius sbottò nella sua solita risata, simile a un latrato "He he, sto scherzando!"
"Non ne sono così sicura, conosco la tua fama di ex-playboy." Fece lei di rimando.
"In effetti non mi è mai capitato di trovarmi in una situazione del genere; non mi sono mai fermato al bacio, ma andavo sempre oltre. Lo facevo per divertimento; non ne vado fierissimo, ma ero un ragazzo piacente e me ne approfittavo. Era James quello innamorato cotto: guarda il lato positivo. Lui e Lily si odiavano, poi dal 7 anno hanno iniziato a conoscersi e si sono piaciuti. Si sono addirittura sposati ed hanno avuto un bambino!"
"Dubito che tra noi possa succedere la stessa cosa." Disse lei triste.
"Non ti devi abbattere." Disse l'uomo con un sorriso "Non sai mai quello che il futuro ha in serbo per te."
"Hai ragione…in fondo se l'hanno scorso mi avessero detto che avrei finito per baciarlo, avrei sicuramente riso. Il problema è che ora non so come comportarmi con lui. Ora che la scuola è chiusa non so nemmeno se lo rivedrò, e non riesco a togliermelo dalla testa." Concluse affondando la faccia tra le braccia, che erano piegate sulle ginocchia.
Sirius rise "Allora è seria la cosa!"
"Temo di si." Giunse la voce soffocata di lei da dietro le braccia, foderata dal solito maglioncino di lana targato Weasley.
A Sirius si strinse il cuore a vedere quella ragazza di solito composta e serena, raggomitolata in quel modo e con un tono così triste.
"Hermione, guardami." Fece di colpo serio. "Tu sei una ragazza eccezionale: sei intelligente, brillante, buona e anche bellissima. Chiunque sia questo ragazzo , sarebbe un pazzo a lasciarsi sfuggire una come te. Sono sicuro che farà di tutti per incontrarti, e che in questo preciso momento ti sta pensando anche lui."
Di colpo Hermione capì perché Harry amava tanto confidarsi col suo padrino: quando Sirius ci si metteva, era davvero in grado di consolarti e di dire la cosa giusta in modo convincente. Non era possibile resistere ai suoi occhi chiari e alla sua voce profonda.
"Hai detto bellissima?" chiese lei sospettosa.
Per tutta risposta l'uomo si strinse nelle spalle e si alzò dal divanetto, lasciandola di stucco, persa in 1000 pensieri.
Quella sera chiusa in bagno, Hermione prese scientificamente in esame la sua figura di fronte allo specchio. Non si era mai sentita bellissima: Ron non glielo aveva mai detto, per lui al massimo era carina. Una volta Viktor glielo aveva sussurrato, ma lei non gli aveva creduto.
Guardò la sua immagine nuda riflessa nello specchio: tutto sommato non era poi così male, si disse.
L' unica cosa di cui andava realmente fiera era la sua pelle morbida e luminosa.
Tornando in camera guardò Ginny, stesa sul letto: lei si che era bella, coi suoi occhi di ghiaccio e i lunghi capelli rossi.
"Che c'è?" chiese la sua migliore amica, accortasi che Hermione la stava squadrando.
"Tu mi trovi bella?" chiese lei senza pensarci.
Ginny strabuzzò gli occhi e scoppiò a ridere "Perché? Problemi di autostima?"
Hermione alzò le spalle e si infilò sotto le coperte "Me lo ha fatto notare Sirius prima; io sinceramente non ho mai prestato attenzione al mio aspetto fisico."
"Forse è questo che ti rende così interessante. La tua è una bellezza acqua e sapone; sei come la ragazza della porta accanto, e questo intriga molti ragazzi. Sapessi che commenti ha fatto su di te un ragazzo di Tassorosso del 5 anno che conosco." Disse con un sorrisetto malizioso.
"Preferisco non sapere, grazie. Tu ti intendi così tanto di ragazzi…"
-Cavolo! Ginny si che potrebbe aiutarmi.- Il pensiero fulminò Hermione con violenza; la sua migliore amica era una vera esperta di relazioni, come non aveva potuto pensarci prima?
