Capitolo 8

"Julio – disse Provenza – con Amy andate a casa della Goodmann e se non lo a trovate vi appostate, sono sicuro che non sospetti di essere stata rintracciata"

Julio ed Amy arrivarono a casa della donna ma di lei nessuna traccia, come ordinato si appostarono. Trascorse quel poco di notte che restava e quando venne mattina "Julio guarda - disse Amy osservando la foto - è lei"

"Avviso il tenente" e…. finalmente pensò Julio.

Provenza ordinò loro di non prendere iniziative, avrebbe chiamato il capitano.

Sharon fu svegliata dalla suoneria del cellulare

"Tenente" disse solo

"Capitano abbiamo la donna. Julio ed Amy la stanno controllando. Ho detto loro di non fare nulla per il momento, sono sicuro che ci porterà da Morse"

"Arrivo, devo essermi addormentata, io…."

"Lo so siamo tutti stanchi ed in ansia" – lo disse sospettando che per lei c'era molto di più. Questi due idioti pensò – resti a casa appena ci saranno novità la chiamo.

Sharon era combattuta, da un lato sapeva che come capitano aveva il dovere di essere li, ma dall'altro non ci riusciva, non poteva nascondere quello che provava, tutti avrebbero capito… se già non lo avevano fatto "Ok tenente, ma mi chiami immediatamente" decise infine.

La Goodmann uscì di casa e salì in auto. Julio ed Amy la seguirono. La donna si diresse verso il porto, arrivò ad un magazzino dimesso, lasciò lì l'auto ed entrò. I detective la seguirono all'interno e prima che lei potesse arrivare a Morse la bloccarono tappandole la bocca.

Videro Morse e dietro di lui, ferito ed a dorso nudo, legato su una sedia, il tenente Flynn. Quel bastardo lo avrebbe sicuramente ucciso. Si accorsero che i due uomini stavano parlando e di soppiatto si avvicinarono.

"Tenente – disse con un ghigno spettrale Morse – hai visto, ho mantenuto la promessa, sono tornato ed ora mi prendo la mia vendetta"

"Morse – ringhiò Andy – puoi anche uccidermi, ma questa sarà l'ultima cosa che farai, ti prenderanno, per te sarà la fine… scenderai all' inferno".

"Si ma tu verrai con me" e gli puntò contro la pistola.

Andy cerco di guadagnare tempo "Perché hai ucciso quelle povere ragazzine, perché in quel modo" chiese

"Perché…. Mi piacevano, mi piace uccidere, ho bisogno di farlo, al processo hanno detto che ero pazzo… " e rise come solo agli inferi avrebbero potuto ridere.

"Si sei un pazzo bastardo e se fosse stato per me non ci saresti arrivato al processo"

"Ah ah ah – rise istericamente Morse – lo so tenente ma attento una volta che si assapora il gusto, il piacere di uccidere non se ne può più fare a meno. Ma ora tutto questo non ha più alcuna importanza. Ora finiamola qui" e gli puntò la pistola alla tempia.

Sanchez decise che non si poteva attendere l'arrivo degli altri e con Amy intervenne. Fu tutto molto veloce. Quando Morse si accorse di loro provò a farsi scudo con Andy, ma Sanchez fu più rapido e gli sparò colpendolo alla testa…. Era sempre stato un ottimo cecchino.

Questa volta era veramente finito tutto.

Lasciarono il corpo di Morse a terra in una pozza di sangue e corsero da Flynn. Era ferito ad un braccio, lo slegarono. In quel momento entrarono Tao e Provenza.

Andy non era mai stato così felice di vedere colleghi, questa volta se l'era vista brutta, aveva pensato di non uscirne vivo….

"Flynn – tuonò Provenza – sei un idiota" questo era il suo modo per fargli capire che era felice di vederlo, si tolse la giacca e coprì l'amico.

"Anch'io sono contento di vederti Louie – improvvisamente però si ricordò della pistola e del distintivo – quel bastardo mi ha preso la pistola e …."

"Si Flynn, abbiamo tutto noi, ora andiamo in ospedale devi essere medicato, ti racconto strada facendo" e questo per Provenza era un ordine.

"Aspetta - lo fermò e rivolto verso Sanchez ed Amy – grazie ragazzi se non fosse stato per voi…"

"Tenente siamo una famiglia – gli disse Julio – un po' strana ma una famiglia" e sorrise dopo averlo detto.

Andy capì che non c'era bisogno d'aggiungere altro. Salì in auto con Provenza e Tao ed il collega più anziano chiamò finalmente il capitano questa volta con buone notizie.

Sharon stava facendo colazione insieme ai figli o almeno ci provava, il suo stomaco era chiuso e la nausea la perseguitava dalla sera prima. Non avrebbe resistito ancora per molto senza notizie. Fu destata dai suoi pensieri dal suono del cellulare e si precipitò a rispondere.

"Tenente …. Allora"chiese con l'ansia che le bloccava la gola.

"Capitano l'abbiamo trovato"

Andy nel sedile posteriore cercava di carpire la conversazione.

"Lui è…." E non riuscì concludere

"Si è vivo, capitano"

Sharon non volle sapere il perché non l'avevano informata quando l'operazione ebbe inizio…. lui era vivo solo quello le importava.

Provenza continuò "E' ferito, ma sembra stia bene, lo stiamo portando al Cedras, avviso Nicole"

"Ottimo lavoro tenente, ottimo lavoro - ripeté - e Morse?"