Le raccontò brevemente la situazione, tralasciando l' identità dell'uomo interessato. Grazie al cielo l'amica non fece domande scomode.
"Accidenti Hermione! Pensavo di conoscerti bene, invece mi sbagliavo. Non ti facevo come quella che prende l'iniziativa!" disse ridacchiando.
"Ho parecchie doti nascoste." Fece Hermione, ammiccando.
Era bello aver ritrovato di nuovo la sua migliore amica; e niente era meglio che spettegolare sui ragazzi.
"C'è solo una cosa da fare; devi confessargli quello che provi." Disse seriamente.
"COSA? Tu sei pazza, non posso farlo. Un conto è baciarlo e fare finta che sia stato per errore, un altro è dirgli apertamente che lo amo!"
"Perché? Se ti ha baciata ricambia ance lui no?"
"Tu non lo conosci, è più probabile che mi metta le mani al collo…" disse Hermione con tristezza.
"Io farei così al posto tuo; meglio vivere con un rimorso che con un rimpianto."
"Già, parli facile tu…"
Quella notte fu davvero difficile prendere sonno: tutte le preoccupazioni e i pensieri tralasciati durante il giorno, le piombarono addosso soffocandola.
Non era ancora pronta a parlare con Severus Piton. Figuriamoci se era pronta a rivederlo il giorno seguente.
Il pomeriggio dopo Natale, tutti i ragazzi avevano improvvisato una furiosa guerra di palle di neve e caccia allo gnomo nel giardino della Tana, mentre gli adulti erano impegnati in una riunione dell'Ordine.
Hermione, che stranamente aveva partecipato a quelle attività semi-agonistiche, abbandonò in anticipo il campo di battaglia, zuppa fino all'osso e col fiato corto.
Stava ancora ridendo quando, entrando in cucina si trovò di fronte all' ultima persona che si sarebbe aspettata di vedere lì quel giorno: Severus Piton la stava squadrando imperturbabile come sempre.
La riunione doveva essere finita da poco, perché gli altri membri stavano andando via in quel momento.
Il sorriso della ragazza si gelò sul volto, mentre incontrò quegli occhi di ossidiana che parvero inchiodarla sul posto.
"Che cosa ci fa lei qui?" chiese di botto, senza fiato.
"Tesoro non dire sciocchezze, il professor Piton è membro dell'Ordine già da parecchio tempo." Disse Molly apprensiva.
I due non smettevano di fissarsi in silenzio. Lupin parve sorpreso da quel comportamento "Hermione è tutto a posto?" chiese.
La ragazza annuì in silenzio, stava per dire qualcosa, quando Piton la precedette.
"Posso parlarvi un momento Miss Granger? In privato." Aggiunse guardando Sirius e Lupin.
"Ce - certo professore. Andiamo di là in salotto."
Sirius squadrò Piton con odio "Che cosa vuoi da Hermione?"
"Che c'è Black, non sono libero di parlare con una mia studentessa adesso?" chiese scocciato.
"Ex."
"E' uguale."
Hermione, che proprio non voleva assistere a una lite fra i due, intervenne "E' tutto ok Sirius."
Si chiusero nel salotto degli Weasley; Piton lo sigillò e insonorizzò con la magia, per evitare che qualche curioso li sentisse o li interrompesse.
Erano uno di fronte all'altra in silenzio, Hermione tremava leggermente nei suoi vestiti bagnati, ma non osava aprire bocca.
-Adesso, devo farlo adesso o non ne avrò più il coraggio.- pensò Piton.
Quando tirò fuori la bacchetta Hermione sgranò gli occhi, ma poi tutto le fu chiaro.
"Sai che sono obbligato a fare quello che sto per fare, è per il bene di entrambi."
La ragazza annuì "Lo so, e non voglio impedirglielo. Non ho fatto altro che pensare a quello che è successo tra noi l'altra sera, e mi sono resa conto che, per quanto folle e sbagliato sia stato, era solo la fine di un processo che durava già da qualche mese. Posso garantirle che la cosa spaventa anche me; ora mi sento così vulnerabile ma…so che impazzirò se non le dirò quello che ho intenzione di dire. Poi potrà obliviarmi e fare finta che non sia successo nulla. Ha ragione, sarebbe più facile per entrambi, ma voglio solo che lei sappia una cosa."
L'uomo deglutì, ma abbassò la bacchetta. "Ti ascolto."
Hermione non sapeva cosa dire di preciso, per la prima volta in vita sua si trovava di fronte ad un professore senza parole. Si sentiva come una condannata a morte che deve convincere la giuria della sua innocenza. Fece un respiro profondo.
"Io non voglio niente da te, Severus. So perfettamente che la tua vita non è facile, che c'è sempre stato qualcuno che ti ha dato qualcosa perché in cambio da te voleva qualcos'altro, a volte forse per un prezzo troppo elevato, a volte col ricatto…a partire da Voldemort per giungere a Silente. Ma io non voglio nulla da te anzi, voglio darti me stessa. Lo so che non è molto, che forse non ti basterà, capisco se mi disprezzi, perché nonostante quello che è successo tra noi, non riesco ancora a capire cosa provi per me. Ma voglio dimostrarti che c'è del bene nelle persone e che tutti si meritano una seconda occasione a discapito di ciò che hanno fatto.- sorrise- So che queste parole dette da me potranno stonare, ma per una volta non voglio essere logica, non voglio pensare al futuro, ma voglio vivere giorno per giorno con te, se tu mi vorrai. Perché ho visto quello che c'è sotto la tua fredda maschera, e non voglio rinunciarci per nulla al mondo. Ti desidero troppo, so che non te ne rendi conto, ma tu sei molto di più di quello che gli altri ti hanno fatto credere di essere."
Piton la fissava sbalordito, aveva le mani tremanti e il volto solcato da mille emozioni. "Tu sei pazza. Non capisci che io sono un Mangiamorte? Stando con me firmerai la tua condanna a morte, e io questo non posso permetterlo!" urlò.
"Lo so, ma non mi importa. Non sono una sprovveduta, lo sai che posso farcela. Ho combattuto in passato contro i Mangiamorte al fianco di Harry e ne sono uscita vincente. Non ho intenzione di sbandierare a tutti quello che provo per te, è solo una cosa nostra: neppure Harry e Ron ne sono al corrente!"
Piton non sapeva cosa dire, Hermione aveva ragione su tutto, ma nonostante questo non poteva lasciarglielo fare. Lei meritava un ragazzo giovane e buono, in grado di amarla e di darle attenzioni, non un vecchio Mangiamorte pentito, che a stento ricordava che cosa volesse dire la parola amore. "Hermione, cerca di capire, io sono tutto sbagliato per te…"
"Questa è una cosa che devo decidere io, e io voglio stare con te!" urlò la ragazza. Sentì calde lacrime solcarle il viso, e neppure si preoccupò di fermarle. "Non sei stanco di rinunciare alla tua felicità per gli altri?"
Piton mosse la testa lentamente, senza staccare gli occhi da lei.
Per un lungo istante nessuno parlò, poi Hermione si arrese. Aveva seguito il consiglio di Ginny, gli aveva rivelato tutto, ma ciò non era servito a trattenerlo. "Lasciami andare allora, perché io da sola non ce la faccio. Convincimi che starò bene senza di te, perché ora non riesco a pensare di starti lontano. Le tue scuse non sono abbastanza, quindi forse è meglio se mi fai dimenticare tutto."
Piton annuì e si avvicinò, puntò la bacchetta sulla gola di Hermione, ma una luce di esitazione passò dietro ai suoi occhi.
Hermione colse al volo quel bagliore per giocare la sua ultima mossa: in fondo era una Grifondoro coraggiosa. " Hai preso la tua decisione e io non posso più fare altro per convincerti. Fa quello che devi ma prima che io dimentichi tutto, ti prego, baciami un'ultima volta."
Lui sgranò gli occhi e la sua bacchetta tremò sulla gola di Hermione "Tu sei pazza, non se ne parla Granger; già è difficile così…"
"Che c'è? Hai paura che ti piacerà troppo per potervi rinunciare?"