"E' morto, ci vediamo al Cedras capitano" e chiuse la telefonata. Poi rivolto ad Andy "Quella donna mi ha fatto impazzire…"

Tao rise pensando alla discussione che il collega aveva avuto con lei il giorno prima.

Andy li guardava stupito "Louie - chiese - non capisco, il capitano era in ferie, si era deciso di non chiamarla"

"Si, questo fino a quando non hanno consegnato la tua pistola ed il resto, abbiamo dovuto avvisarla e da lì….apriti cielo"

Tao ghignava ripensandoci.

"E' arrivata, dopo qualche ora, nella sala omicidi accompagnata dal fratello" continuò Provenza

"Dal fratello" chiese perplesso Andy

"Si, non ha salutato nessuno di noi e si è diretta nel suo ufficio. Dopo circa mezz'ora ne è uscita e … per me è stata la fine" ringhiò l'uomo.

Andy non poté credere a quello che l'amico gli stava raccontando, lei era stata in ansia per lui ed il solo pensiero lo rendeva l'uomo più felice sulla terra.

Quando arrivarono al Cedras il personale portò Andy in sala urgenze e li si presero cura di lui. Medicarono la ferita al braccio, non era profonda ma necessitava di essere suturata, gli fecero gli esami urgenti e vista la sua situazione cardiovascolare fecero un Ecg. Dagli esami emerse uno squilibrio idro-elettrolitico, il potassio era mosso ed anche se l'Ecg non evidenziava alterazioni, questo poteva essere pericoloso per il cuore e per precauzione il medico decise di trattenerlo per la notte.

Sharon dopo la telefonata si era diretta nella sua stanza, si era vestita cercando di darsi un contegno e quando uscì in soggiorno, indossando il vestito viola, era impeccabile come sempre.

"Sharon - le chiese Rusty – come sta"

"So solo che lo stanno portando in ospedale, è ferito. Ora scusatemi devo andare" sembrava calma mentre gli rispondeva ma il tremore delle mani la tradiva.

"Veniamo con te" disse Ricky ed uscirono dal condominio.

Durante il percorso nessuno parlò. Sharon al posto del passeggero guardava fuori dal finestrino ma lo sguardo era perso nel vuoto. Quando arrivarono al Cedras videro Provenza e Tao, Sanchez ed Amy erano ancora occupati con gli Affari Interni.

Sharon si avvicinò a Provenza e "Tenente … come sta?"

"Una ferita al braccio, lo stanno medicando, Nicole è con lui. Capitano siamo arrivati appena in tempo…."

Sharon dovette sedersi, l'adrenalina la stava abbandonando, ora si doveva solo aspettare.

Dopo quello che sembrò a tutti un tempo interminabile arrivò il medico. Gli andarono incontro e " Dottore sono il capitano Raydor – disse cercando di essere professionale anche se l'unica cosa che avrebbe desiderato era correre nella sua stanza – come sta?"

"La ferita al braccio non era profonda, è stata suturata e per precauzione lo abbiamo messo sotto copertura antibiotica. Dagli esami ematici risulta un'alterazione del potassio e vista la sua situazione cardiovascolare si è deciso di tenerlo monitorato per una notte. E' provato psicologicamente ma è un uomo forte e vedo che ha molti amici che si preoccupano per lui" e disse questo guardando il resto dei presenti.

Tirarono tutti un sospiro di sollievo.

Nel frattempo Nicole si era avvicinata al medico. Appena questi si accomiatò si diresse verso Sharon, l'abbracciò e non riuscì più trattenere i singhiozzi.

"Sta bene - disse - papà sta bene" per la prima volta realizzava quanto fosse pericoloso il lavoro del padre.

Sharon la tenne stretta non riuscendo a parlare.

"Vuoi vederlo è nella stanza numero 3" le chiese la giovane donna incurante degli sguardi dei presenti.

"Io ….grazie" e prima che qualcuno facesse commenti si diresse verso la stanza.

Provenza alzò gli occhi al cielo prevedendo una marea di guai in arrivo…Idioti, due emeriti idioti, a giocare con il fuoco ci si brucia , pensò. Ma questo non era il momento.

Sharon entrò nella stanza. Andy con gli occhi chiusi e a dorso nudo, era sdraiato a letto, il braccio ferito fasciato, sull'altro arto la flebo con dentro l'antibiotico, ed il monitor collegato al torace tracciava la sua attiva cardiaca.

Lei gli si avvicinò gli sfiorò delicatamente la mano… non voleva svegliarlo.

Lui aprì gli occhi "Sharon" gli sussurrò

"Andy non parlare, va tutto bene" e delle lacrime iniziarono a rigarle il volto.

"Mi dispace ..io …"

"Sei salvo è l'unica cosa che conta - disse sfiorandogli dolcemente la guancia - lo sai che mi hai fatto preoccupare"

Lui immaginava, da quello che gli aveva raccontato Provenza, che fosse stato molto di più di una preoccupazione ma non disse nulla e si limitò a sorridere.

Le loro mani si cercarono, le loro dita come se agissero di forza propria, si intrecciarono …. E rimasero in silenzio perdendosi l'uno nello sguardo dell'altro. Un silenzio che valeva più di mille parole.

Ci sarebbe stato tempo per tutto il resto…..

Continua…

(spero come sempre che vi piaccia, ho tante idee nella testa e spero di non fare confusione….nel proseguo ci sarà sicuramente un po' di Jack,ancora famiglia, Provenza sempre brontolone ma carino come un orsetto ma soprattutto…. Sharon e Andy….. Chiedo scusa se posso essere un po' noiosa ma questa è la mia prima fanfiction…..)