Lui avvicinò il suo viso a quello di lei, i loro nasi si sfioravano. Con voce minacciosa disse "Come ti permetti? Se fossimo stati a scuola ti avrei tolto almeno 200 punti."
Hermione rise amaramente " Ma noi ora non siamo a scuola, e lei non è più mio professore. Siamo solo Hermione e Severus, e per quello che ne so il mondo potrebbe finire domani."
Si avvicinò ancora di più a lui, le loro labbra quasi si sfioravano "Solo un bacio, ti supplico!" sussurrò.
Piton non seppe perché lo fece, forse perché dopo quel discorso glielo doveva, o forse perché era impossibile dire di no a quegli occhi caldi e profondi, ma posò lievemente le labbra su quelle di Hermione.
Fu diverso dal loro primo bacio, questo fu più dolce e delicato: sapeva di addio. Nessuna parte del corpo si sfiorò, se non le loro labbra. Nessuno dei due voleva finirlo davvero.
Alla fine Piton abbassò la bacchetta "Non posso…ci ho provato davvero, Merlino sa se ci ho provato; ma non ce la faccio!" disse con la voce incrinata dal pianto.
"Ho passato 2 giorni ad elencare i motivi per cui avrei dovuto farti dimenticare tutto. Ma non appena ti ho visto, ho capito che non ce l'avrei fatta. Sei l'unica persona che ha il potere di sconvolgermi Hermione Granger." Sussurrò l'uomo stringendola forte a se.
Hermione non si era mai sentita tanto contenta in tutta la sua vita: era entrata in quella stanza piena di paure, ora invece ne usciva piena di speranze. Gli sorrise e gli accarezzò una guancia, baciandogli una lacrima disse "So perfettamente a cosa andrò in contro, ma non mi spaventa: sarò paziente e non mi caccerò nei guai, te lo prometto."
Piton sorrise e tornò a baciarla, stavolta con più passione, mischiando al suo sapore il sale delle lacrime, e stringendo a sé l'unica persona che da molto tempo gli stava offrendo un po' di amore e di umanità. Aveva paura per il futuro, questo si, ma voleva davvero provare a fidarsi ancora una volta dei suoi sentimenti, tralasciando la ragione. Forse non era del tutto sbagliato provare ad essere felici, pensò.
Dopo una lunga ed agognata attesa, finalmente sono tornata con un nuovo capitolo, un po' troppo tenero lo ammetto, ma questa è un po' la mia dichiarazione d'amore a questo splendido e complesso personaggio. Spero tantissimo di non essere andata OC, perché io lo vedo davvero così!!! Dopo questa botta di zuccheri cmq ci aspetta un po' di angst: next chapter "Attacco a Hogsmade" ..e vai con l'azione, forse lì avrete le risposte ke cercate sul vostro caro Sev e sul colpevole dell' omicidio…
Allora piccola nota: mi sono permessa di riprendere un pezzetto di una canzone ke amo e ke ho pensato fosse molto adatta alla situazione: Release me di Agnes, la cara ragazza mi ha tenuto compagnia tutta l'estate, quindi piccolo omaggio a lei.
Ragazzi!!!!!!xkè vedo tipo 150 visite al mio chapter e solo 3 commenti????dopo ke mi sono fatta in 4 per scriverlo????vi amo lo stesso se lo leggete e basta ma vi amo di più se mi date idee e commentate ç_ç.
Indipercui^^ questo tenero capitolo è dedicato alle mie splendide ragazze Hugghina e Allison91 che fedelmente commentano la favoletta. Anke a te aloysia Piton certo…^^
Vabbè mi sento buona e ringrazio tutti lo stesso….!! Piccolo annuncio: ho ricominciato il lavoro, università la palestra e ho anke 1 vita sociale…quindi il prossimo capitolo non so davvero quando arriverà, forse a Natale…hahahah no skerzo ma settembre è 1 mese terrificante x me…incrociate le dita e non dimenticatemi!!!
